Mese: October 2016
Ufficio
31/10/2016

In questo articolo, approfondiremo la tematica degli hobby e le correlazioni che tali attività possano avere con il lavoro svolto in ufficio. Un hobby può infatti aiutarci a perfezionare una competenza specifica e a sviluppare un’abilità o un determinato stile lavorativo. Inoltre, le attività che svolgiamo nel tempo libero sono mosse da interesse, passione e divertimento: tutte caratteristiche che possono essere indirizzate verso potenziali sbocchi lavorativi.
I vantaggi del dedicarsi a un hobby

Lo sviluppo delle competenze per lo svolgimento di un determinato lavoro non si limita ai corsi di perfezionamento e alle sessioni di formazione. Sebbene questi siano di assoluta importanza per approfondire tematiche specifiche e progredire all’interno dell’azienda, nel lavoro che effettuiamo o per il quale vorremmo candidarci vengono spesso chiamate in causa anche le attività che svolgiamo nel nostro tempo libero o gli sport che hanno segnato il nostro passato. Innanzitutto, un hobby è generalmente un’occupazione che ci permette di rilassarci dimenticandoci dello stress dell’ufficio. Lungi dall’essere inutili perdite di tempo, le occupazioni extra-lavorative ci consentono di scaricare le tensioni, svuotare la mente rendendola più ricettiva, rifocalizzare la nostra attenzione e trovare nuova energia che, a sua volta, si tramuterà in risultati e performance migliori nella professione. Gli hobby possono inoltre stimolare la creatività, accrescere la capacità di concentrazione, diversificare le competenze, aprire la mente, aumentare l’autostima per l’adozione di un diverso approccio ai problemi, l’identificazione di nuove soluzioni, lo sviluppo delle cosiddette soft skill – le competenze trasversali – l’impegno verso attività che ci riempiono di soddisfazione e che spesso, per questo motivo, diventano un buono spunto per convertirle in possibili sbocchi professionali. Ma andiamo nel dettaglio: vediamo insieme alcune delle attività a cui potremmo dedicarci e che potrebbero avere ripercussioni positive sul lavoro che svolgiamo.
Gli hobby che stimolano la creatività

Particolarmente indicate per chi effettua mansioni più ripetitive al lavoro, queste attività garantiscono il ripristino di un sano equilibrio in quanto l’attenzione viene rivolta a quella parte del cervello che non è sufficientemente stimolata al lavoro. Attività di questo tipo sono, ad esempio, la scrittura creativa, la pittura, la cucina o la fotografia. Prendere carta e penna per dedicarsi a qualsiasi forma di scrittura favorisce l’autodisciplina e incoraggia lo sviluppo del problem-solving creativo sottoponendo la mente all’esercizio di delineamento di nuove connessioni tra idee. Permette inoltre di esaminare le situazioni da diversi punti di vista, imparando a tenere in considerazione l’opinione e la prospettiva di un determinato target di persone. Parlando di scrittura e pittura, anche le due attività che ne sono l’esatta immagine simmetrica – ossia lettura e passione per i musei – sono hobby in grado di stimolare la creatività di una mente “curiosa” e ben si prestano per potenziare le capacità di approfondimento e ricerca.
Do you speak English?

I vantaggi derivanti dal parlare una lingua straniera sono innumerevoli. Oltre a permetterci di viaggiare instaurando un contatto più diretto con la gente del posto e di disporre di una competenza in grado di favorire l’inserimento nel mondo globalizzato di oggi, lo studio di una lingua straniera ci consente di vedere il mondo da una luce diversa. Iniziamo a pensare in un’altra lingua: ottimo esercizio per aiutarci a compartimentalizzare i compiti e a focalizzarci su problemi specifici. La tenacia e l’autodisciplina che applichiamo all’apprendimento di una lingua straniera, possono anche essere impiegate per imparare a suonare un nuovo strumento musicale. Un hobby di questo tipo potrebbe aiutarci a sviluppare competenze quali gestione dei compiti, realizzazione degli obiettivi o favorire il potenziamento delle abilità motorie. Inoltre, non dimentichiamoci che suonare in un gruppo non è così diverso dall’eseguire compiti individuali come parte di un progetto più ampio da compiere in armonia con gli altri membri del proprio team.
Sport di squadra e individuali

