Mese: July 2017
Notizie
31/07/2017

Per la rubrica “Successi aziendali”, questo mese abbiamo intervistato Federica Bubani, designer faentina che – dopo una formazione artistica – ha aperto il proprio studio nel 2003 per dedicarsi a una vera passione e alla realizzazione delle proprie idee. Con oggetti per la casa in ceramica abbinata spesso a un elemento in legno, è riuscita a dar vita a uno stile personale tramutandolo in forma per farlo diventare anima e corpo della sua attività professionale. Sentiamo direttamente da lei il percorso che ha seguito, con maggiori dettagli sui prodotti da lei realizzati e gli obiettivi che la vedranno protagonista nei mesi a venire.

1.     Può farci una panoramica della Sua attività: il percorso che ha seguito, quando ha aperto il Suo studio e come si è sviluppata la Sua azienda?
Il mio percorso professionale è iniziato subito dopo il diploma artistico, quando ho deciso di avviare la mia attività di ceramista seguendo una passione e un istinto con l’apertura del mio studio nel 2003. Nei primi 7 anni, mi sono principalmente orientata e concentrata sulla vendita diretta e sul territorio. Ho sentito quindi il bisogno di cambiare approccio e ho deciso di provare a realizzare qualcosa di nuovo spingendomi al di fuori dei confini della mia città ed orientandomi inoltre alla rivendita ai negozi. Ho preparato una linea di prodotti e mi sono presentata a una fiera. Da lì, si è aperto un nuovo mondo.
2.     Ci spiega nel dettaglio la Sua linea di prodotti e quali sono le caratteristiche che la differenziano in questo settore?
I miei prodotti sono principalmente realizzati in ceramica e fanno parte di un catalogo di accessori per la casa interamente realizzato in Italia. A questi, in alcuni casi, viene abbinato un accessorio in legno: un abbinamento di materiali che cerco spesso di utilizzare e che ormai è diventato l’elemento caratterizzante della mia attività. Mi dedico alla ricerca dei materiali, delle forme e delle decorazioni, facendo particolare attenzione ai contrasti e alle varie combinazioni. Attirata dal mondo della luce, nel 2011 ho proposto una nuova collezione di lampade essenziali nelle forme e nei dettagli, provando ad avvicinare la ceramica al design e al suo gusto essenziale. Nel 2012, ho vinto il premio Opendesign Italia con il progetto Nordic lamp, che mi ha portato ad esporre al DMY a Berlino. Un esempio dei prodotti da me realizzati è TOTIDE’ (tot i de’) – in dialetto romagnolo “tutti i giorni”, nome scelto anche per rievocare la mia tradizione, oltre che per il suo significato.

3.     Ci sono stati momenti difficili? Se sì, come sono stati superati?
I momenti più difficili per me sono quelli in cui è necessario adottare una decisione e cercare di optare per quella giusta: per esempio, l’investimento per prendere parte a una fiera, decidere per una piuttosto che per un’altra e pensare a quale potrebbe generare più entrate; sono scelte che prendo da sola e dove devo confrontarmi con me stessa. Stessa cosa vale anche per i prodotti: quale prodotto o colore può colpire di più e quindi vendere di più?
4.     Com’è una Sua giornata tipo al lavoro? Come descriverebbe lo stile lavorativo che adotta?
Non ho uno stile particolare. Mi organizzo in base agli ordini. Certi giorni, mi soffermo di più al computer per la contabilità o le relazioni pubbliche; altre volte disegno e cerco nuove idee e fonti di ispirazioni e se devo preparare gli ordini, imballo e gestisco le spedizioni. Ciò che mi piace molto del mio lavoro è che ogni giorno è totalmente diverso, consentendomi di dedicarmi a varie attività.

5.     Che consiglio darebbe a chi inizia ora il percorso che ha condotto Lei dov’è adesso?
Sicuramente, suggerirei di seguire un corso di marketing: importantissimo per imparare a promuovere la propria attività. Prima di questo, però, consiglio sempre di seguire i propri sogni e di dedicarsi a un’attività con passione.
6.     Quali sono gli obiettivi futuri della Sua attività a breve, medio e lungo termine?
Il mio obiettivo immediato è di prendere parte a una fiera a settembre a Londra. In tale ottica, sto preparando alcuni nuovi prodotti che presenterò lì in fiera sperando in tal modo di entrare nel mercato inglese. Vorrei quindi rafforzare e sviluppare maggiormente il negozio online per incrementare le vendite.

Un sentito ringraziamento a Federica Bubani per la disponibilità e il tempo che ci ha dedicato permettendoci di approfondire la conoscenza della sua attività e dei suoi bellissimi prodotti che ci auguriamo non solo continuino ad abbellire le case italiane ma presto anche quelle del mercato inglese. Se anche voi siete interessati a far parte della nostra rubrica sui successi aziendali, vi invitiamo a contattarci tramite la nostra pagina Facebook Viking Italia.

