Successi aziendali: la birreria Baladin
Teo Musso con le birre

Per la rubrica “Successi aziendali”, questo mese vogliamo raccontare una storia imprenditoriale straordinaria. Matterino Musso, fondatore di Baladin, birreria storica acclamata sia nel nostro paese che all’estero, ci farà conoscere meglio questa splendida realtà che vanta oggi la presenza di punti vendita e produzione in tutto il mondo, compresa New York.

Conosciuto come “Teo”, è stato pioniere della birra artigianale in Italia. Negli ultimi anni la birra artigianale ha avuto un’incredibile diffusione e una costellazione di piccoli birrifici si è andata formando nel nostro paese che, seppure tradizionalmente votato al settore vitivinicolo, sta riscoprendo le qualità e le caratteristiche sensoriali uniche di un prodotto antichissimo come la birra. In questo senso, Baladin ha contribuito ad incoraggiare il diffondersi della cultura birraria facendosi oltretutto promotrice di valori importanti come la valorizzazione delle colture impiegate nella produzione, l’impiego di energia pulita e il consumo responsabile.

Se dunque avete avuto una settimana impegnativa che vi ha fatto sudare sette camicie, a parte provare a ridurre lo stress al lavoro quello che potete fare è riporre carte e documenti nel cassetto della vostra scrivania ed uscire per concedervi una gratificante birra con gli amici. Lasciamoci quindi trasportare dagli aromi luppolati e dai caratteristici sentori del malto tostato ascoltando la storia di Baladin raccontata da Teo.

Può farci una panoramica su come è nata l’azienda e sul team che la compone?

Baladin nasce nel 1986 come pub in un piccolo paese – Piozzo – affacciato sulle Langhe. Il nome mi fu suggerito da un’artista circense francese che mi aiutò a rinnovare i locali di una vecchia trattoria. Il suo significato è “cantastorie”. Nel 1996, il locale si evolve e diventa un brewpub con produzione e mescita diretta di birra. Si tratta del primo passo di un lungo percorso che porterà Baladin a diventare attore protagonista della nascita della birra artigianale in Italia. Da subito si evidenzia il suo carattere innovatore. Infatti le birre nascono per essere abbinate al cibo, tema del tutto inesplorato in quegli anni. L’obiettivo si concentra sul creare birre di grande equilibrio e profumate che potessero rappresentare una rivoluzione nell’approccio del pubblico dando di fatto una nuova dignità a questo importante prodotto della natura. Le idee innovative, i prodotti apprezzati da un vasto pubblico consapevole, hanno determinato il successo di Baladin che da piccolo produttore è oggi diventato un artigiano conosciuto in tutto il territorio nazionale e internazionale. Tutto questo senza perdere di vista l’attenzione per la filiera corta tanto da divenire birrificio agricolo impegnandosi direttamente nella coltivazione dei cereali, orzo in particolare e luppolo. Baladin è come un organismo vivente composto da un gruppo di persone che ne condividono prima di tutto il pensiero. Quasi una famiglia che ruota intorno al mio pensiero.

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Può descriverci la vostra linea di prodotti e quali sono le caratteristiche che la differenziano in questo settore?

Il birrificio agricolo Baladin produce birre artigianali, non pastorizzate, ad alta fermentazione. La loro principale caratteristica risiede nel pensiero originale di essere ideate pensandole per l’abbinamento con il cibo. Spicca l’equilibrio tra gli elementi che possono in alcuni casi essere anche un complesso mix di spezie.

 Ci spiega il progetto open garden, come è nato e cosa rappresenta?

Il Baladin Open Garden è la sede del nuovo birrificio. È il riassunto della filosofia che si basa sul concetto di condivisione, di contatto con la natura e con la diffusione della cultura riconducibile alla birra artigianale. Si tratta di un luogo dove le persone possono stare assieme, in libertà e rilassarsi. Se lo desiderano possono approfondire dei temi legati al concetto di “Perché la Birra è Terra!”. Nel periodo primavera/estate, la domenica, le porte sono aperte per il picnic. Lungo un grande banco posto nei pressi della cascina storica fulcro del parco, un mercato “rac-Contadino” offre i suoi prodotti che possono essere cucinati su grandi bracieri messi a disposizione del pubblico. Per tutto l’anno, la domenica è dedicata anche alle visite dello stabilimento o più propriamente del mondo Baladin. È sufficiente prenotarsi sul sito www.baladin.it.

birreria Baladin

Ci sono stati momenti difficili? Se sì, come sono stati superati?

Ogni attività ha momenti difficili ma la filosofia è di trasformarli in opportunità. L’uomo sviluppa un senso di sopravvivenza in questi casi e il cervello ragiona più velocemente. Un esempio su tutti: agli inizi, dovendo trovare il modo di unire il birrificio (installato nel pub) alla nuova cantina di fermentazione posta a 300 metri di distanza, ha generato il primo “birrodotto d’Italia”, scavando la via principale del paese. Un problema si è trasformato in un simbolo di comunicazione fortissimo.

Com’è una sua giornata tipo al lavoro? Come descriverebbe lo stile lavorativo che adotta?

Inizio molto presto al mattino e alle 7:30 sono sempre in birrificio. Ho un programma di base ma lo modulo a seconda delle necessità che mano a mano si vengono a generare. Il nostro lavoro è di tipo flessibile. Ognuno ha un preciso incarico ma le dimensioni dell’azienda e del mio modo di intenderla inducono a impostare l’attività lavorativo in maniera trasversale. Tanta professionalità ma a disposizione di molteplici applicazioni.

Teo Musso con le birre

Che consiglio darebbe a chi inizia ora il percorso che ha condotto lei dov’è adesso?

Di fare attenzione e di programmare molto bene ogni aspetto legato all’apertura di una nuova attività. Oggi i birrifici in Italia sono circa un migliaio e la concorrenza non manca di certo. Non ci si può improvvisare altrimenti si rischia di avere brutte sorprese lungo il cammino. Suggerisco di dare molto peso alla formazione e di investire del tempo anche per l’apprendistato in birrifici già affermati.

Baladin ha già ricevuto grandi riconoscimenti, è stata premiata come ambasciatore per la “cultura della birra del mondo” ed è, quest’anno, per la quarta volta birrificio dell’anno. partendo da qui, quali sono gli obiettivi futuri della sua attività nel breve, medio e lungo termine?

L’obiettivo primario è creare cultura e aiutare il comparto dei birrifici artigianali a non perdere la loro identità oggi sotto attacco su più fronti. Per fare questo continueremo il processo di evoluzione delle nostre birre con cui comunichiamo il nostro pensiero ai consumatori. Vogliamo nei prossimi anni aumentare le nostre quote di mercato per dare un concreto sostegno a tutto il progetto. La voglia di innovazione e i progetti sono tanti, dobbiamo creare basi solide per portarli avanti.

 

Ringraziamo vivamente Teo Musso per la disponibilità e il tempo dedicatoci. Ci ha permesso di approfondire la conoscenza di questa inebriante realtà, fornendoci dei validi spunti su come affrontare le sfide imprenditoriali.

Gli auguriamo di continuare a ottenere grandi soddisfazioni e di proseguire con successo nel diffondere la cultura della birra artigianale Made in Italy nel mondo.

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