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Idee
15/10/2018

In uno dei nostri ultimi articoli, abbiamo affrontato il tema della routine e in particolare di come creare una routine mattutina efficace per arrivare al lavoro più motivati e affrontare la giornata con maggiore prontezza e incisione. Abbiamo visto come alcune prassi, se svolte con costanza, possono aiutarci a migliorare la nostra attenzione, la produttività e il generale benessere psicofisico. Anche per mantenere una routine è necessaria una buona dose di motivazione ma esistono delle tecniche che possiamo adottare per aiutarci nel nostro percorso verso una vita lavorativa più serena ed equilibrata? Scopri con noi quelle che ti suggeriamo!

Routine vecchia e nuova

Una volta che un nuovo comportamento è diventato di routine, è molto più semplice aggiungere un altro elemento a quella routine piuttosto che crearne una del tutto nuova. Questo perché il nostro cervello collega pensieri ed esperienze: la routine già impostata diventa quindi come un sentiero già percorso a cui aggiungeremo un paio di ulteriori passi. Ad esempio, chi ha l’abitudine di scrivere regolarmente nella propria vita privata potrebbe trovare più semplice scrivere il blog aziendale, sfruttando una routine e competenze già radicate e sviluppate nel privato. Chi dispone di una buona gestione delle email può essere il dipendente ideale per organizzare una riunione a più persone. Anche un’abitudine “negativa” può essere utilizzata a scopi positivi: ad esempio, se ti trovi spesso a navigare su Internet senza un reale scopo su cosa leggere e perché, potresti tenere a portata di mano un libro di sviluppo professionale e leggerne due o tre pagine per approfondire un argomento che può tornarti utile in azienda.

Non lasciarti scoraggiare

Siamo tutti di natura inclini al raggiungimento di risultati positivi, possibilmente realizzabili velocemente. Se pensiamo, ad esempio, a cambiare un’abitudine alimentare per mangiare più sano e perdere peso, avremo bisogno di almeno 4-5 settimane per vedere i primi miglioramenti. Si tratta di un periodo piuttosto lungo in cui il nostro cervello non riceve nessun feedback positivo e potrebbe risultarne demotivato. D’altronde, se potessimo mangiare un’insalata e perdere peso all’istante, saremmo tutti in perfetta forma e con gli addominali scolpiti. Chi tra noi si occupa di vendite, ad esempio, riconoscerà che i nuovi clienti non bussino sempre alla porta spontaneamente, ma sia necessaria una strategia a lungo termine di riunioni, email e telefonate con anche diversi insuccessi sulla strada verso il raggiungimento di risultati positivi. Il consiglio? Non premiarti solo quando ottieni un risultato positivo; datti una bella pacca sulla spalla anche per aver avviato il percorso e il cervello otterrà quella motivazione necessaria a breve termine per continuare nella direzione dell’obiettivo futuro.

Impara ad ascoltarti

La creazione di una routine che diventa un’abitudine che riusciamo a mantenere nel tempo richiede forza e determinazione, ma anche una buona dose di autoconsapevolezza per capire cosa funziona, cosa no e come apportare dei miglioramenti. Ricordarci sempre dello scopo finale per il quale abbiamo iniziato una routine, ci consentirà di averne una visione più chiara e servirà nei momenti in cui fa capolino la demotivazione. Inoltre, la nostra capacità di autodisciplinarci si assottiglia con il progredire della giornata. Ecco perché la mattina è il momento ideale per provare quella nuova routine che desideriamo tanto implementare e che troviamo vantaggiosa per gli obiettivi che ci siamo prefissati. Il nostro corpo avrà molta energia in più per affrontare questa novità!

Promemoria fisico

A volte, presi dalla fretta del momento, è possibile che non ci ricordiamo di svolgere quell’attività che ci aiuterebbe molto ma che ancora non è diventata una nostra abitudine. Ad esempio: se come parte della routine mattutina, decidi di iniziare a fare un po’ di sport per arrivare al lavoro con la carica giusta per affrontare tutti gli impegni in programma, potresti decidere di lasciare le scarpe da ginnastica o il tappetino per lo yoga in un posto in cui non solo sei solito passare, ma dove sei “costretto” a prenderli in mano. Ciò fungerà da promemoria per la nuova abitudine che desideri iniziare.

