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Idee
30/04/2018

In un precedente articolo abbiamo parlato di come perfezionare il networking specialmente per quanto riguarda il primo approccio. Una delle situazioni più comuni, in cui tutti ci siamo imbattuti, è di conoscere nuove persone il cui nome, dopo le presentazioni iniziali, si cancella dalla nostra mente come se venissimo irradiati dal mitico sparaflash di Man In Black.

Per creare subito una relazione e coinvolgimento è importante chiamare le persone per nome e, oltretutto, quando si tratta di relazioni professionali, ricordare il nome può favorire un fruttuoso legame di lavoro, oltre che personale.

Quando non ci ricordiamo le proviamo tutte: proviamo a fare in modo che la persona o qualcun altro ripeta il nome o con un sorriso stampato in faccia salutiamo eludendo in grande stile il deficit di memoria.

In inglese lo chiamano il paradosso Baker/baker. Deriva da studi psicologici in cui durante alcuni esperimenti hanno sottoposto ai partecipanti delle immagini di persone con sotto riportato in alcuni casi il cognome e in altri casi la professione. Nonostante i cognomi fossero appositamente scelti per essere anche delle professioni (ad esempio Baker era usato sia come cognome sia come professione essendo il termine inglese per indicare il fornaio o panettiere) i risultati hanno mostrato che i partecipanti ricordavano meglio le professioni rispetto ai cognomi. Questo è stato attribuito al fatto che le professioni sono più facilmente associabili con qualcosa di concreto, a cui possiamo ricondurre la nostra esperienza, mentre i cognomi non hanno riferimenti e sono per noi solo un insieme di lettere senza alcun significato preciso.

Certo, si potrebbe girare con un bel faldone con i nomi delle persone che conosciamo da consultare all’occorrenza. Se questa idea non ti esalta, ci sono alcuni stratagemmi che aiutano a memorizzare i nomi e di seguito abbiamo raccolto i metodi secondo noi più efficaci.
Ripeti

Quando una persona si presenta o ti viene presentata, prova a ripetere subito il nome, non nella mente ma ad alta voce, usandolo in modo naturale all’interno della conversazione. Ad esempio, se abbiamo appena conosciuto Luca, potremmo dire qualcosa tipo “Non ti avevo mai visto da queste parti Luca” oppure semplicemente “piacere di conoscerti Luca”.

Anche in latino esiste il famoso detto repetita iuvant che ci ricorda appunto quanto l’apprendimento diventi spontaneo con la ripetizione.

Non bisogna ovviamente ripetere eccessivamente il nome ma farlo in modo naturale e in modo coerente con la conversazione. Anche nel momento di salutarsi, alla fine, è bene ripetere per un’ultima volta il nome associandolo al volto della persona, utilizzando una frase del tipo “è stato un piacere conoscerti…”.
Scandire
Può capitare che la persona a cui ti stai presentando abbia un nome inusuale, straniero o semplicemente non sei riuscito a coglierlo la prima volta. In questi casi una tecnica che aiuta molto è chiedere alla persona di scandire nuovamente ogni lettera e poter così aiutare la nostra mente a memorizzare. È una soluzione particolarmente efficace per chi ha una buona memoria visiva e riesce a raffigurare un’immagine del nome che rimane più facilmente impressa.

In alternativa, puoi chiedere un bigliettino da visita, elemento di cui al giorno d’oggi dispongono molti professionisti e che torna utile anche in incontri informali. Con un bigliettino sotto mano è anche più facile creare l’associazione tra nome e persona. Infatti, se mentre si sta interloquendo ci si dimentica il nome, è sufficiente dare un’occhiata al bigliettino senza farsi notare.
Associazioni

É un modo molto simpatico per memorizzare i nomi e, a differenza degli altri metodi, è anche molto divertente da mettere in pratica.

Se disponi di buona memoria visiva puoi sfruttare questa tecnica per visualizzare delle immagini da associare al nome e alla persona. A volte, durante gli eventi, o in alcuni ambienti di lavoro, le persone indossano un cartellino con nome, supporto molto valido per aiutare a fare le giuste associazioni. Per questo è sempre consigliabile realizzare i cartellini quando si mettono in contatto molte persone che non si conoscono l’un l’altra. Del resto, si possono facilmente creare con della carta per fotocopie e una stampante.

Tuttavia, quando non vi sono cartellini e devi affidarti solamente alla tua memoria, ecco che questo metodo può tornare utile.

Consiste in una sorta di gioco in cui devi associare il nome ad un elemento che abbia un legame con quella persona. Può essere una allitterazione tra nome e una caratteristica, ad esempio Veronica da Verona o Vincenzo da Vicenza se pensiamo alla provenienza, oppure Marco immaginato come un arco a forma di “M” o, ancora, Davide immaginato in posa come la statua di Michelangelo e così via. Puoi fare le associazioni come meglio preferisci incrociando una caratteristica della persona con un’immagine che ti è facile ricordare.

