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Ufficio
12/04/2018

Il mondo del pallone appassiona moltissimi tifosi per le prodezze tecniche dei calciatori e gli esempi di sportività e gioco di squadra di cui ci rende spettatori. Ma è anche è un mondo fatto di episodi meno nobili e, se vogliamo, un ambiente di lavoro che concede ai suoi dipendenti qualche libertà in più rispetto alle stringenti regole a cui sono sottoposti i lavoratori in ufficio. Con i mondiali di Russia alle porte, abbiamo voluto ripercorrere alcuni degli episodi più sensazionali con protagonisti gli allenatori.

Anche se sono i giocatori ad essere sovente nel mirino dei media, per comportamenti discutibili dentro o fuori dal campo, alcuni degli episodi più eclatanti della storia di questo sport sono avvenuti a bordocampo. Sono proprio gli allenatori che sotto il peso della responsabilità per il risultato, dovendo rendere conto ai tifosi da una parte e alla dirigenza dall’altra, spesso perdono le staffe esibendosi in comportamenti bizzarri.

Vi ricordate l’audace corsa di Mazzone o la furia di Delio Rossi? Qui alla Viking abbiamo raccolto alcuni degli episodi più famosi avvenuti nei campionati europei e ci siamo chiesti come sarebbero gli allenatori, con gli stessi atteggiamenti estremi che adottano in campo, nei panni di manager d’azienda in un ambiente di lavoro con regolamenti molto più rigidi. Chissà quanti fascicoli interni le risorse umane dovrebbero aprire, stipando il classificatore per cartelle di procedimenti disciplinari per i comportamenti non idonei all’ambiente di lavoro.

Dato che le illustrazioni ci piacciono molto, dopo le recenti vignette realizzate per noi da Julia Bereciau, abbiamo chiesto a Emanuel Wiemans, celebre illustratore olandese già autore di lavori per Heineken, Philips, Ben & Jerry’s (solo per citarne alcuni), di illustrare per noi questi episodi.
Osvaldo Danzi, recruiter ed esperto di risorse umane, fondatore del magazine SenzaFiltro e della Business Community FiordiRisorse, già collaboratore di Wired Italia, ha commentato con noi questo divertente parallelismo tra panchina e ufficio.
SERIE A
ROSSI – LJAJIC
Delio Rossi e Ljajic si azzuffano © Viking

Al 32’ minuto di Fiorentina-Novara, il 2 maggio del 2012, l’allenatore dei viola Delio Rossi, che sta perdendo 2-0 in casa, decide di sostituire Ljajic con Olivera. Il trequartista serbo, mentre raggiunge la panchina, si lascia scappare un applauso ironico rivolto al tecnico. Rossi gli si scaglia contro mettendogli le mani in faccia. I suoi collaboratori cercano di trattenerlo ma Delio Rossi è incontenibile, colpisce Ljajic e, tra pugni e sberle, da inizio ad uno scontro degno di un ring. Delio Rossi viene esonerato e squalificato per 3 mesi.
Abbiamo immaginato il tecnico come un manager d’azienda, che dopo un commento di un dipendente gli si scaglia contro generando una rissa tra le scrivanie dell’ufficio. Sappiamo che solitamente il contratto collettivo sanziona, con il licenziamento, infrazioni gravi come la rissa in azienda. Al di là del deplorevole comportamento, una reazione di questo tipo non si addice al ruolo professionale del manager che deve essere una figura carismatica capace di gestire anche gli aspetti più complicati delle relazioni che intercorrono in azienda.
CARLO MAZZONE
Carlo Mazzone corre imprecando © Viking

È il 30 settembre 2001. Carlo Mazzone nel corso di un vivace derby Brescia-Atalanta si lancia in una cavalcata verso la curva avversaria insultando i tifosi che nel corso della partita lo avevano provocato. Il giudice sportivo punì Mazzone con 5 giornate di squalifica.
Eccolo Mazzone, nei panni di un marketing manager, che corre come un pazzo verso il reparto produzione per sbraitare contro il collega forse responsabile di aver creato un prodotto difettoso.
In un ambiente di lavoro è normale che vi siano momenti di tensione e incomprensioni tra colleghi. Nel caso dei manager, che rappresentano figure con più esperienza e con un grado di responsabilità maggiore, ci i aspetta però un comportamento adeguato alla carica che ricoprono, compresa la capacità di controllo dello stress, proprio per fare da esempio al personale gestito.
LIGUE
DAVID LE FRAPPER
David Le Frapper rivolge un commento sessita © Viking

Era il 2015, dopo la partita Valenciennes-Laval, David Le Frapper fece un commento sessista verso l’arbitro donna Stephanie Frappart che non aveva assegnato un rigore secondo lui valido, dicendo: “…una donna che viene ad arbitrare uno sport maschile…è complicato…non dovresti svolgere una professione non adatta a te…”. Le Frapper venne sanzionato con due giornate di squalifica per questa dichiarazione.

