Tag: Mamma
Idee
13/11/2017

Il 20 novembre viene celebrata in tutto il mondo una ricorrenza a cui, qui alla Viking, teniamo molto: la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Questa data festeggia l’approvazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò, per l’appunto, il 20 novembre del 1989.
Tra i diritti che devono essere garantiti ai bambini vi sono il diritto di espressione e, non meno importanti, il diritto a giocare e ad esprimere la propria creatività.

Per questo motivo abbiamo deciso di condurre una simpatica quanto divertente indagine sulla fantasia dei bambini a confronto con la realtà.
Abbiamo condotto un sondaggio durante la seconda metà di maggio su 226 gentirori e i loro bambini di età compresa tra i 2 e i 6 anni.
Mentre il 72,5% dei genitori pensa che i loro figli sappiano che cosa fanno al lavoro, in realtà le cose stanno ben diversamente… E ci vorrà ben più di un caffè per far dimenticare la cosa!
Abbiamo infatti posto, in seguito, ai bambni la domanda: «Sai che cosa fanno mamma e papà al lavoro?» Abbiamo ricevuto numerose risposte e leggerle è stato un momento di puro divertimento.
Alla luce dei dati emersi dall’indagine, abbiamo deciso di illustrare le 8 risposte più divertenti.

Le risposte sono assolutamente adorabili e ci mostrano soprattutto che tra la visione fantasiosa dei bambini e la realtà lavorativa quotidiana dei genitori c’è un abisso. Per questo abbiamo intervistato due psicologhe infantili, per saperne di più su questa differenza.
Gitty Feddema e Aletta Wagenaar, due psicologhe infantili olandesi conosciute per aver scritto recentemente un libro intitolato «E se si ricominciasse a educare i nostri figli?» discutono della visione fantasiosa dei bambini tra i 2 e i 6 anni.
Nella fase prescolare il confine tra fantasia e realtà non è così definito. A questa età i bambini ascoltano volentieri storie e fiabe e, in effetti, il processo mentale messo in atto dai bambini quando ascoltano una fiaba o una storia, non viene modificato. Mentre per l’adulto, che legge un libro fantasy, il processo mentale che si innesca valuta continuamente ciò che si legge, determinando se sia effettivamente possibile nella vita reale. In altre parole, distingue cos’è reale e cos’è finzione.
Feddema & Wagenaar sostengono che questo “controllo della realtà” sia influenzato dallo sviluppo del pensiero e si formi nel corso degli anni, grazie alle esperienze e le informazioni che abbiamo assimilato. Grazie a questa consapevolezza e con l’aiuto della nostra capacità di ragionare, miglioriamo la nostra capacità di giudicare gli eventi in funzione della loro importanza o realtà.
Anche voi avete qualche frase adorabile di vostro figlio che vorreste condividere? Fateci sapere sulla nostra pagina Facebook Viking Italia.

Idee
12/06/2015

Mamma “e” lavoratrice o mamma “o” lavoratrice? La differenza è sostanziale, e purtroppo ancora oggi, per molte donne, soprattutto in Italia, carriera e famiglia sono spesso due mondi inconciliabili.

C’è un post di Claudia Voltattorni sul blog La 27^ Ora del Corriere della Sera che ha scatenato parecchio dibattito
Sono una mamma lavoratrice. Una di quelle che incastra pezzetti di vita suoi e della propria famiglia, una di quelle che corre sempre, che vorrebbe una giornata da 30 ore ma che tanto sarebbe lo stesso sempre in ritardo.Sono una mamma lavoratrice felice di esserlo, anzi, di più, convinta di esserlo.

Però a volte anche io ci penso: e se mollassi tutto? E se un giorno mi mettessi solo a “fare la mamma”?
Eppure di mamme di successo, sul lavoro e con i figli, ce ne sono, anche in ruoli di assoluto prestigio, influenza e potere come quelle in questa gallery di Msn.it sulle mamme lavoratrici più potenti del mondo che comprende nomi come influenti come quelli di Anna Wintour direttrice di Vogue (quella velatamente de Il Diavolo Veste Prada, film cult sulla vita da ufficio) o Arianna Huffington co-fondatrice dell’Huffington Post, donne dello showbiz come Angelina Jolie o Beyonce Knowles, donne potenti come Cristine Lagarde direttrice del Fondo Monetario Internazionale o la nostra Emma Marcegaglia, prima donna presidente di Confindustria e dal 2003 mamma di Gaia.

La domanda per molte è: ma come fanno? Le risposte (perché sono tante, e mai una sola) forse è in un libro (I Know How She Does It della guru americana del time management Laura Vanderkam) di cui parla Entrepeneur.com. La Vanderkam ha intervistato qualcosa più di 1.000 donne che guadagnano più di 100.000 dollari l’anno e ha scoperto le loro strategie per conciliare vita, famiglia e lavoro. Eccole.

Applicare lo split shift. Ovvero l’alternanza del tempo per il lavoro con quello per la famiglia. Per esempio lavorare finché i figli sono a scuola, poi dedicarsi esclusivamente a loro e tornare a lavorare un po’ una volta che sono a letto a dormire.

Rispettare le to-do-list. Quando si lavora non ci si occupa dei figli, e viceversa. Ovvero non si risponde alle mail quando si è al parco con i bambini, e non si va a comprare il quaderno per scuola durante l’orario di lavoro. Rispettare rigorosamente la lista di cose da fare aiuta a gestire meglio i tempi e gli ambiti, e a viverli con più qualità.

Tenere traccia del tempo. Basta fare l’esperimento per una settimana, per esempio con un file excel con tutte le ore della giornata e usando due colori diversi per il tempo professionale e quello famigliare. in questo modo si ottengono 3 risultati: non si mischiano gli ambiti; ci si rende conto di quanto tempo si passa sia al lavoro che con i figli; si scoprono nuovi momenti di qualità nella giornata (per esempio l’ora al mattino dal risveglio all’uscita dei ragazzi per andare a scuola).

Guadagnare ore per il lavoro nel weekend. Se durante la settimana si dedicano ore ai figli durante il normale orario lavorativo (per esempio dalle 16:00 alle 18:00) si possono recuperare nel fine settimana (per esempio quando i ragazzi sono a una festa di compleanno degli amichetti), sempre osservando la logica dello split shift.

Non dimenticare se stesse. Sembra una contraddizione in termini e un incastro impossibile, eppure sempre tenendo traccia di come si spende il tempo settimanale possono (devono secondo la Vanderkam) saltar fuori dei momenti in cui ci si prende cura solo di se stesse: andando in palestra, facendo una passeggiata, dormendo o facendo un bel bagno rilassante.

E voi cosa ne pensate? È fattibile o è solo un miraggio di una vita impossibile?