Mese: September 2017
Ufficio
22/09/2017

La paura del cambiamento
Che cos’è il cambiamento? È il cambiare o il cambiarsi, è mutamento, trasformazione, modifica. Se pensiamo alla natura, il cambiamento fa parte di un processo naturale che ciclicamente si ripete e rigenera e rinnova il mondo. Ogni cambiamento porta ad una situazione diversa dalla precedente, in meglio o in peggio, ma in ogni caso contribuisce ad alimentare la vitalità delle esperienza quotidiana, a rompere la consuetudine.

Se pensiamo al cambiamento all’interno di un’organizzazione, o di un individuo, l’aspetto del mutamento si fa poliedrico ed entrano in causa una molteplicità di aspetti. L’essere umano si sa è complesso ed è quindi naturale che complessa sia ogni fase in cui avviene una trasformazione.
Rompere le abitudini

I cambiamenti portano in sé un moto di turbamento, di rivoluzione positiva o negativa. Ogni volta che dobbiamo affrontare una situazione diversa siamo preoccupati da cosa ci aspetterà da quel momento in avanti. È sempre una fase ricca di emozioni: pensiamo alla prima volta che abbiamo fatto un’esperienza lontano da casa, che spronava il nostro spirito di indipendenza, la prima volta che abbiamo dovuto salutare genitori ed amici perché diretti verso una nuova meta, la conclusione del primo amore, il cambiamento di lavoro, della casa, degli amici; insomma sono infiniti i momenti della vita in cui, in maniera più o meno evidente, stiamo lasciando una situazione preesistente per intraprendere un nuovo percorso. Il fattore comune di tutte queste esperienze di trasformazione è uno: rompere la routine, ciò che nella nostra mente è programmato e prevedibile, per affrontare qualcosa di nuovo.

Cercare di ritardare o respingere il cambiamento è controproducente. Potrebbe portarci a situazioni di “limbo” in cui procrastiniamo una situazione in cui non siamo veramente felici e soddisfatti. Semplicemente stiamo adottando la soluzione più comoda e vantaggiosa nel breve termine senza comprendere che il progresso, personale e collettivo, passa dal nuovo, dall’invenzione, da un’innovazione che spezza ciò che prima era la regola, la normalità.

Perché ogni cambiamento ci genera un senso di inquietudine e di paura? Una prima considerazione da fare è che la novità ci porta ad abbandonare una situazione in cui ci sentiamo protetti dalla nostra routine. Viene meno quel senso di sicurezza dato da i punti di riferimento quotidiani: lo stesso autobus che prendiamo per andare a lavoro, la stessa sedia dell’ufficio su cui ci sediamo quotidianamente, gli stessi colleghi che vediamo a lavoro, gli stessi amici che incontriamo la sera per una birra, gli stessi piccoli gesti che compiano ogni giorno. Inoltre, la paura è spesso frutto di un’insicurezza, del dubbio che potremmo non essere in grado di affrontare il cambiamento.
Da paura a stimolo
In realtà, come messo in luce dalla psicologia, affrontare una novità può essere un valido mezzo per rinforzare l’autostima, sviluppare una visione più ampia e maturare delle preziose competenze sia personali che professionali.

Ogni cambiamento andrebbe vissuto sotto questo punto di vista, trasformando la paura in un’energia stimolante, tenendo presente che stiamo affrontando una sfida per dimostrare a noi stessi fino a che punto possiamo arrivare, che siamo in grado di metterci alla prova e di superare la situazione ristagnante e limitante del momento per migliorarci e potenziare le nostre capacità.

Di sicuro non aiuta la realtà di oggi che, con il suo senso di instabilità e la mancanza di rassicurazioni, ci porta, a volte, a rifugiarci nella nostra bolla dove il micro-clima di affidabilità e sicurezza ci danno sollievo dalla realtà esterna.