Lo scrittore Dale Carnegie, autore di diversi libri di training, suggerisce di dipingere nella mente un’immagine della persona mentre sta compiendo delle azioni che ti ricordano il suo nome.  Chi è dotato di buona fantasia può sbizzarrirsi nelle associazioni più creative. Giusto per fare un esempio, se conosci un tizio chiamato Mario Bianchi puoi provare a immaginarlo come il personaggio Super Mario tutto vestito di bianco o che imbianca una parete.
Connessioni

Meno divertente delle associazioni mentali per immagini ma molto efficace è la tecnica delle connessioni. Quanto incontri una persona, e questa si presenta dicendoti il suo nome, prova a pensare immediatamente ad una persona o un personaggio conosciuto che hanno lo stesso nome e che ti ricordano colui con cui ti stai presentando. Se la persona che hai davanti ha lo stesso nome di un calciatore o di un attore e condivide anche dei tratti somatici o degli atteggiamenti che ti ricordano quel calciatore o quell’attore, avrai gioco facile nell’effettuare la connessione e ricordare il nome la prossima volta che lo vedi.

Può essere che la persona che hai davanti si chiami come un tuo parente o un tuo conoscente stretto: in questo caso la connessione sarà ancora più facile.

Questa tecnica, se esercitata, è abbastanza veloce e permette di memorizzare al volo dei nomi anche di più persone allo stesso tempo. Pensa al caso in cui ti venga presentato un gruppo di una decina di persone e tu riesca a ripetere subito i nomi con precisione, li lascerai tutti a bocca aperta!
Impegnati
È il consiglio più scontato eppure è forse l’aspetto che più ignoriamo. Se ci pensi, puoi utilizzare tanti fantastici trucchi per memorizzare i nomi ma c’è una cosa da cui non puoi prescindere. Se non sei concentrato e non parti con l’intenzione di ricordarti una cosa, è molto probabile che avrai molta difficoltà nel riuscire a memorizzarla anche usando le tecniche di cui abbiamo parlato.

Pensaci bene, quante volte ti è capitato di ascoltare i nomi delle persone e di rimuoverli all’istante. Magari i tuoi occhi percepivano solo il labiale tanto eri disinteressato verso ciò che ti veniva detto. È normale. Quando siamo in mezzo ad altra gente dobbiamo concentrarci su molti fattori. Quello che diciamo, quello che percepiamo, quello che gli altri pensano, le persone che abbiamo intorno e mille altri particolari. Per questo è importante, in quei pochi istanti in cui ti stanno comunicando il nome, concentrarsi e dedicare quanta più attenzione possibile per poi applicare una delle tecniche che abbiamo visto.

Quando entri nell’ufficio e ti prepari a conoscere i nuovi colleghi, oppure sei ad un evento in mezzo a persone che non conosci, devi innanzitutto metterti nell’ordine delle idee che vuoi e devi ricordare i loro nomi. Vuoi perché ci tieni a farlo, vuoi perché quelle persone rappresentano una risorsa per te e ricordare il loro nome facilita le relazioni e quindi le opportunità che ne possono derivare.

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli su come memorizzare i nomi possano tornarti utili in molte occasioni, ad esempio quando conosci nuovi colleghi o stringi nuove amicizie. Ci sono dei metodi personali che utilizzi e che vuoi segnalarci? C’è un argomento in particolare di cui vorresti che parlassimo? Contattaci sulla pagina Facebook Viking Italia.

Notizie
29/01/2018

Se, come diceva Dante, è l’amore a muovere il sole e l’altre stelle, allora la passione e la dedizione per il proprio lavoro sono la forza motrice di un tessuto economico e imprenditoriale che nel nostro paese merita di prosperare ed imporsi anche fuori dai confini nazionali. Qui alla Viking siamo orgogliosi di dare voce a quei giovani astri nascenti che, animati da spirito di iniziativa e spinta imprenditoriale, perseguono i propri obbiettivi anche in un contesto economico che, lo sappiamo, non è tra i più favorevoli.

La realtà che presentiamo oggi, attiva nell’universo dell’informazione, nasce con l’obbiettivo di descrivere il mondo attraverso notizie e contenuti arricchiti di quel gusto estetico, quello stile, quella creatività e spirito critico che caratterizza gli uomini e le donne che queste notizie le raccontano.

Un magazine online da tenere nel portariviste virtuale per essere sempre aggiornati e gustarsi un’informazione raccontata con passione e coinvolgimento.

