Mese: March 2016
Ufficio
30/03/2016

Se la vostra settimana in ufficio consiste in otto ore o più di lavoro di fronte al computer, la vostra postazione sarà ormai diventata una seconda casa. Per questo motivo, è importante creare un luogo familiare e stimolante che vi dia la giusta energia per raggiungere gli obiettivi che vi siete prefissati a breve e a lungo termine. Ma come fare? Noi di Viking vorremmo darvi una mano con una serie di consigli su come creare, il più possibile, un ambiente circostante ideale per lavorare in maniera produttiva e in serenità.

Creare un ambiente sereno

La vostra scrivania diventa il vostro quartier generale dove dar vita a idee creative e mantenere alto l’impegno e la produttività. Facile a dirsi, giusto?! Eppure, credeteci, basta a volte posizionare alcuni oggetti significativi intorno a voi creando così le giuste condizioni per lavorare in armonia con voi stessi e con i colleghi. La foto di un vostro caro, l’immagine di un momento significativo della vostra vita o un riconoscimento ottenuto, sproneranno in voi il desiderio di rendere un lunedì uggioso il momento adatto per pianificare gli impegni e le scadenze della settimana. Sarà sempre utile posizionare sulla scrivania un calendario su cui aggiungerete all’inizio di ogni settimana, gli appuntamenti lavorativi e non. Se avete a breve in programma una vacanza, appuntatevelo sul calendario e sbirciate di tanto in tanto quanti giorni mancano alla data della partenza. Sarà un incentivo in più per lavorare con maggiore motivazione.
Se amate le piante e avete la fortuna di sedere vicino a una finestra, posizionate al lato della vostra scrivania o sul davanzale una pianta che amate e che abbia bisogno di luce. Oppure basterà un mazzo di fiori che colorino la vostra scrivania per ravvivare la giornata. Se amate la musica e c’è un genere o un cantante che vi motiva e che faccia da piacevole colonna sonora durante il lavoro, preparate a casa una playlist ad hoc e armatevi di un lettore mp3 e auricolari quando cominciate a sentire un calo d’attenzione al lavoro. Un solo accorgimento: evitate di tenere il volume della musica troppo alto, specialmente se sedete vicino a colleghi che non gradiscono essere distratti o che si devono sbracciare per attirare la vostra attenzione quando vogliono chiedervi qualcosa.

Ordine mentale è ordine visivo

Quando le scadenze si fanno pressanti o il capo vi chiede all’ultimo momento di risolvere un problema in breve tempo, la normale reazione è entrare in agitazione e stressarsi più del dovuto. Questo, ovviamente, è controproducente sia per la vostra capacità di pensare con lucidità, sia concentrarvi sul lavoro assegnato, e non è certo salutare per i vostri nervi!
Riprendere il controllo della situazione e concentrarsi sul lavoro può essere facilitato se avete già un controllo visivo di ciò che c’è sulla vostra scrivania. Sembra banale ma se siete circondati da pile di fogli in disordine, post-it ovunque, cartacce e oggetti inutili sul piano di lavoro, nonché mille finestre del computer aperte, la vostra capacità di concentrazione cala nettamente. L’ordine mentale sarà favorito certamente dall’ordine intorno a voi. Quindi, cercate di mantenere sempre il controllo degli oggetti che avete sulla vostra scrivania. Se non avete una cassettiera o armadio vicino a voi, procuratevi dei raccoglitori dove tenere i documenti importanti e catalogateli in modo da avere per ogni raccoglitore un progetto. Eliminate dalla vostra vista tutto ciò che è inutile, chiudete tutte le finestre del computer e tenete sulla scrivania un blocco per gli appunti che può sempre esservi utile.