Non è la prima volta che il campionato francese vede uno dei suoi protagonisti esporre commenti discriminatori. Nel 2014 l’allenatore del Bordeaux Willy Sagnol fece un commento di stampo razzista riguardo i calciatori africani. Sagnol affermò “…Il vantaggio dei giocatori africani è che sono più economici e pronti per combattere in campo. Ma il calcio vuole anche tecnica, intelligenza e disciplina. Devi avere tutte queste caratteristiche”.
Dopo le molte battaglie per la parità dei sessi e l’uguaglianza di trattamento, soprattutto per quanto riguarda il mondo del lavoro e le opportunità di carriera, comportamenti di questo tipo non dovrebbero fare parte dello stile manageriale e, anzi, dovrebbero essere sempre combattuti e deprecati.
ALLENATORI OLANDESI
Nel caso dell’Olanda abbiamo analizzato due episodi che hanno visto come protagonisti allenatori olandesi che lavorano in campionati esteri.
GUUS HIDDINK
Hiddink con atteggiamento avaro in ufficio © Viking

L’allenatore della Russia Guus Hiddink, fu condannato da un tribunale olandese a 10 mesi di reclusione con la condizionale a ad una multa di 45.000 euro per evasione fiscale. Hiddink aveva evaso il fisco per 1,4 milioni di euro tra il 2002 e il 2003.
Hiddink è rimasto nella memoria dei tifosi italiani per il famigerato ottavo di finale degli azzurri contro la Corea del Sud, di cui era allenatore. Era il 2002 e l’incontro arbitrato da Byron Moreno costituirà uno degli episodi più eclatanti del presunto pilotaggio di quel mondiale.

Eccolo come manager d’azienda, con aria avara si guarda bene dal versare la propria quota nella raccolta soldi per il regalo di un collega.
LOUIS VAN GAAL
Louis van Gaal infligge una multa per il ritardo a pranzo © Viking

Marouane Fellani, giocatore del Manchester United, dichiarò nel 2015 che l’allenatore Louis van Gaal aveva multato alcuni giocatori per essere arrivati a pranzo con un ritardo di un solo minuto. Van Gaal è sempre stato al centro dell’attenzione di molti giornalisti  sportivi per gli atteggiamenti piuttosto originali. Ad esempio, dopo le partite era solito mandare delle mail ai giocatori allegando video e immagini degli errori che avevano commesso in partita. Secondo Luca Toni, durante il periodo al Bayer Monaco, l’allora allenatore Van Gaal si calò addirittura i pantaloni davanti ai giocatori come gesto autoritario.
Nei panni di un manager, immaginiamo van Gaal che sanziona i dipendenti che si presentano in ritardo alla mensa aziendale. Comportamento alquanto insolito e che di sicuro muoverebbe moltissime lamentele da parte dei poveri lavoratori.
BUNDESLIGA
NORBERT MEIER
Norbert Meier stramazza al suolo dopo aver tirato una testata © Viking

Era il 2005 quando Norbert Meier allenatore del Duisburg scagliò una testata al calciatore avversario del Colonia Albert Streit prima di lasciarsi cadere al suolo simulando di aver subito un’aggressione. Il tecnico fu squalificato per 3 mesi e multato per 12.500 euro. Immaginiamo Meier che nel corridoio degli uffici stramazza al suolo dopo aver dato una testata ad un collega. Il bizzarro siparietto, alquanto improbabile e inaspettato per un manager, verrebbe sanzionato molto severamente dai vertici di una società.

Il campionato tedesco ha vissuto un altro momento saliente di follia sul campo nel maggio del 2000: l’allenatore Eugen Hach della Alemannia Aachen mise le mani al collo all’attaccante brasiliano Franklin nella partita contro Energie Cottbus. Venne squalificato per tre mesi e multato di 15.000 Marchi.
LA LIGA
MOURINHO – VILANOVA
Mourinho infila le dita negli occhi a Vilanova © Viking

In questo episodio passato alla storia, Jose Mourinho mise le dita negli occhi dell’assistente allenatore del Barcellona, che reagì spintonandolo, durante un incontro della Supercoppa di Spagna. L’allenatore portoghese perse il controllo dopo un brutto intervento del difensore del Real Madrid Marcelo su Cesc Fabregas, giocatore del Barcellona. Mourinho e Vilanova furono multati dalla federazione di calcio spagnola per la somma di 600 Euro cadauno, a cui si aggiunsero le multe inflitte dalle società ai due allenatori: 180 euro per Mourinho e 90 euro per Vilanova.
FRANK RIJKAARD
Frank Rijkaard sfonda il vetro con un pugno © Viking

Nel 2007, durante lo scontro contro l’Espanyol, finito con una sconfitta 3-1, Frank Rijkaard, che allenava il Barcellona, sfondò con un pugno la panchina con una reazione stizzita al secondo gol degli avversari.