A raccontarci Neomag sarà Mariagrazia Di Domenico che è caporedattrice e communication and press office manager.
Può farci una panoramica su come è nata l’azienda e sul team che la compone?
Da sinistra a destra, Mariagrazia Di Domenico – Head of Service – Senior Editor; Giovanna Montano – Marketing and Comunications Manager

Neomag, Magazine Online, è nato in un pomeriggio tra universitari. Avevamo una gran voglia di tirare i nostri sogni fuori da cassetti e di capire cosa significasse mettere in pratica ciò che da anni studiavamo solo sui libri. Fortunatamente, il passo dall’Idea alla realtà è stato breve. Volevamo diffondere la cultura, le passioni, gli interessi dei nostri coetanei, parlando la loro “lingua”. La nostra lingua. Notizie smart, ricercate, bizzarre, ma curate nel dettaglio. Pian piano abbiamo costruito il nostro piccolo universo da condividere. Tante le collaborazioni, le interviste a personaggi del panorama nazionale ed internazionale, come la coreografa Macia del Prete, l’artista Krisztina Czika, l’Art Director Alberto Nespoli e tanti altri che hanno dimostrato un grande apprezzamento nei riguardi nel nostro operato. Siamo giovani, ambiziosi ma soprattutto innamorati del nostro progetto. In amore non bisogna essere egoisti, per questo vorremmo avere un pezzo in più da condividere. Oggi, Mariagrazia Di Domenico, Luigi Frajese, Giovanna Montano, grazie anche al supporto di Fausto della Villa e Claudia Melchiorre, vogliono che questa realtà diventi permanente. Sta nascendo la nostra agenzia di comunicazione. Ci auguriamo sia un nuovo passo verso il successo. Qualcosa di cui essere fieri domani.

Da sinistra a destra: Luigi Frajese – Editor in Chief; Claudia Melchiorre – Senior Editor, Pubblic Relations Menager; Fausto Della Villa – Senior Editor, Graphic Designer, Photo Editor
Può descriverci il vostro servizio quali sono le caratteristiche che la differenziano in questo settore?
Ogni notizia viene accuratamente selezionata, verificata alla fonte.

Viene effettuata una continua e qualificata ricerca di contenuti ed immagini, oltre alla cura nella stesura e nel controllo della struttura sintattica. Teniamo alla qualità dei contenuti veicolati. Articoli brevi, interessanti, cool. Cerchiamo di mantenere il focus sempre sulla nostra mission “read cool, stay cool.”

Chi vuole essere al passo con le tendenze, sa di poter trovare in Neomag il crocevia dei suoi interessi. Parliamo ai ragazzi attraverso di loro; ci rivolgiamo ai lori interessi, quelli più irriverenti. Sappiamo di cosa chiacchierano nei locali, nelle chat, cosa amano comprare, come vorrebbero vestire. Il lettore di Neomag è giovane, un sognatore, un caparbio, un interessato, una persona che ha fatto del suo interesse una ragione di vita. Questo ha fatto sì che il giornale possa vantare, ad oggi, visite giornaliere che oscillano tra i 500 e i 1000 contatti.
Ci sono stati momenti difficili? Se sì, come sono stati superati?
Neomag, alla sua nascita, poteva contare su un corpo numeroso di collaboratori. Gestire il ‘personale’, invogliarlo, sollecitarlo, rimproverarlo se necessario, è stata una sfaccettatura della medaglia imprenditoriale difficile da scoprire e gestire, oltre a dover affrontare le incombenze economiche.

Nonostante il tempo, gli addii, gli intoppi, il cuore del progetto è rimasto vivo e pulsante.
Com’è una sua giornata tipo al lavoro? Come descriverebbe lo stile lavorativo che adotta?
Nessuno di noi, prima di Neomag, aveva esperienze nel settore dell’editoria. La nostra palestra è stato il lavoro svolto quotidianamente, fatto di tentativi, errori, successi e ancora errori. Notti insonni, articoli scritti e riscritti, rubriche nate e morte dopo qualche mese. Abbiamo imparato a conoscere i nostri lettori, i loro interessi, le abitudini e cerchiamo, ogni giorno, di coccolarli.
Che consiglio darebbe a chi inizia ora il percorso che ha condotto lei dov’è adesso?
La parola chiave è tenacia. Ogni giorno ci saranno 1000 motivi per mollare. Ne basta uno solo, ma realmente importante per noi stessi, per insistere. Sarà quello vincente. ognuno ha il proprio. Se c’è, lo sentirai arrampicarsi dentro, anche quando il resto crolla.
Quali sono gli obiettivi futuri nel breve e nel lungo termine?
Il sogno di Neomag è quello di avere la possibilità di potersi reggere sulle sue gambe, contando sulle nostre potenzialità e sulle nostre risorse.

Sta nascendo la nostra agenzia di comunicazione, NeoBrand, che vuole basare la propria identity su concetti cardini quali dinamicità, creatività, velocità e concretezza. Formata sempre dagli stessi giovani che trasformano il successo ottenuto dal magazine in assistenza e cura del cliente finale, instaurando rapporti di partnership duraturi.