Dobbiamo però prestare attenzione: rimanendo troppo tempo nello status quo il rischio è di inibire le nostre capacità di domare il nuovo, di finire con il ridurre la nostra autostima accettando la solita realtà, il lavoro di sempre, quell’ufficio, quella scrivania, pensando che in fin dei conti siamo obbligati a stare lì perché incapaci di far un salto di qualità.

Non dobbiamo per forza iniziare a fare salti nel vuoto per convincerci che possiamo cambiare. Non siamo tutti Jeff Bezos. Anche piccoli cambiamenti che possono portare un miglioramento nella nostra vista possono darci quella gratificazione che ci stimola poi a fare il passo successivo.

Se si vince la pura legata a false costruzioni che abbiamo messo in piedi nella nostra mente, come ad esempio che non siamo in grado di fare una cosa, che non siamo portati o che non potremo mai affrontare un cambiamento perché non lo abbiamo mai fatto prima, allora possiamo veramente ottenere degli stimoli incredibili per noi stessi.
Come accade in natura, anche per le persone il cambiamento è sinonimo di rigenerazione, di vitalità. Il cambiamento offre opportunità di muoversi sul seguente gradino evolutivo della nostra esperienza, acquisire nuove capacità, conoscere meglio noi stessi, stimolare il corpo e la mente a fare sempre meglio.
Cambiamenti organizzativi dal punto di vista del lavoratore

Dopo aver visto e sottolineato l’importanza di non lasciarsi scoraggiare dalle nuove sfide, ma accettare e vivere attivamente il cambiamento, affrontiamo di seguito il tema dei cambiamenti organizzativi sia dal punto di vista professionale del lavoratore che da quello dell’organizzazione o del datore di lavoro. Ecco alcuni punti chiave per affrontare il cambiamento sul posto di lavoro:

Riconoscere il cambiamento. Se non riconosciamo che un cambiamento sta avvenendo o che lo status-quo sta cambiando non potremo mai affrontarlo nel modo giusto. Il primo passo sta nel riconoscere il cambiamento in atto.

Affrontare le proprie paure. Come abbiamo detto bisogna cercare di affrontare la paura in modo razionale, realizzando che è in realtà frutto di un nostro schema mentale. Occorre invece ragionare su come affrontare il cambiamento. La comunicazione in questo caso aiuta. Dopo avere elaborato gli eventi nella nostra mente, è fondamentale confrontarsi con altre persone a noi vicine, sul lavoro o fuori dall’ufficio, per conoscere e ponderare anche la loro visione di ciò che dobbiamo affrontare.

Cerca di virare verso un atteggiamento positivo e propositivo. La prima volta sarà più difficile ma una volta innescato il processo di cambiamento, ogni volta che ci troveremo ad affrontare una nuova sfida potremmo contare sull’esperienza pregressa. Sapremo come affrontare le difficoltà e forti delle vicende già vissute potremo capire meglio noi stessi e come dobbiamo affrontare questo tipo di situazioni: che azioni intraprendere, come trovare supporto negli altri, come gestire le nostre paure, su quali aspetti personali fare leva per superare i momenti più difficili.

La flessibilità è un altro aspetto molto importante. Come abbiamo ricordato, essere rigidi e legati ad una particolare situazione contingente è un circolo vizioso per adagiarsi, da una parte, sulle nostre abitudini e, dall’altra, per inibire in se stessi la spinta verso il cambiamento. La parola chiave, in questo caso è resilienza, ovvero la capacità di affrontare un evento traumatico, come un cambiamento, con un approccio positivo e costruttivo. Dobbiamo essere resilienti ed adattarci al cambiamento traendo il massimo risultato da esso.

Nell’ambiente lavorativo è importante essere proattivi. Questo significa non solo non essere timorosi dei cambiamenti ma anche anticiparli. Le organizzazioni di successo sono quelle che si sanno meglio adattare all’ambiente circostante e il cambiamento può partire dall’interno. Se avrai un approccio proattivo e positivo verso i cambiamenti di sicuro ne beneficerà la tua carriera, l’intero team e tutta l’organizzazione.
La proattività vuol dire anche essere curiosi, informarsi. Non sempre i cambiamenti sono guidati da noi. A volte vengono imposti o sono frutto di scelte operate ai vertici aziendali. Se pensi che sul tuo luogo di lavoro sia in atto un cambiamento, non agire passivamente ma poni domande, chiedi ai colleghi al tuo capo, cerca sempre la via del dialogo, in modo rispettoso e con toni adeguati.