Il team in ufficio, a volte, è proprio come una squadra di calcio, pallavolo o basket, dove ognuno riveste un ruolo fondamentale nel raggiungimento di un obiettivo comune. Praticare uno sport di squadra stimolerà lo sviluppo di una personalità collaborativa e se da membro del team si diventa allenatore, sarà possibile fare esercizio sulle competenze di comunicazione e leadership. Possiamo imparare a infondere motivazione al team, condividere le nostre conoscenze per insegnarle a persone che si stanno avvicinando ora a quel determinato sport, organizzare il team in base alle competenze individuali e offrire spunti su cui lavorare o migliorare. Gli sport individuali come la corsa o il nuoto sono invece sinonimo di tenacia e resistenza: ci aiutano a focalizzarci su un obiettivo preciso e sono l’arena ideale per acquisire le abilità richieste dagli addetti alle vendite o del reparto di sviluppo commerciale. Sport più estremi come l’arrampicata o la mountain bike ci spronano infine a spingerci oltre i nostri stessi limiti assumendoci una dose di rischio calcolato.
Scacco matto!

Parlando di hobby e sport individuali, non si possono infine tralasciare attività come gli scacchi, la dama o il sudoku. Qui saremo più propensi a elaborare approcci strategici studiando con attenzione le mosse dell’avversario, competenza versatile che ben si presta a diversi ruoli in campo lavorativo. E per un reale scacco matto, terminiamo con una delle attività extra-lavorative più nobili e preziose: il volontariato. Donare il proprio tempo, la nostra risorsa principale, denota un’incredibile etica sociale. Si è pronti a mettere le esigenze degli altri davanti alle proprie, imparando a sviluppare competenze di comunicazione interpersonale a contatto con persone sconosciute o come parte di un team.

Con questi suggerimenti, speriamo di avervi offerto alcuni spunti concreti per iniziare il vostro prossimo hobby: un’attività che non solo vi permetterà di rilassarvi e ricaricare le pile, ma che contribuirà anche a favorire lo sviluppo di nuove competenze cambiando radicalmente il vostro modo di lavorare e pensare in ufficio. E come in una perfetta squadra di calcio, ora la palla la passiamo a voi: quali sono i vostri hobby preferiti e quale contributo offrono al lavoro che svolgete quotidianamente? Condividete con noi le vostre esperienze sulla nostra pagina Facebook Viking Italia.

Idee
29/10/2016

James Bond ha licenza di uccidere. Fa parte del servizio segreto di sua maestà. Vive e lascia morire. Ma, compila sempre il modulo dei rimborsi in tempo? Secondo voi fa attenzione alle norme di salute e sicurezza? Qualcosa ci dice che nonostante i suoi risultati e le prestazioni sul campo, non sarà di certo amato alle risorse umane del MI6. Diamo un’occhiata al costo reale delle missioni di 007.
Somma totale delle spese di Bond
Monitorando gli ultimi film di James Bond in cui ha recitato Daniel Craig, noi di Viking abbiamo fatto una ricerca sul numero di sanzioni disciplinari che avrebbe dovuto ricevere, la somma dei moduli di rimborso e il costo al sistema per il reparto di risorse umane – anche se in realtà non abbiamo la più pallida idea su come potrebbe ottenere le ricevute per metà delle cose che distrugge.
Allora, vediamo a quanto ammontano le spese di James Bond.

Notizie
17/10/2016

Per la rubrica “Successi aziendali”, questo mese abbiamo intervistato Alessandro Seravalli, Presidente di Sis.Ter S.r.l., azienda che da quasi 20 anni opera nel campo delle soluzioni geo spaziali per la comprensione, l’analisi e il monitoraggio del territorio. Scopriamone di più su questa interessante realtà aziendale direttamente dal Presidente che ci ha raccontato la storia della società, com’è strutturata, cosa la differenzia dalla concorrenza e quali sono i piani in serbo per il futuro.

Può farci una breve panoramica della storia della Sua azienda: com’è nata, come si è sviluppata e com’è strutturata?

