Tag: sport
Notizie
18/06/2018

Qui alla Viking abbiamo già trattato di sport in precedenti articoli, specialmente nella declinazione da noi preferita: il rapporto tra attività fisica e lavoro. Lo sport, anche a livello amatoriale e praticato nel tempo libero, può apportare un numero enorme di benefici al nostro fisico e alle altre attività che svolgiamo quotidianamente. Oltre agli effetti positivi sulla salute, lo sport permette di migliorare le relazioni di gruppo, favorisce il buon umore e ha quindi ricadute positive sul lavoro e sulla vita in ufficio.

A livello professionistico, dove dominano lo spirito agonistico e competitivo, lo sport è spesso macchiato da episodi che ne inquinano l’immagine gettando ombra sulla sua vera essenza: magia, bellezza e condivisione. Oggi parleremo di chi lo sport lo racconta cercando di metterne in luce proprio gli aspetti più virtuosi. È un racconto vivo, vibrante, che pone al centro della narrazione non solo gli aspetti specialistici delle diverse discipline ma anche i tratti umani dei suoi protagonisti.

A raccontarci Sportfair, realtà online del giornalismo sportivo, è Mirko Spadaro che ne è redattore. Abbiamo chiesto a Mirko di scavare tra i faldoni ricolmi di immagini e parole, per raccontarci l’origine del progetto, la passione, la dedizione e le sfide che si celano dietro ogni articolo.
Può farci una panoramica su come è nato il progetto Sportfair e sul team che attualmente ne fa parte?
SportFair è un sito giovane, siamo nati infatti nella seconda metà del 2015. L’idea di dar vita ad un progetto del genere è nata dalla volontà di raccontare lo sport in un modo che vada oltre il semplice racconto della partita, qualcosa che vada oltre il risultato. Una visione di sport che si lega alle storie degli atleti, alle curiosità, alle particolarità e a tutto ciò che c’è di bello e di positivo (“fair”) che si collega ad ogni ambito della competizione sportiva. A tutto ciò va unita una particolare attenzione per il lifestyle, con l’esaltazione della bellezza in tutte le sue forme: dalle ultime collezioni in uscita nel campo della moda, alle novità del settore automotive e nautico.
Ci parli del portale e delle caratteristiche che lo differenziano da altre riviste online del settore.
Come ho detto in precedenza SportFair è un sito giovane, nel quale lavora anche una redazione abbastanza ‘young’, caratteristica che si riflette sul nostro tipo di informazione. Proponiamo uno stile di giornalismo al passo con i tempi, che punta molto su contenuti multimediali come fotogallery e video. Un giornalismo che racconta, come detto, non solo l’aspetto tecnico legato allo sport, ma anche la vita degli sportivi e che si lega a doppio filo all’aspetto social, sia dal punto di vista editoriale (con spunti, racconti, contenuti multimediali ecc.) sia da quello che ci lega ai nostri lettori e ai feedback che da essi otteniamo. SportFair è quasi unico nel suo genere: non ci sono molti giornali simili. La maggior parte sono molto verticali sui singoli sport, il nostro progetto invece si potrebbe definire generalista con un taglio glamour.

Ci sono stati momenti difficili lungo il percorso? Se sì, come sono stati superati?
Momenti propriamente difficili, fortunatamente non ce ne sono stati. Preferiamo comunque parlare di sfide più che di difficoltà. Qual è la nostra sfida più grande? Sicuramente quella che giornalmente affrontiamo nel soddisfare le esigenze di informazione dei nostri lettori offrendo dei contenuti che uniscano tempestività e qualità senza dimenticare la nostra linea editoriale.
Quali valori la ispirano nell’ambito del suo lavoro?
Credo che in ambito giornalistico serva essenzialmente la passione. Può sembrare un lavoro semplice e poco faticoso, ma solo chi lavora in questo ambito può capire realmente quanto sia difficile e senza passione non si può andare di certo avanti. Con i colleghi siamo diventati una vera e propria squadra nel corso del tempo: ci aiutiamo a vicenda, veniamo incontro ognuno alle esigenze dell’altro sia dal punto di vista umano che da quello lavorativo. Il tutto senza far mancare un clima disteso e simpatico che non va ad intaccare la serietà del nostro lavoro. Per quanto riguarda i valori da promuovere a livello professionale, tanto nelle relazioni con i colleghi quanto in quelle con i lettori, credo che fiducia, onestà (anche e soprattutto nell’informazione) e rispetto non debbano mai mancare

