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Si chiama Quiet Revolution ed è il motivo per cui gli introversi sono i leader migliori

Si chiama Quiet Revolution ed è il motivo per cui gli introversi sono i leader migliori

Grandi comunicatori, persone capaci di navigare nel mondo delle relazioni umane, personali e professionali, ambiziosi, magari anche irascibili e con personalità debordante: tutte caratteristiche da cancellare dal profilo del capo ideale.

Anzi, per essere veri leader meglio essere introversi. Non timidi – che è il disagio e l’ansia di vivere situzioni sociali – ma introversi: un po’ come Bill Gates o Warren Buffet, due tra gli uomini più ricchi, rivoluzionari, innovatori e di successo – anche economico – al mondo, fonte di ispirazione per milioni di persone eppure assolutamente introversi.

A sventolare la bandiera della “quiet revolution” è un libro di Susan Cain (“Quiet. Il potere degli introversi in un mondo che non sa smettere di parlare”; Bompiani) che segue le ricerche di Adam Grant della Wharton School (lo studioso che ha teorizzato il fatto che i leader introversi danno normalmente risultati migliori perché più capaci di delegare facendo emergere competenze e idee altrui) e che è da tempo un caso letterario mondiale.

Se però introversi si nasce, ed è ormai acclarato che gli introversi hanno maggiori capacità di ascolto, una preparazione solitamente più approfondita, sanno gestire meglio lo stress e sono perfezionisti, leader però si può diventare, e il sito della Quiet Revolution è diventato l’epicentro del Quiet Leadership Institute che si occupa di tutoring e mentoring degli introversi in carriera: e voi come siete come boss, introversi o estroversi? E che tipo è il vostro capo?

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