Tag: arredamento da ufficio
Ufficio
12/07/2018

Il caos creativo va bene, forse, per gli artisti solitari. Ma quando si tratta di organizzare gli spazi in ufficio, cioè decidere come disporre le scrivanie, dove mettere gli armadi e gli archivi, dove posizionare stampanti e altre apparecchiature tecnologiche, bisogna partire da un presupposto: una disposizione studiata può migliorare la produttività in percentuali che possono superare anche il 20%. Possibile? Be’, sì: immagina due o più persone che devono lavorare assieme e che stanno con scrivanie distanti o in stanze separate o peggio ancora a piani diversi dell’edificio. Quanto tempo perdono per il solo fatto di alzarsi e spostarsi da un collega? E quanto incide tutto questo sul monte ore annuale dell’azienda? Senza contare poi che, a determinate condizioni, una gestione corretta degli spazi può creare soluzioni e opportunità imprevedibili.
Come organizzare gli spazi in ufficio: le scrivanie
Per decidere come organizzare le scrivanie in ufficio come prima cosa bisogna analizzare le interrelazioni tra i colleghi: se due o più persone devono interagire tra di loro, le loro scrivanie devono essere a una distanza tale per cui possano comunicare e scambiarsi documenti senza praticamente interrompere ciò che stanno facendo. È un sottile equilibrio che consiste nel non essere né troppo vicini né troppo distanti, ma è un aspetto da considerare quando si dispongono le scrivanie in ufficio.
Come illuminare l’ufficio
Altro aspetto che influisce pesantemente sulla produttività è la luce. La maggior parte degli uffici è illuminata da luce naturale, e così dovrebbe essere anche per questioni di costi e sostenibilità, ma c’è anche il tema della salute e del benessere dei lavoratori per i quali un’illuminazione aggressiva potrebbe provocare problemi agli occhi e altri “mali da ufficio”: ecco perché le scrivanie non dovrebbero mai dare le spalle alle finestre ma essere disposte in modo tale che, per la maggior parte delle ore lavorative, ci sia una luce naturale uniformemente diffusa. Qui c’è un nostro approfondimento su come illuminare al meglio l’ufficio.
Consigli per archiviare i documenti in modo pratico
C’è poi tutto il tema dell’archiviazione dei documenti. Per lo stesso motivo di cui sopra non dovrebbero mai trovarsi a una distanza tale per cui cercare o riporre un documento significa girare per minuto e minuti per l’azienda. Ma anche il modo di catalogarli e classificarli ha il suo peso: intanto anche per la classificazione cartacea è importante imparare a usare parole chiave univoche e doppie o triple per cui, per esempio, non si hanno 10 raccoglitori con scritto “Progetti” ma ciascun raccoglitore ha la dicitura “Progetti + Nome Cliente + Anno di riferimento”. Poi i colori possono aiutare parecchio a trovare ciò che serve a colpo d’occhio: per esempio utilizzare sempre il rosso per i raccoglitori delle fatture emesse, il giallo per quelle ricevute e il verde per gli ordini è sicuramente più pratico di avere tutti i raccoglitori di uno stesso colore o di numerosi colori a caso. E anche questo migliora la produttività.
Di che colori devono essere le pareti dell’ufficio
A proposito di colori, anche quello delle pareti può influire sulla produttività e riguarda il modo in cui si organizza l’ufficio: escluso il bianco integrale e gelido, che ricorda ambienti sterili e freddi, sarebbe il caso di scegliere colori chiari e caldi, che sono quelli ideali per le pareti dell’ufficio, oppure altri come il blu, il verde e il rosso che sono in grado di stimolare la creatività, se è richiesta.

Idee
02/04/2018

In precedenti articoli abbiamo già avuto modo di trattare i temi relativi al parlare in pubblico e alla preparazione di una presentazione. Abbiamo toccato diversi aspetti inclusi consigli su come prepararsi efficacemente prima di una esposizione di fronte ad una platea, sia dal punto di vista mentale che pratico, come affrontare l’ansia di parlare in pubblico e abbiamo visto quali skill è necessario esercitare per migliorare il public speaking.

Cosa possiamo dire di nuovo quindi su un tema già così tanto dibattuto?

Quello che presentiamo in questo articolo è una sfumatura di tale argomento che non abbiamo ancora avuto modo di delineare ma che rappresenta un elemento molto importante nella comunicazione.

Quando prepariamo una presentazione, ci focalizziamo spesso sul discorso o la traccia scritta che abbiamo preparato e su come modulare la voce durante l’esposizione. Sappiamo tuttavia che gli aspetti non verbali hanno un peso maggiore nell’economia della comunicazione. Il noto psicologo Alber Mehrabian afferma che i movimenti del corpo pesano addirittura per il 55% nel messaggio che stiamo trasmettendo.

Il Centro per il Linguaggio del Corpo, un istituto belga che si occupa di studiare gli aspetti legati al linguaggio non verbale, ha descritto molto bene, con alcune figure rappresentative della postura e del modo in cui ci muoviamo, quali sono le posizioni che dovremmo tenere presente quando comunichiamo. Abbiamo quindi voluto raccogliere 7 segnali non verbali che possono trasmettere sicurezza e autorevolezza al pubblico.

