Mese: May 2017
Idee
29/05/2017

Per la rubrica “Leader futuri”, questo mese abbiamo intervistato Andrea Moretti, co-fondatore e responsabile delle pubbliche relazioni di EnKi Stove S.r.l. Questa startup innovativa, istituita nel 2015, si sviluppa su un’idea innovativa di due studenti universitari desiderosi di trovare un modo per riscaldare casa riducendo il costo della bolletta del gas. Dopo diversi mesi di esperimenti, nasce la tecnologia brevettata alla base delle stufe oggi vendute dall’azienda. Ma scopriamone tutti i dettagli direttamente da Andrea che, in questa intervista, ci spiega il percorso seguito dall’azienda e gli obiettivi futuri di questa nuova realtà imprenditoriale, il funzionamento delle stufe e le loro numerose applicazioni, oltre a fornirci maggiori dettagli sul progetto di “equity crowdfunding” che ha interessato l’azienda.

1.     Può farci una breve panoramica su com’è nata l’azienda e sul team che la compone?

L’idea nasce nell’inverno del 2011 quando io e Ivan, studenti fuorisede sardi a Pisa, ci siamo ritrovati con una bolletta del gas esorbitante. Ivan decide di trovare una soluzione più economica per provvedere al riscaldamento della casa. Sfruttando la sua passione per la tecnologia e le nozioni imparate all’università viene a conoscenza di un interessante processo chiamato “pirolisi”. Dopo le prime prove, si rende conto che il prezioso processo presentava però delle limitazioni che lo rendevano instabile e ne impedivano un utilizzo quotidiano in sicurezza. Dopo mesi di prove ed esperimenti, con la consulenza tecnica dell’amico Davide, giunge alla costruzione di un dispositivo che finalmente faceva al caso suo: una fonte di calore efficiente, stabile, a basso costo, semplice da gestire e che non producesse fumi nocivi durante l’intero processo. In poco tempo le persone, vedendo all’opera questo particolare dispositivo, ne richiedevano uno simile per cucinare o per riscaldarsi. A questo punto, Ivan e Davide capiscono di avere in mano una tecnologia utile e preziosa e decidono di farne un business, coinvolgendo nel progetto Andrea, Gianluca e Simone. Nasce così EnKi Stove S.r.l che produce e vende bruciatori pirolitici, basati su un’innovativa tecnologia brevettata che consente di ottenere energia e calore dalle comuni biomasse, riducendo al minimo la produzione di gas nocivi, inquinanti o responsabili dell’effetto serra.

2.     Può descriverci la linea di prodotti EnKi Stove in offerta e il loro funzionamento soffermandosi in particolare sullo sfruttamento delle biomasse, relative applicazioni e pirolisi aperta?

Attualmente siamo sul mercato mondiale con il prodotto Enki Stove Wild, un dispositivo per la cottura portatile green che, grazie alla tecnologia a zero emissioni da noi brevettata, permette di cucinare all’aria aperta in totale autonomia energetica (quindi senza le scomode e pericolose bombole del gas) e senza inquinare. Wild ha vinto il prestigioso “Red Dot Product Design Award” ed è stato tra i finalisti di “ISPO Brandnew” che premia i migliori prodotti innovativi della Sport Industry. Lanceremo a breve una nuova linea di sistemi di cottura e riscaldamento per esterni che comprende BBQ, un Luxury-Barbecue; EGO, un tavolo in legno personalizzabile (teak e iroko le più richieste) con punto cottura al centro e ANIMA, un focolare da patio. Tutti i nostri dispositivi, a differenza di quelli della concorrenza, sfruttano un’innovativa tecnologia brevettata a livello internazionale (detta “pirolisi aperta”) che trasforma la biomassa (legno, pellet, ecc.) in gas, senza produrre fumi fastidiosi ed emissioni nocive, tutto con la massima facilità e sicurezza. Oltre alla linea di prodotti inseriti nel catalogo, stiamo avviando collaborazioni con aziende dove EnKi Stove progetta prodotti ad hoc o inserti contenenti la nostra tecnologia brevettata, come ad esempio barbecue, focolari da esterno, funghi riscaldanti e bruciatori industriali.

