CV around the world: cercare lavoro all’estero
Pubblicato il 22 January 2018

La ricerca di un lavoro all’estero è diventata una via sempre più battuta da ragazze e ragazzi italiani che faticano a trovare in patria delle prospettive soddisfacenti al percorso di crescita professionale. Equipaggiati dell’innata creatività che ci contraddistingue e di una preparazione frutto di lunghi e impegnativi percorsi formativi, molti di noi scelgono di cercare uno sbocco occupazionale fuori dal Bel Paese.

Dato che occorre fare di necessità virtù, è importante fare leva anche sugli aspetti positivi che il candidarsi per una posizione di lavoro all’estero porta con sé, come il senso di gratificazione che si ha nell’affrontare e superare una sfida, la possibilità di entrare in contatto con nuove culture, l’opportunità di apprendere competenze nuove.

Spesso, quando si tratta di mandare un curriculum, per la prima volta, fuori dall’Italia, ci si scontra con diverse difficoltà. La lingua è una di queste, ma non certo quella principale. Sappiamo bene che ogni cultura ha i suoi sistemi di riferimento, le sue regole e le sue prassi. Abbiamo parlato, in passato, di come il galateo in ufficio preveda regole anche molto diverse a seconda del paese in cui ci si trovi. Anche la candidatura e il processo di selezione così come li conosciamo noi potrebbero quindi coinvolgere aspetti nuovi e di cui, a questo punto, dobbiamo tenere presente.

Qui alla Viking, nella speranza di fornire un utile spunto per quanti vogliano intraprendere questa avventura, abbiamo voluto dare un nostro contributo indagando come funzioni il processo di candidatura nei paesi esteri. Per 12 paesi del mondo abbiamo preso in considerazione un insieme di aspetti che possono aiutare a dare un quadro integrale tipico di ogni realtà: dalla struttura del CV all’iter tipico di selezione passando per raccomandazioni sulle informazioni da includere e alcune curiosità riguardanti il mercato del lavoro.

Cosa abbiamo trovato

Chiedendo a lavoratori provenienti da ognuno dei 12 paesi presi in esame, dagli Stati Uniti all’Arabia Saudita e al Giappone, sono emerse delle informazioni utili per chi si sta affacciando al mercato estero del lavoro.

Ad esempio, lo sapevei che in Russia viene bloccato LinkedIn, il famoso social network per la ricerca di impiego? Oppure che in Corea del Sud viene richiesto di indicare altezza, peso e data di nascita? E che in Cina le strette di mano non sono comuni, anzi il candidato deve eseguire un lieve inchino dopo che l’esaminatore lo effettua per primo?

Chris Evans, SEO and Social Media Marketing Manager di Viking per l’Europa afferma: “durante i miei frequenti viaggi di lavoro mi sono imbattuto in usi e costumi singolari. Molto diversi tra loro, in vigore nei mercati del lavoro”.

Mentre alcuni processi di recruitment, come avviene ad esempio in Italia, ci sono ormai familiari e non presentano rilevanti differenze con altri paesi affini culturalmente, dobiamo tenere presene che il mondo del lavoro può, in alcuni casi, essere caratterizzato da specifiche peculiarità. Se stai considerando di mettere a frutto le tue capacità oltre frontiera, dai prima un’occhiata a questa infografica.

infografica

inforgrafica cv all'estero

Quando ti candidi per un lavoro è importante tenersi pronti per l’eventuale fase del colloquio disponendo, fin da subito, della documentazione necessaria, CV, lettera di presentazione e tutto ciò che può venirci richiesto durante l’interview. Sul nostro sito puoi trovare una vasta scelta di materiale per la stampa, inclusi stampanti e scanner, toner, carta e molto altro!

Se conosci altre curiosità legate al lavorare all’estero o vuoi raccontarci la tua esperienza, scrivici sulla pagina Facebook Viking Italia.