Stiamo per tenere il nostro discorso. Abbiamo abbozzato lo schema che dovremo seguire, lo abbiamo messo in una busta trasparente per evitare che nel nervosismo del momento una tazzina da caffè rovesciata possa obbligarci ad andare a braccio, ci prepariamo a parlare e ad essere osservati da molte persone. Ecco 7 consigli su come utilizzare efficacemente il linguaggio non verbale.
La scatola

Immagina che davanti a te, dal bacino fino più o meno all’altezza delle spalle, tu abbia una scatola. La superficie di questa scatola deve coprire all’incirca l’area del petto e della pancia. Ora fai finta che tu debba contenere i movimenti delle mani all’interno di questa scatola. Segui questa regola per evitare di eseguire movimenti troppo plateali con le mani e circoscrivere invece i gesti ad un perimetro ristretto, la scatola appunto.

Questa tecnica fu ideata dai consulenti di Bill Clinton per aiutarlo a controllare i movimenti ampi che era solito eseguire con le mani durante i suoi discorsi e che potevano trasmettere nel pubblico un senso di inaffidabilità.
La sfera

Divarica leggermente le dita della mano e fai finta che stai reggendo una sfera o un pallone davanti a te. Questa tecnica era molto usata da Steve Jobs e, nella teoria elaborata dal Centro per il Linguaggio del Corpo, serve per esprimere una posizione dominante e autoritaria di fronte all’interlocutore.
La piramide

Questa posizione è molto semplice: posiziona le mani a forma di piramide facendo in modo che i polpastrelli delle dita si tocchino. Questa postura rappresenta l’esatto opposto di ciò che si fa quando si è nervosi ovvero gesticolare e muovere le mani di continuo. Grazie alla posizione fissa e stabile, questo gesto comunica sicurezza di sé e rilassamento. Attenzione però a non assumere una espressione del viso arrogante o potresti sembrare spocchioso ottenendo così un effetto controproducente.
Posizione di controllo
Se non sei seduto ma devi stare in piedi mentre tieni la tua presentazione, questa postura potrebbe tornarti utile. Ancora una volta, serve a comunicare sicurezza e controllo della situazione. Consiste nel divaricare leggermente le gambe fino a raggiungere più o meno la stessa larghezza delle spalle.
Palmi verso l’alto

Per comunicare un senso di onestà e apertura verso l’interlocutore posiziona i palmi delle mani verso l’alto. La celebre conduttrice Oprah Winfrey utilizza spesso questa Tecnica per creare connessione ed empatia con il pubblico.
Palmi verso il basso

Se, invece, voltiamo i palmi verso il basso, ecco che il significato trasmesso a livello non verbale diventa di forza e assertività. È un gesto tipicamente usato in situazione di panico, quando occorre calmare le persone con un messaggio forte ed efficace, oppure, come spesso da Obama, per quietare la folla dopo un inarrestabile applauso.
Piedi stabili
Che tu voglia tenere i piedi in posizione di controllo oppure camminare, tieni presente che è opportuno tenere una postura composta. Non intrecciare le gambe e non giocherellare con i piedi assumendo posizioni poco stabili, rischi infatti di minare l’autorevolezza con cui stai trasmettendo il messaggio.

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli su come utilizzare la comunicazione non verbale a tuo vantaggio, per comunicare sicurezza e autorevolezza, possano tornarti utili la prossima volta che dovrai parlare in pubblico. Hai già sperimentato queste tecniche e vuoi darci un tuo parere? Hai domande o dubbi? Contattaci sulla pagina Facebook Viking Italia.

Ufficio
23/01/2018

Come tra le pagine di un poema cavalleresco, ogni ufficio custodisce tra le quattro mura le gesta eroiche e quelle malvagie dei sui protagonisti.

Nei panni di comuni lavoratori e lavoratrici, celati dietro ordinarie mansioni, gli eroi d’ufficio non danno nell’occhio e compiono le loro gesta valorose senza ambizioni e secondi fini se non quello di aiutare il prossimo. Accorrono all’istante al verificarsi di un guasto al computer, sono sempre disponibili a prestare aiuto e pronti a risollevare l’ufficio dal torpore pomeridiano offrendosi liberamente di preparare il caffè per tutti.

É arrivato il momento di narrare le loro e gesta e cantarne le audaci imprese.
Abbiamo chiesto, con un sondaggio, a lavoratori e lavoratrici di indicarci quali aspetti e comportamenti prediligono maggiormente nei loro colleghi. Abbiamo così ricavato per voi la top list delle figure eroiche che popolano I nostri uffici. Mettetevi comodi sulla vostra sedia o poltrona e sfogliate con noi questa avventurosa ricerca.
Ecco i profili più apprezzati dei colleghi buoni:

Vitalità e spirito positivo. Sprona e incoraggia gli altri. 79,5%
Sempre pronto a dare una mano in caso di difficoltà. 75,2%
Spiega le cose con grande disponibilità/aiuta i nuovi arrivati. 55,1%
Aiuta a risolvere i problemi tecnici del computer. 45,1%
Prende le difese dei colleghi criticati. 42,2%
Ha sempre la battuta giusta per rallegrare le giornate. 32,8%
Ci tiene a pulire e tenere in ordine le aree comuni. 32,6%
Porta sempre qualche delizia da gustare con i colleghi. 16,7%
Spesso si offre per preparare il caffè per tutti. 15,6%
Tiene gli altri informati sulle ultime novità. 15,6%
Una spalla su cui piangere, è la persona con cui confidarsi. 14,7%
Organizza i momenti di svago, dal calcetto al drink. 12,5%
Concede regolarmente uno strappo in macchina da e per l’ufficio. 3,1%
Presta soldi o ha da cambiare nel momento del bisogno. 2,5%

 

L’attitudine positiva e la capacità di incoraggiare gli altri svetta tra le prime posizioni, del resto tutti abbiamo bisogno di una parola di conforto il lunedì mattina o quando dobbiamo affrontare dei lavori impegnativi. Tra i primi posti troviamo anche la disponibilità ad aiutare i colleghi in difficoltà ed i nuovi arrivati, sintomo che le doti di tutor/mentore sono molto apprezzate negli ambienti di lavoro.

Tra i profili eroici preferiti, non poteva mancare il mago del computer: con la tecnologia informatica ormai predominante, è fondamentale l’aiuto del collega smanettone che riesce a risolvere anche i più misteriosi malfunzionamenti del pc.

Se c’è un eroe allora ci deve essere anche un cattivo. Per completare il racconto abbiamo indagato anche su quali fossero le abitudini e i comportamenti più fastidiosi e che meno riusciamo a sopportare in ufficio. Questo ci ha permesso di avere un quadro narrativo chiaro e di individuare anche i profili malvagi più diffusi.
Non sopportiamo quel collega che:

É sempre in ritardo. 28,5%
Sta sempre a lamentarsi. 27,8%
Mangia cibi puzzolenti. 24,3%
Consuma tutto (carta stampante, carta igienica ecc.). 20,9%
Procrastina in continuazione, impiega secoli per fare qualcosa. 21,8%
Prende troppe pause sigaretta. 23%
Ha una scarsa igiene personale. 19,7%
Parla al telefono urlando. 20,6%
Fa gossip su tutti. 17,7%
Si mette deodorante e profumo mentre è alla scrivania. 15,3%
Viene al lavoro anche quando è molto malato. 13,4%
Sta tutto il giorno a messaggiare al telefono. 13%
Ha la scrivania disordinata. 11,8%
Produce rumori fastidiosi. 7,3%

 

Le risposte ci dicono che, se da una parte colui che porta cibo in ufficio da condividere con i colleghi è un eroe, vi è poi il cattivo che porta sì del cibo, ma con il malaugurato effetto di riempire la cucina e gli uffici di odori poco piacevoli sprigionati dalle cibarie di cui si nutre. Insomma, per ogni collega buono ce n’è sempre uno cattivo e così, risultati alla mano, abbiamo chiesto a Julia Bereciartu, un’illustratrice spagnola, di aiutarci con il suo talento a raffigurare alcuni tra gli eroi e i cattivi più popolari che si destreggiano tra le scrivanie.
Eroi d’ufficio

Cattivi d’ufficio

 

C’è un collega di cui non puoi fare a meno? Cosa lo rende così speciale? Ci sono comportamenti che invece non riesci proprio a sopportare? Raccontacelo su Facebook Viking Italia

Ufficio
01/01/2018

Esiste un vecchio proverbio pugliese che si può parafrasare più o meno così: “se gennaio non si comporta come tale, febbraio la pensa male”. Sarà forse per questo, con l’intento di non deludere nessuno, che gennaio si presenta puntualmente con il suo freddo penetrante e quelle poche ore di luce che ci lasciano appena intravedere la primavera che indugia ad arrivare.

È un mese morigerato gennaio, cade dopo i grandi festeggiamenti del Natale e di capodanno, in pieno inverno, quando le temperature rigide ci fanno anelare che arrivi presto la bella stagione. Gli inglesi hanno anche coniato il termine January Blues per descrivere lo stato d’animo che questo mese induce in molte persone; si tratta di una sensazione in cui prevale la mancanza di motivazione, il buon umore fatica ad arrivare e non si riesce a trovare la grinta adatta per affrontare una giornata di lavoro.

Per fortuna qualche rimedio esiste. Nell’attesa delle colorate atmosfere del carnevale e dell’equinozio di primavera di marzo possiamo seguire alcune raccomandazioni che ci aiuteranno ad affrontare meglio il rientro al lavoro, con la giusta spinta per reagire alle lunghe giornate d’ufficio di gennaio. Leggiamo insieme questi 4 trucchi che, dopo il portaombrelli, si riveleranno di sicuro strumenti utili ad affrontare il freddo e piovoso primo mese dell’anno.