Osvaldo Danzi, specialista HR e con una lunga esperienza nel settore, ha commentato con noi questi episodi.
A COSA ANDREBBE INCONTRO UN MANAGER COMPIENDO QUESTE AZIONI IN AMBIENTE DI LAVORO?
Questi esempi sono la dimostrazione che anche nello sport, come nelle aziende, non sempre i comportamenti sono virtuosi e che continuare a prendere come riferimento lo sport per promuovere lo spirito di squadra, il fair play, l’attenzione alle regole è poco più di una moda che HR manager poco fantasiosi si tramandano di stagista in stagista. Da Mourinho a Mazzone al più recente episodio capitato a Valentino Rossi o in tempi ancor più lontani la testata di Zidane a Materazzi, o ancora la famosa “mano de Dios” di Maradona evidenziano che la competizione a livelli professionali è fortemente caratterizzata da episodi deplorevoli e da manager vincenti sul campo ma perdenti eticamente. Atteggiamenti di questo tipo in aziende strutturate non sarebbero mai accettati e anzi, sarebbero sanzionati pesantemente. In questo mi sento di dire che l’azienda è molto più rigorosa dei campi da gioco.
COME SI PUÒ PROMUOVERE LA RISOLUZIONE DEI CONFLITTI?
Non si dovrebbe mai arrivare a questo livello di tensione in azienda. Un capo deve saper gestire i propri collaboratori con grande obbiettività. Là dove il carattere non aiuta, vengono in soccorso corsi di formazione (ormai tantissimi), coaching personale e attività di team building per insegnare alle persone a lavorare insieme. Certo, se a questi corsi i capi sono sempre assenti (come spesso accade) il risultato non può che essere inadeguato.
RICORDA DI EPISODI SIMILI DI CUI SEI VENUTO A CONOSCENZA NELLA TUA CARRIERA?
A parte qualche episodio di mobbing che in certe aziende è piuttosto frequente quando non si ha la capacità di gestire collaboratori non più graditi, mi viene da pensare a tutti quei Top Manager che hanno la necessità di farsi accompagnare da propri collaboratori fidati quando cambiano azienda, facendo licenziare tutti coloro che magari avevano competenze ma sicuramente una conoscenza migliore dell’azienda mutuata magari da tanti anni di militanza. Ecco, quel tipo di manager lo trovo piuttosto penoso perché evidenzia una chiara incapacità di adattamento, ha la necessità di replicare all’infinito il suo modello in tutte le aziende in cui viene chiamato a collaborare, ma soprattutto sente la necessità di non dover rispondere ad obiezioni, circondandosi di collaboratori con cui l’accordo è chiaro fin da principio.
CHE PROBLEMI AVREBBE UN MANAGER CHE COMPIE QUESTE AZIONI A TROVARE UN NUOVO LAVORO?
Probabilmente fino a qualche anno fa difficilmente si sarebbe venuto a sapere di comportamenti poco leciti nel percorso di un manager. Oggi i social e i canali di comunicazione sempre più alla portata di tutti, permettono di verificare referenze e di far circolare le notizie in modo veloce e molto diretto. Credo che convenga a tutti i manager lavorare molto attentamente sulla propria reputazione.

Ringraziamo Osvaldo Danzi per l’opinione esperta ed Emanuel Wiemans per le bellissime illustrazioni. Hai mai assistito ad episodi simili nella tua vita lavorativa? Vuoi raccontarci di un avvenimento in particolare che ti è rimasto impresso? Puoi scriverci sulla pagina Facebook Viking Italia.

Notizie
29/01/2018

Se, come diceva Dante, è l’amore a muovere il sole e l’altre stelle, allora la passione e la dedizione per il proprio lavoro sono la forza motrice di un tessuto economico e imprenditoriale che nel nostro paese merita di prosperare ed imporsi anche fuori dai confini nazionali. Qui alla Viking siamo orgogliosi di dare voce a quei giovani astri nascenti che, animati da spirito di iniziativa e spinta imprenditoriale, perseguono i propri obbiettivi anche in un contesto economico che, lo sappiamo, non è tra i più favorevoli.