Che consiglio darebbe a chi inizia ora il percorso che la ha condotta fino a qui?
Il consiglio che mi sento di dare a qualcuno che intende intraprendere il mio stesso percorso è quello di farlo con grande passione. L’inizio potrà sembrare difficile, ma servirà per fare l’esperienza necessaria e soprattutto imparare cosa richiede questo lavoro. C’è molta differenza fra pensare di ‘sapere di sport’ e conoscere veramente la materia che si sta trattando, così come c’è una grande differenza fra ‘scrivere bene’ e saper scrivere un articolo per un pubblico online. Serve dunque un costante aggiornamento sia dal punto di vista culturale, legato al mondo che ci circonda (non solo sportivo), ma anche da quello prettamente pratico legato alle tecniche del giornalismo moderno. Il giornalista è colui che fa da tramite tra ciò che accade e chi si informa, ha dunque un compito molto importante che non può essere trattato con superficialità.
Quali sono gli obiettivi di lungo periodo del giornale?
Come obiettivi nel lungo periodo SportFair si pone quello di diventare un punto di riferimento per tutti gli sportivi italiani, non solo quelli che si approcciano allo sport dal punto di vista professionistico ma anche e soprattutto per i semplici amatori, per i fan e gli appassionati di ogni genere che amano lo sport in generale ed in ogni sua sfumatura, che vogliono tenersi aggiornati costantemente e nello stesso tempo conoscere le curiosità glamour legate agli sport che amano. Il tutto senza perdere di vista gli obiettivi di crescita personale di ogni redattore e quella collettiva del giornale in termini di autorevolezza e qualità.

 

Ringraziamo Mirko Spadaro per averci raccontato Sportfair e per averci dato degli utili spunti di riflessione. Se volete commentare l’articolo, esprimere la vostra opinione oppure siete interessati a prendere parte alla rubrica “successi aziendali”, vi invitiamo a contattarci tramite la nostra pagina Facebook Viking Italia.

Ufficio
13/11/2017

“Mens sana in corpore sano” recitava una satira dell’autore latino Giovenale. In quel caso l’intento era di sottolineare l’importanza di ricercare una buona condizione fisica e mentale più che condizioni effimere come la ricchezza e la fama.

Con un approccio meno manicheo, ci chiediamo: come si coniuga l’aspetto lavorativo, parte fondamentale nella vita di tutti i giorni, con il benessere fisico e mentale? Perché è importante perseguire una corretta forma psico-fisica e che benefici ne può trarre il rendimento sul lavoro?

Oltre a seguire una corretta alimentazione, ci sono molte ragioni per tenersi attivi dal punto di vista fisico. Innanzitutto l’attività fisica, come evidenziato da diverse ricerche, riduce il rischio di sviluppare complicazioni cardiache, specie con l’avanzare dell’età, e di prevenire e controllare il diabete. Poi ci sono quei benefici legati alla forma fisica: tenersi in movimento consente di mantenere un peso adeguato, di abbassare la pressione del sangue e, come vedremo, di prevenire stati depressivi.
Vediamo perché è importante integrare le lunghe ore passate sulla poltrona del nostro ufficio con un po’ di sana attività fisica.

 
Benefici sul lavoro

Uno studio della Loughborough University pubblicato di recente, ha messo in correlazione gli sport, specialmente quelli di squadra, con i benefici che questi generano a livello di individuo, gruppo e di organizzazione. È emerso che l’attività fisica produce effetti positivi sulla salute dell’individuo e, quando svolta a livello aziendale, permette di migliorare la qualità delle relazioni di gruppo e potenziare la coesione organizzativa.

Lo studio spiega che chi prende parte ad iniziative sportive migliora in modo significativo la forma del sistema cardio-respiratorio, la salute fisica, quella mentale (a livello comportamentale) e il benessere in generale.