Ridurre lo stress sul posto di lavoro. Come abbiamo ricordato anche in un altro articolo, è importante mantenere uno spirito sereno e un’attitudine positiva nell’ambiente di lavoro. Infatti, solo così potremmo effettuare le scelte più sagge nei momenti più difficili, come quelli legati ad una trasformazione, e affrontare il cambiamento con razionalità e ottimismo.

Se pensi che i cambiamenti organizzativi vengano adottati con irriverenza nei tuoi confronti, che sei una vittima del processo di rinnovamento, allora fermati un momento, torna alla tua sedia, e rifletti sul tuo ruolo all’interno dell’azienda. Pensa alle tue qualità, alle tue competenze, al tuo apporto al team e all’intera organizzazione. La capacità di crescere professionalmente sta anche nel valutare i propri limiti e gli spazi di miglioramento. Riconosci se ci sono ambiti in cui puoi essere più efficiente o contribuire in modo più importante. Può anche darsi che il cambiamento sia indipendente dalle tue prestazioni, in tal caso affrontalo a testa alta e con positività e vedrai che rappresenterà un momento di crescita. Cerca di dare il meglio nel nuovo ruolo, nel nuovo team, o nella nuova situazione che si è venuta a creare. Un approccio di questo tipo è sempre premiante.
Cambiamenti Organizzativi dal punto di vista dell’azienda

Come gli individui, anche le organizzazioni sono soggette a cambiamenti. A volte le cause provengono dall’esterno: può essere il caso dell’innovazione tecnologica, del cambiamento demografico, di decisione prese a livello governativo da un paese.

Altre volte le spinte del cambiamento provengono dall’interno dell’organizzazione: può trattarsi di processi poco efficienti che vanno cambiati, perdita di competitività, cambiamenti a livello di organico, uscita di grossi clienti, una riorganizzazione interna nella struttura o nei team, per la valorizzazione di certe competenze o per concentrarsi sul core business della società.

Ci possono essere insomma una molteplicità di cause. Quello che il datore di lavoro e le funzioni manageriali devono cercare di mettere in atto durante una fase di cambiamento è riassumibile nei seguenti punti:

Si parla di un possibile cambiamento: in questa fase iniziale è importante che si cominci a introdurre la novità, spiegando quali sono i motivi e l’importanza di questo cambiamento per la compagnia.
Man mano che il cambiamento si fa più concreto anche nei contenuti, i dipendenti iniziano a chiedersi come questo impatterà nella loro sfera professionale personale: è importante discutere quali conseguenze si avranno e coinvolgere attivamente i dipendenti nelle decisioni chiave riguardanti il loro futuro cercando di valorizzarli.
Il cambiamento diventa tangibile anche attraverso azioni concrete prese a livello organizzativo: è importante, ancora una vota, coinvolgere attivamente gli interessati e pianificare incontri volti a illustrare l’evoluzione futura dell’organizzazione. Chiedere sempre delle opinioni e dei feedback che partano dal basso.
Una volta che il cambiamento è stato attuato: è fondamentale affiancare tutti i dipendenti, soprattutto chi si trova a gestire un nuovo ruolo e nuove responsabilità diverse da prima. Instaurare un processo di continuo supporto e feedback e assicurarsi che la nuova organizzazione sia efficace e che raggiunga gli obiettivi preposti. È necessario, talvolta, istituire percorsi formativi ad-hoc e piani mirati per ogni dipendente. È altrettanto importante riconoscere i meriti e il raggiungimento di obbiettivi, anche parziali, per stimolare continuamente a fare meglio.
Una volta che il cambiamento è effettivo già da un po’ di tempo occorre monitorarlo e trarre tutti gli insegnamenti maturati n modo da poterli valorizzare alla prossima occasione.