Prossimamente, una volta assestata la nostra neo agenzia di comunicazione e collaudati i successi di Neomag come magazine di tendenza, apriremo un nostro e-commerce. Sarà veicolo e destinazione della modernità e delle tendenze per antonomasia, in cui, effettivamente, lo stile e il tratto del lettore di Neomag potranno riconoscersi.

 

Ringraziamo Mariagrazia e tutto il team di Neomag per averci dedicato del tempo nel farci conoscere meglio questo interessante progetto e auguriamo loro di continuare a crescere professionalmente mantenendo sempre la stessa passione nel guardare il mondo.

Se anche voi siete interessati a far parte della nostra rubrica sui successi aziendali, vi invitiamo a contattarci tramite la nostra pagina Facebook Viking Italia oppure compilando il form cliccando QUI.

Ufficio
23/01/2018

Come tra le pagine di un poema cavalleresco, ogni ufficio custodisce tra le quattro mura le gesta eroiche e quelle malvagie dei sui protagonisti.

Nei panni di comuni lavoratori e lavoratrici, celati dietro ordinarie mansioni, gli eroi d’ufficio non danno nell’occhio e compiono le loro gesta valorose senza ambizioni e secondi fini se non quello di aiutare il prossimo. Accorrono all’istante al verificarsi di un guasto al computer, sono sempre disponibili a prestare aiuto e pronti a risollevare l’ufficio dal torpore pomeridiano offrendosi liberamente di preparare il caffè per tutti.

É arrivato il momento di narrare le loro e gesta e cantarne le audaci imprese.
Abbiamo chiesto, con un sondaggio, a lavoratori e lavoratrici di indicarci quali aspetti e comportamenti prediligono maggiormente nei loro colleghi. Abbiamo così ricavato per voi la top list delle figure eroiche che popolano I nostri uffici. Mettetevi comodi sulla vostra sedia o poltrona e sfogliate con noi questa avventurosa ricerca.
Ecco i profili più apprezzati dei colleghi buoni:

Vitalità e spirito positivo. Sprona e incoraggia gli altri. 79,5%
Sempre pronto a dare una mano in caso di difficoltà. 75,2%
Spiega le cose con grande disponibilità/aiuta i nuovi arrivati. 55,1%
Aiuta a risolvere i problemi tecnici del computer. 45,1%
Prende le difese dei colleghi criticati. 42,2%
Ha sempre la battuta giusta per rallegrare le giornate. 32,8%
Ci tiene a pulire e tenere in ordine le aree comuni. 32,6%
Porta sempre qualche delizia da gustare con i colleghi. 16,7%
Spesso si offre per preparare il caffè per tutti. 15,6%
Tiene gli altri informati sulle ultime novità. 15,6%
Una spalla su cui piangere, è la persona con cui confidarsi. 14,7%
Organizza i momenti di svago, dal calcetto al drink. 12,5%
Concede regolarmente uno strappo in macchina da e per l’ufficio. 3,1%
Presta soldi o ha da cambiare nel momento del bisogno. 2,5%

 

L’attitudine positiva e la capacità di incoraggiare gli altri svetta tra le prime posizioni, del resto tutti abbiamo bisogno di una parola di conforto il lunedì mattina o quando dobbiamo affrontare dei lavori impegnativi. Tra i primi posti troviamo anche la disponibilità ad aiutare i colleghi in difficoltà ed i nuovi arrivati, sintomo che le doti di tutor/mentore sono molto apprezzate negli ambienti di lavoro.

Tra i profili eroici preferiti, non poteva mancare il mago del computer: con la tecnologia informatica ormai predominante, è fondamentale l’aiuto del collega smanettone che riesce a risolvere anche i più misteriosi malfunzionamenti del pc.

Se c’è un eroe allora ci deve essere anche un cattivo. Per completare il racconto abbiamo indagato anche su quali fossero le abitudini e i comportamenti più fastidiosi e che meno riusciamo a sopportare in ufficio. Questo ci ha permesso di avere un quadro narrativo chiaro e di individuare anche i profili malvagi più diffusi.
Non sopportiamo quel collega che:

É sempre in ritardo. 28,5%
Sta sempre a lamentarsi. 27,8%
Mangia cibi puzzolenti. 24,3%
Consuma tutto (carta stampante, carta igienica ecc.). 20,9%
Procrastina in continuazione, impiega secoli per fare qualcosa. 21,8%
Prende troppe pause sigaretta. 23%
Ha una scarsa igiene personale. 19,7%
Parla al telefono urlando. 20,6%
Fa gossip su tutti. 17,7%
Si mette deodorante e profumo mentre è alla scrivania. 15,3%
Viene al lavoro anche quando è molto malato. 13,4%
Sta tutto il giorno a messaggiare al telefono. 13%
Ha la scrivania disordinata. 11,8%
Produce rumori fastidiosi. 7,3%

