Mese: October 2014
Notizie
17/10/2014

Sono già in circolazione, quelle da 5 euro da maggio e quelle da 10 euro dalla fine di settembre: sono le nuove banconote della serie ‘Europ’round che, secondo la BCE, dovrebbero essere più resistenti alla contraffazione e quindi più semplici anche da controllare.

Nel caso ci fossero dubbi, per riconoscerle occorre sapere che nella filigrana c’è l’immagine dell’omonima eroina della mitologia greca, caratterizzata da un maggiore profilo di sicurezza, e c’è anche il ‘numero di smeraldo’, sempre sulla filigrana, che cambia colore e diventa blu quando la carta moneta viene manipolata. E per la certezza al 100% ci sono sempre i contabanconote e i rivelatori di banconote false.

Idee
16/10/2014

A ogni inverno, e pure ogni estate, la stessa querelle: chi dice che in ufficio fa freddo, e chi invece si lamenta del troppo caldo. Ma se sulla temperatura percepita da ciascuno si può far poco, qualcosa si può invece fare sul caloriferi e termoconvettori, per ottenere in ufficio la temperatura ottimale per la salute e l’efficienza.

Ma qual è la temperatura ottimale in un luogo di lavoro?
Secondo Mark Zuckerberg 15°C, un’idea sostenuta anche da Lucy Kellaway del Financial Times, autrice del libro Sense e Nonsense in the Office secondo la quale “il freddo aiuta a focalizzare la mente. Quando non sei completamente a tuo agio non divaghi, e nelle riunioni soprattutto non perdi tempo a sostenere tesi inutili, perché vuoi andartene al più presto”.

Stramba o meno che sia questa tesi, di fatto l’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che la temperatura ideale in ufficio sia tra i 18°C e i 24°C, mentre l’Inail, l’Istituto nazionale assicurazione sul lavoro, raccomanda di mantenere una temperatura di almeno 18°C e di massimo 22°C in inverno (per l’estate non più di 7°C di differenza rispetto all’esterno).

E all’estero?
Se in Francia sta al datore di lavoro garantire un ambiente di lavoro consono, in Belgio la temperatura raccomandata è di 18 gradi e mai oltre i 30°C; in Gran Bretagna si parte dai 16°C (ma per i lavori fisici e pesanti dai 13°C) e negli Stati Uniti il dipartimento del Lavoro raccomanda una temperatura fra 20°C e 24°C.

Ufficio
14/10/2014

Si fatica a crederci, ma il 62% degli americani passa la pausa pranzo davanti al computer. Talvolta lavorando davvero, più spesso chattando, socializzando, leggiucchiando cose su Internet mentre ingurgitano qualcosa portato da casa e riscaldato al microonde o più spesso cibo take away. Un fenomeno talmente diffuso da aver fatto nascere il blog della pausa pranzo triste in ufficio, Sad Desk Lunch (da cui sono tratte le foto di questa gallery).

Un formato folgorante: foto e breve descrizione del perché, in fondo, mangiare così, davanti al computer, sia davvero molto triste. E ovviamente un successo strepitoso, visto che di foto ne arrivano di nuove ogni giorno.

Se passare la pausa pranzo in questo modo è triste e poco salutare, bastano però pochi accorgimenti per trasformare il pranzo sul luogo di lavoro in un momento piacevole, rilassante e socializzante, seguendo i consigli spiegati in questo post.

Idee
09/10/2014

Un rito di ogni ufficio: il caffè al mattino, prima di cominciare davvero a lavorare; quello dopo pranzo, come da tradizione italiana; e magari uno a metà pomeriggio, per darsi la carica in vista del rush finale della giornata lavorativa. Ma non saranno troppi 3 caffè al giorno? E il caffè fa bene o male?

