Mese: April 2015
Idee
29/04/2015

Credeteci o meno, ma buona parte dello stress, del nervoso, della tensione e delle arrabbiature di una normale giornata di lavoro non dipendono dalle 8 (o più) ore passate a lavorare ma da quelle passate per fare il tragitto casa – lavoro: è la (neanche tanto) sorprendente scoperta di uno studio (European Commuter Survey, realizzato da Ford) su 5.503 ‘pendolari’ in sei grandi città europee (Barcellona, Berlino, Londra, Madrid, Parigi e Roma).

Intanto i ritardi dovuti a code e traffico oppure disservizi sui mezzi pubblici, che riguardano l’80% dei pendolari almeno una volta al mese e che il più delle volte sono capaci di mandarci letteralmente fuori dai gangheri. Poi il tempo effettivamente e normalmente passato in viaggio tra casa e ufficio, che nella maggior parte delle metropoli europee supera i 100 minuti al giorno (ovviamente Roma batte tutti, con ben 111 minuti).

I risultati: ansia, nervosismo, tensione e di conseguenza anche minor produttività e creatività durante le effettive ore di lavoro.

Che fare?
Secondo Andreas Ostendorf, vicepresidente di Ford Europa con responsabilità per sostenibilità, ambiente e ingegneria della sicurezza citato dal Guardian “Tutti dobbiamo lavorare insieme su una rete di soluzioni interconnesse e sostenibili per offrire una più ampia varietà di modalità di trasporto a prezzi contenuti, che siano accessibili e sostenibili. Percorsi pedonali, biciclette, autobus, treni, autoveicoli, tram, bus navetta: tutte modalità che devono essere collegate e integrate per ottimizzare la mobilità urbana in futuro”.

Notizie
28/04/2015

Da bambini ne abbiamo fatto un uso smodato, temperando e temperando matite su matite finché non ne rimaneva un piccolo, inservibile moncone. Ma ripensandoci, l’essenzialità perfetta di un temperamatite da chi è stata ideata? Be’, anche per un oggetto apparentemente così banale c’è una lunga e curiosa storia da raccontare.

Intanto è bene sapere che le prime matite rudimentali cominciarono a circolare nel 1500, quando venne scoperto un giacimento di grafite a Borrowdale, in Inghilterra: erano un’anima di grafite avvolta in una cordicella, e solo dopo molto tempo si trovò il modo di inserire la grafite tra due bastoncini di legno. A quel punto c’era bisogno di ‘fare la punta’ alla matita, e il metodo più immediato era scalfire pezzettini di legno con un coltellino.

A metà Ottocento un francese di nome Bernard Lassimone realizzò il primo prototipo di temperamatite fatto con delle lame posizionate ad angolo retto dentro un cubetto di legno. Sempre un francese, Therry des Estwaux, pensò alla forma conica che conosciamo oggi, più o meno contemporaneamente a un americano di nome Walter K. Foster (i primi modelli Ottocenteschi si possono vedere sul sito di Office Museum).

Poi arrivò il vero inventore del temperamatite moderno, tale John Lee Love: era un afroamericano, e benché le notizie biografiche siano poche e incerte, pare fosse anche un grafomane stanco della fatica di dover continuamente fare la punta alle matite con il suo coltellino. È a lui che si deve l’invenzione della scatolina con dentro uno spazio conico in cui infilare la matita per temperarla con l’uso delle lame facendo in modo che gli scarti rimanessero all’interno del temperamatite.

Era il 23 novembre 1897 quando depositò il brevetto, vedendo riconosciuta l’originalità della sua invenzione e nacque ufficialmente il temperamatite come ancora lo conosciamo oggi.

Ufficio
24/04/2015

Primavera è tempo di pulizie e di rimessa in ordine. Non solo della casa ma anche dell’ufficio. E – credeteci o meno – ci sono degli specialisti del mettere in ordine gli ambienti. Già, perché sistemare e ridurre il caos degli ambienti che frequentiamo è molto meno semplice di quello che può sembrare, e sono nati servizi specifici come quello di InOrdine.net: l’ha inventato Margherita Settembrini Trabucchi che – in un’intervista a Vanity Fair – ha sintetizzato in pochi punti i consigli per far rinascere l’ufficio.