La realtà che presentiamo oggi, attiva nell’universo dell’informazione, nasce con l’obbiettivo di descrivere il mondo attraverso notizie e contenuti arricchiti di quel gusto estetico, quello stile, quella creatività e spirito critico che caratterizza gli uomini e le donne che queste notizie le raccontano.

Un magazine online da tenere nel portariviste virtuale per essere sempre aggiornati e gustarsi un’informazione raccontata con passione e coinvolgimento.

A raccontarci Neomag sarà Mariagrazia Di Domenico che è caporedattrice e communication and press office manager.
Può farci una panoramica su come è nata l’azienda e sul team che la compone?
Da sinistra a destra, Mariagrazia Di Domenico – Head of Service – Senior Editor; Giovanna Montano – Marketing and Comunications Manager

Neomag, Magazine Online, è nato in un pomeriggio tra universitari. Avevamo una gran voglia di tirare i nostri sogni fuori da cassetti e di capire cosa significasse mettere in pratica ciò che da anni studiavamo solo sui libri. Fortunatamente, il passo dall’Idea alla realtà è stato breve. Volevamo diffondere la cultura, le passioni, gli interessi dei nostri coetanei, parlando la loro “lingua”. La nostra lingua. Notizie smart, ricercate, bizzarre, ma curate nel dettaglio. Pian piano abbiamo costruito il nostro piccolo universo da condividere. Tante le collaborazioni, le interviste a personaggi del panorama nazionale ed internazionale, come la coreografa Macia del Prete, l’artista Krisztina Czika, l’Art Director Alberto Nespoli e tanti altri che hanno dimostrato un grande apprezzamento nei riguardi nel nostro operato. Siamo giovani, ambiziosi ma soprattutto innamorati del nostro progetto. In amore non bisogna essere egoisti, per questo vorremmo avere un pezzo in più da condividere. Oggi, Mariagrazia Di Domenico, Luigi Frajese, Giovanna Montano, grazie anche al supporto di Fausto della Villa e Claudia Melchiorre, vogliono che questa realtà diventi permanente. Sta nascendo la nostra agenzia di comunicazione. Ci auguriamo sia un nuovo passo verso il successo. Qualcosa di cui essere fieri domani.

Da sinistra a destra: Luigi Frajese – Editor in Chief; Claudia Melchiorre – Senior Editor, Pubblic Relations Menager; Fausto Della Villa – Senior Editor, Graphic Designer, Photo Editor
Può descriverci il vostro servizio quali sono le caratteristiche che la differenziano in questo settore?
Ogni notizia viene accuratamente selezionata, verificata alla fonte.

Viene effettuata una continua e qualificata ricerca di contenuti ed immagini, oltre alla cura nella stesura e nel controllo della struttura sintattica. Teniamo alla qualità dei contenuti veicolati. Articoli brevi, interessanti, cool. Cerchiamo di mantenere il focus sempre sulla nostra mission “read cool, stay cool.”

Chi vuole essere al passo con le tendenze, sa di poter trovare in Neomag il crocevia dei suoi interessi. Parliamo ai ragazzi attraverso di loro; ci rivolgiamo ai lori interessi, quelli più irriverenti. Sappiamo di cosa chiacchierano nei locali, nelle chat, cosa amano comprare, come vorrebbero vestire. Il lettore di Neomag è giovane, un sognatore, un caparbio, un interessato, una persona che ha fatto del suo interesse una ragione di vita. Questo ha fatto sì che il giornale possa vantare, ad oggi, visite giornaliere che oscillano tra i 500 e i 1000 contatti.
Ci sono stati momenti difficili? Se sì, come sono stati superati?
Neomag, alla sua nascita, poteva contare su un corpo numeroso di collaboratori. Gestire il ‘personale’, invogliarlo, sollecitarlo, rimproverarlo se necessario, è stata una sfaccettatura della medaglia imprenditoriale difficile da scoprire e gestire, oltre a dover affrontare le incombenze economiche.

