Mese: January 2016
Ufficio
30/01/2016

Chi non cerca di essere più produttivo sul posto di lavoro? Qui alla Viking ci poniamo spesso questa domanda ed ecco perché abbiamo deciso di creare questa guida in cinque punti, per migliorare la classica giornata di lavoro, essere più produttivi e, perché no, stressarsi meno!

Arrivate al lavoro in orario

Sebbene possa sembrare una cosa scontata, è importante arrivare in orario al lavoro, magari anche con cinque minuti d’anticipo. Non fatelo tanto per il vostro capo, o perché il collega “perfettino” di turno non vi guardi male, quanto per non avere quella spiacevole sensazione di sentirsi con il fiato sul collo prima di iniziare la giornata.

Eliminate le distrazioni

Il multitasking è una cosa bellissima, ma è più adatto a un computer. Tutte le ricerche lo confermano: fare più cose allo stesso tempo riduce la produttività.
Certo, se arriva qualcosa di urgente, potete interrompere quello che state facendo, ma cercate sempre di iniziare un progetto alla volta e di portarlo a termine prima di partire con uno nuovo.
Non portate avanti dieci cose contemporaneamente senza arrivare alla conclusione di nessuna. È frustrante soprattutto per noi stessi, alla fine di una giornata, non vedere nulla di concluso dopo otto, nove o dieci ore di lavoro.
Per evitare ciò, chiudete tutte le finestre sul computer che non si riferiscono a quello di cui vi stavate occupando in quel momento. Mettete il cellulare in modalità “silenzioso”, chiudete l’email se non è importante che rispondiate istantaneamente a chi vi scrive e, soprattutto chiudete le vostre chat. Infatti i peggiori nemici della produttività sono i social network e i programmi di messaggistica istantanea.
Non dimenticatevi di riordinare anche la vostra scrivania: tutto il materiale di cancelleria, le forbici, i bloc-notes e i post-it sparsi sul vostro tavolo, distolgono solo la vostra attenzione.

Stilate una lista di cose da fare

Avere sotto controllo quello che dovete ancora fare è di vitale importanza, ancor di più se tendete a procrastinare continuamente gli impegni che meno vi piacciono.
Stilate quindi una lista con tutti gli impegni che dovete portare a termine oggi e/o nei prossimi giorni, assegnate a ognuno un “punteggio di gradimento” e quante ore pensate di dedicarvici. Ricordatevi: melius abundare quam deficere, anche quando stimate le ore!
Ora, riordinate la lista e, cosa importante, iniziate la giornata con i task che meno vi piacciono. La maggior parte delle persone è più produttiva la mattina, visto che è il periodo della giornata in cui ci si sente più carichi di energie, rispetto alle cinque di pomeriggio quando si sta già sognando di tornare a casa. Se pensate che il vostro momento più produttivo della giornata sia in un altro, nessun problema. Pianificate ciò che meno vi piace, nell’orario in cui siete più produttivi.

Ritagliatevi delle pause regolari

Come per il multitasking, anche lavorare senza interruzione è più adatto ai robot che agli esseri umani. Più si lavora senza sosta, più si perde lucidità. È quindi importante sapersi fermare e una buona regola può essere di non superare mai le due ore di fila senza una pausa di dieci-quindici minuti.
Cosa potete fare durante la pausa? Non per forza dovete andare a prendere un caffè o fumare una sigaretta, come tutti i vostri colleghi. Potete semplicemente fare due passi per sgranchirvi, mangiare un frutto per accumulare energia per le prossime ore o leggere qualcosa di piacevole. Facendo così, potreste trovare gli spunti e l’ispirazione per i task che dovrete svolgere nel corso della giornata.

Fate il bilancio di fine giornata

Siete arrivati quasi a fine giornata ed è ora di tirare le somme.
Prendetevi cinque minuti per fare un bilancio di com’è andata: cosa ha funzionato e cosa no, cercate di capire come avevate organizzato il vostro tempo all’inizio della mattina. Pensavate che un task sarebbe stato più impegnativo di quello che si è poi rivelato? Avevate sottovalutato il numero di ore per completare un progetto? Traete le conclusioni che vi aiuteranno a essere ancora più efficienti e, perché no, anche a sentirvi più rilassati in ufficio e a fine lavoro, in modo da non portarvi a casa alcun pensiero lavorativo.

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Idee
24/01/2016

Come stanno i nostri connazionali una volta integrati nel tessuto di un’altra nazione? Sono 5 milioni gli Italiani che hanno scelto di vivere in un paese diverso da quella di nascita, spinti da ragioni lavorative e, a volte, per amore. E se anche voi foste uno di quelli?
Dopo che vi siete stabiliti in una nuova nazione e avete deciso di fare una famiglia nel nuovo paese, quali sono i diritti che vi spettano in quanto padri e madri. Anche in questo caso, come l’analisi che abbiamo fatto riguardo il consumo di caffè e i viaggi da pendolari, le sorprese non mancano: per esempio in Italia, da neo padre i vostri diritti sono pressoché nulli, e avete diritto a solo due giorni pagati di ferie dopo la nascita del vostro bambino. In Germania, nonostante la situazione possa sembrare peggiore con 0 giorni di paternità retribuita, in realtà, avrete diritto ad un congedo parentale pagato al 65% dello stipendio per i primi 12 mesi.