 
Concediti il giusto riposo

Perdere ore di sonno per portare a termine del lavoro ci da l’impressione di essere più produttivi ma l’efficienza è talvolta solo apparente. Spesso paghiamo a caro prezzo la mancanza di riposo accusando stanchezza e cali di concentrazione durante la giornata, tutto ciò a discapito della produttività. Dormire ci permette di aiutare il cervello a “scaricarsi” dal sovraccarico di informazioni e di impulsi ricevuti durante la giornata. Liberare la mente permette di affrontare meglio il problem solving, di gestire meglio gli impegni durante la giornata e favorisce un approccio positivo sia ai problemi che alle relazioni. Dormire con regolarità non influisce solo sulle performance sul lavoro ma anche sull’umore e sulla salute. Dormire poco porta infatti a perdere lucidità, difficoltà nel memorizzare e abbassa le difese immunitarie. È importante cercare di dormire tra le sette ore e mezza e le otto ore per notte evitando di ascoltare musica o di interagire con i dispositivi elettronici prima di addormentarsi.
Influenza 
Gennaio è il mese in cui, si sa, avviene il picco influenzale. È possibile adottare una serie di precauzioni per prevenire l’influenza ed evitare quindi di trovarsi a letto debilitati. Innanzitutto una buona raccomandazione consiste nel lavarsi le mani di frequente specialmente prima di consumare i pasti, al fine di evitare il contatto con germi con cui entriamo in contatto all’esterno, in modo particolare in ufficio. È buona norma, inoltre, evitare il contatto diretto delle mani con parti sensibili come gli occhi, la bocca e il naso. Anche dormire un numero di ore adeguato, come ricordato in precedenza, aiuta a mantenere il corpo sano e reattivo. Non solo il sonno, ma anche tutte quelle attività che permettono di scaricare lo stress, come lo sport, sono delle difese naturali che aiutano a mantenerci in salute. Le classiche raccomandazioni che spesso sentiamo dagli esperti sono sempre valide: bere molto e avere un’alimentazione varia, come vedremo di seguito, contribuisce alla tenuta del nostro organismo contro i malanni invernali.
Gli ingredienti del buon umore

L’alimentazione è la fonte principale di elementi come gli Omega 3, il cromo e le vitamine che aiutano a mantenerci in un buono stato psico-fisico. Il cibo può essere infatti un’ottima cura per prevenire la depressione stagionale. Ci sono alimenti dotati di proprietà utili per mitigare e combattere stati di umore cupo associati a tristezza e mancanza di stimoli. Il triptofano, ad esempio, è un aminoacido che può contribuire a risollevare l’umore e si può trovare in carne, pesce, legumi, uova e molti altri alimenti. Il cromo, che regola la serotonina, chiamata anche ormone del buon umore, si trova, tra gli altri cibi, nella carne di tacchino, nei broccoli e nelle patate. L’acido folico (vitamina B9) è presente in verdure come asparagi e spinaci mentre la vitamina B6 si trova sia nel pesce che nella carne di pollo. Anche la vitamina B12 è molto importante per prevenire stati spiacevoli come la depressione e possiamo trovarla in una varietà di alimenti che vanno dalle uova alla carne fino al pesce (nel salmone, ad esempio). Gli Omega 3, efficaci contro la stanchezza ed utili per favorire il benessere dell’organismo, si trovano, come sappiamo, in grande quantità nel pesce. Ci sono molte fonti di informazioni, anche sul web, dove è possibile avere una lista esaustiva dei cibi e dei relativi elementi utili al nostro organismo.
Attività fisica e relazioni

La mancanza di stimoli e il senso di stanchezza inibiscono la propensione a svolgere attività fisica, ad uscire e socializzare. Si tratta di un circolo vizioso che ci porta ad essere ancora più sedentari, finendo per peggiorare lo stato emotivo. È importante essere determinati e cercare di svolgere attività fisica, meglio se aerobica, anche quando non ne abbiamo molta voglia. Come abbiamo approfondito in un precedente articolo sulla relazione tra sport e lavoro, lo sport apporta molti benefici al corpo, è correlato al rilascio di endorfine e ai livelli di serotonina che sono tutti elementi responsabili del buon umore. Anche socializzare e coltivare le relazioni, sia sul lavoro con i colleghi che con gli amici, aiuta a tenere lontana la malinconia e il cattivo umore. Farsi una risata in compagnia è sempre salutare: diversi studi ne hanno messo in luce gli effetti benefici simili a quelli derivanti dall’attività sportiva, con variazioni a livello neurochimico che generano una sensazione di serenità e distensione che ci fa stare meglio e agisce positivamente sul nostro fisico.

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli su come affrontare il rientro in ufficio dopo le vacanze natalizie, possano tornarti utili per vivere al meglio la giornata lavorativa; che siano inoltre di aiuto per approcciare positivamente anche i periodi più faticosi per il nostro corpo e la nostra mente, tenendo vivo il buon umore e la vitalità.
Cosa ne pensi a riguardo? Ti è mai capitato di avere degli sbalzi di umore durante il mese di gennaio al rientro dalle vacanze natalizie? Raccontaci la tua esperienza sulla pagina Facebook Viking Italia.

Ufficio
13/11/2017

“Mens sana in corpore sano” recitava una satira dell’autore latino Giovenale. In quel caso l’intento era di sottolineare l’importanza di ricercare una buona condizione fisica e mentale più che condizioni effimere come la ricchezza e la fama.

Con un approccio meno manicheo, ci chiediamo: come si coniuga l’aspetto lavorativo, parte fondamentale nella vita di tutti i giorni, con il benessere fisico e mentale? Perché è importante perseguire una corretta forma psico-fisica e che benefici ne può trarre il rendimento sul lavoro?