Nonostante il tempo, gli addii, gli intoppi, il cuore del progetto è rimasto vivo e pulsante.
Com’è una sua giornata tipo al lavoro? Come descriverebbe lo stile lavorativo che adotta?
Nessuno di noi, prima di Neomag, aveva esperienze nel settore dell’editoria. La nostra palestra è stato il lavoro svolto quotidianamente, fatto di tentativi, errori, successi e ancora errori. Notti insonni, articoli scritti e riscritti, rubriche nate e morte dopo qualche mese. Abbiamo imparato a conoscere i nostri lettori, i loro interessi, le abitudini e cerchiamo, ogni giorno, di coccolarli.
Che consiglio darebbe a chi inizia ora il percorso che ha condotto lei dov’è adesso?
La parola chiave è tenacia. Ogni giorno ci saranno 1000 motivi per mollare. Ne basta uno solo, ma realmente importante per noi stessi, per insistere. Sarà quello vincente. ognuno ha il proprio. Se c’è, lo sentirai arrampicarsi dentro, anche quando il resto crolla.
Quali sono gli obiettivi futuri nel breve e nel lungo termine?
Il sogno di Neomag è quello di avere la possibilità di potersi reggere sulle sue gambe, contando sulle nostre potenzialità e sulle nostre risorse.

Sta nascendo la nostra agenzia di comunicazione, NeoBrand, che vuole basare la propria identity su concetti cardini quali dinamicità, creatività, velocità e concretezza. Formata sempre dagli stessi giovani che trasformano il successo ottenuto dal magazine in assistenza e cura del cliente finale, instaurando rapporti di partnership duraturi.

Prossimamente, una volta assestata la nostra neo agenzia di comunicazione e collaudati i successi di Neomag come magazine di tendenza, apriremo un nostro e-commerce. Sarà veicolo e destinazione della modernità e delle tendenze per antonomasia, in cui, effettivamente, lo stile e il tratto del lettore di Neomag potranno riconoscersi.

 

Ringraziamo Mariagrazia e tutto il team di Neomag per averci dedicato del tempo nel farci conoscere meglio questo interessante progetto e auguriamo loro di continuare a crescere professionalmente mantenendo sempre la stessa passione nel guardare il mondo.

Se anche voi siete interessati a far parte della nostra rubrica sui successi aziendali, vi invitiamo a contattarci tramite la nostra pagina Facebook Viking Italia oppure compilando il form cliccando QUI.

Ufficio
23/01/2018

Come tra le pagine di un poema cavalleresco, ogni ufficio custodisce tra le quattro mura le gesta eroiche e quelle malvagie dei sui protagonisti.

Nei panni di comuni lavoratori e lavoratrici, celati dietro ordinarie mansioni, gli eroi d’ufficio non danno nell’occhio e compiono le loro gesta valorose senza ambizioni e secondi fini se non quello di aiutare il prossimo. Accorrono all’istante al verificarsi di un guasto al computer, sono sempre disponibili a prestare aiuto e pronti a risollevare l’ufficio dal torpore pomeridiano offrendosi liberamente di preparare il caffè per tutti.

É arrivato il momento di narrare le loro e gesta e cantarne le audaci imprese.
Abbiamo chiesto, con un sondaggio, a lavoratori e lavoratrici di indicarci quali aspetti e comportamenti prediligono maggiormente nei loro colleghi. Abbiamo così ricavato per voi la top list delle figure eroiche che popolano I nostri uffici. Mettetevi comodi sulla vostra sedia o poltrona e sfogliate con noi questa avventurosa ricerca.
Ecco i profili più apprezzati dei colleghi buoni:

Vitalità e spirito positivo. Sprona e incoraggia gli altri. 79,5%
Sempre pronto a dare una mano in caso di difficoltà. 75,2%
Spiega le cose con grande disponibilità/aiuta i nuovi arrivati. 55,1%
Aiuta a risolvere i problemi tecnici del computer. 45,1%
Prende le difese dei colleghi criticati. 42,2%
Ha sempre la battuta giusta per rallegrare le giornate. 32,8%
Ci tiene a pulire e tenere in ordine le aree comuni. 32,6%
Porta sempre qualche delizia da gustare con i colleghi. 16,7%
Spesso si offre per preparare il caffè per tutti. 15,6%
Tiene gli altri informati sulle ultime novità. 15,6%
Una spalla su cui piangere, è la persona con cui confidarsi. 14,7%
Organizza i momenti di svago, dal calcetto al drink. 12,5%
Concede regolarmente uno strappo in macchina da e per l’ufficio. 3,1%
Presta soldi o ha da cambiare nel momento del bisogno. 2,5%

 

L’attitudine positiva e la capacità di incoraggiare gli altri svetta tra le prime posizioni, del resto tutti abbiamo bisogno di una parola di conforto il lunedì mattina o quando dobbiamo affrontare dei lavori impegnativi. Tra i primi posti troviamo anche la disponibilità ad aiutare i colleghi in difficoltà ed i nuovi arrivati, sintomo che le doti di tutor/mentore sono molto apprezzate negli ambienti di lavoro.

