1 italiano su 2 teme che al lavoro non si rispettino le regole contro il Coronavirus
Pubblicato il 4 September 2020

1 italiano su 2 teme che al lavoro non si rispettino le regole contro il Coronavirus: è la fotografia istantanea che emerge dal programma Workforce Confidence Index di Linkedin. IL WCI punta a raccogliere e raggruppare le preoccupazioni principali dei professionisti italiani durante la pandemia e le aspettative rispetto al dopo pandemia. E l’indagine quantitativa svolta tra il 13 e 26 luglio 2020 su un campione di 1000 professionisti tra i membri italiani restituisce una fotografia in bianco e nero.
Tre sono gli argomenti sondati dal Workforce Confidence Index di Linkedin: il ritorno in ufficio, la situazione finanziaria in termini di risparmi e reddito personale nel prossimo semestre e le prospettive di carriera. E se i professionisti italiani sono moderatamente fiduciosi in merito all’ottenere una nuova occupazione o mantenere quella attuale, ben diverso è il sentiment riguardo alle misure di sicurezza contro il Coronavirus al ritorno in ufficio o comunque a una modalità di lavoro non esclusivamente smart.

Il Workforce Confidence Index è un’istantanea basata su un’indagine che coinvolge i membri di LinkedIn in tutta Italia, ai quali viene chiesto di condividere i loro sentimenti riguardo a lavoro, carriera e risorse finanziarie” afferma Marco Valsecchi – editor di LinkedIn – e continua “Sulla base dei risultati, possiamo osservare ancora una certa preoccupazione riguardo al rientro in ufficio, in quanto i professionisti temono che i loro colleghi non seguano le misure di sicurezza e le linee guida in vigore al loro ritorno. Inoltre, sulla base di questi risultati, notiamo che i professionisti italiani sono ancora moderatamente fiduciosi nella loro capacità di ottenere o mantenere un lavoro”.

Il 51% dei lavoratori italiani teme infatti che colleghi e clienti non rispettino rigorosamente le giuste misure di sicurezza e prevenzione del contagio, mentre il 26% prevede di dover attingere ai risparmi personali nei prossimi sei mesi. Durante lo stesso arco temporale, invece, circa 1 persona su 5 – il 19% degli intervistati – sostiene di andare incontro a una riduzione del reddito personale.