Inizia pian piano e divertiti

Stabilire una nuova routine può sembrare un impegno che affrontiamo con entusiasmo o una scelta consapevole di inserire un cambiamento volto a un miglioramento nel tempo. In qualsiasi caso, inizia moderatamente con una sola nuova abitudine per volta e incrementa pian piano con il passare delle settimane. Se, ad esempio, desideri alzarti prima per avere più tempo per te la mattina ed evitare di arrivare in ufficio di corsa, prova a iniziare con 10 minuti per un paio di settimane per poi puntare la sveglia prima. Se stai cercando di migliorare le tue abilità organizzative per la scrivania, munisciti di alcuni colorati raccoglitori documenti per alleviare il compito. Ma soprattutto, qualsiasi abitudine tu voglia adottare per migliorare la tua serenità e di conseguenza la tua produttività al lavoro, crea una nuova routine che sia in linea con i tuoi interessi e che ti diverta: sarà molto più semplice mantenerla!

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Speriamo che questi consigli ti possano aiutare a trovare la motivazione per mantenere una routine mattutina o in generale, le nuove abitudini lavorative. E tu? Hai qualche tecnica efficace che utilizzi per implementare una nuova abitudine al lavoro? Raccontacela sulla pagina Facebook Viking Italia.

Ufficio
30/07/2018

L’attenzione alla salvaguardia dell’ambiente è una responsabilità che non riguarda solo noi ma che avrà ricadute anche su tutte le future generazioni. Oltre all’abitazione, uno dei luoghi dove generiamo quotidianamente rifiuti è proprio quello dove spendiamo gran parte del nostro tempo, l’ufficio.

Per provare a rendere il nostro ufficio un po’ più green possiamo iniziare osservando le cosiddette 5 R, concetto introdotto a livello legislativo in Italia dal decreto Ronchi nel 1997. Riduzione, riuso, riciclo, raccolta e recupero sono i principali ambiti in cui possiamo impegnarci per combattere l’inquinamento. Dal semplice gesto di spegnere le luci quando ce ne andiamo oppure abbassare il riscaldamento quando tutti sono andati a casa, possiamo apportare un grande contributo, anche a livello personale, seppure con piccole azioni.

Ci siamo già occupati in passato di questi temi. Ad esempio, potete rileggere l’interessante intervista alla startup EnKi Stove S.r.l. che ha inventato un modo innovativo per riscaldare casa riducendo il costo della bolletta e il consumo di energia.

In questo articolo, abbiamo raccolto alcuni punti chiave che potrai tenere a riferimento per iniziare a rendere il tuo ambiente di lavoro più sostenibile.
Riciclo delle cartucce e dei toner della stampante
Una volta cambiato il toner o le cartucce per stampante, non dobbiamo dimenticarci che è importante gestire nel modo corretto quelle vecchie ormai esaurite. In Italia, il D.Lgs 152/06 obbliga i titolari dipartita iva a gestire correttamente i toner esausti. Questo significa che i toner non possono essere smaltiti come normali rifiuti ma devono essere raccolti in una eco-box, per un massimo di 12 mesi e consegnate alle aziende specializzate nel loro smaltimento. Oltre a preservare l’ambiente, rispettare la normativa permette anche di evitare delle multe piuttosto consistenti.
Carta riciclata
La carta riciclata è un’alternativa molto valida per ridurre l’abbattimento di alberi e l’utilizzo di acqua ed energia. Come per le stampanti, anche per la carta è conveniente disporre di raccoglitori appositi in ogni ufficio o sala riunioni in modo da raccogliere insieme tutti i rifiuti cartacei per poterli poi smaltire negli appositi cassonetti. Un’altra buona regola è quella di stampare il meno possibile e cercare sempre di utilizzare entrambi i lati del foglio. Controlla sempre che la carta che acquisti abbia le certificazioni di gestione sostenibile delle foreste come FSC e SFI.
Sensori di movimento
Capita spesso che le luci degli uffici rimangano accese anche quando non vi è più nessuno o quando gli ambienti sono vuoti. Una delle tecnologie che permette di evitare di consumare energia senza motivo è il sensore di movimento. Abbinato al sistema di illuminazione, il sensore di movimento consente di attivare le luci solamente quando viene rilevato del movimento. Se una stanza rimane vuota per un certo periodo ed il sensore non rileva movimento, allora le luci rimangono spente facendo risparmiare anche sulla bolletta oltre che a risparmiare energia per l’ambiente.
Luce naturale

