Tag: scrittura
Idee
23/07/2018

Fino a relativamente pochi anni fa eravamo tutti scrittori. Non nel senso di narratori, nel senso che per ricordarci qualcosa o mandare un messaggio scrivevamo a mano: quaderni, cartoline, fogli sparsi, ogni pezzo di carta era utile per scrivere. Oggi siamo per lo più digitatori: non si mandano più le cartoline ma si inviano foto con WhatsApp, non si scrivono più lettere ma mail o sms, non si riempiono più le pagine di un quaderno ma si apre un file sul computer. Certo è più pratico e veloce, gli errori si correggono in fretta e senza lasciare traccia, si invia il tutto più velocemente e a un numero potenzialmente infinito di persone, ma siamo sicuri che tutto questo sia davvero vantaggioso? Oppure è ancora importante scrivere a mano?
Perché è ancora importante scrivere a mano
Negli USA e Canada son già partite numerose campagne per la riscoperta della biro, della matita e dei quaderni a scuola, quantomeno negli istituti primare. Ad Harvard ci sono insegnanti che vietano computer e dispositivi digitali per prendere appunti e gli esami sono tuttora in forma “tradizionale”, cioè penna e foglio di carta. Vezzi demodé? No, scelte consapevoli per ribadire che è ancora importante scrivere a mano.
Scrivere a mano stimola maggiormente il cervello
Numerosi studi scientifici dimostrano come scrivere a mano coinvolga e stimoli aree cerebrali più vaste e profonde di quanto faccia la digitazione al computer. In particolare la scrittura a mano organizza le informazioni nel cervello in modo tale da sviluppare e potenziare la capacità di ricordare e stimolare il pensiero astratto e creativo, creando nuovi collegamenti di senso.

Il motivo è nell’atto stesso dello scrivere, che con una penna o matita è più faticoso che al computer: usare una biro implica di prestare attenzione nello stesso punto, la sua punta sul foglio, sia dal punto di vista visivo che da quello motorio mentre quando scriviamo al computer non guardiamo la tastiera ma lo schermo, non facendo coincidere pensiero, azione e vista, l’integrazione multisensoriale che è alla base delle capacità di memoria.
Scrivere a mano migliora la memoria
Scrivere a mano impone anche di fare delle scelte, di selezionare le informazioni rilevanti. Basta pensare a quando si prendono degli appunti durante una lezione o un corso: è impossibile trascrivere tutto (cosa che molti studenti universitari fanno registrando le lezioni e poi sbobinandole in un secondo momento) e questo impone una maggior attenzione e soprattutto una di tipo selettivo. Fissare i concetti e le parole chiave è il metodo migliore per ricordare, a breve e a lungo termine, ed è quello che facciamo per esempio durante le riunioni o una telefonata, fissando con parole nostre, e quindi dopo una elaborazione personale, i punti davvero importanti, magari su dei Post-It.
Scrivere a mano permette di rispettare gli impegni
Infine scrivere a mano aiuta a fare elenchi, le famose e famigerate to-do-list che non vengono mai rispettate. Mai a meno che non siano scritte a mano perché la “fatica” della scrittura manuale impone di pensare maggiormente a ciò che è plausibile fare, rendendo plausibili anche le liste di impegni inderogabili.

Idee
27/11/2017

In un vecchio post abbiamo parlato di come scrivere una perfetta e-mail aziendale. Vogliamo ora ampliare l’argomento per capire quale sia la strategia migliore per perfezionare le proprie capacità di scrittura. Dopo un’approfondita ricerca siamo giunti alla conclusione che, in linea generale, seguendo questi 5 consigli possiamo affinare le nostre abilità quando si tratta di scrivere. Armiamoci di carta e penna e prepariamoci a navigare in fiumi di inchiostro.
LEGGERE
“Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra – che già viviamo – e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi” (Cesare Pavese)