Il caffè è un piacere, e se bevuto in quantità moderate fa anche bene alla salute. Per questi 7 buoni motivi

Il caffè è ricco di antiossidanti, che sono gli elementi che contrastano l’invecchiamento cellulare.
Il solo profumo del caffè è in grado di attivare le aree del cervello che regolano i livelli di stress, diminuendo la tensione.
Il caffè è un toccasana per il fegato: nei casi di grandi bevitori diminuisce del 20% il rischio di cirrosi epatica, e in generale aiuta le funzioni di questo importante organo del corpo umano.
Secondo una ricerca della Brigham and Women’s Hospital and Harvard Medical School su oltre 112 mila donne e uomini in un arco temporale di 20 anni, il caffè avrebbe la capacità di ridurre il rischio di tumori della pelle nella popolazione femminile.
Il caffè aiuta a bruciare le riserve di grasso: in quanto eccitante, aumenta il metabolismo, contribuendo a bruciare più calorie.
Il caffè, ovviamente, consente al cervello di lavorare in modo più efficiente e brillante: la caffeina infatti migliora la concentrazione e l’attenzione (anche quando si è dormito poco)
Il caffè infine rende felici: il National Institute of Health ha infatti dimostrato come il consumo di caffè diminuisce il rischio di depressione di almeno il 10%.

Idee
07/10/2014

“Le lampade a incandescenza hanno dato luce al XX secolo, quelle a Led illumineranno il XXI”: è la breve spiegazione con cui il premio Nobel per la fisica 2014 è stato assegnato ai tre scienziati giapponesi (Isamu Akasaki e Hiroshi Amano della Nagoya University, e Shuji Nakamura dell’Università della California Santa Barbara) che con le loro ricerche sui diodi semiconduttori hanno permesso l’invenzione e la produzione industriale della nuova generazione di lampadine Led a basso consumo.

“Con l’arrivo delle lampade a Led ora abbiamo lampadine molto più efficienti e che durano molto di più rispetto alle vecchie fonti luminose” afferma la motivazione del premio dell’Accademia svedese delle scienze: infatti le nuove lampadine Led possono funzionare anche a bassa tensione (per esempio con l’energia fornita da un pannello solare fotovoltaico) e si stima possano migliorare la qualità della vita di 1,5 miliardi di persone che non hanno accesso alla rete elettrica.

Le lampade a led sono state sviluppate tra il 1989 e il 1993 e non solo sono più efficienti delle vecchie lampadine a incandescenza, ma anche delle più recenti alogene o fluorescenti: “Circa un quarto della produzione di energia elettrica mondiale è impiegata per accendere le lampadine, e i Led possono contribuire a risparmiare le risorse del pianeta” si legge ancora nella motivazione del Premio Nobel per la Fisica 2014.

Notizie
06/10/2014

Ce n’è sicuramente una nei dintorni: se c’è un prodotto da ufficio che ha avuto un successo planetario senza pari è la colla stick, quella nei tubetti tipo rossetto o lucidalabbra. E anche questo prodotto, come molti di quelli semplici e di larghissimo utilizzo, è stato inventato quasi per caso. La prima a lanciare sul mercato la colla stick fu l’azienda Pritt, nel 1969, e l’invenzione di deve al dottor Wolfgang Dierichs, un ricercatore della Henkel che pensò per la prima volta a questo prodotto durante un viaggio aereo.

Infatti il dottor Dierichs era seduto al suo posto in aereo, con la cintura ben allacciata in vita, quando si mise a osservare una donna che si stava applicando del rossetto alle labbra. Ora, qualunque uomo che vedesse una donna applicarsi del rossetto alle labbra non penserebbe a colle, adesivi e collanti, ma il dottor Dierichs era in una di quelle situazioni di serendipità che capitano talvolta nella vita, e pensò: e se al posto del rossetto ci fosse della colla solida? Sarebbe una soluzione pratica, pulita, economica.

Tornato in azienda si mise al lavoro e produsse il primo tubetto di colla stick Pritt: immessa sul mercato tedesco nel 1969, nel giro di 2 anni la colla stick Pritt era venduta in 38 paesi, ora la si può trovare in più di 120, ogni anno si producono più di 130 milioni di tubetti e si stima che ne siano stati venduti oltre 2 miliardi e mezzo, abbastanza per spalmare una striscia di colla che parte dalla Terra, supera la Luna, gira intorno a Marte e torna al nostro pianeta (dicono alla Henkel).