Feng Shui in ufficio

Forse qualcuno di voi avrà già sentito parlare del Feng Shui, un’antica disciplina cinese che consiste nel posizionare oggetti e mobili in modo tale da attrarre flussi energetici positivi che migliorino il nostro vivere quotidiano. Ebbene, esistono una serie di accorgimenti che potrebbero migliorare anche la vostra produttività alla postazione di lavoro, organizzando in maniera strategica gli oggetti sulla vostra scrivania.
La scrivania in direzione dell’uscita
Se vi fosse possibile, posizionate la scrivania in direzione della porta d’ingresso cercando di non bloccare il passaggio con altri mobili. Secondo la disciplina cinese lo spazio libero verso l’entrata attira energeticamente nuove opportunità verso voi – nuovi progetti, nuovi clienti, una carriera in ascesa. C’è chi anche consiglia di posizionare uno specchietto sulla vostra scrivania o sul computer, se la vostra postazione desse le spalle alla porta d’ingresso.
La scrivania come centro energetico
Seguendo la disciplina cinese, è importante creare un giusto equilibrio di yin e yang – le due entità del Taoismo che convivono in ogni cosa dell’universo e che formano dal loro contrasto un equilibrio.
Decorando la vostra scrivania, cercate di privilegiare la compresenza dei colori complementari: per esempio, associate il rosso di un taccuino con il verde di una pianta, oppure il giallo di una cornice con il viola del portapenne o il blu di una penna con l’arancione di un blocco note. Da queste combinazioni scaturirà un calibrato equilibrio che saprà darvi energia e concentrazione.
Anziché posizionare il computer di fronte a voi ed essere completamente assorbiti dallo schermo per l’intera durata della vostra giornata di lavoro, cercate di posizionarlo al lato destro o sinistro della scrivania. In questo modo non sarà al centro della vostra attenzione visiva ma vi permetterà di interrompere il lavoro alla tastiera per prendere qualche appunto per nuove idee, progetti da proporre al vostro capo ecc.
Abbiamo cercato di darvi qualche dritta per movimentare la routine lavorativa e circondarvi di un ambiente sereno e produttivo quando sedete a lungo alla scrivania. Avete già messo in pratica qualcuno di questi consigli? Conoscevate già il Feng Shui? Seguite la nostra pagina Facebook Viking Italia e raccontateci quale di questi accorgimenti avete già messo in pratica.

Ufficio
15/03/2016

Sono passati ormai diversi mesi da quando avete ottenuto il lavoro che desideravate. Vi siete ambientati nel nuovo ufficio, avete familiarizzato con i colleghi e avete già ottenuto buoni risultati al lavoro riconosciuti dal vostro capo. Viene dunque naturale chiedersi come e quando farsi avanti per una promozione al lavoro.
Puntare a una promozione e fare carriera non sono obiettivi da dare per scontato e bisogna avere un’idea precisa dei passi da compiere, per ottenere un salario migliore o una posizione di maggiore responsabilità. Noi di Viking vorremmo suggerirvi qualche consiglio e accortezza per la vostra scalata al successo, evitando le insidie che, talvolta, si presentano lungo il percorso.

Riflessione e analisi

Se in azienda si è aperta una posizione per un ruolo del quale vi sentite all’altezza, questa è, certamente, un’occasione da non lasciarsi sfuggire. Invece di correre immediatamente alle risorse umane, sventolando la vostra candidatura, fermatevi un attimo e riflettere con lucidità sui passi da compiere. Innanzitutto, bisogna avere le idee chiare sul tipo di ruolo che viene offerto – quali mansioni e responsabilità vengono richieste – e chiedervi se vi interessano e vi sentite pronti ad affrontarle. Una volta analizzati in dettaglio i requisiti, è il momento di concentrarvi su voi stessi e lucidamente analizzare, non solo punti forti e deboli delle vostre prestazioni lavorative, ma anche della vostra personalità. Ad esempio, se in passato vi siete trovati in situazioni di forte stress e pressione lavorativa e con difficoltà siete riusciti a fronteggiarle e la posizione offerta implica questi aspetti, magari, è il caso di pensarci due volte prima di fare domanda. Per quanto quel ruolo vi faccia gola, sappiate che un’analisi accurata di pro e contro vi risparmierà delusioni e ripensamenti futuri. Il vostro lavoro vi deve appassionare, non angosciare! Se, invece, vi sentite all’altezza del ruolo, il primo passo da compiere è quello di stilare una lista dei vostri pregi e difetti sul vostro blocco note e pensare a una strategia efficace per ottenere quella posizione.