La prima regola per migliorare lo stile di scrittura e dotarti di una varietà lessicale maggiore è quella che ci hanno sempre ripetuto a scuola fino allo sfinimento: leggere.
Può darsi che le letture che ti venivano imposte a scuola non fossero proprio corrispondenti ai tuoi interessi e che, talvolta, venissero recepite come una imposizione da affrontare con sofferenza. Non devi tuttavia lasciarti scoraggiare: con tutte le possibilità che abbiamo oggi, a livello tecnologico, di accedere a testi e contenuti più svariati, è impossibile non trovare qualcosa da leggere che rispecchi anche minimamente i tuoi interessi e le tue passioni.
Con l’acquisto dei libri online abbiamo accesso ad un catalogo pressoché sterminato e le risorse che il web stesso offre sono molte e valevoli. Che tu abbia una passione per la fotografia oppure per un particolare periodo storico, sono molte le fonti online e offline da cui puoi attingere per colmare la curiosità e la voglia di imparare. Leggere, possiamo dire, non è mai stato così facile. Neppure le disponibilità economiche sono più un problema: le risorse disponibili online, come i blog, sono spesso gratuite e molti libri si trovano in formato elettronico a prezzi esigui.

La varietà di fonti oggi disponibili non è solo un beneficio per quanto riguarda l’accessibilità, ma anche per la varietà; per avere varietà serve contaminazione. Tieni presente che è molto importante ampliare il tipo di contenuti letti. Lasciati ispirare da letture riguardanti temi differenti, esplora diversi stili di scrittura e di registri linguistici.
Un repertorio di stili diversificato aiuta a scrivere con l’approccio più appropriato a seconda dell’argomento o dello strumento scelto per comunicare. Uno stile di stampo giornalistico è molto efficace in taluni casi ma non adatto se, ad esempio, vogliamo trasmettere delle emozioni e sprigionare la carica poetica della narrazione.
SCRIVERE
Perché scrivo? Per paura. Per paura che si perda il ricordo della vita delle persone di cui scrivo. Per paura che si perda il ricordo di me. O anche solo per essere protetto da una storia, per scivolare in una storia e non essere più riconoscibile, controllabile, ricattabile. (Fabrizio De André)

Oltre a passare giorni interi dentro librerie e biblioteche non devi dimenticarti che l’obbiettivo finale che ci siamo preposti è di migliorare le capacità di scrittura. Prova dunque a cimentarti nella scrittura. Scrivi sugli avvenimenti della giornata, su un particolare evento, su una persona che hai conosciuto, su un tuo ricordo, scrivi con la massima libertà su qualsiasi argomento tu ritenga interessante e stimolante e prova a farlo, anche solo per una mezz’ora o un’ora, ogni giorno. Tenendo una certa regolarità si possono vedere importanti miglioramenti come accade quando ti alleni per qualsiasi disciplina.
“Gutta cavat lapidem”, recitava un famoso detto latino. Significa che la goccia scava la roccia, seppure poco a poco, con tenacia e costanza. Il trucco più semplice è quello di tenere una sorta di diario che ti permetta di dedicarti regolarmente all’esercizio di scrittura. Non avere paura di annotare i tuoi pensieri in modo spontaneo. Puoi partire da una frase o un pensiero per sviluppare un discorso più articolato e delle considerazioni più ampie a riguardo. Puoi anche scegliere di approfondire un argomento in cui ti sei imbattuto o che ti ha incuriosito. In tal caso, documentati e leggi qualcosa di più su quell’argomento in modo che quanto ti metterai a scrivere potrai arricchire i tuoi ragionamenti di maggiori dettagli.
AMPLIARE IL VOCABOLARIO