1. Illuminare gli spazi: basta poco, anche solo una nuova lampada o una diversa posizione, e grazie all’illuminazione le cose risalteranno meglio e sembreranno più belle.

2. Non accumulare i documenti sulla scrivania. Una scrivania sgombra e ordinata è segno di efficienza, non di inattività. Basta mettere in ordine un poco ogni giorno, eliminando il superfluo.

3. Archiviare e catalogare. Esistono fantastiche cartellette e faldoni per l’archivio, e sono fondamentali: basta un minimo di logica (per esempio i colori: rosso = urgente; blu = archiviato; verde = in fieri) e tutto avrà magicamente il suo posto.

4. Pulire e profumare ogni giorno. Evitare di accumulare lo sporco evita di accumulare il disordine. E dei fiori accompagnati da un profumatore discrete rende tutto più piacevole. Per voi e per i clienti. Semplice no?

5. Riporre tutto in armadi e librerie inventario. I faldoni colorati di cui sopra non rimangono sulla scrivania, ma si organizzano negli armadi e nelle librerie. Anche qui: un posto per ogni cosa, ogni cosa al suo posto.

PS: Ultimo consiglio: la sera, prima di lasciare l’ufficio, riordinate la scrivania. L’indomani mattina sarà più piacevole ricominciare a lavorare.

Notizie
22/04/2015

Sempre più aziende e realtà professionali prestano attenzione all’impatto ambientale delle proprie attività, e tra i modi di ridurre il consumo di risorse naturali e l’immissione nell’ambiente di sostanze inquinanti c’è sicuramente la scelta di utilizzare, per le attività di stampa, per le fotocopie o per i fax, carta di tipo ecologico.

Tuttavia c’è ancora parecchia confusione sul mercato quando si tratta di identificare chiaramente cosa significa carta ecologica per stampanti e fotocopiatrici e quale sia la differenza tra la carta considerata ecologica e rispettosa dell’ambiente e la carta riciclata.

Per fare chiarezza bisogna partire da una distinzione preliminare: la carta riciclata è ottenuta dal riciclo di materiali cartacei e può essere sbiancata, e quindi di colore bianco puro, oppure no, e quindi di colore più scuro, tendente al marroncino o al grigiastro; la carta ecologica è invece prodotta attraverso l’uso di cellulosa, ottenuta da legno proveniente da foreste certificate FSC, Forest Stewardship Council: questa certificazione garantisce che la materia prima usata proviene da foreste dove sono rispettati dei rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

Fatta questa prima grande distinzione, e prima di scegliere la carta più adatta per la stampante, ci sono poi da sfatare alcuni miti duri a morire.

Cominciamo dalla carta riciclata: ormai tutti i produttori di stampanti, fotocopiatrici e dispositivi multifunzione garantiscono che la carta riciclata è perfettamente compatibile con le loro macchine, e che quindi la carta riciclata non inceppa stampanti, fax e altri dispositivi; la carta riciclata è perfettamente equivalente alla carta bianca, quindi non impolvera, non si strappa più facilmente e non emana un odore sgradevole, come invece accadeva nel passato; la carta riciclata non è nemmeno più cara di quella bianca, anzi ormai si può risparmiare sui costi di stampa anche fino al 15% del proprio budget; è vero invece che la carta riciclata, a causa della lignina contenuta in alcuni tipi di carta che si ricicla (per esempio quella dei giornali), tende a ingiallire: si tratta di un processo che impega numerosi anni e che quindi non impatta sulle normali attività quotidiane di stampa e dell’uso di documenti cartacei.

Riguardo alla carta riciclata c’è poi da sottolineare come esistano sul mercato tipi di carta riciclata perfettamente bianca, ottenuti in tre modi: l’aggiunta di fibra di cellulosa vergine, che non può superare il 40% (e che per essere davvero ecologica deve provenire da forese certificate FSC); dei processi di sbiancamento che utilizzano cloro e altre sostanze chimiche (in questo secondo caso si tratta di carta riciclata ma non perfettamente ecologica); dei processi di sbiancamento che non utilizzano sostanze chimica ma preparati a base di ossigeno.

C’è poi la carta cosiddetta 100% ecologica: si tratta di carta non solo proveniente da foreste certificate FSC, Forest Stewardship Council, o PEFC, ma anche sbiancata senza l’uso di cloro o sostanze chimiche ma solo attraverso i preparati a base di ossigeno. Per chiarezza bisogna dire che anche per la carta 100% ecologica rimane il problema dell’utilizzo di ingenti quantità di acqua ed energia.

