Mese: September 2014
Ufficio
29/09/2014

Non necessariamente l’assemblea degli azionisti, ma fosse anche una riunione con i fornitori, a tutti è capitato o può capitare di dover parlare in pubblico. Semplice a dirsi, difficile a farsi: stare davanti a un gruppo di persone, talvolta sconosciute, e spiegare in modo efficace e convincente le proprie idee non è affatto così spontaneo come può sembrare osservando oratori esperti dominare il palcoscenico e la platea. Il rischio? Farsi prendere dall’ansia, andare in confusione e risultare totalmente inconcludenti.

E allora come fare? Cominciando da questi 5 semplici consigli sempre validi, dall’assemblea di condominio alla conferenza dell’associazione di categoria.
Accettare e controllare l’ansia
L’ansia, il grande nemico di ogni oratore, è uno stato fisiologico di tensione psicologica e fisica. Pensare di non soffrirne è utopistico: meglio accettarla, e tenerla sotto controllo con qualche respiro profondo diaframmatico (quelli che gonfiano l’addome) espirando con la bocca aperta. Qualche boccata e poi via, col microfono in mano.
Prepararsi per tempo
Anche il grande Steve Jobs preparava i suoi discorsi in modo meticoloso. Non si tratta di impararli a memoria, tecnica che li farebbe sembrare artefatti e ingessati: meglio fissare i punti salienti con delle parole chiave, e poi ripetere e ripetere ancora finché il tutto fila via liscio. Meglio ancora se allo specchio o in presenza di qualcuno che ascolti.
Arrivare con un ’bout di anticipo
Fosse anche la sala riunioni dell’azienda, sempre meglio arrivare con un poco di anticipo per controllare che tutto sia funzionante: il microfono, la lavagna a fogli o magnetica, la connessione del computer al videoproiettore, la risoluzione della presentazione in Powerpoint. E se si deve parlare in un luogo che non si conosce, è il modo migliore per prendervi confidenza e familiarizzarvi.
Informarsi su chi ascolterà
Nel caso in cui si dovesse parlare a un pubblico sconosciuto, è sempre bene raccogliere informazioni sulla tipologia di platea che assisterà al vostro discorso: chiedere agli organizzatori del convegno, informarsi tramite il sito Internet, confrontarsi con qualcuno che ha già fatto quell’esperienza è il modo migliore per farsi un’idea delle persone alle quali si andrà a parlare.
Parlare senza fretta
Il più classico degli errori di chi parla per la prima volta in pubblico: aver fretta di concludere e parlare senza pause, mangiandosi le parole. Meglio prendere le giuste pause, pronunciare in modo chiaro termini tecnici e parole straniere, enfatizzare i passaggi importanti e rivolgersi sempre al pubblico anche solo guardando una persona per volta di quelle che vi stanno di fronte.

Notizie
26/09/2014

Basta guardarsi in giro: ce ne sono talmente tanti, in ogni ufficio, che si danno per scontati. Eppure i fermagli, o graffette che dir si voglia, hanno alle loro spalle una storia curiosa e anche un ’bout leggendaria. Certo, la loro origine è ovviamente incerta, come quella di molti oggetti d’uso comune, eppure il primo brevetto della loro invenzione si fa risalire all’inventore norvegese Johan Vaaler.

In effetti ne esisteva anche uno precedente, registrato dalla britannica Gem Manufacturing Company Ltd, ma dalla fine della Seconda guerra mondiale si tramanda ormai la storia che a inventare i fermagli sia stato proprio Vaaler: questo perché durante l’occupazione nazista della Norvegia i cittadini di quel paese cominciarono a indossare le graffette sui loro abiti, a segnalare ovviamente il fatto che la popolazione era unita contro l’invasore.

In onore di questa storia nel 1989, nel giardino della BI Business School di Oslo è stata addirittura eretta la statua di 7 metri d’altezza raffigurante proprio un fermaglio che si vede in questa immagine (e molte altre se ne trovano in giro in giardini e parchi pubblici del paese nordico).

Ufficio
24/09/2014

No, ingurgitare la prima cosa che passa per mano davanti al monitor del computer non è il modo migliore di fare la pausa pranzo in ufficio. Che sia la regola o l’eccezione, anche il pranzo sul luogo di lavoro deve essere prima di tutto sano, e poi rispettare qualche semplice regola di bon ton. Per evitare di appesantirsi, fare il giusto carico di carburante in vista del pomeriggio, e per rispettare la sensibilità di colleghi e vicini di scrivania.

No alle pietanze ‘odorose’. Certo il pesce è sanissimo, e anche cavoli, cavolfiori e broccoletti, ma insomma, appestare l’ufficio con il loro intenso ‘profumino’ potrebbe attirare più di qualche lamentela.

Al bando Facebook & Co. La pausa pranzo è anche un modo per staccare gli occhi dal monitor, socializzare con colleghi e colleghe, rilassare i muscoli di schiena e collo e in fin dei conti dimenticare per qualche minuto computer e vita digitale.