Sis.Ter S.r.l. nasce nel 1997 da un’iniziativa del territorio locale per sviluppare attività di telecomunicazioni e software per la fatturazione attiva della municipalizzata. A seguito di cessioni di rami d’azienda e con il 2008, entrando nella compagine sociale con altri colleghi, inizia un nuovo percorso orientato più verso il mondo del privato. Dal 2012 sono divenuto Presidente e dal 2016, azionista di maggioranza con una compagine societaria giovane e privata. La struttura è composta da 12 persone, alcune part-time, e da alcuni collaboratori professionisti stabili: un organico multidisciplinare e altamente qualificato che ben riflette e sostiene la profonda esperienza della nostra azienda e la natura complessa e diversificata dei nostri clienti.È divisa in due ambiti produttivi: sviluppo IT e Service Reti. La prima sviluppa soluzioni informatiche; la seconda servizi per gestire i contenuti delle soluzioni sviluppate. Attraverso una graduale crescita, negli ultimi anni Sis.Ter S.r.l. ha tenuto in un periodo di grande mutamento socio-economico affermandosi su realtà importanti a livello nazionale. Dal 2015, lavorando nell’ambito dell’innovazione, ha sviluppato un laboratorio accreditato alla Rete Alta Tecnologia della Regione Emilia-Romagna. Il nome del laboratorio è GeoSmart Lab (Laboratorio delle Scienze e Tecnologie Geografiche e delle Smart Cities) e si occupa sostanzialmente dei due ambiti strategici di lavoro di Sis.Ter S.r.l.: Geomatica e Strumenti a Supporto delle Decisioni. Dal 2015, abbiamo un accordo quadro con il Dipartimento di Informatica – Scienza e Ingegneria dell’Università di Bologna per la ricerca applicata, l’alta formazione e il trasferimento tecnologico.

Quali sono gli elementi principali che contraddistinguono la Sua azienda dalla concorrenza?

Flessibilità, Dinamicità, Innovazione, Passione. Ci poniamo inoltre come partner tecnologico e non solo come fornitore di un servizio o di un prodotto. Ci interessa dare risposte ai nostri clienti e trovare con loro le soluzioni migliori. Per questo la nostra è anche un’attività di consulenza a fianco del cliente su problemi che conosciamo. La nostra capacità è fare sintesi e lavorare per rendere leggibile la complessità dei dati.

Ci sono stati momenti difficili? Se sì, come sono stati superati?

Sì, ci sono stati alcuni momenti di difficoltà dovuti sia a problemi societari sia a un mercato in crisi, soprattutto nel 2008 e tra il 2011 e 2012. Per superarli, è stato innanzitutto indispensabile l’approccio aziendale dai noi adottato: un atteggiamento positivo e attivo. Non ci siamo seduti ma, al contrario, ci siamo messi in moto puntando sulla commercialità per individuare sempre nuovi sbocchi aziendali. Un altro aspetto cruciale: il continuo investimento nella Ricerca e Sviluppo a promozione dell’innovazione. Infine, l’attenzione verso il personale della nostra azienda assicurandoci che ogni membro del team sia focalizzato sul raggiungimento dello stesso obiettivo. Ogni persona all’interno del nostro organico è importante. A tutti deve essere chiara la direzione verso la quale orientarsi, con un senso di unione e condivisione dei progetti per raggiungere insieme gli stessi obiettivi.

Com’è una Sua giornata tipo al lavoro? Come descriverebbe il Suo stile dirigenziale e il segreto per il successo?

Le mie parole chiave sono Unione, Scopo, Positività, Curiosità e Rinnovamento continuo. Non ho una reale giornata tipo. Per me, il lavoro, gli hobby e le passioni personali si intrecciano con elementi in comune. Spesso è proprio dagli hobby e dalle passioni personali che nasce l’idea per esplorare un nuovo ambito professionale e lavorare in un campo per il quale si nutre anche un interesse particolare, permette di farlo con curiosità e passione. Si delinea lo scopo e l’energia ideale per collaborare con positività. È vero che lavorare in diversi ambiti può essere dispersivo in termini di business, ma è anche fonte di arricchimento e continuo rinnovamento. Un prodotto ha generalmente un ciclo di vita di 2-3 anni: è quindi importante rinnovare, mettere in discussione per generare soluzioni sostenibili nel tempo.