3.     Quali sono gli obiettivi a breve, medio e lungo termine dell’azienda?

Al momento la nostra priorità è quella di espandere la nostra rete di vendita fisica in Europa, Stati Uniti, Canada e Australia per diffondere i prodotti già acquistabili tramite il nostro e-commerce e seguire al meglio il lancio dei prodotti integranti la tecnologia EnKi Stove, frutto delle collaborazioni con altre aziende. Un altro progetto a cui teniamo parecchio e che ci impegnerà nei prossimi mesi è quello del riscaldamento domestico.

4.     L’azienda ha partecipato a un progetto di “equity crowdfunding”. Può spiegarci com’è andata?

EnKi Stove ha completato la sua raccolta di capitale, 240 mila euro da 41 investitori, con un mese di anticipo rispetto alla scadenza, chiudendo così il primo round di equity crowdfunding del 2016 della piattaforma Starsup. In tre mesi è stato raggiunto l’ammontare massimo dell’offerta, che è andata in overfunding di ulteriori 75 mila euro. È stata la prima operazione in Italia di equity syndicates su piattaforma crowdfunding guidata da un Club di Business Angels.

5.     3 consigli che si sentirebbe di dare a chi ha un progetto in cantiere che vorrebbe sviluppare.

Per prima cosa: scegliete bene il vostro team. Secondo aspetto fondamentale: siate motivati. E terzo consiglio: non arrendetevi alle prime difficoltà.

6.     Com’è il luogo in cui lavorate ed esiste un oggetto di cui non potreste mai fare a meno?

La nostra azienda ha sede operativa presso il Polo Tecnologico di Lucca, una struttura fantastica e innovativa che ci offre un’ambiente tranquillo dove lavorare e fare prototipazione (con la grande pazienza dei nostri vicini d’ufficio) ma anche tanti eventi e possibilità di networking con altre startup e aziende del territorio. Lavoriamo tutti allo stesso tavolo e, accanto ai nostri computer, non mancano mai carta, penna, lavagne e pennarelli per fissare e condividere idee, disegni e schemi con tutto il resto del team.
Un sentito ringraziamento ad Andrea Moretti per la disponibilità e il tempo che ci ha dedicato permettendoci di approfondire la conoscenza di questi interessanti prodotti – e dell’innovativa tecnologia che li contraddistingue – che speriamo di vedere applicati non solo in Italia ma anche a livello internazionale come dispositivi alternativi per il riscaldamento domestico e di esterni. Se anche voi siete interessati a far parte della nostra rubrica sui leader futuri, vi invitiamo a contattarci tramite la nostra pagina Facebook Viking Italia.

Idee
15/05/2017

Idee nuove e creative consentono alle aziende di rimanere al passo con i tempi. Possono portare al lancio di un nuovo prodotto e a campagne in grado di lasciare il segno sui consumatori. Pochi elementi sono più stimolanti del vedere un’idea nuova prender forma e concretizzarsi in un prodotto di successo. Ma qual è la chiave per sviluppare queste idee? Spesso si pensa siano il risultato di menti creative al pari di uno scienziato pazzo o siano solo nelle mani – o nel cappello – dei maghi più straordinari. Invece la generazione di idee, se effettuata con metodo, è alla portata di tutti. Se anche voi avete la sindrome del foglio bianco o volete contribuire maggiormente al brainstorming del vostro team, seguite i nostri consigli per dare libero sfogo alla vostra energia creativa.
L’importanza del tempo

Concedersi tempo a sufficienza sembra una banalità, ma nel mondo frenetico di oggi le scadenze sono sempre alle porte. Le buone idee difficilmente nascono sotto la pressione di tempi ristretti. Se vi viene chiesto di prendere parte a una sessione di brainstorming o alla presentazione di una nuova idea, accertatevi di avere tempo a sufficienza partendo dalle linee guida fornite dall’azienda. Assicuratevi di dedicare tempo anche alla conduzione delle dovute ricerche: se siete chiamati a sviluppare nuove idee per un pubblico specifico, dovrete comprendere ciò che tale pubblico vorrebbe e quali sono i problemi che si trova solitamente ad affrontare. Verificate se altre persone o aziende abbiano già presentato un’idea in passato e cercate di migliorarla: un lancio futuro parte dalla consapevolezza di ciò che è stato già realizzato in passato. È quindi essenziale svolgere tutte le ricerche del caso e lasciare che le informazioni vadano ad occupare il loro posto all’interno della vostra mente.
Registrate ogni idea