 

Le risposte ci dicono che, se da una parte colui che porta cibo in ufficio da condividere con i colleghi è un eroe, vi è poi il cattivo che porta sì del cibo, ma con il malaugurato effetto di riempire la cucina e gli uffici di odori poco piacevoli sprigionati dalle cibarie di cui si nutre. Insomma, per ogni collega buono ce n’è sempre uno cattivo e così, risultati alla mano, abbiamo chiesto a Julia Bereciartu, un’illustratrice spagnola, di aiutarci con il suo talento a raffigurare alcuni tra gli eroi e i cattivi più popolari che si destreggiano tra le scrivanie.
Eroi d’ufficio

Cattivi d’ufficio

 

C’è un collega di cui non puoi fare a meno? Cosa lo rende così speciale? Ci sono comportamenti che invece non riesci proprio a sopportare? Raccontacelo su Facebook Viking Italia

Ufficio
15/01/2018

Passati i festeggiamenti del Natale, prima che i fiori dischiudano petali e profumi, siamo messi a dura prova dai mesi più bui e più freddi dell’anno . Da quando è stata teorizzata nel 1984, dallo psichiatra Norman Rosenthal, la depressione invernale, anche conosciuta come SAD (disordine affettivo stagionale) o winter blues, ha trovato riscontro in diversi studi e ricerche condotte negli anni.

Una recente ricerca sui lavoratori britannici ha rilevato che quasi la metà di essi ritiene che l’inverno abbia un effetto negativo sul proprio benessere mentale. Lo studio suggerisce come l’ambiente di lavoro risulti fondamentale per attenuare gli effetti negativi di questo stato depressivo. Ma quali sono le cause?
Certamente un ruolo fondamentale lo svolge la serotonina, un neurotrasmettitore responsabile del buon umore che è regolato anche dalla luce solare. Per questo, d’inverno, le ridotte ore di luce agiscono negativamente sul nostro umore.

Qui alla Viking la creatività non ci manca e la usiamo spesso come antidoto alla tristezza. Abbiamo quindi deciso che dovevamo trovare un modo per regalare qualche attimo di felicità a tutti i nostri valorosi lavoratori.

Come ha affermato Chris Evans, Marketing Manager Europe per Viking: “molto spesso ci si dimentica facilmente quanto l’ambiente di lavoro abbia un impatto significativo non solo sulla produttività ma anche sullo spirito di collaborazione e sull’umore. Quest’anno volevamo sperimentare un metodo utile ma anche divertente per contenere le situazioni di cali di umore e depressione invernale. I nostri dipendenti sono rimasti entusiasti del distributore automatico e si sono divertiti molto ad usare questo dispensatore di buon umore”.
COSA CI ABBIAMO MESSO?

Per iniziare, abbiamo sottoposto un questionario alle migliaia di persone che ci seguono su Facebook: abbiamo velato l’iniziativa con ragioni legate all’esplorazione di nuove idee creative. Dopodiché abbiamo preso i prodotti più votati e li abbiamo messi a disposizione gratuitamente in un distributore automatico. Ecco come.

L’indagine era divisa in quattro categorie, per ognuna delle quali vi erano dei prodotti da votare come preferiti:

C’era la sezione “toccasana” con rimedi per recuperare le energie del fisico acciaccato da freddo, influenza e postumi dei festeggiamenti (un eufemismo per definire il post-sbornia).
La sezione “produttività” includeva soluzioni per ricaricare le batteriedel proprio corpo o quelle dello smartphone.
Il “torna utile” comprendeva quegli oggetti che ci possono servire in diverse occasioni: dal deodorante per rimediare alle sette camicie sudate alla cartolina di auguri per quel compleanno di cui ci eravamo completamente dimenticati.
Infine, la sezione “contro lo stress” comprendeva quegli oggetti utili a scaricare la tensionee affrontare la giornata con più relax.

Ed ecco alcuni dei prodotti più votati:

Sui prodotti di cancelleria (45,4%) giocavamo in casa e abbiamo così stipato il distributore di materiale da ufficio di ogni tipo: evidenziatori, Post-it, toner e cartucce per stampanti solo per dirne alcuni.

Oltre ai prodotti sopra riportati, sempre tra i più votati, sono stati inclusi in ordine di categoria:

Toccasana – creme per viso e corpo, sciarpa, vitamine e minerali, integratori vari. Le risposte aperte del questionario hanno anche dato alla luce idee divertenti come la richiesta di includere un Iphone X o della birra. Lo terremo presente.

Produttività – barrette energetiche, frutta fresca, prodotti senza glutine, caramelle. Ci è sembrata degna di nota la richiesta di un utente di includere della “voglia di vivere” in compresse: rimandato a quando la tecnologia ce lo permetterà.