Determinazione e consapevolezza

Un’altra occasione adatta per discutere col vostro manager di un avanzamento di carriera è la valutazione annuale. Anche in questo caso, però, tenete a mente che prima di quella data dovrete avere ben chiaro a cosa aspirate: una posizione di maggiore responsabilità all’interno dell’azienda, un aumento di salario, un trasferimento ad un altro dipartimento? Qualunque sia il vostro fine, sarà necessario presentare al vostro manager una descrizione dettagliata di ciò che desiderate. Essere vaghi e imprecisi può giocare a vostro sfavore e sarebbe percepito dal vostro capo solo come un segno di poca serietà.
Vale, anche in questo caso, una vostra attenta riflessione sui risultati che avete finora ottenuto al lavoro. Essere consapevoli delle vostre capacità vi darà quella sicurezza necessaria per affrontare il tema della promozione. Non è necessario che parliate apertamente dei vostri limiti o degli errori commessi, ma è sempre bene tenerli presenti per evitare che la vostra consapevolezza sfoci in arroganza. Siate onesti con voi stessi e determinati e, vedrete, tutto andrà bene.

Pazienza e impegno premiano

Nel caso non otteneste, al primo colpo, la promozione o lo scatto di carriera che desideravate, non mortificatevi e, soprattutto, non demordete! Se un altro collega ha ottenuto la posizione che sognavate al posto vostro, non è un buon motivo per serbargli rancore o prendervela con voi stessi. Una delusione iniziale deve essere solo un motivo di stimolo in più per voi a mettercela tutta nel vostro lavoro e a dimostrare il vostro quotidiano impegno per raggiungere la meta che desiderate. La pazienza è una virtù non sempre facile da coltivare con costanza, soprattutto in un mondo competitivo e veloce come quello in cui viviamo oggi. Eppure essere pazienti è vincente per coloro che vogliono arrivare in alto. Per “esercitare” la pazienza, un buon metodo è cercare di applicarla alle piccole cose quotidiane. Imparare a non perdere la calma mentre si sta in fila alla posta o in coda in macchina sono due buoni esempi di un comportamento zen che potreste applicare ad attese di più lungo periodo. Un altro buon metodo è praticare un’attività o uno sport che richieda precisione e pazienza. Se amate giocare a scacchi, fare yoga o tai-chi, sono dei buoni esempi di attività che potrebbero fare per voi: praticatele con costanza e vi sapranno aiutare anche sul lavoro. Sappiate attendere e otterrete le soddisfazioni che meritate!

Acquisire intraprendenza ed esperienza

Un ultimo consiglio che ci sentiamo di darvi è capire cosa il vostro capo si aspetta da voi. Non vi si chiede di essere dei veggenti ma di ‘drizzare le antenne’ e individuare le qualità che il vostro manager apprezza in voi e cercare di mantenerle costantemente per soddisfarne le aspettative. Attenzione però agli eccessi di zelo: portare a casa il lavoro e rimanere in ufficio a fare gli straordinari ogni sera non pagano. Rischiate, infatti, che colleghi o capo approfittino della vostra operosità, mettendo in atto un circolo vizioso nocivo, soprattutto per voi. Mantenere le aspettative non significa scendere a scomodi compromessi o farsi schiavizzare. Siate consapevoli di ciò che potete offrire all’azienda col vostro duro lavoro e, state certi, che ben presto i vostri sforzi verranno ripagati. Parte del vostro impegno può essere investito, per esempio, nel mantenersi sempre aggiornati nel vostro campo: leggete articoli relativi al vostro settore, confrontatevi con i colleghi, dimostrate interesse per un corso d’aggiornamento che la vostra azienda potrebbe sponsorizzarvi, tenete aggiornato il vostro manager sui vostri progressi… insomma siate intraprendenti! Investite su di voi e sulle vostre conoscenze per diventare una risorsa preziosa per l’azienda.
Se pensate che questi consigli vi possano essere utili per raggiungere ciò che desiderate sul lavoro, seguite la nostra pagina Facebook Viking Italia per non perdervi la pubblicazione dell’articolo e fateci sapere cosa ne pensate.