Se intendete diventare mamme, il vostro sogno sarà farlo nel Regno Unito! Qui dovrete prendere almeno 26 settimane di permesso dal lavoro a cui potrete aggiungerne ben altre 26, per un totale di 52, in pratica un anno intero per accudire il vostro bambino prima e dopo il parto!

Idee
23/01/2016

All’interno dell’Unione Europea la circolazione delle persone è molto semplificata per i cittadini comunitari, ecco perché negli ultimi anni si sta assistendo a un incremento della mobilità sia in uscita, sia in ingresso al bel paese, spesso per ragioni lavorative. Difatti, ben 5 milioni di Italiani hanno deciso di vivere in una nazione diversa dalla propria madrepatria, mantenendosi però legati agli usi e costumi della propria terra.
Ma come ci si sposta per andare al lavoro? Purtroppo i pendolari non se la passano bene in nessuna nazione. Brucerete, da un minimo di 23 minuti ad un massimo di 36 minuti (medi) per viaggio a seconda di dove vivrete; il che equivale, contando le ore lavorate e il numero diverso di festività e vacanze che differenzia ogni nazione, nel migliore dei casi ad un minimo di 11,9 giorni lavorativi sprecati (in Francia) e nel peggiore a 27,7 giorni (nel Regno Unito).
Nonostante il bel tempo che caratterizza tutta la penisola, non usiamo granché la bici per andare al lavoro; ci batte solo il Regno Unito, in cui viene usata da solo il 2,9% dei pendolari ma, si sa, da quelle parti la pioggia è un fenomeno quasi quotidiano. Ecco qui l’infografica che riassume tutto e, se siete interessati anche a quelle che abbiamo realizzato riguardo il consumo di caffè e al congedo parentale, potrete avere una visione completa di come ci si potrà trovare una volta al lavoro.

Idee
22/01/2016

Al mondo ci sono più di 5 milioni di Italiani che hanno deciso di vivere in una nazione diversa dalla propria madrepatria. E la maggior parte di questi ha deciso di farlo per un semplice motivo, il lavoro, alla ricerca di una qualità di vita migliore e di una più allettante carriera lavorativa.
Una sola cosa rimane sacra anche una volta trasferiti in una nuova nazione: il caffè!
Gli italiani consumano 154.300 tonnellate di caffè in un anno e una giornata tipo in ufficio prevede almeno tre caffè, uno a metà mattinata, uno a pranzo e uno a metà pomeriggio… Oltre a quello consumato probabilmente la mattina prima di uscire di casa.
La cosa importante è che sia un espresso! Questo detiene l’87% del mercato nostrano, resistendo ancora all’avanzata dei caffè solubili e degli americani.
L’unica nazione che ci segue come tipologia di caffè consumato è la Francia, che predilige l’espresso rispetto alle alternative, anche se con percentuali meno forti rispetto all’Italia. Germania e Regno Unito, invece, sono la patria dei caffè lunghi. Per scoprire tutti i dati, guardate l’infografica linkata qui sotto e, se v’interessa, potete anche dare uno sguardo a quelle relative ai pendolari all’estero e al congedo parentale nelle principali nazione europee.
L’unica cosa sulla quale potrete stare tranquilli anche all’estero è che il materiale di cancelleria usato negli uffici, sarà lo stesso ovunque.

Idee
19/01/2016

Volete andare all’estero per lavorare ma non sapete cosa vi possa aspettare una volta lì? Non avete ancora scelto in che nazione vorreste trasferirvi e per che tipo d’industria vorreste lavorare? La vostra scelta non si basa solo sulla busta paga ma anche sul benessere e sul welfare della nazione in cui volete andare a trascorrere il resto della vostra vita? Nessun problema!
Qui alla Viking abbiamo pensato di darvi una mano, ci siamo messi comodi e abbiamo iniziato ad analizzare i dati di tutte (o quasi) le nazioni Europee per quel che riguarda le ore lavorate, i giorni di vacanza, gli stipendi, ecc… e abbiamo deciso di farvi scoprire i dati più interessanti riunendoli in una mappa!
Chi sono i più pigri in Europa? Chi guadagna di più? Chi va in vacanza più spesso? Queste e molte altre curiosità che possono venirvi in mente sono state svelate nell’infografica presente qui sotto.