Oltre ad utilizzare in modo cosciente l’illuminazione, evitando sprechi inutili, una considerazione più ampia può essere fatta riguardo l’utilizzo di luce naturale invece che artificiale. Diversi studi hanno dimostrato gli effetti positivi della luce solare a livello psicofisico. Molte strutture e uffici non tengono conto, purtroppo, dei vantaggi che l’illuminazione naturale può fornire oltre ad un evidente risparmio in termini di costi. Ambienti di lavoro con scarsa illuminazione naturale possono arrecare danni a chi vi lavora tutto il giorno e ridurre le performance lavorative andando ad incidere ulteriormente sul bilancio d’azienda.
Dispositivi elettronici
Anche se può sorprendere, una delle fonti di maggior consumo di energia in ufficio sono i dispositivi elettronici come ad esempio i computer. Lasciare il computer acceso durante la notte porta ad un consumo non necessario di energia. Anche il semplice stand-by, seppure in misura minore, continua a consumare energia. L’ideale è spegnere i computer quando si lascia l’ufficio, specialmente se si sta fuori per lunghi periodi come i weekend e le ferie.
Riscaldamento
Ultimo, ma non per importanza, è il riscaldamento dell’ufficio. Il termostato non dovrebbe mai essere impostato a più di 21 gradi durante i mesi invernali e dovrebbe essere abbassato intorno ai 16 quando gli ambienti sono vuoti. È anche importante ridurre gli spifferi e migliorare la coibentazione per non incorrere in variazioni di temperature frequenti. Anche in questo caso, oltre che un risparmio in bolletta, sapremo di aver dato il nostro fondamentale contributo all’ambiente.

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli su come rendere l’ufficio più green possano tornare utili e siano fonte di ispirazione per salvaguardare non solo i conti dell’azienda ma soprattutto l’ambiente. Abbiamo la responsabilità di trasmettere alle future generazioni un mondo vivibile e sostenibile e anche piccoli gesti ripetuti quotidianamente possono dare un grande contributo.
Vuoi suggerirci qualche altro consiglio per essere più green in ufficio? Raccontaci la tua esperienza sulla pagina Facebook Viking Italia.

Ufficio
01/01/2018

Esiste un vecchio proverbio pugliese che si può parafrasare più o meno così: “se gennaio non si comporta come tale, febbraio la pensa male”. Sarà forse per questo, con l’intento di non deludere nessuno, che gennaio si presenta puntualmente con il suo freddo penetrante e quelle poche ore di luce che ci lasciano appena intravedere la primavera che indugia ad arrivare.

È un mese morigerato gennaio, cade dopo i grandi festeggiamenti del Natale e di capodanno, in pieno inverno, quando le temperature rigide ci fanno anelare che arrivi presto la bella stagione. Gli inglesi hanno anche coniato il termine January Blues per descrivere lo stato d’animo che questo mese induce in molte persone; si tratta di una sensazione in cui prevale la mancanza di motivazione, il buon umore fatica ad arrivare e non si riesce a trovare la grinta adatta per affrontare una giornata di lavoro.

