Mese: December 2015
Idee
22/12/2015

Professionisti, freelance, lavoratori smart o in trasferta: gli spazi di coworking stanno diventando la miglior risposta a numerose esigenze di lavoro flessibile, tanto che il loro numero è in crescita costante (nel 2012 al mondo ne esistevano oltre 1230l’anno successivo oltre 3000), il business sempre più appetibile, la dotazione sempre più ricca e gli spazi sempre più belli.

Anzi, proprio sull’essere cool sembra che ormai si stia conducendo la battaglia per attrarre clienti, e allora il sito roadwarriorvoices.com ha stilato la classifica dei coworking più belli del mondo.

CocoVivo, (Panama, foto in apertura)
Hubud, (Bali, Indonesia)

Brooklyn Boulders (Somerville, Massachusetts)

Urban Station (Buenos Aires, Argentina)

Converge (Denver, Colorado)

Punspace (Chang Mai, Thailand)

Agora Collective (Berlin)

The Surf Office, California and Canary Islands

Jellyfish Cartel (Los Angeles)

Duke Studios (Leeds)

The Box Jelly (Hawaii)

Workplace One: King West (Toronto)

E se avete bisogno di cercare un coworking all’ultimo minuto c’è sempre il sito DeskSurfing.net

Idee
16/12/2015

Ci deve essere un motivo se generalmente gli uffici sono ambienti anonimi, al limite dello scialbo, poco stimolanti, impersonali e insomma, in una parola bruttini (al netto delle solite eccezioni che fanno notizia).

E però pare che non investire nel “look & feel” dell’ufficio non sia affatto una buona notizia, anzi: Enrico Cietta ha scritto un libro (“Investire nell’ufficio, come e perché”, edito da Franco Angeli) in cui spiega per filo e per segno come un bell’ufficio influisca positivamente sul business di un’azienda.

Ovvero lavorare in uno spazio gradevole, che fa sentire a proprio agio le persone che vi passano abitualmente le loro giornate così come gli ospiti occasionali, migliora la produttività e aiuta a far crescere gli affari.

Non solo tutte le persone interpellate hanno ammesso che un ambiente di lavoro piacevole rende più piacevole anche lavorare, ma nell’ultimo capitolo Cietta cerca di analizzare il processo produttivo di uno spazio ufficio, le competenze necessarie e le figure professionali coinvolte identificando quanti e quali siano i problemi nelle relazioni tra fornitori e tra fornitori e clienti.

Ufficio
15/12/2015

Ci sta provando la Svezia, con la riduzione dell’orario giornaliero a 6 ore anziché le tradizionali 8, e il dibattito su cosa significhi davvero essere produttivi riguarda ormai tutti i paesi industrializzati, compreso il nostro. Tanto che Scott Maxwell, il fondatore di OpenView Venture (una società di investimenti ad alto rischio) è arrivato a dimostrare come chi lavora meno lavora meglio.

Per approfondire: In Svezia vogliono lavorare solo 6 ore al giorno

Purtroppo però uno studio del 2007 del ricercatore Lawrence Michel dice esattamente il contrario, e cioè che lavoriamo mediamente 4 settimane in più di quanto facessimo nel 1979.

Eppure sempre più studi stanno dicendo che non solo la produttività ma l’economia in generale gioverebbe di una riduzione dell’orario di lavoro, e così Lea Kosh dell’Huffington Post ha messo in fila gli 11 motivi per cui bisognerebbe lavorare solo 4 giorni a settimana e allungare il weekend a 3.

1. Chi lavora di meno, è più creativo.

2. C’è tempo per coltivare il talento personale.

3. I dipendenti lavorano in maniera più produttiva.
Come dimostrato dall’economista John Pencavel della Stanford University oltre una certa soglia di lavoro i dipendenti smettono di essere produttivi.

4. Un weekend di tre giorni è sano.

5. Due giorni non sono sufficienti per recuperare.

6. Lavorare meno rende felici.

7. Più tempo libero aiuta a prevenire le malattie mentali.
Secondo l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, l’ansia è il disturbo medico più diffuso tra i lavoratori del continente, dopo le malattie dello scheletro e del sistema muscolare.

8. I dipendenti sono più motivati.

9 . È più facile notare gli aspetti positivi. La maggior parte dei lavoratori spesso si lamenta delle condizioni della propria professione (colleghi antipatici, capi intolleranti, aria condizionata troppo bassa o troppo alta, etc). Lavorare per quattro giorni aiuterebbe a cogliere gli aspetti positivi.

10. Una settimana di quattro giorni è un bene per l’economia.
Chi passa la vita in ufficio ha meno opportunità di spendere.