Oltre a seguire una corretta alimentazione, ci sono molte ragioni per tenersi attivi dal punto di vista fisico. Innanzitutto l’attività fisica, come evidenziato da diverse ricerche, riduce il rischio di sviluppare complicazioni cardiache, specie con l’avanzare dell’età, e di prevenire e controllare il diabete. Poi ci sono quei benefici legati alla forma fisica: tenersi in movimento consente di mantenere un peso adeguato, di abbassare la pressione del sangue e, come vedremo, di prevenire stati depressivi.
Vediamo perché è importante integrare le lunghe ore passate sulla poltrona del nostro ufficio con un po’ di sana attività fisica.

 
Benefici sul lavoro

Uno studio della Loughborough University pubblicato di recente, ha messo in correlazione gli sport, specialmente quelli di squadra, con i benefici che questi generano a livello di individuo, gruppo e di organizzazione. È emerso che l’attività fisica produce effetti positivi sulla salute dell’individuo e, quando svolta a livello aziendale, permette di migliorare la qualità delle relazioni di gruppo e potenziare la coesione organizzativa.

Lo studio spiega che chi prende parte ad iniziative sportive migliora in modo significativo la forma del sistema cardio-respiratorio, la salute fisica, quella mentale (a livello comportamentale) e il benessere in generale.

L’università di Laughborough, rifacendosi anche ad uno studio dell’australiana Thøgersen-Ntoumani, trova evidenza che l’esercizio e l’attività fisica sono correlati sia direttamente che indirettamente con un elevato stato di benessere che si ripercuote positivamente su molti aspetti della vita del lavoratore (la ricerca aveva esaminato i partecipanti che per un certo periodo di tempo prendevano parte a iniziative sportive organizzate dall’impresa). L’esercizio fisico è quindi risultato correlato non solo ad un miglioramento delle performance individuali, ma anche di quelle di gruppo.

Lo sport ci aiuta a coltivare una salute mentale e fisica di qualità e ci permette oltretutto di catalizzare sensazioni positive che generano un circolo virtuoso: se stiamo meglio con noi stessi, possiamo relazionarci meglio anche con gli altri. In questo modo le relazioni migliori e l’attitudine positiva nutrono l’organizzazione e guidano verso un rinnovato senso di squadra, la condivisione dei valori che guidano il team, comunicazioni più efficaci e un clima positivo nei rapporti tra colleghi.

Svolgere attività fisica e migliorare quindi la propria salute, conduce logicamente a ridurre il rischio di ammalarsi e, quindi, di assenze forzate dal lavoro. Quando una mente sana è unita ad un corpo sano, migliorano le performance delle attività che svolgiamo quotidianamente comprese quelle lavorative. Se migliorano le performance, di conseguenza sappiamo bene che il raggiungimento di buoni risultati stimola il coinvolgimento e la soddisfazione.

Negli ultimi tempi le imprese si sono sempre più sensibilizzate alla questione del benessere mentale e fisico dei propri lavoratori. Le forme di sport di gruppo che vengono utilizzate maggiormente sono le camminate o escursioni (spesso in montagna), corsa (compresa la partecipazione a gare amatoriali) e il calcio. Seppure spesso siano iniziative con un livello di competizione amatoriale, permettono comunque di ricreare quel senso di squadra per cui si concorre uniti verso un obiettivo aiutandosi a vicenda per il raggiungimento del risultato finale.

 
Allenarsi al buon umore

Uno studio realizzato dalla University of British Columbia su 86 donne tra i 70 e gli 80 anni, con deterioramento cognitive lieve, sottoposte a 6 mesi di training, due volte la settimana, ha permesso agli studiosi di evidenziare che un regolare esercizio aerobico è correlato ad un aumento della dimensione dell’ippocampo, quella parte del cervello coinvolta in processi di memoria e apprendimento.

Diversi studi hanno inoltre dimostrato che altre parti del nostro cervello che attengono al controllo della memoria e del pensiero, come la corteccia prefrontale e la corteccia temporale mediale, hanno anch’esse dimensioni maggiori nelle persone che conducono uno stile di vita che comprende lo svolgimento di esercizi fisici.

L’esercizio fisico permette di ridurre l’insulino-resistenza e quindi, come dicevamo, di prevenire forme diabetiche. Inoltre stimola il rilascio dei cosiddetti fattori di crescita – quelle proteine che agiscono positivamente sulla salute cellulare, i vasi sanguigni del nostro cervello e sulla salute delle cellule, comprese quelle cerebrali.