Per fortuna qualche rimedio esiste. Nell’attesa delle colorate atmosfere del carnevale e dell’equinozio di primavera di marzo possiamo seguire alcune raccomandazioni che ci aiuteranno ad affrontare meglio il rientro al lavoro, con la giusta spinta per reagire alle lunghe giornate d’ufficio di gennaio. Leggiamo insieme questi 4 trucchi che, dopo il portaombrelli, si riveleranno di sicuro strumenti utili ad affrontare il freddo e piovoso primo mese dell’anno.

 
Concediti il giusto riposo

Perdere ore di sonno per portare a termine del lavoro ci da l’impressione di essere più produttivi ma l’efficienza è talvolta solo apparente. Spesso paghiamo a caro prezzo la mancanza di riposo accusando stanchezza e cali di concentrazione durante la giornata, tutto ciò a discapito della produttività. Dormire ci permette di aiutare il cervello a “scaricarsi” dal sovraccarico di informazioni e di impulsi ricevuti durante la giornata. Liberare la mente permette di affrontare meglio il problem solving, di gestire meglio gli impegni durante la giornata e favorisce un approccio positivo sia ai problemi che alle relazioni. Dormire con regolarità non influisce solo sulle performance sul lavoro ma anche sull’umore e sulla salute. Dormire poco porta infatti a perdere lucidità, difficoltà nel memorizzare e abbassa le difese immunitarie. È importante cercare di dormire tra le sette ore e mezza e le otto ore per notte evitando di ascoltare musica o di interagire con i dispositivi elettronici prima di addormentarsi.
Influenza 
Gennaio è il mese in cui, si sa, avviene il picco influenzale. È possibile adottare una serie di precauzioni per prevenire l’influenza ed evitare quindi di trovarsi a letto debilitati. Innanzitutto una buona raccomandazione consiste nel lavarsi le mani di frequente specialmente prima di consumare i pasti, al fine di evitare il contatto con germi con cui entriamo in contatto all’esterno, in modo particolare in ufficio. È buona norma, inoltre, evitare il contatto diretto delle mani con parti sensibili come gli occhi, la bocca e il naso. Anche dormire un numero di ore adeguato, come ricordato in precedenza, aiuta a mantenere il corpo sano e reattivo. Non solo il sonno, ma anche tutte quelle attività che permettono di scaricare lo stress, come lo sport, sono delle difese naturali che aiutano a mantenerci in salute. Le classiche raccomandazioni che spesso sentiamo dagli esperti sono sempre valide: bere molto e avere un’alimentazione varia, come vedremo di seguito, contribuisce alla tenuta del nostro organismo contro i malanni invernali.
Gli ingredienti del buon umore

L’alimentazione è la fonte principale di elementi come gli Omega 3, il cromo e le vitamine che aiutano a mantenerci in un buono stato psico-fisico. Il cibo può essere infatti un’ottima cura per prevenire la depressione stagionale. Ci sono alimenti dotati di proprietà utili per mitigare e combattere stati di umore cupo associati a tristezza e mancanza di stimoli. Il triptofano, ad esempio, è un aminoacido che può contribuire a risollevare l’umore e si può trovare in carne, pesce, legumi, uova e molti altri alimenti. Il cromo, che regola la serotonina, chiamata anche ormone del buon umore, si trova, tra gli altri cibi, nella carne di tacchino, nei broccoli e nelle patate. L’acido folico (vitamina B9) è presente in verdure come asparagi e spinaci mentre la vitamina B6 si trova sia nel pesce che nella carne di pollo. Anche la vitamina B12 è molto importante per prevenire stati spiacevoli come la depressione e possiamo trovarla in una varietà di alimenti che vanno dalle uova alla carne fino al pesce (nel salmone, ad esempio). Gli Omega 3, efficaci contro la stanchezza ed utili per favorire il benessere dell’organismo, si trovano, come sappiamo, in grande quantità nel pesce. Ci sono molte fonti di informazioni, anche sul web, dove è possibile avere una lista esaustiva dei cibi e dei relativi elementi utili al nostro organismo.
Attività fisica e relazioni