Idee
08/03/2016

Le influenze di stagione sono sempre in agguato e i virus si nascondono in ogni angolo dell’ufficio. A volte ci si ammala comunque ma ci sono precauzioni che si possono prendere. Mantenere pulite il più possibile le aree di lavoro e gli spazi comuni, per esempio, è già un primo passo per ridurre il rischio di trasmettersi l’influenza in ufficio.
Il servizio sanitario nazionale britannico ricorda che alcuni virus possono vivere per settimane su superfici dure, come scrivanie e piani di lavoro della cucina ma, ancora più preoccupante, sulle tastiere dei computer.
Abbiamo quindi deciso di fare un piccolo esperimento e di crescere alcune culture batteriche e di mostrarvi gli strani e meravigliosi germi che ci circondano ogni giorno e che crescono indisturbati.
Abbiamo passato un tampone su tutte le superfici e gli oggetti con cui le persone entrano in contatto, nelle aree comuni dell’ufficio e i risultati sono stati affascinanti e, allo stesso tempo, disgustosi.
Abbiamo inoltre interpellato un microbiologo clinico, esperto in materia, che lavora presso un laboratorio di analisi governativo in Irlanda del Nord, per commentare alcuni dei nostri risultati. Troverete le sue spiegazioni, scritte in corsivo, nell’articolo.

Il metodo
Grazie all’aiuto e sotto la guida di alcuni tecnici di laboratorio di un college, ci siamo procurati delle piastre di Petri riempite di agar. Questi ultimi non sono altro che piccoli piatti di plastica o vetro con coperchio, al cui interno è stato messo dell’agar – una gelatina nutriente – utilizzata come terreno di coltura per i microrganismi come i batteri.
Ci siamo procurati quindi altri strumenti quali:
– Cotton fioc,
– Salviettine imbevute di alcol,
– Nastro adesivo,
– Un’etichettatrice,
– Sapone antibatterico.

Abbiamo programmato di prendere i tamponi sugli oggetti con cui più probabilmente gli impiegati entrano in contatto quotidianamente. Gli oggetti e le superfici che abbiamo scelto sono stati:
– Bollitore dell’acqua
– Mouse
– Fotocopiatrice
– Tastiera
– Scrivania

– Mouse pulito (usando detergenti generici)
– Maniglia della porta
– Cornetta telefonica
– Matita “masticata”
– Penna “masticata”

Dopo aver passato singolarmente sulle aree oggetto del nostro test i cotton fioc sterilizzati, li abbiamo strisciati a zig-zag nelle piastre di Petri sulla superficie gelatinosa dell’agar.

È stato necessario sterilizzare prima dell’uso i bastoncini di cotone con delle salviettine imbevute d’alcol, e aspettare che evaporasse. In questo modo avremmo facilmente dedotto che gli unici batteri raccolti sarebbero stati quelli presi dalla superficie del campione (e non i batteri già presenti).
Abbiamo poi etichettato i piattini e li abbiamo messi in una scatola di plastica trasparente in un ambiente caldo per cinque giorni.
Nota: È importante lavorare con metodo e attenzione per evitare contaminazioni accidentali. Il coperchio di ogni piastra Petri è stato aperto solo il tempo necessario di strisciarvi il cotton fioc e poi è stato immediatamente chiuso, etichettato e immagazzinato.
Abbiamo anche lavato le mani dopo aver maneggiato ogni campione per evitare contaminazioni con i tamponi e qualsiasi contatto con la pelle.