Alla fine come fare a districarsi negli acquisti di carta ecologica per stampanti, fotocopiatrici e multifunzione? Imparando a riconoscere i marchi di riferimento e certificazione FSC, PEFC ed EU EcoLabel.

Ufficio
21/04/2015

Sì, guardiamo fuori dalla finestra del nostro ufficio, c’è il sole, è sbocciata la primavera e noi – chiusi nel nostro ufficio, seduti alla nostra scrivania, con mille cose da fare – ci sentiamo irrimediabilmente più tristi. Ma non è il caso di abbandonarsi alla depressione: ecco 5 strategie semplici e immediate per rendere un po’ più felici ed empatiche le nostre giornate lavorative.

Aiutare a cementare lo spirito di squadra
Basta pensarci: passiamo 8 ore al giorno con i colleghi, quasi quante ne passiamo con la famiglia o gli amici. Nessuno pretende di essere amici dei propri colleghi (anche se un po’ di complicità a volte aiuta, come puoi leggere qui) ma saper ascoltare senza pregiudizi e saper collaborare alla formazione di un team coeso è il modo più semplice per sgorgare incomprensioni e problemi e filare spediti verso gli obiettivi professionali.

Usare l’empatia e la gentilezza
Certo, ci sono i giorni con i nervi a fior di pelle, nostri e degli altri, ma non si può vivere tutte le giornate lavorative sul filo della tensione. Ecco perché abituarsi a comunicare in modo efficace ed empatico, usando la gentilezza come strumento per far capire le nostre necessità, è un modo per rendere le relazioni meno conflittuali.

Rispettare le proprie idee
Essere empatici e prestare ascolto non significa azzerare le proprie opinioni Anzi: chi è intimamente convinto delle proprie idee è giusto che le porti come contributo al lavoro della squadra, senza fingere di essere sempre d’accordo con gli altri e sapendo anche riconoscere quando ci sono idee e strategie migliori.

Usare un tono costruttivo
“Non mi piace” non è un feedback costruttivo, ed è il modo più veloce per alzare una barriera. Allo stesso modo ogni frase che denota chiusura (“Sei un incapace”, “Non capisci”, “Non serve a niente”: le tipiche frasi da non pronunciare mai in ufficio). Tutto può essere criticato o almeno rivisto, basta farlo in modo costruttivo, apportando del valore aggiunto.

Fare autocritica
Non c’è nessuno che non sbaglia mai, e saper accettare un consiglio, una critica o anche solo ammettere di aver sbagliato è la strada giusta per consolidare relazioni basate sulla fiducia reciproca.

Idee
17/04/2015

Lo dicono tutti: medici, giornali, Tv, siti Internet. E ora lo dice anche il Ministero della Salute: per stare in forma anche con una vita intensa e stressante, si può cominciare dal fare le scale (quelle che portano in ufficio, quelle delle stazioni di treni e metropolitane, quelle di case e anche quelle dei mall e supermercati) e abbandonare definitivamente l’ascensore.

Insomma, se dopo l’inverno serve una scossa di remise en forme, si può sfruttare anche il tempo in ufficio per prendersi cura del fisico. La nuova campagna del Ministero della Salute si chiama “Usa le scale. Non prendere l’ascensore! Un gradino alla volta verso uno stile di vita più salutare anche in ufficio” ed è riassunta in un opuscolo ricco di buone indicazioni verso uno stile di vita salutistico.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità per mantenersi in forma bastano 30’ di attività fisica al giorno, anche conducendo uno stile di vita frenetico: “basta approfittare in modo intelligente delle opportunità che ci offre l’ambiente circostante” recita la campagna del Ministero della Salute, invitando proprio a partire dal fare le scale.

Salire i gradini infatti è un’attività che fa bene al cuore, tonifica i muscoli delle gambe, attiva il metabolismo permettendo di tenere sotto controllo il peso e – dettaglio non da poco – è totalmente gratuita.

Sai cosa puoi fare? Scaricare il pdf dal sito del Ministero della Salute (clicca qui), stamparlo e appenderlo in ufficio, invogliando colleghe e colleghi a seguire il tuo buon esempio.