La mancanza di stimoli e il senso di stanchezza inibiscono la propensione a svolgere attività fisica, ad uscire e socializzare. Si tratta di un circolo vizioso che ci porta ad essere ancora più sedentari, finendo per peggiorare lo stato emotivo. È importante essere determinati e cercare di svolgere attività fisica, meglio se aerobica, anche quando non ne abbiamo molta voglia. Come abbiamo approfondito in un precedente articolo sulla relazione tra sport e lavoro, lo sport apporta molti benefici al corpo, è correlato al rilascio di endorfine e ai livelli di serotonina che sono tutti elementi responsabili del buon umore. Anche socializzare e coltivare le relazioni, sia sul lavoro con i colleghi che con gli amici, aiuta a tenere lontana la malinconia e il cattivo umore. Farsi una risata in compagnia è sempre salutare: diversi studi ne hanno messo in luce gli effetti benefici simili a quelli derivanti dall’attività sportiva, con variazioni a livello neurochimico che generano una sensazione di serenità e distensione che ci fa stare meglio e agisce positivamente sul nostro fisico.

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli su come affrontare il rientro in ufficio dopo le vacanze natalizie, possano tornarti utili per vivere al meglio la giornata lavorativa; che siano inoltre di aiuto per approcciare positivamente anche i periodi più faticosi per il nostro corpo e la nostra mente, tenendo vivo il buon umore e la vitalità.
Cosa ne pensi a riguardo? Ti è mai capitato di avere degli sbalzi di umore durante il mese di gennaio al rientro dalle vacanze natalizie? Raccontaci la tua esperienza sulla pagina Facebook Viking Italia.

Ufficio
13/11/2017

“Mens sana in corpore sano” recitava una satira dell’autore latino Giovenale. In quel caso l’intento era di sottolineare l’importanza di ricercare una buona condizione fisica e mentale più che condizioni effimere come la ricchezza e la fama.

Con un approccio meno manicheo, ci chiediamo: come si coniuga l’aspetto lavorativo, parte fondamentale nella vita di tutti i giorni, con il benessere fisico e mentale? Perché è importante perseguire una corretta forma psico-fisica e che benefici ne può trarre il rendimento sul lavoro?

Oltre a seguire una corretta alimentazione, ci sono molte ragioni per tenersi attivi dal punto di vista fisico. Innanzitutto l’attività fisica, come evidenziato da diverse ricerche, riduce il rischio di sviluppare complicazioni cardiache, specie con l’avanzare dell’età, e di prevenire e controllare il diabete. Poi ci sono quei benefici legati alla forma fisica: tenersi in movimento consente di mantenere un peso adeguato, di abbassare la pressione del sangue e, come vedremo, di prevenire stati depressivi.
Vediamo perché è importante integrare le lunghe ore passate sulla poltrona del nostro ufficio con un po’ di sana attività fisica.

 
Benefici sul lavoro

Uno studio della Loughborough University pubblicato di recente, ha messo in correlazione gli sport, specialmente quelli di squadra, con i benefici che questi generano a livello di individuo, gruppo e di organizzazione. È emerso che l’attività fisica produce effetti positivi sulla salute dell’individuo e, quando svolta a livello aziendale, permette di migliorare la qualità delle relazioni di gruppo e potenziare la coesione organizzativa.

Lo studio spiega che chi prende parte ad iniziative sportive migliora in modo significativo la forma del sistema cardio-respiratorio, la salute fisica, quella mentale (a livello comportamentale) e il benessere in generale.

L’università di Laughborough, rifacendosi anche ad uno studio dell’australiana Thøgersen-Ntoumani, trova evidenza che l’esercizio e l’attività fisica sono correlati sia direttamente che indirettamente con un elevato stato di benessere che si ripercuote positivamente su molti aspetti della vita del lavoratore (la ricerca aveva esaminato i partecipanti che per un certo periodo di tempo prendevano parte a iniziative sportive organizzate dall’impresa). L’esercizio fisico è quindi risultato correlato non solo ad un miglioramento delle performance individuali, ma anche di quelle di gruppo.