Si stima che la lingua italiana sia composta da un patrimonio compreso tra 210.000 e 270.000 vocaboli. I calcoli possono variare molto a seconda dei criteri adottati (uso di neologismi ecc.) ma una cosa è evidente: abbiamo a disposizione un vocabolario molto amplio che possiamo sfruttare per trasportare su carta, con accuratezza ed efficacia, i nostri pensieri e dare forma scritta alla nostra creatività.
Per espandere il vocabolario può essere utile segnarsi tutte quelle parole in cui incorriamo o leggendo libri o ascoltando la radio, in modo da avere una sorta di prontuario da poter consultare ogni volta che vogliamo riutilizzare quei vocaboli. Un po’ come si fa quando si stanno studiando altre lingue. In fin dei conti anche la nostra stessa lingua necessita di essere approfondita e studiata vista la sua ricchezza e complessità.
Un’altra tecnica consiste nel prendere il dizionario e scovare delle parole nuove che non conosciamo. Annotati queste parole da qualche parte insieme al loro significato ed impegnati ad usarle regolarmente nelle tue sessioni di scrittura. Usare queste parole appena imparate ti aiuterà ad abituarti al loro utilizzo e vedrai che dopo un po’ di pratica ti verrà spontaneo usarle.
Una curiosità: lo sapevi che il rapper Eminem, secondo una stima di Musixmatch fatta su 100 canzoni, ha utilizzato quasi 9.000 vocaboli differenti nei suoi testi? Si dice infatti che spendesse ore a studiare il dizionario proprio per imparare nuovi termini da poter utilizzare per scrivere i suoi brani.
LESS IS MORE

In inglese si usa questa locuzione, inventata dal celebre architetto tedesco Ludwig Mies van der Rohe, per esprimere il concetto che la semplicità aggiunge valore rispetto alla complessità.
Molto spesso il rischio è di essere prolissi e dilungarsi anche quando non necessario. Fiumi di parole con frasi complesse che si inerpicano sui sentieri della sintassi.
Prova, nei tuoi esercizi di scrittura, ad usare le parole essenziali ad esprimere un concetto, senza troppi orpelli che appesantiscano il discorso.
Usa sentenze brevi. Scrivi in modo efficace, cerca di non dilungarti troppo su aspetti del discorso non rilevanti. Se devi fare una digressione fai in modo che questa arricchisca il racconto e si sviluppi coerentemente con ciò che stai narrando. Il lettore non deve mai avere la sensazione di perdersi in un dedalo di parole. Non deve sentirsi confuso o avere la sensazione che sta sprecando il proprio tempo. Se sarai conciso e vivace, il lettore sarà più facilmente coinvolto e si lascerà trasportare dalla lettura.
RILEGGERE

Abbiamo iniziato l’articolo sottolineando l’importanza di leggere. Non meno importante è leggere ciò che hai scritto. Anzi leggerlo e rileggerlo.
Puoi aver scritto tutto d’un fiato un bellissimo pezzo convogliando attraverso la penna tutta la tua carica emotiva e la tua cifra stilistica. Tuttavia, se non riprendi in mano ciò che hai scritto, se non lo rileggi, difficilmente potrai migliorare le tue abilità di scrittura. Se proprio non riesci a rileggere con occhio critico quello che hai scritto, chiedi ad un amico di farlo. Troverai di sicuro qualcun altro disposto a correggere i tuoi scritti o, meglio, ad apportare il proprio punto di vista critico al tuo elaborato.
Puoi anche rileggere dei vecchi contenuti che hai scritto tempo prima. Invece di tenerli da parte in un cassetto possiamo riscriverli e migliorarli. In questo modo puoi tenere traccia dei tuoi progressi e allo stesso tempo mettere in pratica ciò che hai imparato esercitandoti. È un modo per monitorare i tuoi progressi e capire quali errori eri solito commettere scrivendo così da perfezionarti continuamente.

 

Ricordati che sviluppare buone capacità di scrittura ti aiuta anche ad affrontare la vita di tutti i giorni. In qualsiasi ambito, dall’università all’ufficio, se devi parlare in pubblico o semplicemente fare quattro chiacchere con gli amici, ci sono molti vantaggi che puoi avere nel seguire i punti che abbiamo appena elencato: potrai estendere la tua cultura, avere argomenti più solidi, migliorare il ragionamento, acquisire doti comunicative efficaci e soprattutto apprendere come comunicare per iscritto in modo migliore.
Ti piace scrivere? Hai un diario personale o scrivi spesso per passione? Raccontaci la tua esperienza sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
10/03/2017