11. Lo sviluppo tecnologico rende possibile una settimana di quattro giorni.

Ufficio
14/12/2015

Voglia di emigrare in Inghilterra per lavoro? Prima di fare la valigia conviene guardare con attenzione questo video: è stato prodotto dall’Università Niccolò Cusano non appena aperta la sua nuova sede londinese e mette i puntini sulle i ai 7 comportamenti che potrebbero far naufragare il desiderio di vivere e lavorare in Inghilterra.

Niente di astratto o lontano dalla realtà ma 7 semplici e pratiche regole di bon-ton da osservare scrupolosamente quando si ha a che fare con un partner lavorativo britannico.

È stato pensato per gli studenti neo-laureati ma – perché no – può essere davvero utile anche per chi non conosce il mondo del lavoro inglese.

Idee
10/12/2015

Non c’è bisogno di arrivare ai livelli di Dexter Morgan, protagonista della serie Tv Dexter, o di Kevin Spacey – Frank Underwood di House of Cards: il collega sociopatico è sempre intorno a noi. Seduttore e seduttivo, manipolatore all’inverosimile, spesso pericoloso per sé e per gli altri, il collega sociopatico è un tipo da cui stare il più possibile alla larga.

Ma come riconoscere il vero collega sociopatico? Riconoscendo alcuni evidenti tratti del suo carattere.
Ha carisma da vendere
Non che tutte le persone carismatiche siano anche sociopatiche. Ma insomma chi ha carisma spesso anche soggioga, e una volta caduti nella trappola della personalità debordante è davvero difficile uscirne.
È un lupo solitario
Niente amici, niente affetti, solo relazioni superficiali e utilitaristiche.
Si annoia subito
Cronicamente stanco, perde interesse velocemente e tende a scaricare i compiti noiosi, routinari e privi di senso a chi gli sta intorno.
È un bugiardo
Dalle piccole alle grandi bugie, la menzogna è uno strumento della manipolazione.
È un manipolatore
Appunto: controllare, screditare, arrogarsi meriti e in fondo distorcere il tutto a proprio vantaggio.
Pretende l’impossibile
La richiesta che arriva a orari impossibili con un tono al limite del sadico è il segnale che chi la formula è un sociopatico.
È irascibile
Non c’è escalation, ma l’esplosione immediata e incontrollata dell’ira irrefrenabile. Spesso non c’è nemmeno motivo di arrabbiarsi a quel modo, ma in fondo è sempre una strategia di manipolazione.

> Leggi anche: Le peggiori colleghe d’ufficio

Ufficio
09/12/2015

8 o più ore al giorno chiusi dentro un ufficio non è propriamente l’immagine della felicità. E però, se non si può proprio fare a meno di fare quella vita, ci sono anche i modi per rendere tutto più piacevole e sopportabile. Come i 10 accorgimenti suggeriti a Io Donna da Arianna Palano, architetto dello studio Prisma (hanno progettato gli uffici italiani di Linkedin) e autrice di «Now we work», libro nato da uno studio sul mondo degli uffici in collaborazione con il Politecnico e l’Università Cattolica di Milano.

1. Parlare di più: l’ufficio deve essere spazio di confronto e di socializzazione, anche attraverso spazi dove muoversi e incontrarsi.

2. Spazi modulabili per ogni occasione: l’openspace per quando è importante discutere e confrontarsi, e piccole sale-riunioni per team ristretti che necessitano di maggior focus.

3. Smart working: sì, l’ufficio innovativo è quello che permette il cosiddetto work-life balance, con postazioni mobili e tecnologia aggiornata per il telelavoro.

4. Ambiente rifugio: uno spazio isolato dove staccare e isolarsi al bisogno.

5. Attenzione al colore delle pareti: il blu è il colore della concentrazione, della memorizzazione e dell’apprendimento così come il rosso e il grigio, ideali per gli ambienti con poca luce naturale.

6. Immagini di verde e natura: le foto di ambienti rilassanti attivano nel cervello le stesse reazioni che avremmo se fossimo davvero davanti a quel paesaggio.

7. Attenzione al colore della scrivania: no ai colori forti, come il marrone scuro o il nero, sì a colori chiari, come il bianco neutro, con in più fonti di luce calda e concentrata sulla scrivania.

8. Musica classica: favorisce la concentrazione e il problem solving, e se c’è bisogno di focalizzarsi vanno benissimo anche le cuffie auricolari.

9. Profumare l’ambiente: piccolo ma utile accorgimento, meglio se a base di agrumi o di lavanda che favoriscono il buonumore.

10. Piante non solo ornamentali: servono a separare gli spazi, attutire i rumori e stimolare concentrazione e buonumore.