L’università di Laughborough, rifacendosi anche ad uno studio dell’australiana Thøgersen-Ntoumani, trova evidenza che l’esercizio e l’attività fisica sono correlati sia direttamente che indirettamente con un elevato stato di benessere che si ripercuote positivamente su molti aspetti della vita del lavoratore (la ricerca aveva esaminato i partecipanti che per un certo periodo di tempo prendevano parte a iniziative sportive organizzate dall’impresa). L’esercizio fisico è quindi risultato correlato non solo ad un miglioramento delle performance individuali, ma anche di quelle di gruppo.

Lo sport ci aiuta a coltivare una salute mentale e fisica di qualità e ci permette oltretutto di catalizzare sensazioni positive che generano un circolo virtuoso: se stiamo meglio con noi stessi, possiamo relazionarci meglio anche con gli altri. In questo modo le relazioni migliori e l’attitudine positiva nutrono l’organizzazione e guidano verso un rinnovato senso di squadra, la condivisione dei valori che guidano il team, comunicazioni più efficaci e un clima positivo nei rapporti tra colleghi.

Svolgere attività fisica e migliorare quindi la propria salute, conduce logicamente a ridurre il rischio di ammalarsi e, quindi, di assenze forzate dal lavoro. Quando una mente sana è unita ad un corpo sano, migliorano le performance delle attività che svolgiamo quotidianamente comprese quelle lavorative. Se migliorano le performance, di conseguenza sappiamo bene che il raggiungimento di buoni risultati stimola il coinvolgimento e la soddisfazione.

Negli ultimi tempi le imprese si sono sempre più sensibilizzate alla questione del benessere mentale e fisico dei propri lavoratori. Le forme di sport di gruppo che vengono utilizzate maggiormente sono le camminate o escursioni (spesso in montagna), corsa (compresa la partecipazione a gare amatoriali) e il calcio. Seppure spesso siano iniziative con un livello di competizione amatoriale, permettono comunque di ricreare quel senso di squadra per cui si concorre uniti verso un obiettivo aiutandosi a vicenda per il raggiungimento del risultato finale.

 
Allenarsi al buon umore

Uno studio realizzato dalla University of British Columbia su 86 donne tra i 70 e gli 80 anni, con deterioramento cognitive lieve, sottoposte a 6 mesi di training, due volte la settimana, ha permesso agli studiosi di evidenziare che un regolare esercizio aerobico è correlato ad un aumento della dimensione dell’ippocampo, quella parte del cervello coinvolta in processi di memoria e apprendimento.

Diversi studi hanno inoltre dimostrato che altre parti del nostro cervello che attengono al controllo della memoria e del pensiero, come la corteccia prefrontale e la corteccia temporale mediale, hanno anch’esse dimensioni maggiori nelle persone che conducono uno stile di vita che comprende lo svolgimento di esercizi fisici.

L’esercizio fisico permette di ridurre l’insulino-resistenza e quindi, come dicevamo, di prevenire forme diabetiche. Inoltre stimola il rilascio dei cosiddetti fattori di crescita – quelle proteine che agiscono positivamente sulla salute cellulare, i vasi sanguigni del nostro cervello e sulla salute delle cellule, comprese quelle cerebrali.

Oltre a tutti questi benefici, sappiamo che l’attività fisica contribuisce a migliorare il sonno, a ridurre lo stress e persino a prevenire forme depressive. Il Black Dog Institute, uno dei più importanti centri per lo studio dei disturbi dell’umore, ha messo in luce che l’esercizio fisico è un importante rimedio alla depressione. L’Istituto di ricerca ha anche stilato una breve lista di consigli per promuovere l’attività fisica come cura della salute mentale:

Inizia ponendoti degli obiettivi su piccolo scala, che siano realistici e raggiungibili e aumentali gradualmente. Decidi quanto tempo devi dedicare giornalmente all’esercizio fisico e attieniti al piano.
Trova il momento della giornata più adatto a te. Cerca di non trovare scuse per saltare la sessione quotidiana: a volte occorre sforzarsi e imporsi di svolgere un po’ di movimento, anche una breve sessione di attività fisica può avere un grande beneficio sull’umore e ridurre lo stress.
Scegli l’attività fisica che svolgi più volentieri. Ognuno di noi, infatti, può trovare stimolanti tipi di sport diversi: dalla corsa alle camminate, dal nuoto all’acqua gym o il pilates. Anche 10 minuti di esercizio giornaliero aiutano a mantenere una forma mentale e fisica sana.
È importante focalizzarsi si miglioramenti graduali e sentirsi gratificati anche quando un piccolo obiettivo è stato raggiunto. Un trucco, in questo senso, è di condividere il piccolo traguardo con qualcuno che possa apprezzare e festeggiare tale successo insieme a te.
Allenarsi con amici e colleghi è un ottimo modo per socializzare e motivarsi. Praticare attività fisica con i colleghi permette di creare coesione, di educare ad un sano sacrificio e al lavoro di squadra per il raggiungimento degli obiettivi.

 
Quanto devo allenarmi?
L’organizzazione mondiale della sanità ha un ruolo importante nel promuovere la salute mentale e fisica. Essendo una delle voci più autorevoli in questo campo, interviene spesso con dei suggerimenti e dei vademecum che aiutano a seguire uno stile di vita sano. In particolare ci ricorda che:

La carenza di attività fisica è direttamente collegata a patologie che afferiscono al sistema cardiovascolare, al diabete e a disturbi dell’umore;
Si stima che a livello globale, un adulto su quattro non svolge sufficiente attività fisica;
Oltre l’80% dei ragazzi in età adolescenziale nel mondo non svolge sufficiente attività fisica;
L’obiettivo dei paesi aderenti all’organizzazione è di ridurre i casi di insufficiente attività fisica del 10% entro il 2025.

 

Arrivato a questo punto, ti starai chiedendo come si può mantenere il livello di attività fisica raccomandata o se sarà necessario prendere parte a tutte le prossime maratone o competizioni sportive per seguire i consigli degli esperti.

La stessa organizzazione mondiale della sanità ha indicato quali siano, per ogni fascia d’età, i livelli di attività fisica raccomandati:

Per bambini e adolescenti tra I 5 e 17 anni:
L’attività raccomandata dovrebbe essere di almeno 60 minuti ogni giorno con livello di intensità moderata o intensa.
Oltre i 60 minuti di attività fisica si avranno ulteriori benefici per la salute.
Si dovrebbero includere quelle attività che rafforzano l’ossatura e la muscolatura e avere una frequenza di 3 volte per settimana.
Adulti tra I 18 e I 64 anni:
Almeno 150 minuti di attività fisica moderata o intensa durante la settimana o almeno 75 minuti di attività fisica intensa sempre durante una settimana.
Aumentando l’attività a 300 minuti a settimana si ottengono ulteriori benefici fisici.
È consigliabile svolgere attività che mirano a rafforzare la muscolatura con una frequenza di due o più volte la settimana.
Adulti sopra I 65 anni:
Anche in questo caso, si consigliano 150 minuti di attività fisica moderata o intensa durante la settimana o almeno 75 minuti di attività fisica intensa sempre durante una settimana.
Aumentando l’attività a 300 minuti a settimana si ottengono ulteriori benefici fisici.
È consigliabile, soprattutto in questa fascia d’età, svolgere attività che mirano a rafforzare la muscolatura con una frequenza di due o più volte la settimana.
Chi soffre di mobilità ridotta può beneficiare di attività fisiche che potenzino l’equilibrio e aiutino a prevenire le cadute.

 

Abbiamo provato con questo articolo ad evidenziare i benefici che l’attività fisica può apportare al benessere personale e alla sfera lavorativa. Ci siamo avvalsi di contributi di studi e ricerche per rendere queste evidenze il più obiettive possibili. Non vediamo l’ora di ascoltare anche il vostro punto di vista a riguardo. Cosa fai per tenerti in allenamento? Riscontri un beneficio nella forma fisica e mentale? Ritieni che ciò influisca positivamente sul tuo lavoro? Scrivici sulla pagina Facebook Viking Italia.

 

Fonti:
www.blackdoginstitute.org.au
www.who.int
www.lboro.ac.uk