Tovaglietta, posate e tovagliolo sempre. Anche rimanendo alla scrivania, bastano pochi semplici gesti per abbellire il tutto e sentirsi quasi come a casa. E poi si evitano macchie e briciole che sporcano fogli, appunti, tastiera e documenti.

Sì a insalate, frittate, pasta e riso freddi. Sono i tipici cibi da ‘schiscett’round: pratici, sani, si prestano a mille variazioni per non stancare e si possono mangiare anche freddi.

Occhio al forno microonde. Un elettrodomestico praticissimo e sempre più diffuso in uffici e luoghi di lavoro, ma insomma la pasta al pomodoro riscaldata diventa quasi immangiabile. Molto meglio attrezzarsi con un lunch box sigillato e portare da casa una sana zuppa di verdure e pasta o riso.

E voi come vi organizzate per il pranzo in ufficio?

Notizie
22/09/2014

A proposito di stampanti e mondo printing, dall’IFA di Berlino, la più grande fiera di tecnologia europea, è arrivata la notizia delle prime stampanti multifunzione con sistema operativo Android.

Le ha presentate Samsung, 10 modelli di 4 categorie diverse della serie Smart MultiXpress, con la promessa di migliorare la produttività aziendale. Come? Sostanzialmente grazie alla possibilità di stampare senza l’uso del PC ma tramite App analoghe a quelle che si trovano sugli smartphone Android.
Come funzionano le stampanti Android
Cosa significa in concreto? Che si potrà stampare ‘on the go’, ovvero anche in mobilità, comandando la stampante tramite un’App installata sullo smartphone o sul tablet, e che grazie alla compatibilità con la piattaforma Samsung XOA (Extensible Open Architecture) tutte le stampanti multifunzione Smart MultiXpress potranno essere personalizzate in base alle specifiche esigenze di business di ogni azienda.

Ancor più nel dettaglio, queste nuove stampanti multifunzione con sistema operativo Android hanno anche uno schermo full touchscreen tramite il quale è possibile accedere a documenti in cloud, a pagine Web, a e-mail, mappe, immagini e altri contenuti online direttamente dalla postazione di stampa e senza doversi connettere alla stampante tramite computer o server.

Ufficio
18/09/2014

Finisce sempre allo stesso modo: riunioni che non finiscono mai, gente che si distrae, decisioni che non vengono prese e una enorme perdita di tempo per tutti. A chi non è mai successo? Ora, con tutto il rispetto per le tecniche di time management e business meeting, pare che la soluzione sia molto ma molto più semplice: fare le riunioni rimanendo in piedi.

Sì, gli standing meeting permetterebbero di eliminare tempi morti, perdite di tempo e interventi inutili, solo per il fatto che dovendo rimanere in piedi intorno a un tavolo da riunione le persone tenderebbero a essere più sveglie, reattive, pratiche e propositive.

Chi lo ha scoperto? La solita università americana (questa volta quella del Missouri) che ha anche calcolato che le riunioni in piedi durerebbero circa 1/3 in meno di quelle in cui i partecipanti sono seduti. Sarà vero? Basterebbe provare…

Notizie
12/09/2014

Tra pochi giorni ricomincia la scuola, e non si fa altro che parlare di back to school. Ora, se da un lato c’è un ’bout di tristezza perché significa che le vacanze sono davvero finite, dall’altro lato è anche vero che il ritorno ai ritmi consueti è anche un sollievo per mamme e papà, soprattutto quelli che lavorano. Rimane il fatto che passare di colpo dai giochi, dal tempo libero e dalle vacanze agli impegni e agli orari di scuola può essere davvero traumatico, e allora è bene prepararsi per tempo.

Per esempio qualche giorno prima si può cominciare a riparlare della scuola con i ragazzi, ricordare i nomi delle insegnanti, dei compagni e ripercorrere le cose divertenti accadute l’anno precedente, in modo da creare un clima favorevole in loro.

Può essere utile anche raccontare qualche aneddoto positivo sulla proprio esperienza a scuola, di modo che i ragazzi possano immaginare e immedesimarsi un ’bout con i genitori da piccoli.

Conviene anche avvicinarsi gradualmente agli orari in cui si va a dormire e ci si sveglia durante l’anno scolastico, così da arrivare alla prima campanella senza traumi.

E poi può essere utile e divertente coinvolgere i figli nell’acquisto dei materiali per la scuola: penne, quaderni, matite, fogli di carta e tutto l’occorrente da mettere in cartella. E poi con i ragazzi di oggi cosiddetti nativi digitali che sanno usare benissimo tablet, computer e smartphone si può anche evitare lo stress di ritrovarsi tutti in fila in un centro commerciale e risparmiare tempo acquistando direttamente con l’e-commerce.

Voi come vi comportate per il rientro a scuola dei figli?