Tra i profili eroici preferiti, non poteva mancare il mago del computer: con la tecnologia informatica ormai predominante, è fondamentale l’aiuto del collega smanettone che riesce a risolvere anche i più misteriosi malfunzionamenti del pc.

Se c’è un eroe allora ci deve essere anche un cattivo. Per completare il racconto abbiamo indagato anche su quali fossero le abitudini e i comportamenti più fastidiosi e che meno riusciamo a sopportare in ufficio. Questo ci ha permesso di avere un quadro narrativo chiaro e di individuare anche i profili malvagi più diffusi.
Non sopportiamo quel collega che:

É sempre in ritardo. 28,5%
Sta sempre a lamentarsi. 27,8%
Mangia cibi puzzolenti. 24,3%
Consuma tutto (carta stampante, carta igienica ecc.). 20,9%
Procrastina in continuazione, impiega secoli per fare qualcosa. 21,8%
Prende troppe pause sigaretta. 23%
Ha una scarsa igiene personale. 19,7%
Parla al telefono urlando. 20,6%
Fa gossip su tutti. 17,7%
Si mette deodorante e profumo mentre è alla scrivania. 15,3%
Viene al lavoro anche quando è molto malato. 13,4%
Sta tutto il giorno a messaggiare al telefono. 13%
Ha la scrivania disordinata. 11,8%
Produce rumori fastidiosi. 7,3%

 

Le risposte ci dicono che, se da una parte colui che porta cibo in ufficio da condividere con i colleghi è un eroe, vi è poi il cattivo che porta sì del cibo, ma con il malaugurato effetto di riempire la cucina e gli uffici di odori poco piacevoli sprigionati dalle cibarie di cui si nutre. Insomma, per ogni collega buono ce n’è sempre uno cattivo e così, risultati alla mano, abbiamo chiesto a Julia Bereciartu, un’illustratrice spagnola, di aiutarci con il suo talento a raffigurare alcuni tra gli eroi e i cattivi più popolari che si destreggiano tra le scrivanie.
Eroi d’ufficio

Cattivi d’ufficio

 

C’è un collega di cui non puoi fare a meno? Cosa lo rende così speciale? Ci sono comportamenti che invece non riesci proprio a sopportare? Raccontacelo su Facebook Viking Italia

Ufficio
16/11/2017

Il 27 ottobre è uscito in tutto il mondo il diciottesimo capito dell’iconico videogioco sviluppato da Nintendo: Super Mario Odyssey. Come molti altri fan in giro per il mondo, anche qui alla Viking siamo in tanti ad avere atteso il nuovo titolo con trepidazione per mesi.

Impazienti di giocare al nuovo Super Mario, abbiamo deciso di ingannare l’attesa trasformando la trepidazione in energia creativa.

Complici alcune pareti dell’ufficio disadorne e un bel po’ di Post-it, abbiamo deciso di forgiare un’opera d’arte che, per gli appassionati della serie, toccherà di sicuro le corde della nostalgia.

Memori dell’esperienza di Star Wars, abbiamo deciso che dovevamo ripetere l’impresa. Anzi, potevamo fare di meglio.
Abbiamo quindi deciso di ricreare, sfruttando le pause pranzo, il primo livello del leggendario Super Mario Bros, primo titolo della serie, che ha imposto il gioco come pietra miliare e reso celebre il tema musica che lo accompagna.

Il Mondo 1-1 ha così preso forma in versione gigante.

Diamo i numeri
Il progetto
Per fare in modo che il primissimo livello fosse replicato in formato gigante, sogno di qualsiasi appassionato di Super Mario, è stato necessario progettarne accuratamente la realizzazione. Innanzitutto sono state misurate con precisione 3 pareti ed è stato calcolato il numero esatto il numero di Post-it necessari per riempirne la superficie.
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Ogni Post-it misura 76X76mm e, secondo i calcoli, ogni parete misura 31 Post-it in altezza e 85 in larghezza: è facile calcolare che ne occorrono 2.635 per coprire un solo muro. In totale per le tre pareti, più il muro di ingresso, ci sono voluti l’incredibile totale di 6.223 Post-it!

La preparazione

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In secondo luogo è stato necessario dividere l’immagine in sezioni (9 per la precisione) che sono state disegnate sulle pareti in modo da avere una sorta di griglia di riferimento. Mario è stato riprodotto in tutta la sua gloria mentre il resto è stato adattato alla superficie disponibile per far in modo di ricreare il livello nel modo più completo possibile.
La creazione
Dopo il grande lavoro di preparazione, finalmente sono stati attaccati uno ad uno i Post-it colorati. Ognuno ha cominciato attaccando prima la fila più in alto, in modo da progredire tutti gradualmente assicurandosi che il design coincidesse con quello progettato su carta.