Torna utile – piantine decorative, una bottigli di vino, cartoline di auguri, kit di trucchi, lenti a contatto. Idee per il futuro: ukele per dare una svolta alla pausa pranzo in ufficio.

Contro lo stress – pantofole, tappi per le orecchie, fidget spinners, palline anti-stress. Un utente ha perfino suggerito di inserire coperta e divano, indubbiamente efficace ma difficile logisticamente.

BUON UMORE INTERNAZIONALE
Dato che i team di lavoro qui alla Viking sono internazionali abbiamo riproposto il questionario anche sui canali social di altri paesi per poi essere sicuri che il nostro distributore non lasciasse scontento nessuno. Ecco alcuni degli oggetti più votati all’estero:

Germania: pallina anti stress (46,4%), Post-it con note motivazionali (31,9%), batterie/caricatore (67,2%), ombrello/poncio (49,3%), penna usb (34,3%), dolci appena sfornati (54,3%), frullati/succhi (38,6%), deodorante (65,7%), gomme da masticare/spray per la gola (54,3%), pastiglie per il malditesta (87%), pastiglie per la tosse (40%), regali d’emergenza (62,9%), cioccolatini (60%), tappi per le orecchie (52,9%), lampada da scrivania/abat-jour (32,9%), cuscino gonfiabile (31,4%)

Olanda: caffè (67%), sandwich con formaggio (43%)

Francia: vitamine (35%), aspirina peril mal di testa (29%), cioccolato (39%), bevanda energetica (14%), pallina anti-stress (17%), cuscino gonfiabile (15%)

Idee
27/11/2017

In un vecchio post abbiamo parlato di come scrivere una perfetta e-mail aziendale. Vogliamo ora ampliare l’argomento per capire quale sia la strategia migliore per perfezionare le proprie capacità di scrittura. Dopo un’approfondita ricerca siamo giunti alla conclusione che, in linea generale, seguendo questi 5 consigli possiamo affinare le nostre abilità quando si tratta di scrivere. Armiamoci di carta e penna e prepariamoci a navigare in fiumi di inchiostro.
LEGGERE
“Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra – che già viviamo – e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi” (Cesare Pavese)

La prima regola per migliorare lo stile di scrittura e dotarti di una varietà lessicale maggiore è quella che ci hanno sempre ripetuto a scuola fino allo sfinimento: leggere.
Può darsi che le letture che ti venivano imposte a scuola non fossero proprio corrispondenti ai tuoi interessi e che, talvolta, venissero recepite come una imposizione da affrontare con sofferenza. Non devi tuttavia lasciarti scoraggiare: con tutte le possibilità che abbiamo oggi, a livello tecnologico, di accedere a testi e contenuti più svariati, è impossibile non trovare qualcosa da leggere che rispecchi anche minimamente i tuoi interessi e le tue passioni.
Con l’acquisto dei libri online abbiamo accesso ad un catalogo pressoché sterminato e le risorse che il web stesso offre sono molte e valevoli. Che tu abbia una passione per la fotografia oppure per un particolare periodo storico, sono molte le fonti online e offline da cui puoi attingere per colmare la curiosità e la voglia di imparare. Leggere, possiamo dire, non è mai stato così facile. Neppure le disponibilità economiche sono più un problema: le risorse disponibili online, come i blog, sono spesso gratuite e molti libri si trovano in formato elettronico a prezzi esigui.

La varietà di fonti oggi disponibili non è solo un beneficio per quanto riguarda l’accessibilità, ma anche per la varietà; per avere varietà serve contaminazione. Tieni presente che è molto importante ampliare il tipo di contenuti letti. Lasciati ispirare da letture riguardanti temi differenti, esplora diversi stili di scrittura e di registri linguistici.
Un repertorio di stili diversificato aiuta a scrivere con l’approccio più appropriato a seconda dell’argomento o dello strumento scelto per comunicare. Uno stile di stampo giornalistico è molto efficace in taluni casi ma non adatto se, ad esempio, vogliamo trasmettere delle emozioni e sprigionare la carica poetica della narrazione.
SCRIVERE
Perché scrivo? Per paura. Per paura che si perda il ricordo della vita delle persone di cui scrivo. Per paura che si perda il ricordo di me. O anche solo per essere protetto da una storia, per scivolare in una storia e non essere più riconoscibile, controllabile, ricattabile. (Fabrizio De André)