Dal momento che la Giornata Mondiale della Poesia si avvicina, stiamo lavorando con dei fantastici blogger per celebrare questa vivace forma d’arte. Stiamo fornendo loro tutti gli strumenti  di scrittura di cui avranno bisogno per creare una loro personale poesia, incluso un set di calligrafia, carta pergamena e penne. Come parte della nostra celebrazione, vogliamo condividere tutto ciò che c’è di fantastico sulla parola scritta. A partire dalle sue origini storiche fino all’uso continuato da parte di alcuni dei più grandi autori del mondo, cos’è che fa sì che prendere carta e penna sia il metodo ideale per la creazione artistica?
L’invenzione della scrittura
La scrittura così come la conosciamo ha le sue origini nella Mesopotamia del Sud (l’attuale Iraq). Gli studiosi del tempo intagliavano il legno e l’argilla con un processo conosciuto come scrittura cuneiforme, di cui esistono esempi che risalgono all’8.000 a.C. Ci vollero quasi altri 5.000 anni perché l’inchiostro fosse introdotto in Cina e nell’antico Egitto, inventato da entrambe queste civiltà in maniera indipendente l’una dall’altra. A quel punto, gli Egiziani avevano anche inventato il papiro, il precursore della moderna carta. Da allora, inchiostro, penne e carta si sono sviluppati tantissimo, ma dai calami del Medioevo alle moderne penne a sfera, il processo di scrittura è rimasto in linea di massima lo stesso. Dunque, cos’è che ha attirato l’umanità al mondo della scrittura?
I benefici della scrittura
Da un punto di vista puramente fisiologico, scrivere fa bene al cervello. É stato dimostrato che i movimenti sequenziali che avvengono quando si scrive migliorano l’attività nella materia grigia del cervello, rafforzando la memoria e le funzioni emotive. Entrambe funzionano come parte della nostra mente creativa per cui, scrivere su un pezzo di carta, può essere un modo più efficace di esprimere idee piuttosto che semplicemente digitare sulla tastiera.

Molti vedono la scrittura anche come un’esperienza catartica, un modo di cacciare fuori ciò che si ha dentro in un senso nettamente fisico. Si dice che il tempo curi le ferite, ma è stato accertato che scrivere può letteralmente aiutare a guarire anche le ferite fisiche. Uno studio condotto in Nuova Zelanda ha portato alla luce che quando un gruppo di persone venivano sottoposte a biopsia cutanea con conseguenti piccole ferite, metà dei partecipanti alla ricerca che compilavano diari nelle settimane successive alla procedura effettivamente guarivano prima di quelli che invece non lo facevano.
L’eredità della scrittura
Con l’avvento del computer, questo si è imposto come principale strumento di scrittura per molte persone, anche se vari scrittori professionisti credono ancora ciecamente nelle classiche carta e penna. Molti di loro ancora scrivono libri interi a mano, come ad esempio JK Rowling e Graham Greene. Greene una volta ha detto: “Le mie due dita su una tastiera non si sono mai connesse col mio cervello. La mia mano su una penna sì”. C’è qualcosa di viscerale nell’uso della penna che molti scrittori non riescono a ricreare con una tastiera.
Uno dei molti benefici dello scrivere vs. il digitare è l’abilità di vedere i propri processi mentali messi sulla pagina. Quando si digita qualcosa, si può cancellare e riformulare una frase, ma una volta cancellata, si perde il percorso del pensiero che aveva condotto a quel punto all’inizio. Con carta e penna, si può cancellare con un segno, ma la sequenza è sempre lì sulla pagina per essere rivista in seguito. Mentre le Revisioni in programmi come Word sono usate più comunemente oggi e possono aiutare ad affrontare la questione, non si tratta comunque dello stesso percorso visivo che avviene con la parola scritta.

Perciò, nella prossima Giornata Mondiale della Poesia, ritagliatevi un po’ di tempo per prendere carta e penna ed esprimervi. Fateci sapere quali sono stati i risultati sulla nostra pagina Facebook Viking IIT usando l’hashtag #VikingWorldPoetryDay.