Oltre a tutti questi benefici, sappiamo che l’attività fisica contribuisce a migliorare il sonno, a ridurre lo stress e persino a prevenire forme depressive. Il Black Dog Institute, uno dei più importanti centri per lo studio dei disturbi dell’umore, ha messo in luce che l’esercizio fisico è un importante rimedio alla depressione. L’Istituto di ricerca ha anche stilato una breve lista di consigli per promuovere l’attività fisica come cura della salute mentale:

Inizia ponendoti degli obiettivi su piccolo scala, che siano realistici e raggiungibili e aumentali gradualmente. Decidi quanto tempo devi dedicare giornalmente all’esercizio fisico e attieniti al piano.
Trova il momento della giornata più adatto a te. Cerca di non trovare scuse per saltare la sessione quotidiana: a volte occorre sforzarsi e imporsi di svolgere un po’ di movimento, anche una breve sessione di attività fisica può avere un grande beneficio sull’umore e ridurre lo stress.
Scegli l’attività fisica che svolgi più volentieri. Ognuno di noi, infatti, può trovare stimolanti tipi di sport diversi: dalla corsa alle camminate, dal nuoto all’acqua gym o il pilates. Anche 10 minuti di esercizio giornaliero aiutano a mantenere una forma mentale e fisica sana.
È importante focalizzarsi si miglioramenti graduali e sentirsi gratificati anche quando un piccolo obiettivo è stato raggiunto. Un trucco, in questo senso, è di condividere il piccolo traguardo con qualcuno che possa apprezzare e festeggiare tale successo insieme a te.
Allenarsi con amici e colleghi è un ottimo modo per socializzare e motivarsi. Praticare attività fisica con i colleghi permette di creare coesione, di educare ad un sano sacrificio e al lavoro di squadra per il raggiungimento degli obiettivi.

 
Quanto devo allenarmi?
L’organizzazione mondiale della sanità ha un ruolo importante nel promuovere la salute mentale e fisica. Essendo una delle voci più autorevoli in questo campo, interviene spesso con dei suggerimenti e dei vademecum che aiutano a seguire uno stile di vita sano. In particolare ci ricorda che:

La carenza di attività fisica è direttamente collegata a patologie che afferiscono al sistema cardiovascolare, al diabete e a disturbi dell’umore;
Si stima che a livello globale, un adulto su quattro non svolge sufficiente attività fisica;
Oltre l’80% dei ragazzi in età adolescenziale nel mondo non svolge sufficiente attività fisica;
L’obiettivo dei paesi aderenti all’organizzazione è di ridurre i casi di insufficiente attività fisica del 10% entro il 2025.

 

Arrivato a questo punto, ti starai chiedendo come si può mantenere il livello di attività fisica raccomandata o se sarà necessario prendere parte a tutte le prossime maratone o competizioni sportive per seguire i consigli degli esperti.

La stessa organizzazione mondiale della sanità ha indicato quali siano, per ogni fascia d’età, i livelli di attività fisica raccomandati:

Per bambini e adolescenti tra I 5 e 17 anni:
L’attività raccomandata dovrebbe essere di almeno 60 minuti ogni giorno con livello di intensità moderata o intensa.
Oltre i 60 minuti di attività fisica si avranno ulteriori benefici per la salute.
Si dovrebbero includere quelle attività che rafforzano l’ossatura e la muscolatura e avere una frequenza di 3 volte per settimana.
Adulti tra I 18 e I 64 anni:
Almeno 150 minuti di attività fisica moderata o intensa durante la settimana o almeno 75 minuti di attività fisica intensa sempre durante una settimana.
Aumentando l’attività a 300 minuti a settimana si ottengono ulteriori benefici fisici.
È consigliabile svolgere attività che mirano a rafforzare la muscolatura con una frequenza di due o più volte la settimana.
Adulti sopra I 65 anni:
Anche in questo caso, si consigliano 150 minuti di attività fisica moderata o intensa durante la settimana o almeno 75 minuti di attività fisica intensa sempre durante una settimana.
Aumentando l’attività a 300 minuti a settimana si ottengono ulteriori benefici fisici.
È consigliabile, soprattutto in questa fascia d’età, svolgere attività che mirano a rafforzare la muscolatura con una frequenza di due o più volte la settimana.
Chi soffre di mobilità ridotta può beneficiare di attività fisiche che potenzino l’equilibrio e aiutino a prevenire le cadute.

 

Abbiamo provato con questo articolo ad evidenziare i benefici che l’attività fisica può apportare al benessere personale e alla sfera lavorativa. Ci siamo avvalsi di contributi di studi e ricerche per rendere queste evidenze il più obiettive possibili. Non vediamo l’ora di ascoltare anche il vostro punto di vista a riguardo. Cosa fai per tenerti in allenamento? Riscontri un beneficio nella forma fisica e mentale? Ritieni che ciò influisca positivamente sul tuo lavoro? Scrivici sulla pagina Facebook Viking Italia.

 

Fonti:
www.blackdoginstitute.org.au
www.who.int
www.lboro.ac.uk

Idee
30/10/2017

Excel è uno degli strumenti più versatili e potenti di Microsoft Office. Può essere utilizzato per eseguire semplici calcoli oppure per elaborare dati più complessi. Per molti si tratta di una area oscura e misteriosa dei nostri computer e molti mostrano aria di diffidenza quando viene nominato. In realtà è molto più semplice di quello che si pensi. Molte funzionalità sono semplici da imparare e semplificano di molto il nostro lavoro. Un po’ di tempo fa abbiamo realizzato una panoramica su come aumentare la produttività utilizzando Office. In questo articolo vediamo, passo per passo e con il supporto delle immagini, come utilizzare alcune funzioni molto utili con cui potremmo stupire il capo e inostri colleghi!
Definire dei nomi

Utilizzando i nomi, diventa più semplice gestire le formule e altre funzioni di Excel come quella del menu a tendina che vedremo successivamente. È possibile, ad esempio, assegnare un nome ad un insieme di celle. In questo modo, ogni volta in cui vorremo utilizzarle, non dovremo più andare a selezionarle una ad una, ma sarà sufficiente inserire il nome a loro assegnato. In questo caso specifico ci soffermiamo su un elenco di celle a cui assegnamo un nome in modo da poter poi utilizzare facilmente questo elenco nella funzione che illustreremo successivamente (menu a tendina).