Oltre a passare giorni interi dentro librerie e biblioteche non devi dimenticarti che l’obbiettivo finale che ci siamo preposti è di migliorare le capacità di scrittura. Prova dunque a cimentarti nella scrittura. Scrivi sugli avvenimenti della giornata, su un particolare evento, su una persona che hai conosciuto, su un tuo ricordo, scrivi con la massima libertà su qualsiasi argomento tu ritenga interessante e stimolante e prova a farlo, anche solo per una mezz’ora o un’ora, ogni giorno. Tenendo una certa regolarità si possono vedere importanti miglioramenti come accade quando ti alleni per qualsiasi disciplina.
“Gutta cavat lapidem”, recitava un famoso detto latino. Significa che la goccia scava la roccia, seppure poco a poco, con tenacia e costanza. Il trucco più semplice è quello di tenere una sorta di diario che ti permetta di dedicarti regolarmente all’esercizio di scrittura. Non avere paura di annotare i tuoi pensieri in modo spontaneo. Puoi partire da una frase o un pensiero per sviluppare un discorso più articolato e delle considerazioni più ampie a riguardo. Puoi anche scegliere di approfondire un argomento in cui ti sei imbattuto o che ti ha incuriosito. In tal caso, documentati e leggi qualcosa di più su quell’argomento in modo che quanto ti metterai a scrivere potrai arricchire i tuoi ragionamenti di maggiori dettagli.
AMPLIARE IL VOCABOLARIO

Si stima che la lingua italiana sia composta da un patrimonio compreso tra 210.000 e 270.000 vocaboli. I calcoli possono variare molto a seconda dei criteri adottati (uso di neologismi ecc.) ma una cosa è evidente: abbiamo a disposizione un vocabolario molto amplio che possiamo sfruttare per trasportare su carta, con accuratezza ed efficacia, i nostri pensieri e dare forma scritta alla nostra creatività.
Per espandere il vocabolario può essere utile segnarsi tutte quelle parole in cui incorriamo o leggendo libri o ascoltando la radio, in modo da avere una sorta di prontuario da poter consultare ogni volta che vogliamo riutilizzare quei vocaboli. Un po’ come si fa quando si stanno studiando altre lingue. In fin dei conti anche la nostra stessa lingua necessita di essere approfondita e studiata vista la sua ricchezza e complessità.
Un’altra tecnica consiste nel prendere il dizionario e scovare delle parole nuove che non conosciamo. Annotati queste parole da qualche parte insieme al loro significato ed impegnati ad usarle regolarmente nelle tue sessioni di scrittura. Usare queste parole appena imparate ti aiuterà ad abituarti al loro utilizzo e vedrai che dopo un po’ di pratica ti verrà spontaneo usarle.
Una curiosità: lo sapevi che il rapper Eminem, secondo una stima di Musixmatch fatta su 100 canzoni, ha utilizzato quasi 9.000 vocaboli differenti nei suoi testi? Si dice infatti che spendesse ore a studiare il dizionario proprio per imparare nuovi termini da poter utilizzare per scrivere i suoi brani.
LESS IS MORE

In inglese si usa questa locuzione, inventata dal celebre architetto tedesco Ludwig Mies van der Rohe, per esprimere il concetto che la semplicità aggiunge valore rispetto alla complessità.
Molto spesso il rischio è di essere prolissi e dilungarsi anche quando non necessario. Fiumi di parole con frasi complesse che si inerpicano sui sentieri della sintassi.
Prova, nei tuoi esercizi di scrittura, ad usare le parole essenziali ad esprimere un concetto, senza troppi orpelli che appesantiscano il discorso.
Usa sentenze brevi. Scrivi in modo efficace, cerca di non dilungarti troppo su aspetti del discorso non rilevanti. Se devi fare una digressione fai in modo che questa arricchisca il racconto e si sviluppi coerentemente con ciò che stai narrando. Il lettore non deve mai avere la sensazione di perdersi in un dedalo di parole. Non deve sentirsi confuso o avere la sensazione che sta sprecando il proprio tempo. Se sarai conciso e vivace, il lettore sarà più facilmente coinvolto e si lascerà trasportare dalla lettura.
RILEGGERE

Abbiamo iniziato l’articolo sottolineando l’importanza di leggere. Non meno importante è leggere ciò che hai scritto. Anzi leggerlo e rileggerlo.
Puoi aver scritto tutto d’un fiato un bellissimo pezzo convogliando attraverso la penna tutta la tua carica emotiva e la tua cifra stilistica. Tuttavia, se non riprendi in mano ciò che hai scritto, se non lo rileggi, difficilmente potrai migliorare le tue abilità di scrittura. Se proprio non riesci a rileggere con occhio critico quello che hai scritto, chiedi ad un amico di farlo. Troverai di sicuro qualcun altro disposto a correggere i tuoi scritti o, meglio, ad apportare il proprio punto di vista critico al tuo elaborato.
Puoi anche rileggere dei vecchi contenuti che hai scritto tempo prima. Invece di tenerli da parte in un cassetto possiamo riscriverli e migliorarli. In questo modo puoi tenere traccia dei tuoi progressi e allo stesso tempo mettere in pratica ciò che hai imparato esercitandoti. È un modo per monitorare i tuoi progressi e capire quali errori eri solito commettere scrivendo così da perfezionarti continuamente.