Ufficio
17/07/2017

Preoccuparsi dei livelli di soddisfazione e felicità dei dipendenti in ufficio è sicuramente uno degli aspetti a cui le aziende dovrebbero dare maggior peso. Disporre di un organico felice, soddisfatto e meno stanco, equivale a maggiore creatività, più motivazione e, di conseguenza, livelli più elevati di produttività aziendale. L’insoddisfazione dei dipendenti sul luogo di lavoro può generare maggiori assenze per motivi personali o malattia, abbassa i livelli di coinvolgimento e aumenta il tasso di abbandono: aspetti che si ripercuotono sull’azienda stessa e sulle relative risorse finanziarie. Infatti, i dipendenti che si licenziano generano costi per l’azienda che deve assumere e formare nuove persone, le quali necessiteranno giustamente di diverse settimane per ambientarsi e svolgere il lavoro a livelli di produttività ottimale. Per un’azienda, quindi, è importante fare del proprio meglio per garantire che chi vi lavora possa farlo in un ambiente sano, sereno e dove si respira un buon clima. E questo parte già dal colloquio!
Domande inconsuete

Come ci insegnano alcune delle migliori aziende – in quanto a soddisfazione dei dipendenti oltre che per l’elevato profitto generato – porre domande inconsuete nel corso del colloquio può condurre a ottimi risultati. Cosa intendiamo? Ad esempio, domande come “Qual è il tuo colore preferito?” o “Qual è un’attività a cui piacerebbe dedicarti?” consentono di instaurare un rapporto più umano e profondo, rompendo il ghiaccio e lasciando che il candidato parli di qualcosa che conosce bene per valutare quindi quanto sia appassionato e dedicato alle attività della propria vita personale. Non è tanto la risposta a essere importante, quanto le conversazioni che ne possono scaturire. Ovviamente, queste domande sono perfette anche tra colleghi: un ambiente di lavoro caratterizzato da rapporti amichevoli è sicuramente più stimolante quando suona la sveglia alla mattina.
Personalizzazione della scrivania

Incoraggiare il personale dell’azienda a personalizzare le proprie scrivanie può contribuire a farli sentire più accolti, a casa e quindi più felici e motivati. Oggetti come foto, tazze, palline antistress, un ventilatore per le giornate più calde, sono tutti ottimi esempi per dare un tocco personale alla scrivania. Salde al primo posto rimangono tuttavia le piante: oltre a infondere colore e vitalità, sono numerosi gli studi che ne sottolineano i vantaggi in termini di salute psicofisica. Aiutano infatti ad abbassare i livelli di stress, purificano l’aria, calmano la mente e stimolano la creatività. Per chi non ha il pollice verde, è consigliato optare per piante che non richiedano moltissima cura – ad esempio, le piante grasse – e in generale, scegliete quelle adatte agli ambienti interni.
Attenzione all’ambiente

Oltre alla scrivania, è importante anche prestare attenzione alla qualità generale dell’ambiente in cui il personale lavora. Partendo, ad esempio, dalla temperatura. Il livello ideale si attesta sui 21-23°C, ossia la temperatura che consente a una persona di indossare uno strato normale di abiti senza avere né troppo caldo né troppo freddo. Può sembrare scontato, ma capita spesso che i dipendenti si sentano stanchi e irritati laddove le temperature siano troppo alte o scomodi e distratti laddove siano invece troppo basse. Anche se – in certi contesti – l’aria condizionata o un condizionatore portatile possono essere possibili soluzioni, lasciate al personale la possibilità di aprire le finestre, cambiare l’aria e godersi appieno la luce naturale.
La pausa pranzo

Sappiamo bene quanto le pause siano importanti per staccare, rifocalizzare l’attenzione, riprendere le energie e magari, approfondire la conoscenza di un collega. Tuttavia, succede spesso che, per mancanza di tempo, molte persone decidano di rimanere alla propria postazione anche durante la pausa pranzo consumando il pasto davanti al computer. Incoraggiate il personale a lasciare la scrivania e a trascorrere la pausa pranzo in un altro luogo. Un’alternativa ideale potrebbe essere uno spazio adibito in tal senso all’interno dell’azienda, dove i dipendenti possano sedersi con comodità e mangiare ciò che hanno portato con sé o, se possibile, ciò che offre l’azienda. Nel secondo caso, cercate di scegliere cibi nutrienti, optate per molta frutta e verdura e in generale, per cibi che contribuiscano al benessere psicofisico del vostro personale.
Sonno ristoratore

Rivoluzionaria per alcuni, bizzarra per altri. Sicuramente offrire ai propri dipendenti uno spazio per rilassarsi e ricaricare le batterie con un sonnellino è un’idea audace che suscita opinioni contrastanti. In Italia, la tendenza è di dirigersi verso la macchinetta del caffè o al bar dietro l’angolo. Eppure – per quanto amore si provi per questa bevanda – sono diversi gli studi che ne sottolineano gli effetti nocivi se consumato in quantità eccessive. Prendendo sempre spunto da alcune delle aziende più importanti al mondo, la pennichella potrebbe invece essere un ottimo strumento per migliorare la qualità di vita dei lavoratori e di conseguenza la relativa produttività. Ad esempio, capsule in cui poter riposarsi per una ventina di minuti sembrano riportare alla scrivania persone più calme e tranquille. Anche poltrone massaggianti o lettini per un massaggio vero e proprio da parte di un professionista possono essere valide scelte per proteggere la salute del proprio personale facendolo sentire più riposato, energico e felice.

Con questi suggerimenti, speriamo di avervi fornito qualche spunto per riflettere su quanto sia importante creare un ambiente sereno e tranquillo per chi lavora nella vostra azienda: il luogo ideale per disporre di un personale felice di recarsi al lavoro, che sprigionerà quindi più creatività e passione, aiutandovi al contempo ad aumentare i livelli di produttività. Ora tocca a voi! Quali iniziative avete adottato per garantire un migliore ambiente di lavoro al vostro staff? Condividetele con noi sulla nostra pagina Facebook Viking Italia.