Che consiglio darebbe a chi inizia ora il percorso che ha condotto Lei dov’è adesso?

Di non arrendersi. Di seguire la propria passione e i propri interessi prendendoli sul serio. A chi inizia un’attività, consiglio di focalizzarsi per prima cosa su ciò che desidera. Spesso si parte dai dubbi, dagli elementi che potrebbero causare problemi. Il mio consiglio è di concentrarsi innanzitutto sul desiderio, su ciò che si vorrebbe realizzare. I vincoli ci saranno, così come gli ostacoli da superare, ma è essenziale avere chiaro da subito lo scopo, l’obiettivo. Come quando siamo davanti a un quadro: l’immagine è ciò su cui è importante concentrarci per prima. Una volta colta l’immagine, possiamo individuare la cornice migliore adattandola su quella particolare immagine. Altro consiglio che mi sento di offrire è di avere pazienza. Le dinamiche concrete non sono sempre in linea con le aspettative auspicate ma con tenacia, determinazione e pazienza, i risultati poi arrivano.

Quali sono gli obiettivi futuri della Sua azienda a breve, medio e lungo termine?

Sul lungo termine, il nostro obiettivo è di mantenere una realtà stabile, caratterizzata da continuità di lavoro e costante crescita. A medio termine, ossia nell’arco dei prossimi 2-3 anni, desideriamo affermarci in ambiti specifici ed effettuare l’aggiornamento di alcune delle nostre soluzioni; mentre a breve termine, l’obiettivo è di rafforzare la potenzialità commerciale e ampliare la nostra presenza all’estero.

Un sentito ringraziamento ad Alessandro Seravalli per la disponibilità e il tempo che ci ha dedicato permettendoci di approfondire la conoscenza di questa stimolante realtà aziendale. Ancora pensate che la tecnologia non dovrebbe far parte in maniera strutturata di una azienda? Date un’occhiata a questo nostro precedente articolo.

Se siete interessati a far parte della nostra rubrica sui successi aziendali, vi invitiamo a contattarci tramite la nostra pagina Facebook Viking Italia.

Ufficio
03/10/2016

Uno degli aspetti più importanti per migliorare la produttività in azienda è sicuramente la pianificazione e l’organizzazione delle singole attività giornaliere, volte alla realizzazione degli obiettivi comuni a breve, medio e lungo termine. Noi di Viking siamo assolutamente convinti che quello che per molti dipendenti possa sembrare una noiosissima perdita di tempo, sia invece un’attività che consenta di ottimizzare i tempi fermandoci a riflettere sulle attività più importanti da svolgere: la to-do-list, ossia l’elenco delle cose da fare nell’arco della giornata.
I vantaggi di un elenco efficace

Sono numerosi i vantaggi derivanti dal dedicare qualche minuto ogni giorno a preparare un elenco delle attività da eseguire in giornata. Ci consente, innanzitutto, di capire a che punto siamo e quindi di avere una visione più chiara del tempo ancora da dedicare a un determinato lavoro o compito. In questo modo, potremmo dormire sonni tranquilli senza l’ansia derivante dal non sapere quanto tempo abbiamo prima che quell’imminente scadenza venga a bussare alla porta. La produttività viene inoltre stimolata dalla sensazione di ordine e chiarezza infusa alle attività che stiamo svolgendo. Se riusciamo a stilare un elenco in ordine di priorità, riusciremo anche a mettere al primo posto i lavori di maggiore importanza e con la stupenda sensazione di tempo risparmiato, avremo nuove energie da dedicare a ciò che più ci appassiona.
Scegliete la modalità che più vi si addice

All’inizio del giorno o al termine del precedente, quando avete ancora ben chiara la giornata appena trascorsa, dedicate un paio di minuti alla stesura di un elenco delle cose da fare. Magari su un foglietto da attaccare al lato dello schermo che poi cestinerete a fine giornata, una volta finite tutte le attività. Non c’è niente di più soddisfacente del terminare la giornata lavorativa con un po’ di sana pallacanestro, lasciando l’ufficio con la piacevole sensazione di aver centrato tutti gli obiettivi… oltre che il cestino! Oppure potreste utilizzare un bel blocco o un quaderno, in modo da ricordarvi di tutto quello che avete portato a termine di recente, e darvi una bella pacca sulla spalla!
Una to-do-list all’insegna della positività