I risultati
Dopo cinque giorni abbiamo appurato che le colture batteriche e i funghi si sono moltiplicati esponenzialmente. Era dai tempi della scuola che il nostro team non faceva un esperimento del genere, perciò siamo rimasti molto soddisfatti dei risultati. Allo stesso tempo eravamo abbastanza disgustati dal contenuto delle piastre che evidenziavano la quantità e diversità di germi in agguato sulle superfici dell’ufficio.
“Basandoci sui risultati ottenuti dai tamponi questi e su ciò che sappiamo degli ambienti dove sono stati prelevati i campioni, si può dire che, probabilmente, gli organismi presenti sono: muffe (colonie blu), stafilococchi (spesso provengono dalle mani e dalle mucose del naso) e enterobatteri (indicatori dell’igiene ambientale).”
“La temperatura e la disponibilità di sostanze nutrienti sono fattori importanti che influenzano la proliferazione di batteri e muffe. Superfici calde e umide permettono uno sviluppo molto più rapido in poche ore.”
“Alcuni microrganismi possono sopravvivere solo per poche ore su determinate superfici. Altri invece possono rimanerci per mesi, specie se alimentati e “salvaguardati” da altra sporcizia. I microorganismi proliferano nelle zone che non sono pulite e creano un ambiente protetto rilasciando delle sostanze che creano un biofilm.”

Mouse
Poiché i campioni presi sul mouse appena pulito hanno visto una crescita quasi nulla, ciò ha dimostrato ancora di più l’importanza di pulire regolarmente gli oggetti e le superfici di lavoro, soprattutto quando qualcuno nel vostro ufficio è malato.

Scrivania
Il campione preso dalla scrivania ha mostrato la più vasta gamma di batteri, funghi, ecc… Ciò è probabilmente dovuto a tutto ciò che appoggiamo sulla superficie giornalmente. La tendenza di molti dipendenti di mangiare sulla scrivania è probabilmente un fattore responsabile di alcuni dei microorganismi presenti all’interno di questa piastra di Petri.

Fotocopiatrice
La fotocopiatrice si è dimostrata molto più sporca di quanto sembrasse. Abbiamo concluso che ciò è dovuto al fatto che è utilizzata da molte persone, ma anche che le sue superfici non vengono pulite con regolarità.
Da oggi in poi ci siamo quindi ripromessi di disinfettarla regolarmente per prevenire la proliferazione di batteri.

“La scrivania e la fotocopiatrice sembrano abbastanza sporchi; ciò è ovviamente dovuto al fatto che sono usati da molte persone.”

Bollitore dell’acqua
Il bollitore per l’acqua dell’ufficio ha mostrato una crescita interessante e unica, differente rispetto a quella degli altri campioni. Questo si deve anche al fatto che il tampone è stato preso su un’area solitamente molto più calda rispetto al resto dell’ufficio.

Maniglia della porta
La porta invece non è stata altrettanto sorprendente e la crescita di microrganismi è stata limitata in confronto agli altri campioni. Probabilmente ciò è dovuto al fatto che è pulita ogni giorno dagli addetti alle pulizie dell’ufficio. Però questo rende la crescita osservata ancora più rilevante, in quanto frutto di un solo giorno di esposizione e contatti, e dimostra quanto un oggetto possa essere un punto di contagio anche se quotidianamente pulito.

“Il bollitore e la porta invece hanno pochi microrganismi, specie se paragonati alla scrivania e alla porta, e ciò è dovuto al fatto che sono costituiti da superfici non assorbenti e facili da pulire. Alcuni metalli hanno un effetto antimicrobico, e questo potrebbe essere il caso della maniglia della porta.”

Matita e Penna “masticate”
La matita e la penna “mangiate” sembrano essere il rifugio ideale per molti germi. In questo caso il problema è che, se qualcuno mastica una penna, crea un punto di contagio che poi è portato in giro; prestandola a un collega, lo si espone al rischio di essere attaccato da orde di germi e batteri che potrebbe farlo ammalare. Per di più se la penna è già contaminata, chi la mastica si porta direttamente la contaminazione in bocca!

“La matita ha dato luogo a molte muffe e ciò è dovuto alla porosità del legno. Il mantenerla anche umida con la saliva ha contribuito a una maggiore crescita! Ci dovrebbero essere anche batteri orali, come difteroidi e streptococchi.”

