Mese: August 2015
Idee
11/08/2015

Lo diciamo più o meno tutti: questo lavoro mi sta facendo diventare matto. Ma poi, tra il dire e il fare, c’è di mezzo sempre la verità. E infatto di lavori che fanno andare davvero fuori di testa ad appurare la verità ci ha pensato uno psicologo, Kevin Dutton dell’Università di Oxford.

I risultati della sua ricerca sono stati raccolti nel saggio “The Wisdom of Psychopaths: What Saints, Spies anche Serial Killers Can Teach Us About Success” e citati da Businesspeople.it: che ne pensate di questa Top10 dei lavori che fanno davvero impazzire?
1. Amministratore Delegato
2. Avvocato
3. Professionista Tv/Radio
4. Commerciale
5. Chirurgo
6. Giornalista
7. Poliziotto
8. Rappresentante del clero
9. Chef
10. Impiegato statale
 

Ufficio
07/08/2015

Se è vero che sono i primi 15’ della giornata lavorativa a dettare il tono delle restanti ore, allora è davvero importante cominciare con il piede giusto, cominciando da queste 8 cose che le persone più produttive fanno nel primo quarto d’ora della loro giornata di impegni professionali.

Arrivare al lavoro in anticipo
Anziché timbrare all’ultimo minuto e buttarsi a capofitto negli impegni: una decina di minuti di vantaggio permettono di mettere a fuoco le idee e cominciare più calmi e rilassati.

Preparare la scrivania
Sì, proprio come un chirurgo o un artigiano di altissimo profilo, la scrivania dei migliori manager è sempre perfettamente in ordine, con tutto quello che serve e nulla di superfluo.

Rivedere cosa s’è fatto il giorno prima
Una rapida rilettura a cosa si è fatto il giorno precedente prima di andare a casa è il modo migliore per rifocalizzarsi sul da farsi.

Controllare le cose da fare
Ciascuno ha una lista di cose da fare, l’importante è controllarla integralmente prima di cominciare a lavorare.

Identificare massimo 3 cose fondamentali da portare a termine
Nella giornata succederanno un sacco di cose, ma quelle 3 cose sono assolutamente da portare a termine, accada quel che accada.

Non leggere subito le e-mail
La posta è il modo migliore per distrarsi subito. I manager più efficienti al mondo non leggono subito la posta ma fissano un momento in cui lo faranno: a quel punto non leggeranno e risponderanno in ordine cronologico ma in base alle priorità.

Mettere il cellulare in silenzio
Per molti il mattino ha l’oro in bocca: sono quelli che non rispondono a telefonate e messaggi e si focalizzano sul proprio lavoro.

Risolvere prima i propri problemi
Sembra egoista, ma è efficace: le persone più produttive prima risolvono i propri compiti e poi aiutano gli altri e si rendono disponibili per il team.

Ufficio
06/08/2015

Scrive Oliver Burkeman sul Guardian (ripreso da Internazionale) che sempre più aziende hi-tech stanno sperimentando le settimane lavorative da 4 giorni, lasciando tutto il venerdì libero (oltre al weekend) ai propri dipendenti.

Perché in America si sta facendo strada l’idea che lavorare 4 giorni su 7 sia meglio che 5 su 7? Non c’entrano ovviamente i giovamenti per la vita famigliare, i passatempi, le amicizie e così via. La ragione sarebbe prettamente economica:
L’aspetto più interessante di questi esperimenti, confermato da alcune ricerche accademiche, è che sembra aiutare anche la produttività e la qualità del lavoro.
In parte ciò è dovuto al fatto che il “lavoro cognitivo” da scrivania si basa molto sul riposo, oltre che sull’uso, del cervello. Spingere le persone oltre i loro limiti naturali non le rende solo inefficienti ma compromette anche il lavoro dei giorni successivi. In altri casi, i dipendenti non lavorano meno ore in totale, ma semplicemente le riorganizzano, passando da cinque giorni da otto ore a quattro giorni da dieci ore. Anche questo accorgimento genera un utile senso di disciplina: pare che il sapere di dover concentrare tutto in meno giorni migliori l’efficienza generale.
Più o meno la filosofia che sta alla base del nuovo libro di Josh Davis “Two awesome hours” la cui idea è che non vale la pena cercare di tirar fuori qualcosa di utile e produttivo da ogni momento delle nostre giornate (che spesso si riducono a delle gran perdite di tempo, come avevamo raccontato qui). Meglio, molto meglio sfruttare al massimo le 2 ore di picco di produttività che ciascuno di noi ha nel corso di una giornata (a seconda se si è gufi o allodole), e magari smetterla di contare il lavoro cognitivo in ore ma in risultati ottenuti.

Ufficio
05/08/2015

Che l’aria condizionata in ufficio sia un regolare motivo di dissidio tra impiegati maschi e impiegate femmine è un dato di fatto: è uno dei primi motivi di discussione in ufficio, come abbiamo scritto qui. E non è solo una questione di abbigliamento (gli uomini che indossano giacca e cravatta e le donne che invece si presentano con le spalle scoperte) o di tipologia di lavoro. Se l’aria condizionata scatena discussioni senza fine è colpa dell’algoritmo matematico con il quale sono stati impostati i termostati: lo ha appena dimostrato uno studio olandese pubblicato su Nature Climate Change.

L’equazione, per quanto sia possibile comprenderla, è questa:
PMV = [0.303e-0.036M + 0,028] {(M – W) – 3.96E-8ƒcl [(tcl + 273) 4 – (tr + 273) 4] – ƒclhc (tcl – ta) – 3.05 [5,73-,007 (M – W) – pa] – 0.42 [(M – W) – 58.15] – 0.0173M (5,87 – pa) – 0.0014M (34 – ta)}
E non sarebbe altro che una versione dell’equazione sul comfort termico di Fanger. Peccato che sia ‘tarata’ sul metabolismo di un uomo di 40 anni del peso approssimativo di 70 kg. E peccato che il metabolismo di un uomo sia ben diverso da quello di una donna, soprattutto dal punto di vista delle calorie sprigionate, e finisce per sovrastimare la produzione di calore a riposo delle donne fino al 35 per cento. Da cui la diversa percezione della stessa temperatura impostata sul condizionatore.

Che fare allora? Intanto sapere qual’è la temperatura giusta da impostare in ufficio, in estate come in inverno e poi magari suggerire a qualche maschio i 7 rimedi per combattere il caldo in ufficio evitando di pompare al massimo l’aria condizionata.