Una volta svolta la ricerca, con tutte le informazioni che fluttuano e prendono posto all’interno della nostra mente, siamo pronti per dedicarci allo sviluppo. L’ispirazione può nascere in qualsiasi momento: è quindi essenziale disporre di uno strumento per registrare qualsiasi idea ci passi per la testa. Ad esempio, un taccuino dedicato a questa particolare funzione. In questa fase, è importante non avere limiti né limitazioni. Scrivete qualsiasi cosa vi venga in mente, anche le idee più assurde che ritenete impossibili da concretizzare. Annotate concetti completi o anche semplici dettagli che non volete tralasciare. Non dimenticate di registrare anche tutto ciò che sembra apparentemente distante dall’argomento trattato, pensate sempre a diverse soluzioni e alle varie sfumature che un’idea è in grado di contenere. Non fermatevi al primo stadio di pensiero. Andate oltre. Pensate anche alle contraddizioni. Scrivere pensieri paradossali può richiedere il doppio della fatica ma può dar vita a idee originali e azzeccatissime. In tal modo, è possibile ottenere soluzioni che non sarebbero state possibili con il pensiero lineare. Questo processo mentale prende il nome di Freewheeling, ossia “pensiero a ruota libera”.
Un brainstorming efficace

Il Freewheeling, processo creativo individuale, può risultare vincente per arrivare preparati e con buoni spunti da esporre nel corso di una sessione di Brainstorming, attività di gruppo anch’essa fondamentale all’interno di un’azienda per ascoltare, ed eventualmente adottare, idee proposte da altri. Anche qui, è importante partire dalla quantità di idee. Annotatene quante più possibile su una lavagna. Non vergognatevi di parlare, temendo di suggerire un’idea errata. Durante il processo creativo per la generazione di nuove idee, non esistono le parole “giusto” o “sbagliato”: puntare alla quantità è importantissimo per ottenere quanti più punti di vista possibili. Evitate quindi di criticare o censurare le idee degli altri, anzi utilizzatele come punto di partenza per sviluppare voi stessi altre idee o per ottimizzarle con una vostra soluzione personale. Una tecnica interessante che potreste proporre nel corso di una sessione di brainstorming è quella dei “sei cappelli”. Ogni partecipante, a turno, indossa metaforicamente un cappello di un colore diverso per stimolare l’analisi e lo sviluppo delle idee da 6 diversi punti di vista: bianco per rimanere neutrale attenendosi ai fatti; blu per il moderatore della sessione che è responsabile della gestione, supervisione e organizzazione del brainstorming; giallo per valutare le soluzioni in chiave ottimistica con un approccio da “bicchiere mezzo pieno”; nero per individuare gli aspetti negativi fornendo una valutazione oggettiva; verde per stimolare approcci più creativi mediante il pensiero laterale e rosso per esortare l’uso dei sentimenti e le intuizioni emotive adottando un approccio più soggettivo alle soluzioni proposte.
Revisione, dati e pratica

Una volta annotate tutte le idee, dovrete iniziare a scegliere quelle migliori e più fattibili. Anche le idee scartate potrebbero ritornare utili in futuro, se applicate a un altro progetto, in un momento diverso o semplicemente integrando i miglioramenti necessari per renderle attuabili. Ad esempio, non è stato possibile finanziare una campagna specifica per mancanza di fondi, ora invece disponibili. O magari è presente adesso l’attrezzatura adeguata per poter realizzare quell’idea specifica. L’importante è mantenere la mente aperta senza etichettare nessuna idea come “sbagliata”. Ogni idea, inoltre, deve essere supportata da dati, sondaggi o statistiche che ne avvalorino l’implementazione. In questa fase, può ritornarvi utile la ricerca condotta inizialmente per dimostrare il motivo per il quale riteniate che un’idea possa essere sviluppata. Infine, ogni idea nata in fase di brainstorming va condivisa e discussa anche con colleghi di altri team e reparti per garantire un’analisi approfondita in diverse aree; soprattutto nel caso di idee rischiose, il parere di altri può risultare essenziale per ottenere un punto di vista a cui voi non avevate forse pensato o tenuto in considerazione o per individuare nuove opportunità.

Con questi suggerimenti, speriamo di avervi offerto alcuni spunti per regalare anche a voi quel cappello magico da cui estrarre un’idea brillante o per collaborare al meglio con i vostri colleghi nelle sessioni di brainstorming e sviluppo di nuove idee. Adesso tocca a voi! Condividete con noi tutti i vostri trucchi sulla nostra pagina Facebook Viking Italia.