Telefono e Tastiera
I campioni presi su telefono e tastiera sono stati sorprendenti per la relativa assenza di sviluppi. Questo può semplicemente derivare dal fatto che le superfici erano state pulite più recentemente di quanto ci immaginassimo (ma per la tastiera non ne siamo così certi, basta vedere la sporcizia sotto i tasti!) ma, la nostra migliore ipotesi è che non abbiamo lasciato evaporare tutto l’alcol della sterilizzazione e quindi abbiamo ucciso la maggior parte dei batteri prelevati con il tampone. Nonostante ciò le colonie presenti sono comunque vistosamente distinguibili.

“Il telefono e la tastiera sono relativamente puliti. Questo è un po’ sorprendente ma, il fatto di avere superfici non porose, ha sicuramente aiutato a limitare la crescita di organismi.”
Tirando le somme del nostro esperimento, abbiamo scoperto che la maggior parte delle aree nel nostro ufficio sono sporche e che qualche zona richiedeva una pulizia più regolare. Vale la pena ricordare, tuttavia, che i microrganismi – come i batteri – prosperano ovunque e mantenere tutto costantemente sterile sarebbe utopico e inutile, vivendo a contatto, ogni giorno, con microrganismi simili a questi!
Gran parte dei batteri che abbiamo trovato erano comunque in quantità talmente limitata da non poter nuocere gravemente alla salute, ma abbiamo pensato che fosse interessante condividere i risultati e ragionare insieme sulle aree dove i contagi possono aver luogo.
“Le persone con tagli o che sono immunocompromessi hanno un rischio più alto di venire a contatto con i microrganismi presenti in ufficio o altrove. In generale, comunque, le infezioni sono rare, nonostante il gran numero di microrganismi che si possono trovare. Questo perché il nostro sistema immunitario è molto efficace a proteggerci. I maggiori rischi d’infezione in ufficio provengono dai virus respiratori, come la comune influenza o il raffreddore e da norovirus che possono causare vomito o diarrea. Tutte le superfici testate dimostrano il potenziale rischio del trasferimento di organismi infettivi per contatto mano a bocca.”
“La conclusione che si può trarre è semplice e non è una novità: lavate le mani con acqua calda e sapone e, in generale, mantenete il posto di lavoro pulito e curato giornalmente con dei detergenti.”
Dove pensi che si insinuino la maggior parte dei batteri nel tuo ufficio? Hai qualche procedura particolare che segui per tenere alla larga le malattie durante la stagione fredda? Faccelo sapere sulla pagina Facebook Viking Italia.

Ufficio
05/03/2016

Il telelavoro, purtroppo, non riscuote molto successo in Italia, come in molti altri paesi del mondo.
Come mai? I manager italiani ritengono che le persone che lavorano da casa siano poco efficienti, rispetto a chi lavora in ufficio. Questo è ovviamente più un preconcetto che un fatto reale, visto che innumerevoli studi hanno dimostrato il contrario. Inoltre, nella maggior parte dei casi, sembrerebbe che lavorare da casa migliori l’umore dei dipendenti e ciò favorisca sia il benessere e la serenità del lavoratore, sia prestazioni lavorative migliori.
Ovviamente il telelavoro non è adatto a tutti i ruoli in un’azienda, così come non sarà la soluzione ideale per quella tipologia di lavoratori che si distraggono facilmente già in ufficio. In molte aziende questa tipologia di lavoro è stata sperimentata ma in maniera parziale. Infatti, solo una parte delle ore si svolge a casa anziché in ufficio, questo anche per non perdere l’opportunità di lavorare in team e per continuare a mantenere i rapporti con i colleghi.
Tornando a noi, se siete tra i fortunati che lavorano in un’azienda al passo con i tempi e potete lavorare anche da casa, ecco i nostri consigli per sfruttare al massimo l’opportunità e avere un rendimento ancora maggiore che in ufficio:

Createvi un “mini” ufficio

Cercate di crearvi a casa un piccolo spazio che sia dedicato solamente al vostro lavoro. Idealmente, sarebbe opportuno avere una stanza tutta per voi, ma può bastare anche una scrivania nella vostra camera. Questo vi permetterà di creare ambienti separati tra casa e lavoro ed essere disturbati il meno possibile.