Lo sport ci aiuta a coltivare una salute mentale e fisica di qualità e ci permette oltretutto di catalizzare sensazioni positive che generano un circolo virtuoso: se stiamo meglio con noi stessi, possiamo relazionarci meglio anche con gli altri. In questo modo le relazioni migliori e l’attitudine positiva nutrono l’organizzazione e guidano verso un rinnovato senso di squadra, la condivisione dei valori che guidano il team, comunicazioni più efficaci e un clima positivo nei rapporti tra colleghi.

Svolgere attività fisica e migliorare quindi la propria salute, conduce logicamente a ridurre il rischio di ammalarsi e, quindi, di assenze forzate dal lavoro. Quando una mente sana è unita ad un corpo sano, migliorano le performance delle attività che svolgiamo quotidianamente comprese quelle lavorative. Se migliorano le performance, di conseguenza sappiamo bene che il raggiungimento di buoni risultati stimola il coinvolgimento e la soddisfazione.

Negli ultimi tempi le imprese si sono sempre più sensibilizzate alla questione del benessere mentale e fisico dei propri lavoratori. Le forme di sport di gruppo che vengono utilizzate maggiormente sono le camminate o escursioni (spesso in montagna), corsa (compresa la partecipazione a gare amatoriali) e il calcio. Seppure spesso siano iniziative con un livello di competizione amatoriale, permettono comunque di ricreare quel senso di squadra per cui si concorre uniti verso un obiettivo aiutandosi a vicenda per il raggiungimento del risultato finale.

 
Allenarsi al buon umore

Uno studio realizzato dalla University of British Columbia su 86 donne tra i 70 e gli 80 anni, con deterioramento cognitive lieve, sottoposte a 6 mesi di training, due volte la settimana, ha permesso agli studiosi di evidenziare che un regolare esercizio aerobico è correlato ad un aumento della dimensione dell’ippocampo, quella parte del cervello coinvolta in processi di memoria e apprendimento.

Diversi studi hanno inoltre dimostrato che altre parti del nostro cervello che attengono al controllo della memoria e del pensiero, come la corteccia prefrontale e la corteccia temporale mediale, hanno anch’esse dimensioni maggiori nelle persone che conducono uno stile di vita che comprende lo svolgimento di esercizi fisici.

L’esercizio fisico permette di ridurre l’insulino-resistenza e quindi, come dicevamo, di prevenire forme diabetiche. Inoltre stimola il rilascio dei cosiddetti fattori di crescita – quelle proteine che agiscono positivamente sulla salute cellulare, i vasi sanguigni del nostro cervello e sulla salute delle cellule, comprese quelle cerebrali.

Oltre a tutti questi benefici, sappiamo che l’attività fisica contribuisce a migliorare il sonno, a ridurre lo stress e persino a prevenire forme depressive. Il Black Dog Institute, uno dei più importanti centri per lo studio dei disturbi dell’umore, ha messo in luce che l’esercizio fisico è un importante rimedio alla depressione. L’Istituto di ricerca ha anche stilato una breve lista di consigli per promuovere l’attività fisica come cura della salute mentale:

Inizia ponendoti degli obiettivi su piccolo scala, che siano realistici e raggiungibili e aumentali gradualmente. Decidi quanto tempo devi dedicare giornalmente all’esercizio fisico e attieniti al piano.
Trova il momento della giornata più adatto a te. Cerca di non trovare scuse per saltare la sessione quotidiana: a volte occorre sforzarsi e imporsi di svolgere un po’ di movimento, anche una breve sessione di attività fisica può avere un grande beneficio sull’umore e ridurre lo stress.
Scegli l’attività fisica che svolgi più volentieri. Ognuno di noi, infatti, può trovare stimolanti tipi di sport diversi: dalla corsa alle camminate, dal nuoto all’acqua gym o il pilates. Anche 10 minuti di esercizio giornaliero aiutano a mantenere una forma mentale e fisica sana.
È importante focalizzarsi si miglioramenti graduali e sentirsi gratificati anche quando un piccolo obiettivo è stato raggiunto. Un trucco, in questo senso, è di condividere il piccolo traguardo con qualcuno che possa apprezzare e festeggiare tale successo insieme a te.
Allenarsi con amici e colleghi è un ottimo modo per socializzare e motivarsi. Praticare attività fisica con i colleghi permette di creare coesione, di educare ad un sano sacrificio e al lavoro di squadra per il raggiungimento degli obiettivi.