 

Che cos’è il cambiamento? Abbiamo provato a rispondere in questo articolo e, qui a Viking, ci auguriamo che i consigli riportati possano tornarvi utili a livello lavorativo oppure nella vostra sfera personale. Non vediamo l’ora di ascoltare anche il vostro punto di vista a riguardo. Qual è stato il cambiamento più grande che hi dovuto affrontare? Come hai superato il momento e cosa hai imparato? Scrivici sulla pagina Facebook Viking Italia.

Ufficio
11/09/2017

Di cosa parleremo

In questo articolo torniamo a parlare di Google dopo avere visto le frasi più cercate sul capo e sui colleghi. Molti di noi lo usano praticamente tutti i giorni per effettuare decine e decine di ricerche sia per lavoro che per svago. Quello che forse non tutti sappiamo è che esistono una serie di comandi che rendono l’uso del famoso motore di ricerca molto più efficiente e preciso. Di seguito abbiamo raccolto per voi i trucchi più utili e interessanti.
Sezioni e strumenti
Prima di illustrarvi tutti gli stratagemmi per potenziare le nostre ricerche, iniziamo con le funzioni di base. Appena sotto la barra di ricerca si trovano una serie di sezioni che aiutano a filtrare i risultati in base alla tipologia di contenuto ricercato.

Se effettuiamo una ricerca, ci ritroviamo all’inizio nella sezione generica “Tutti”. Abbiamo poi la sezione “Immagini” che restituisce le immagini associate alla ricerca. “Maps” – dove troviamo i luoghi o le attività corrispondenti alla ricerca – e “Notizie” – dove troviamo le ultime news correlate alla parola che abbiamo digitato. Sotto la voce “Altro” possiamo andare su “Shopping” – che ci restituisce gli oggetti corrispondenti alla parola cercata, ad esempio “penna”, che sono in vendita su altri siti; possiamo così avere una panoramica di ciò che ci interessa filtrando per prezzo, categoria e venditore. Proseguendo, troviamo “Libri” – suggerimenti di libri legati alla parola cercata – e “Voli” – sezione che consiste in un vero e proprio motore di ricerca per voli aerei e che torna utile quando vogliamo evadere dallo stress dell’ufficio.
Non dimentichiamoci degli “Strumenti”, posizionati di fianco a “Impostazioni”: all’interno di questi, se si clicca su “Qualsiasi data”, è possibile filtrare la ricerca per data, funzione molto utile se vogliamo ad esempio vedere solo i siti che recentemente hanno pubblicato qualcosa su ciò che abbiamo cercato.

Curiosità: se cercate un oggetto, ad esempio “vestito”, invece che un luogo, allora la funzione “shopping” vi apparirà subito vicino a “immagini” e non più nella voce “Altro”.
1 – Frase esatta

Sappiamo che l’algoritmo di Google ci aiuta a trovare non solo i risultati più affini a quello che stiamo cercando ma anche i più rilevanti ovvero quei siti web che abbiano una buona reputazione e una buona qualità nella galassia di Internet.
Per restituirci questi risultati, Google esplora tutte le parole che scriviamo nella barra di ricerca. In certi casi però noi siamo interessati a trovare online una specifica frase o insieme di parole e non una semplice associazione generica. Ad esempio, se ci stiamo preparando per parlare davanti a più persone possiamo cercare le parole “tecniche per memorizzare un discorso”. Se le scriviamo su Google senza virgolette, ci appariranno centinaia di migliaia di risultati relativi al tema. Se, invece, scriviamo la frase esatta mettendo anche le virgolette, ecco che Google restituisce come risultato l’articolo, pubblicato recentemente proprio qui sul blog di Viking, sulle tecniche per memorizzare un discorso: questo perché l’articolo contiene esattamente quelle parole in quella esatta sequenza.
2 – Escludere una parola