Lo sapevate per esempio che in ben poche nazioni esiste un periodo di vacanza “forzato” così lungo, quali sono i ponti di agosto e di Natale, come succede invece in quasi tutte le aziende in Italia? O che la maggior parte dei marinai europei vengono dalla Polonia? O che in Austria potrete avere fino ad almeno 43 (quarantatré!) giorni di vacanze pagate all’anno, più di dieci del minimo che avrete in Italia con la stessa anzianità?
Avete idea del perché abbiamo messo la scritta “Metropolitani” sulla Russia? Ogni giorno 9 milioni di pendolari prendono la metropolitana di Mosca per andare e tornare dal luogo di lavoro, facendone la metro più affollata di tutta Europa!
Oppure del perché di “Robot al lavoro” sulla Repubblica Ceca, che deriva dal fatto che la parola “robot” ha le sue origini nella lingua ceca antica (robota = “lavoro”, “lavoro duro”) ed è ancora usata in alcuni dialetti).
Per scoprire tutti i dettagli di questa infografica, seguite la nostra pagina Facebook, vi spiegheremo uno ad uno i significati delle scritte attribuite a ogni nazione, da quelle più intuitive a quelle più misteriose.
Quindi, ora che siete pronti per partire, non vi resta che scegliere dove andare, munirvi di un’agenda per pianificare il vostro soggiorno all’estero e… buona fortuna!

Ufficio
15/01/2016

Avete trovato l’azienda dei vostri sogni, il lavoro che avevate sempre desiderato e, finalmente, vi hanno chiamato per un colloquio! Ora, niente panico, perché qui alla Viking abbiamo pensato di aiutarvi per non farvi arrivare impreparati davanti al vostro futuro datore di lavoro. Basterà seguire questi cinque punti:

Rileggete l’offerta di lavoro

Se avete scelto di candidarvi per un posto di lavoro, probabilmente avete già le idee abbastanza chiare. E se un’azienda ha scelto il vostro curriculum tra decine d’altri, avete fatto una buona impressione e l’azienda vuole conoscervi.
Quindi, per non avere brutte sorprese al colloquio, meglio rileggere con attenzione l’offerta di lavoro; potreste trovare tra i requisiti richiesti alcuni sui quali non vi sentite sicuri. È questo il momento per prepararvi al meglio e fare bella figura. Quasi sicuramente chi vi farà il colloquio vi chiederà quanto scritto nell’offerta di lavoro, specialmente se non l’avete menzionato nel vostro curriculum.

Controllate il sito web dell’azienda

Guardate con attenzione il sito dell’azienda e, se notate qualche ambito o riferimento a qualche qualità o conoscenze che, anche se non presenti nell’offerta di lavoro, pensiate possano richiedervi, annotatevele e preparatevi.
Anche questa sarà un’ottima occasione per dare una buona impressione, avendo il massimo risultato con il minimo sforzo.

Vestitevi in maniera adeguata

Sembra banale ma tante volte capita di vedere gente non adeguatamente vestita per un colloquio! Cercate di capire qual è lo standard aziendale in base alla posizione richiesta e cercate di vestirvi di conseguenza.
Per certe aziende il completo elegante sarà d’obbligo, mentre se state facendo richiesta per un lavoro creativo, probabilmente lo stile eccentrico sarà apprezzato e farà quasi parte della valutazione.
Per aiutarvi a capire l’azienda, fatevi aiutare magari da qualcuno che vi lavori all’interno se avete qualche contatto; nel dubbio è comunque meglio arrivare più eleganti, piuttosto che presentarsi in jeans e felpa da casa.

Riposate e mangiate correttamente

Sembra anche questo un punto scontato ma, è tanto ovvio, quanto spesso trascurato. Per il colloquio nel nostro posto dei sogni, è meglio arrivare mostrandoci al 110% delle nostre energie. Quindi la sera niente festa con gli amici, niente notte insonne a rivedere tutti gli episodi di Star Wars e niente abbuffata come se fosse Natale.
Fate un pasto leggero ed equilibrato e andate a letto presto.

Arrivate puntuali e da soli al colloquio

Cercate di arrivare al colloquio in anticipo, specie se dovete fare affidamento sui mezzi pubblici. Molto meglio studiarsi il percorso, eventualmente anche provandolo qualche giorno prima; ovviamente, non presentatevi però un’ora prima dicendo che siete già arrivati, visto che la persona che dovrete incontrare probabilmente sarà impegnata in altro: una riunione, un altro colloquio, ecc… State in zona e presentatevi cinque minuti prima dell’orario concordato.
Altra cosa importante: non arrivate mai accompagnati da parenti, amici e/o fidanzate/i. Dovete dimostrare di essere persone mature, adulte e indipendenti a cui non serve alcun supporto per un colloquio. Ultima dritta: anche se il reclutatore probabilmente l’avrà con sé, stampatevi una copia del vostro curriculum, mettetelo in una delle buste che trovate nella nostra gamma, e portatevelo appresso in caso serva.

Nelle prossime settimane parleremo anche di come comportarsi una volta arrivati al colloquio di lavoro, quando sarete finalmente davanti alla persona delle risorse umane che deciderà il vostro futuro lavorativo! Seguite la nostra pagina Facebook di Viking Italia per non perdervi la pubblicazione dell’articolo e fateci sapere cosa ne pensate.