 
Quanto devo allenarmi?
L’organizzazione mondiale della sanità ha un ruolo importante nel promuovere la salute mentale e fisica. Essendo una delle voci più autorevoli in questo campo, interviene spesso con dei suggerimenti e dei vademecum che aiutano a seguire uno stile di vita sano. In particolare ci ricorda che:

La carenza di attività fisica è direttamente collegata a patologie che afferiscono al sistema cardiovascolare, al diabete e a disturbi dell’umore;
Si stima che a livello globale, un adulto su quattro non svolge sufficiente attività fisica;
Oltre l’80% dei ragazzi in età adolescenziale nel mondo non svolge sufficiente attività fisica;
L’obiettivo dei paesi aderenti all’organizzazione è di ridurre i casi di insufficiente attività fisica del 10% entro il 2025.

 

Arrivato a questo punto, ti starai chiedendo come si può mantenere il livello di attività fisica raccomandata o se sarà necessario prendere parte a tutte le prossime maratone o competizioni sportive per seguire i consigli degli esperti.

La stessa organizzazione mondiale della sanità ha indicato quali siano, per ogni fascia d’età, i livelli di attività fisica raccomandati:

Per bambini e adolescenti tra I 5 e 17 anni:
L’attività raccomandata dovrebbe essere di almeno 60 minuti ogni giorno con livello di intensità moderata o intensa.
Oltre i 60 minuti di attività fisica si avranno ulteriori benefici per la salute.
Si dovrebbero includere quelle attività che rafforzano l’ossatura e la muscolatura e avere una frequenza di 3 volte per settimana.
Adulti tra I 18 e I 64 anni:
Almeno 150 minuti di attività fisica moderata o intensa durante la settimana o almeno 75 minuti di attività fisica intensa sempre durante una settimana.
Aumentando l’attività a 300 minuti a settimana si ottengono ulteriori benefici fisici.
È consigliabile svolgere attività che mirano a rafforzare la muscolatura con una frequenza di due o più volte la settimana.
Adulti sopra I 65 anni:
Anche in questo caso, si consigliano 150 minuti di attività fisica moderata o intensa durante la settimana o almeno 75 minuti di attività fisica intensa sempre durante una settimana.
Aumentando l’attività a 300 minuti a settimana si ottengono ulteriori benefici fisici.
È consigliabile, soprattutto in questa fascia d’età, svolgere attività che mirano a rafforzare la muscolatura con una frequenza di due o più volte la settimana.
Chi soffre di mobilità ridotta può beneficiare di attività fisiche che potenzino l’equilibrio e aiutino a prevenire le cadute.

 

Abbiamo provato con questo articolo ad evidenziare i benefici che l’attività fisica può apportare al benessere personale e alla sfera lavorativa. Ci siamo avvalsi di contributi di studi e ricerche per rendere queste evidenze il più obiettive possibili. Non vediamo l’ora di ascoltare anche il vostro punto di vista a riguardo. Cosa fai per tenerti in allenamento? Riscontri un beneficio nella forma fisica e mentale? Ritieni che ciò influisca positivamente sul tuo lavoro? Scrivici sulla pagina Facebook Viking Italia.

 

Fonti:
www.blackdoginstitute.org.au
www.who.int
www.lboro.ac.uk

Idee
08/10/2015

Lavorare a casa è sempre più un’attività diffusa: vuoi perché le aziende ricorrono al lavoro a domicilio, vuoi perché molti professionisti si ritagliano spazi di lavoro se non veri e propri uffici tra le mura domestiche (come questi per esempio, davvero bellissimi). E però lavorare senza varcare la porta di casa può anche essere un attentato alla salute e alla forma fisica, se non si è grado di controllarsi su cibo e moto.