Vestitevi come se steste per uscire

Probabilmente avrete immaginato di riuscire a passare dal letto alla scrivania di lavoro in dieci minuti restando in pigiama. Eppure, per via di molti fattori, questo risulta sempre difficile. Le distrazioni possono essere di ogni tipo, come per esempio il pensiero indulgente di concedersi ancora un po’ di svago per poi iniziare a lavorare… Così facendo potreste ritrovarvi a mezzogiorno a non avere ancora combinato nulla! Vi consigliamo quindi di vestirvi come se steste per uscire da casa; ciò vi aiuterà a creare un piccolo stacco tra le due dimensioni: quella casalinga e quella lavorativa.

Lavorate in mobilità

Il bello del telelavoro è poter lavorare ovunque voi siate. Quindi, ogni tanto, potete anche concedervi di prendere il vostro notebook e lavorare da dove vi sentite più rilassati. Per esempio in biblioteca, in un bar, al parco, insomma in un luogo che non vi distragga e vi renda più produttivi che in ufficio o a casa. Cambiare aria sicuramente vi aiuterà a lavorare in maniera più creativa e a risolvere in maniera anche più leggera qualsiasi difficoltà sorga durante il lavoro.

Stilate una lista delle cose da fare durante la giornata

Avere sotto controllo quello che dovete ancora fare è già, di per sé, molto importante quando siete in ufficio, ma diventa di vitale importanza quando siete a casa, dove le distrazioni sono molteplici.
Stilate una lista di tutti i vostri impegni da portare a termine entro fine giornata su una agenda: assegnate a ognuno di questi un numero di ore stimato e provate a rispettare i tempi che vi siete prefissati. Nel caso alla fine della giornata vi accorgiate di non riuscire a rispettare le scadenze, cercate di capire se ciò è dovuto a una stima errata del tempo che avete programmato o ad altri fattori.

Eliminate tutte le distrazioni

Così come al lavoro, anche a casa distrarsi sarà molto facile – sebbene qui non ci sia nessuno che vi controlli! Anche senza il vostro capo a starvi addosso, cercate comunque di distrarvi il meno possibile chiudendo tutto ciò che può farvi perdere tempo: mail personale, social network e tenete lontani da smartphone e app correlate.

Non potrete occuparvi a tempo pieno dei bambini mentre lavorate

Se avete dei bambini piccoli, per quanto il telelavoro dia maggiore flessibilità, diventa difficile conciliare il lavoro con la loro cura a tempo pieno. Cercate quindi di trovare un compromesso: per esempio, mentre i bambini sono all’asilo nido per mezza giornata, voi potete lavorare a pieno ritmo e, per l’altra metà del tempo, li potrete tenere a casa con voi mentre lavorate. Adattate di conseguenza anche i task agli impegni della giornata, lasciando quelli più impegnativi per quando avete più tempo da dedicarvi.

Andate (ogni tanto) anche alla sede dell’azienda

Ora che riuscite a lavorare da casa e trascorrete metà giornata con i vostri bambini, concedetevi anche qualche ora a settimana all’aria aperta mentre lavorate.
Ogni tanto fate anche un salto nella sede dell’azienda. Questo vi sarà utile per rinsaldare il legame con i colleghi e per avere un confronto faccia a faccia che sicuramente migliorerà il lavoro di gruppo con le persone con cui quotidianamente avete a che fare pur non vedendole.
Fateci sapere come la pensa la vostra azienda riguardo al telelavoro! È visto di buon occhio o, come nella maggior parte delle aziende italiane, c’è ancora molta diffidenza a riguardo? Scriveteci e condividete le vostre esperienze sulla pagina Facebook di Viking Italia!