In totale, ci sono volute 10 persone (più il supporto di tutti i colleghi che hanno aiutato quando era necessario) che si sono alternate per una totale di 7 ore.
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Un membro del team creativo ha addirittura portato una Nintendo Entertainment System, abbiamo così potuto fare un tuffo nel glorioso mondo a 8-bit circondati dal fantastico murale appena realizzato.

Il processo di realizzazione, che ha dato alla fine grandissima soddisfazione, non è stato privo di ostacoli. Se stai pensando di arredarti la camera e ti balena l’idea di creare un artwork con i Post-it tieni presente che:

Le pareti su cui attaccherai i Post-it devono essere pulite e con superficie uniforme.
Fai attenzione ai prodotti che usi per pulire, potrebbero creare una patina che renderà difficile far attaccare i Post-it.
Il calore non fa bene ai post-it. Ci siamo trovati, spesso, con i foglietti adesivi che si staccavano a causa delle temperature. Meglio mantenere la stanza fresca, senza però aprire le finestre o volerà via tutto!
Avere una buona playlist è fondamentale. Attaccare un numero di Post-it così elevato richiede molto tempo e si lavora meglio se c’è un po’ di musica in sottofondo.

E voilà! Ecco come abbiamo costruito questa meraviglia in 6.223 bit…anzi Post-it!

P.S. Per chi se lo stesse chiedendo, alla fine abbiamo raccolto tutti i Post-it che saranno ovviamenti riutilizzati per il loro scopo principale: note e appunti!

 

Segnalaci le tue creazioni con i Post-it sulla pagina Facebook Viking Italia.

 

Idee
29/05/2017

Per la rubrica “Leader futuri”, questo mese abbiamo intervistato Andrea Moretti, co-fondatore e responsabile delle pubbliche relazioni di EnKi Stove S.r.l. Questa startup innovativa, istituita nel 2015, si sviluppa su un’idea innovativa di due studenti universitari desiderosi di trovare un modo per riscaldare casa riducendo il costo della bolletta del gas. Dopo diversi mesi di esperimenti, nasce la tecnologia brevettata alla base delle stufe oggi vendute dall’azienda. Ma scopriamone tutti i dettagli direttamente da Andrea che, in questa intervista, ci spiega il percorso seguito dall’azienda e gli obiettivi futuri di questa nuova realtà imprenditoriale, il funzionamento delle stufe e le loro numerose applicazioni, oltre a fornirci maggiori dettagli sul progetto di “equity crowdfunding” che ha interessato l’azienda.

1.     Può farci una breve panoramica su com’è nata l’azienda e sul team che la compone?

L’idea nasce nell’inverno del 2011 quando io e Ivan, studenti fuorisede sardi a Pisa, ci siamo ritrovati con una bolletta del gas esorbitante. Ivan decide di trovare una soluzione più economica per provvedere al riscaldamento della casa. Sfruttando la sua passione per la tecnologia e le nozioni imparate all’università viene a conoscenza di un interessante processo chiamato “pirolisi”. Dopo le prime prove, si rende conto che il prezioso processo presentava però delle limitazioni che lo rendevano instabile e ne impedivano un utilizzo quotidiano in sicurezza. Dopo mesi di prove ed esperimenti, con la consulenza tecnica dell’amico Davide, giunge alla costruzione di un dispositivo che finalmente faceva al caso suo: una fonte di calore efficiente, stabile, a basso costo, semplice da gestire e che non producesse fumi nocivi durante l’intero processo. In poco tempo le persone, vedendo all’opera questo particolare dispositivo, ne richiedevano uno simile per cucinare o per riscaldarsi. A questo punto, Ivan e Davide capiscono di avere in mano una tecnologia utile e preziosa e decidono di farne un business, coinvolgendo nel progetto Andrea, Gianluca e Simone. Nasce così EnKi Stove S.r.l che produce e vende bruciatori pirolitici, basati su un’innovativa tecnologia brevettata che consente di ottenere energia e calore dalle comuni biomasse, riducendo al minimo la produzione di gas nocivi, inquinanti o responsabili dell’effetto serra.

2.     Può descriverci la linea di prodotti EnKi Stove in offerta e il loro funzionamento soffermandosi in particolare sullo sfruttamento delle biomasse, relative applicazioni e pirolisi aperta?