È importante tuttavia riuscire a stilare un elenco che sia significativo, fattibile e vario. Spesso, abbiamo la tendenza a inserire troppe cose e anche se ne portiamo a compimento 2 o 3, terminiamo la giornata con un senso di frustrazione e insoddisfazione perché magari l’occhio cade su quelle attività che non sono ancora state spuntate. Sì esatto: il bicchiere mezzo vuoto. Invece, forse si tratta solamente di essere più realisti e quei 2-3 lavori terminati sarebbero invece l’indicazione di una giornata all’insegna della produttività. Come redigere quindi una to-do-list che ci lasci con un senso di positività?
Numero magico? Cinque.

Partiamo redigendo un elenco di sole cinque attività. Al primo posto, inserite quella più impegnativa, difficile e importante. Quella che, se portata a termine, vi consentirà di guardare alla giornata con la positività di aver eseguito il lavoro principale. A questo, fate seguire altre due attività che completerete solamente una volta terminata la prima. Infine, chiudete con altre due che farete solamente a compimento delle prime tre. Sarete subito invasi da un senso di leggerezza per aver spuntato quel lavoro incombente, urgente o impegnativo e avrete la carica necessaria per affrontare il resto della giornata. È importante ricordarsi che è la prima attività quella più importante. Non arrabbiatevi troppo se non riuscite a completare proprio tutto. Il grosso del lavoro l’avete portato a termine e le attività rimaste in sospeso oggi, saranno quelle principali di domani. Se invece siete riusciti a spuntare tutti i lavori e vi rimane del tempo a disposizione, potrete aggiungere altre attività ricordando di lasciare spazio per gli imprevisti: la legge di Murphy è sempre in agguato.
Monitoraggio e premio

Cercate anche di stimare quanto tempo richieda ciascuna attività, senza dimenticarvi di annotare in seguito quanto tempo abbia realmente richiesto. In questo modo, potrete organizzare meglio la giornata e imparerete a valutare con più precisione i lavori futuri. Vi consigliamo anche di spezzare i blocchi di tempo in periodi di 30-45 minuti e fare una breve pausa al termine di ciascun blocco. Per 5-10 minuti, allontanatevi dalla vostra scrivania e concedetevi un piccolo premio. Magari una breve passeggiata o un po’ di stretching: il corpo vi ringrazierà. O magari due chiacchiere con quel collega con cui andate tanto d’accordo. Oppure quel cioccolatino che custodite gelosamente dentro uno dei vostri cassetti. Perché un piccolo premio vi aiuterà a rimanere focalizzati.
L’organizzazione ideale per tutto l’anno

Questa attività giornaliera potrebbe quindi essere estesa alla settimana, ai mesi e all’anno. Magari utilizzando una lavagna. A noi piacciono i metodi tradizionali, dividendo i lavori in “da fare”, “in corso” e “terminati”. In questo modo, avrete una chiara visuale delle attività e dei compiti da svolgere; saprete quali sono quelli in via di esecuzione o in sospeso e anche quelli portati a termine. La lavagna è particolarmente indicata per i periodi a medio-lungo termine: potrete infatti stabilire un lasso di tempo dopo il quale riesaminare gli obiettivi fissati ed eventualmente modificarli in base a eventuali cambiamenti sopraggiunti. Vi basterà un cancellino e un marcatore per apportare subito le dovute modifiche. Ricordatevi dell’importanza dell’ultima colonna: nei momenti di maggiore “sconforto”, vi aiuterà a ritrovare il giusto equilibrio.

Con questi consigli, speriamo di esservi stati utili non solo a trasformarvi nei Michael Jordan dell’ufficio ma di avervi anche offerto spunti concreti per organizzare meglio le vostre giornate e terminarle senza quel senso di sovraccarico e schiacciamento dalla mole di lavoro. Avete una tecnica vincente per una to-do-list a prova di bomba? Condividete con noi i vostri suggerimenti e la vostra esperienza personale sulla nostra pagina Facebook Viking Italia.