 

Ricordati che sviluppare buone capacità di scrittura ti aiuta anche ad affrontare la vita di tutti i giorni. In qualsiasi ambito, dall’università all’ufficio, se devi parlare in pubblico o semplicemente fare quattro chiacchere con gli amici, ci sono molti vantaggi che puoi avere nel seguire i punti che abbiamo appena elencato: potrai estendere la tua cultura, avere argomenti più solidi, migliorare il ragionamento, acquisire doti comunicative efficaci e soprattutto apprendere come comunicare per iscritto in modo migliore.
Ti piace scrivere? Hai un diario personale o scrivi spesso per passione? Raccontaci la tua esperienza sulla pagina Facebook Viking Italia.

Ufficio
16/11/2017

Il 27 ottobre è uscito in tutto il mondo il diciottesimo capito dell’iconico videogioco sviluppato da Nintendo: Super Mario Odyssey. Come molti altri fan in giro per il mondo, anche qui alla Viking siamo in tanti ad avere atteso il nuovo titolo con trepidazione per mesi.

Impazienti di giocare al nuovo Super Mario, abbiamo deciso di ingannare l’attesa trasformando la trepidazione in energia creativa.

Complici alcune pareti dell’ufficio disadorne e un bel po’ di Post-it, abbiamo deciso di forgiare un’opera d’arte che, per gli appassionati della serie, toccherà di sicuro le corde della nostalgia.

Memori dell’esperienza di Star Wars, abbiamo deciso che dovevamo ripetere l’impresa. Anzi, potevamo fare di meglio.
Abbiamo quindi deciso di ricreare, sfruttando le pause pranzo, il primo livello del leggendario Super Mario Bros, primo titolo della serie, che ha imposto il gioco come pietra miliare e reso celebre il tema musica che lo accompagna.

Il Mondo 1-1 ha così preso forma in versione gigante.

Diamo i numeri
Il progetto
Per fare in modo che il primissimo livello fosse replicato in formato gigante, sogno di qualsiasi appassionato di Super Mario, è stato necessario progettarne accuratamente la realizzazione. Innanzitutto sono state misurate con precisione 3 pareti ed è stato calcolato il numero esatto il numero di Post-it necessari per riempirne la superficie.
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Ogni Post-it misura 76X76mm e, secondo i calcoli, ogni parete misura 31 Post-it in altezza e 85 in larghezza: è facile calcolare che ne occorrono 2.635 per coprire un solo muro. In totale per le tre pareti, più il muro di ingresso, ci sono voluti l’incredibile totale di 6.223 Post-it!

La preparazione

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In secondo luogo è stato necessario dividere l’immagine in sezioni (9 per la precisione) che sono state disegnate sulle pareti in modo da avere una sorta di griglia di riferimento. Mario è stato riprodotto in tutta la sua gloria mentre il resto è stato adattato alla superficie disponibile per far in modo di ricreare il livello nel modo più completo possibile.
La creazione
Dopo il grande lavoro di preparazione, finalmente sono stati attaccati uno ad uno i Post-it colorati. Ognuno ha cominciato attaccando prima la fila più in alto, in modo da progredire tutti gradualmente assicurandosi che il design coincidesse con quello progettato su carta.

In totale, ci sono volute 10 persone (più il supporto di tutti i colleghi che hanno aiutato quando era necessario) che si sono alternate per una totale di 7 ore.
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Un membro del team creativo ha addirittura portato una Nintendo Entertainment System, abbiamo così potuto fare un tuffo nel glorioso mondo a 8-bit circondati dal fantastico murale appena realizzato.

Il processo di realizzazione, che ha dato alla fine grandissima soddisfazione, non è stato privo di ostacoli. Se stai pensando di arredarti la camera e ti balena l’idea di creare un artwork con i Post-it tieni presente che:

Le pareti su cui attaccherai i Post-it devono essere pulite e con superficie uniforme.
Fai attenzione ai prodotti che usi per pulire, potrebbero creare una patina che renderà difficile far attaccare i Post-it.
Il calore non fa bene ai post-it. Ci siamo trovati, spesso, con i foglietti adesivi che si staccavano a causa delle temperature. Meglio mantenere la stanza fresca, senza però aprire le finestre o volerà via tutto!
Avere una buona playlist è fondamentale. Attaccare un numero di Post-it così elevato richiede molto tempo e si lavora meglio se c’è un po’ di musica in sottofondo.

E voilà! Ecco come abbiamo costruito questa meraviglia in 6.223 bit…anzi Post-it!

P.S. Per chi se lo stesse chiedendo, alla fine abbiamo raccolto tutti i Post-it che saranno ovviamenti riutilizzati per il loro scopo principale: note e appunti!

 

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