Attualmente siamo sul mercato mondiale con il prodotto Enki Stove Wild, un dispositivo per la cottura portatile green che, grazie alla tecnologia a zero emissioni da noi brevettata, permette di cucinare all’aria aperta in totale autonomia energetica (quindi senza le scomode e pericolose bombole del gas) e senza inquinare. Wild ha vinto il prestigioso “Red Dot Product Design Award” ed è stato tra i finalisti di “ISPO Brandnew” che premia i migliori prodotti innovativi della Sport Industry. Lanceremo a breve una nuova linea di sistemi di cottura e riscaldamento per esterni che comprende BBQ, un Luxury-Barbecue; EGO, un tavolo in legno personalizzabile (teak e iroko le più richieste) con punto cottura al centro e ANIMA, un focolare da patio. Tutti i nostri dispositivi, a differenza di quelli della concorrenza, sfruttano un’innovativa tecnologia brevettata a livello internazionale (detta “pirolisi aperta”) che trasforma la biomassa (legno, pellet, ecc.) in gas, senza produrre fumi fastidiosi ed emissioni nocive, tutto con la massima facilità e sicurezza. Oltre alla linea di prodotti inseriti nel catalogo, stiamo avviando collaborazioni con aziende dove EnKi Stove progetta prodotti ad hoc o inserti contenenti la nostra tecnologia brevettata, come ad esempio barbecue, focolari da esterno, funghi riscaldanti e bruciatori industriali.

3.     Quali sono gli obiettivi a breve, medio e lungo termine dell’azienda?

Al momento la nostra priorità è quella di espandere la nostra rete di vendita fisica in Europa, Stati Uniti, Canada e Australia per diffondere i prodotti già acquistabili tramite il nostro e-commerce e seguire al meglio il lancio dei prodotti integranti la tecnologia EnKi Stove, frutto delle collaborazioni con altre aziende. Un altro progetto a cui teniamo parecchio e che ci impegnerà nei prossimi mesi è quello del riscaldamento domestico.

4.     L’azienda ha partecipato a un progetto di “equity crowdfunding”. Può spiegarci com’è andata?

EnKi Stove ha completato la sua raccolta di capitale, 240 mila euro da 41 investitori, con un mese di anticipo rispetto alla scadenza, chiudendo così il primo round di equity crowdfunding del 2016 della piattaforma Starsup. In tre mesi è stato raggiunto l’ammontare massimo dell’offerta, che è andata in overfunding di ulteriori 75 mila euro. È stata la prima operazione in Italia di equity syndicates su piattaforma crowdfunding guidata da un Club di Business Angels.

5.     3 consigli che si sentirebbe di dare a chi ha un progetto in cantiere che vorrebbe sviluppare.

Per prima cosa: scegliete bene il vostro team. Secondo aspetto fondamentale: siate motivati. E terzo consiglio: non arrendetevi alle prime difficoltà.

6.     Com’è il luogo in cui lavorate ed esiste un oggetto di cui non potreste mai fare a meno?

La nostra azienda ha sede operativa presso il Polo Tecnologico di Lucca, una struttura fantastica e innovativa che ci offre un’ambiente tranquillo dove lavorare e fare prototipazione (con la grande pazienza dei nostri vicini d’ufficio) ma anche tanti eventi e possibilità di networking con altre startup e aziende del territorio. Lavoriamo tutti allo stesso tavolo e, accanto ai nostri computer, non mancano mai carta, penna, lavagne e pennarelli per fissare e condividere idee, disegni e schemi con tutto il resto del team.
Un sentito ringraziamento ad Andrea Moretti per la disponibilità e il tempo che ci ha dedicato permettendoci di approfondire la conoscenza di questi interessanti prodotti – e dell’innovativa tecnologia che li contraddistingue – che speriamo di vedere applicati non solo in Italia ma anche a livello internazionale come dispositivi alternativi per il riscaldamento domestico e di esterni. Se anche voi siete interessati a far parte della nostra rubrica sui leader futuri, vi invitiamo a contattarci tramite la nostra pagina Facebook Viking Italia.

Idee
24/06/2015

Di uffici da togliere il fiato (o da far venire voglia di andare al lavoro) ne abbiamo visti, compresi quelli considerati i più belli del mondo del 2014, ma questo probabilmente li batte tutti.

Si tratta della nuova sede inglese di Rentalcars.com, società di noleggio auto con sede in Estonia che per l’ufficio di Manchester non ha badato a spese.

Per capirci parliamo di un cinema all’aperto, un fast food, una spiaggia interna, un caffè Starbucks e vagonate di sale relax, oltre a un design a tema per i veri e propri spazi di lavoro.

Costo dell’operazione di restyling? Più di 2 milioni di sterline per oltre 38mila metri quadri di superficie. Chi manda il primo curriculum?