Se cerchiamo una parola che potrebbe avere anche un secondo significato, ecco che questo trucco ci può tornare molto utile. Non molti sapranno che è sufficiente aggiungere il segno “-“ (trattino o meno) prima di una parola per fare in modo che Google la escluda dalla ricerca. Pensiamo, ad esempio, al caso in cui cercassimo il termine “batteria” ma non fossimo interessati allo strumento musicale bensì alle pile per ricaricare un dispositivo. In questo caso possiamo cercare la parola “batteria” seguita da “-musica” lasciando uno spazio prima del segno “-“. Google cercherà di escludere dalla ricerca quei risultati correlati con lo strumento musicale.
3 – La parola mancante

Si tratta probabilmente di uno dei trucchi meno conosciuti ma di sicuro può rivelarsi molto utile e altrettanto efficace. Si può usare il simbolo “*” (asterisco) per sostituire qualsiasi parola. Vediamo alcuni esempi:

Ricordiamo solo alcune parole di una canzone e vogliamo risalire al testo seppure ci sfugge il titolo. Possiamo usare gli asterischi per sostituire le parole che non ricordiamo. Facciamo un esempio digitando la frase: santi pagano. Molto probabilmente i risultati ci sembreranno insensati. Proviamo ora a sostituire alcune parole con gli asterischi e scriviamo: “santi * pagano *”. Ecco che ci appare la famosa canzone di Lucio Dalla che inizia proprio con i famosi versi “Santi che pagano il mio pranzo”.
Google, come abbiamo visto, è anche in grado di riconoscere più di un asterisco. Se proviamo a scrivere “Non * * porta” vedremo che il motore di ricerca ci restituirà esattamente il titolo del celebre film completo delle due parole mancanti.

Anche se non è specificato da Google quanti asterischi si possano usare contemporaneamente, possiamo divertirci a sperimentare, lasciando che indovini per noi quelle citazioni, film o canzoni per cui la nostra memoria non può esserci d’aiuto.
4 – Siti correlati

Altra funzione molto utile nelle nostre ricerche è quella che ci suggerisce siti correlati o affini ad un sito prescelto. Mettiamo che siate assidui lettori di Repubblica e vogliate ad un certo punto allargare le vostre fonti per le ultime notizie anche a siti web di altre testate giornalistiche. Volete però che questi siti siano simili a Repubblica in termini di contenuti. Potete allora usare questo trucco scrivendo: “related:Repubblica.it”. Google, quando usiamo il comando “related:” seguito da un sito, ci consiglia nuovi siti, simili a quello che abbiamo specificato. Ci compariranno, in questo caso, siti come Il Corriere della Sera, La Stampa e Il Messaggero.
5 – Ricerca multipla

Se ci troviamo nella situazione in cui dobbiamo cercare più di una parola o frase, ma non vogliamo effettuare troppe ricerche, possiamo dire a Google di trovare tutti i risultati per una ricerca multipla. La funzione che ci viene in aiuto in questo caso è il comando “OR”. Scrivendo tale comando tra due parole o frasi, le quali possono a loro volta essere racchiuse tra virgolette per rendere la ricerca più mirata (vedi il paragrafo più su), diciamo a Google di cercarle entrambe.

Se, ad esempio, vogliamo acquistare una nuova penna per l’ufficio, ma siamo indecisi su che tipologia orientarci, possiamo cercare: “penna stilografica OR a sfera”, Google troverà tutte quei risultati in cui si parla delle penne stilografiche e quelli in cui si tratta di penne a sfera.
6 – Formato specifico

Forse una delle funzioni più utili nelle esigenze di ricerca. Pensiamo a tutte quelle volte in cui stiamo cercando un documento su internet (Excel, Word, Pdf, Power Point etc.) e scrolliamo pagine su pagine, centinaia di risultati, alla ricerca di un file che non sia una pagina web. Con il comando “filetype:” seguito dal tipo di documento che stiamo cercando – ppt se vogliamo un Power Point, pdf, xls se cerchiamo un Excel, doc o docx se cerchiamo un file Word – ci restituirà come risultati tutti i documenti, nel formato richiesto, attinenti alla parola cercata.
7 – Intervallo di numeri

Questo trucco può essere a volte veramente utile, specie quando stiamo effettuando una ricerca su avvenimenti storici o ricorrenti (che avvengono annualmente o con una certa cadenza) come eventi sportivi, la commercializzazione di modelli di auto o smartphone, oppure vogliamo cercare un range di valori (come ad esempio un intervallo di prezzo).