Una volta selezionato il range di celle, inserisci il nome che vuoi assegnare nella casella in alto a sinistra e premi “Invio”.
Menu a tendina

Ora che sappiamo come assegnare un nome ad un insieme di celle, possiamo agilmente creare un menu a tendina che offra la possibilità di scegliere tra una molteplicità di valori.

Crea l’elenco che vuoi inserire nel menu a tendina (puoi crearlo nello stesso foglio in cui inserirai il menu a tendina oppure scegliere un foglio diverso).
Assegna un nome all’elenco (vedi “definire dei nomi” sopra).
Clicca sulla cella dove cuoi inserire il menu ed usa questa sequenza di comandi:
Clicca “Dati” – “Convalida dati” – sotto a “Consenti” seleziona “Elenco” – in “Origine” premi “F3” e seleziona l’elenco appena creato dalla lista – Clicca “Ok”

Sarà ora possibile selezionare da un elenco di valori con un funzionale menu a tendina.
Inserire del testo in una cella
Se proviamo a inserire dei caratteri particolari come ad esempio i segni “+” o “-“ oppure anteporre degli zeri davanti a un numero, Excel non ci permetterà di farlo. Tuttavia esiste un trucco: aggiungendo un apostrofo, all’interno della cella, appena davanti ai caratteri o numeri che vogliamo inserire, Excel li riconoscerà come testo e quindi ci permetterà di inserirli.
Cerca verticale

È forse una delle caratteristiche di Excel che più tornano utili per lavoro. Immaginiamo di avere un elenco di clienti molto lungo con e-mail, numeri di telefono e altri dati. Il nostro capo ci chiede di trovare uno specifico dato, per esempio l’indirizzo e-mail di alcuni clienti in particolare. Invece di cercare uno ad uno i nomi e poi scorrere verso destra in cerca dell’e-mail in modo manuale, Excel ha una funzione che automatizza il processo facendoci risparmiare tempo. Si tratta appunto della funzione “Cerca verticale”. Vediamo come funziona in questo caso specifico:

Partiamo da un elenco ristretto di nomi di cui vogliamo trovare l’e-mail. In questo caso sono elencati nella colonna E.
Nella colonna F, a fianco del primo nome, dovremo inserire la funzione:

=CERCA.VERT seguita da una parentesi contenente i valori, separati da punto e virgola, indicati di seguito.
VALORE DA CERCARE: è il nome di cui vogliamo trovare l’e-mail. Selezioniamo quindi il nominativo dalla colonna E.
ELENCO GENERALE: è l’elenco complessivo da cui Excel tirerà fuori i nomi da noi cercati. Includi tutte le colonne della tabella. Assicurati di selezionare l’intervallo nella formula e premere il tasto “F4” (come nell’immagine) in questo modo dirai ad Excel di “bloccare” l’intervallo quando poi trascinerai la formula in altre celle.
NUMERO DELLA COLONNA CONTENENTE L’EMAIL: è il numero della colonna con le e-mail. Nell’esempio, partendo dalla colonna con il nome (che è la n.1) la colonna con l’email è la numero 3; inseriamo quindi il numero 3 nella formula.
FALSO: questo valore può essere “vero” o “falso”. In questo caso consigliamo di mettere “falso” in modo che Excel vada a cercare la corrispondenza esatta con il nome che stiamo cercando.

Una volta inserita correttamente la formula nella prima cella, possiamo trascinare in giù il riquadro verde per copiare la formula in modo veloce anche nelle celle sottostanti.
Concatena o dividi
Vediamo brevemente alcune semplici funzioni per unire o dividere in modo automatico parti di testo.
Concatenare
Se vogliamo unire il contenuto di due celle, ad esempio una cella contenente il nome e un’altra cella contenente il cognome, possiamo usare il simbolo “&” che ha lo stesso effetto della funzione “Concatena”.

Posizionati in una cella vuota e digita “=” seguito dalle due celle che vuoi unire, ognuna separata dal simbolo “&”.
Se vuoi anche lasciare uno spazio, ottenendo “nome – spazio – cognome” allora basta inserire uno spazio tra virgolette nel mezzo della funzione. Se, ad esempio, il nome è contenuto nella cella A1 e il cognome nella cella B1, la funzione che dovremo scrivere è: =A1&” “&B1

Da testo a colonna

Con questa funzionalità possiamo agilmente dividere il testo contenuto in una cella. Pensiamo, ad esempio, al caso in cui abbiamo sia il nome che il cognome riportato nella stessa cella. Oppure abbiamo un indirizzo url da cui vogliamo estrarre il nome del sito.