Ecco quindi 5 consigli per rimanere comunque in forma e in salute pur lavorando a pochi metri di distanza dal letto in cui si dorme (e dal proprio frigorifero)

Fare piazza pulita del cibo spazzatura: lo stress è in agguato anche senza uscire di casa, e avere a portata di mano schifezze con cui ingozzarsi è una tentazione troppo forte a cui resistere.

Mantenere un look decoroso: ok, non servono tailleur o doppiopetto, ma nemmeno sedersi alla scrivania in pigiama e con gli occhi cisposi. Se anche si lavora da casa ci si veste come se si andasse in ufficio (e del resto il codice di abbigliamento sta tornando in molte aziende): è dimostrato che si è più produttivi.

Darsi delle regole sugli orari: ok, non c’è da timbrare il cartellino, ma pensare di lavorare di notte dopo aver passato le giornate dedicandosi ai passatempi non funziona. Ci si alza e si attacca alle 9 (se non prima), ci si ferma per una pausa pranzo e si stabilisce un orario limite oltre il quale non andare (nemmeno per rispondere alle mail, come stanno pensando di fare per legge in Francia sancendo il diritto di staccare dal lavoro).

Staccare e uscire ogni tanto: certo, lavorando da casa si risparmiano i tempi persi per il viaggio. E allora ci si può concedere una passeggiata di qualche decina di minuti intorno all’isolato. La luce del sole fa sempre bene, al corpo e alla mente, come sa chi va al lavoro in bicicletta.

Non dimenticare di tenersi in forma: c’è più tempo per farlo, magari sfruttando gli stessi esercizi da fare alla scrivania dell’ufficio.

Ufficio
07/10/2015

Sì, avete letto bene: in Svezia stanno seriamente pensando di portare l’orario di lavoro giornaliero a un massimo di 6 ore, e il motivo sarebbe che lavorare di più aumenta il rischio di morte.

Tutto è nato da una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Lancet secondo la quale lavorare 55 ore a settimana (9 ore al giorno per 6 giorni, tanto per capirci) aumenta del 33% il rischio di infarto rispetto a chi lavora 35/40 ore a settimana.

Ovvio, vien da dire, ma intanto in Svezia stanno monitorando una serie di esperienze aziendali in cui l’orario di lavoro è stato ridotto a 6 ore giornaliere per un totale di 35 ore settimanali: il focus non è solo sulle conseguenze e i benefici per la salute ma anche sull’impatto per la produttività. E come riporta l’AdnKronos si può essere contemporaneamente più sani, più felici e più produttivi:
Linus Feldt, che a Stoccolma dirige ‘Filimindus’, azienda specializzata nella creazione di app, l’anno scorso ha deciso di introdurre la giornata lavorativa di 6 ore, con un’unica limitazione: durante il lavoro è vietato ai dipendenti l’utilizzo dei social network, da Facebook a Twitter. Meno ore dunque, ma più efficienza. “La giornata lavorativa di otto ore non è così efficace come si potrebbe pensare” ha detto Feldt. “La mia impressione – ha aggiunto il Ceo come riporta il ‘Daily Mail’ – è che ora è più facile concentrarsi più intensamente sul lavoro, si ha la capacità e la resistenza necessaria per farlo e in più si ha ancora energia quando si esce dall’ufficio”.
E nel paese scandinavo non è solo il privato a fare considerazioni del genere:
Nel Paese le 6 ore lavorative stanno entrando anche nel settore pubblico: il governo sta portando avanti una sperimentazione sulle infermiere, che continuano a percepire lo stesso salario ma lavorando due ore di meno al giorno. Una decisione che nell’immediato ha comportato maggiori costi ma nel tempo sembra funzionare: lavoratori e pazienti sono molto più riposati e felici.
Che ne pensate? Potrebbe funzionare anche in Italia un accordo per cui si lavora meno, si guadagna lo stesso ma si promettono e garantiscono meno perdite di tempo e più efficienza?