Google ci permette infatti di cercare contemporaneamente un intervallo di numeri.
Se usiamo due punti uno di fila all’altro (..), tra due valori, Google cercherà tutti i valori compresi nell’intervallo.

Ad esempio se cerchiamo: “scudetto 2006..2016”, Google cercherà notizie su scudetto e campionato per gli anni che vanno dal 2006 al 2016.
8 – Chiedere a Google

Ci sono una serie di comandi, oltre a quelli sopra descritti, che Google riconosce e che ci permettono di avere una risposta immediata dal motore di ricerca. Vediamone alcuni.
Calcoli
Se ci stiamo facendo i conti in tasca allora questa funzione può tornarci utile. Google, infatti, è una vera e propria calcolatrice. Se digitiamo delle operazioni direttamente nella barra di ricerca, ci verrà restituito il risultato.

Ad esempio se scriviamo: “5 * 5 =” Google ci dirà il risultato e ci mostrerà una calcolatrice dove potremo proseguire con i nostri conti. Tuttavia, se avete bisogno di effettuare calcoli complessi, sempre meglio la buona vecchia calcolatrice.
Conversioni
Scrivendo una frase nel formato “X valuta in altra valuta”, come ad esempio “1 euro in sterline”, è possibile convertire una somma da una valuta ad un’altra.
Ora
Scrivendo “Ora” seguita dal nome di una località (città o paese) ci viene mostrata l’ora esatta in quel luogo.
Traduzioni
Se scriviamo una frase nel formato “traduci una parola in lingua”, come ad esempio “traduci casa in inglese”, il primo risultato è la traduzione del termine cercato.
Voli aerei
Digitando il codice di un volo aereo (questi cambiano a seconda della compagnia aerea) ci viene mostrato lo stato di quel volo in tempo reale.
Film
Se abbiamo voglia di andare al cinema, basta scrivere “film” seguito dalla città in cui ci troviamo e Google ci mostrerà le programmazioni prese dai cinema del posto.
Previsioni meteo
Se vogliamo essere aggiornati sul meteo, scriviamo “previsioni” seguito dal nome della città e ci uscirà una tabella con temperatura, condizioni atmosferiche e previsioni meteo da qui a una settimana.
Dati economici e demografici
Vogliamo conoscere alcuni dati di una nazione? Scrivendo, ad esempio, “popolazione” o “tasso disoccupazione” o “PIL” seguito dal paese, ci vengono mostrati immediatamente i dati richiesti.
Borsa
Questa funzione non servirà a molti ma di sicuro per gli appassionati di Borsa e di azioni si tratta di un modo veloce per conoscere gli andamenti dei titoli. Digitando il ticker (nome assegnato alle società nel mercato azionario) si ha l’andamento in tempo reale di quel titolo.

Ad esempio, digitando “GOOG” ci appaiono le informazioni relative al gruppo a cui fa capo Google.
Un po di divertimento
Concludiamo questo elenco di comandi utili da utilizzare su Google con due divertenti soprese. Lasciamo a voi il piacere di scoprire a cosa si riferiscono questi due comandi:

do a barrel roll
breakout Google

 

Qui a Viking speriamo che questi consigli su come sfruttare al meglio le potenzialità di Google ti siano serviti a migliorare le tue ricerche! Li hai trovati utili? Hai qualche altro trucco che ci è sfuggito e che ci vuoi segnalare? Facci sapere cosa ne pensi e scrivici sulla pagina Facebook Viking Italia.