Vediamo meglio il primo caso con l’aiuto dell’immagine:

Seleziona le celle contenenti nome e cognome.
Esegui questa sequenza: Clicca nel tab “Dati” – “Testo in colonne” in “Strumenti dati” – nella finestra clicca “Avanti”.
Nella successiva schermata abbiamo i “Delimitatori”, molto importanti perché a seconda di quello che vogliamo separare dobbiamo scegliere il delimitatore appropriato. In questo primo esempio dovendo separare un nome da un cognome, scegliamo lo spazio (infatti abbiamo uno spazio tra il nome e il cognome).
Clicca “Avanti”, in “Destinazione” seleziona una cella vuota. Dopo avere cliccato “Fine” vedremo che Excel ci restituirà i nomi e i cognomi già separati e inseriti in due celle diverse.

Se vogliamo invece partire da un url:

Ad esempio: http://www.vikingop.it/a/bb/Carta-pergamena-e-a-tema/N=2+1201304/
Imposta “Altro” nella colonna “Delimitaori” e specifica il simbolo “/”.
Excel ci restituirà in automatico 5 colonne.
A questo punto basta eliminare le celle che non ci interessano e tenere la numero 1.

Estrai stringa

Se, ad esempio, abbiamo una serie di valori da cui vogliamo estrarre una parte soltanto, possiamo usare la funzione “Estrai stringa”. Vediamo subito quanto sia semplice utilizzarla.

Nell’esempio abbiamo un elenco di codici di prodotti in cui le prime 7 cifre indicano la provenienza e il prodotto, mentre le ultime 3 o 4 cifre indicano la scadenza.
Vogliamo estrarre solo i codici relativi alle scadenze (le ultime 3 o 4 cifre).
Inserisci la funzione

=STRINGA.ESTRAI seguita da una parentesi contenente i valori, separati da punto e virgola, indicati di seguito.
CELLA DA CUI ESTRARRE: è la cella contenente il testo o i numeri da cui vogliamo estrarre una parte.
LETTERA O CIFRA INIZIALE: è il punto in cui vogliamo che Excel inizi il conteggio, in questo caso vogliamo che inizi a contare dall’ottava cifra in poi quindi inseriremo il numero 8.
NUMERO DI LETTERE O CIFRE DA ESTRARRE: quante cifre o lettere vogliamo che Excel estragga. In questo caso ci interessano le ultime 3 o 4 cifre, inseriamo quindi il numero 4. In questo modo Excel estrarrà fino a 4 cifre compresi tutti i numeri che ne hanno solo 3 alla fine.

Seleziona le celle visibili
Nel caso avessimo delle celle nascoste, è necessario dire ad Excel che vogliamo selezionare solo le celle visibili. Vediamo allora come aggiungere il tasto “Seleziona solo le celle visibili”.

Vai in “File” – “Opzioni” – “Barra di accesso rapido”.
In “Scegli comandi data” seleziona “Tutti i comandi”.
Scorri l’elenco sulla sinistra fino a trovare il comando “Seleziona le celle visibili”.
A questo punto selezionalo e clicca su “Aggiungi”.
Clicca “Ok” per chiudere la finestra e torna sul foglio Excel che, a questo punto, avrà in alto, nella barra di acceso rapido, il tasto “Seleziona le celle visibili”.
Per copiare solo le celle visibili, selezionale e prima di copiarle clicca sul tasto appena creato.

Stampa
Abbiamo creato il nostro documento Excel e vogliamo stamparlo. Ecco un paio di trucchi per regolare l’area di stampa in base alle nostre preferenze.
Area di stampa
Con pochi semplici passaggi è possibile dire ad Excel quale area del nostro foglio vogliamo venga mostrata quando andremo a stampare il documento. Questi i semplici passaggi:

Seleziona le celle che vuoi mostrare quando stamperai la pagina.
Vai su “Layout di pagina” e, nella sezione “Imposta pagina”, clicca sulla funzione “Area di stampa”.

In questo modo, quando stamperai il foglio vedrai solamente le celle che hai selezionato.

Se vuoi rendere le stampe di fogli Excel un po’ più vivaci e creative puoi sempre provare la carta colorata, di sicuro renderà tabelle e dati meno noiosi da vedere!
Interruzioni di stampa
Se hai un elenco di dati e vuoi che, nel momento in cui stampi, vengano divisi su pagine diverse allora puoi usare la funzione di “Interruzione della pagina”.

Seleziona il punto in cui vuoi che Excel divida i dati. Puoi selezionare o una riga (se vuoi un’interruzione orizzontale) o una colonna (se vuoi un’interruzione verticale).
Dopo avere selezionato una riga o una colonna, clicca su “Interruzioni”, a fianco di “Area di stampa” (vista in precedenza).

Consiglio: Excel inserisce l’interruzione verticale a sinistra della colonna selezionata e l’interruzione orizzontale sopra la riga selezionata.
Se vuoi vedere le interruzioni inserite clicca su “Anteprima interruzioni di pagina” nella scheda “Visualizza”.

 

Qui alla Viking speriamo che questa breve guida su alcune delle funzioni più utili di Excel possa tornarvi utile e magari farvi risparmiare tempo prezioso nel momento in cui dovrete lavorare con molti dati. Conosci altri trucchi e funzioni interessanti di Excel di cui non puoi fare a meno sul lavoro? Scrivici sulla pagina Facebook Viking Italia.