Mese: January 2018
Notizie
29/01/2018

Se, come diceva Dante, è l’amore a muovere il sole e l’altre stelle, allora la passione e la dedizione per il proprio lavoro sono la forza motrice di un tessuto economico e imprenditoriale che nel nostro paese merita di prosperare ed imporsi anche fuori dai confini nazionali. Qui alla Viking siamo orgogliosi di dare voce a quei giovani astri nascenti che, animati da spirito di iniziativa e spinta imprenditoriale, perseguono i propri obbiettivi anche in un contesto economico che, lo sappiamo, non è tra i più favorevoli.

La realtà che presentiamo oggi, attiva nell’universo dell’informazione, nasce con l’obbiettivo di descrivere il mondo attraverso notizie e contenuti arricchiti di quel gusto estetico, quello stile, quella creatività e spirito critico che caratterizza gli uomini e le donne che queste notizie le raccontano.

Un magazine online da tenere nel portariviste virtuale per essere sempre aggiornati e gustarsi un’informazione raccontata con passione e coinvolgimento.

A raccontarci Neomag sarà Mariagrazia Di Domenico che è caporedattrice e communication and press office manager.
Può farci una panoramica su come è nata l’azienda e sul team che la compone?
Da sinistra a destra, Mariagrazia Di Domenico – Head of Service – Senior Editor; Giovanna Montano – Marketing and Comunications Manager

Neomag, Magazine Online, è nato in un pomeriggio tra universitari. Avevamo una gran voglia di tirare i nostri sogni fuori da cassetti e di capire cosa significasse mettere in pratica ciò che da anni studiavamo solo sui libri. Fortunatamente, il passo dall’Idea alla realtà è stato breve. Volevamo diffondere la cultura, le passioni, gli interessi dei nostri coetanei, parlando la loro “lingua”. La nostra lingua. Notizie smart, ricercate, bizzarre, ma curate nel dettaglio. Pian piano abbiamo costruito il nostro piccolo universo da condividere. Tante le collaborazioni, le interviste a personaggi del panorama nazionale ed internazionale, come la coreografa Macia del Prete, l’artista Krisztina Czika, l’Art Director Alberto Nespoli e tanti altri che hanno dimostrato un grande apprezzamento nei riguardi nel nostro operato. Siamo giovani, ambiziosi ma soprattutto innamorati del nostro progetto. In amore non bisogna essere egoisti, per questo vorremmo avere un pezzo in più da condividere. Oggi, Mariagrazia Di Domenico, Luigi Frajese, Giovanna Montano, grazie anche al supporto di Fausto della Villa e Claudia Melchiorre, vogliono che questa realtà diventi permanente. Sta nascendo la nostra agenzia di comunicazione. Ci auguriamo sia un nuovo passo verso il successo. Qualcosa di cui essere fieri domani.

Da sinistra a destra: Luigi Frajese – Editor in Chief; Claudia Melchiorre – Senior Editor, Pubblic Relations Menager; Fausto Della Villa – Senior Editor, Graphic Designer, Photo Editor
Può descriverci il vostro servizio quali sono le caratteristiche che la differenziano in questo settore?
Ogni notizia viene accuratamente selezionata, verificata alla fonte.

Viene effettuata una continua e qualificata ricerca di contenuti ed immagini, oltre alla cura nella stesura e nel controllo della struttura sintattica. Teniamo alla qualità dei contenuti veicolati. Articoli brevi, interessanti, cool. Cerchiamo di mantenere il focus sempre sulla nostra mission “read cool, stay cool.”

Chi vuole essere al passo con le tendenze, sa di poter trovare in Neomag il crocevia dei suoi interessi. Parliamo ai ragazzi attraverso di loro; ci rivolgiamo ai lori interessi, quelli più irriverenti. Sappiamo di cosa chiacchierano nei locali, nelle chat, cosa amano comprare, come vorrebbero vestire. Il lettore di Neomag è giovane, un sognatore, un caparbio, un interessato, una persona che ha fatto del suo interesse una ragione di vita. Questo ha fatto sì che il giornale possa vantare, ad oggi, visite giornaliere che oscillano tra i 500 e i 1000 contatti.
Ci sono stati momenti difficili? Se sì, come sono stati superati?
Neomag, alla sua nascita, poteva contare su un corpo numeroso di collaboratori. Gestire il ‘personale’, invogliarlo, sollecitarlo, rimproverarlo se necessario, è stata una sfaccettatura della medaglia imprenditoriale difficile da scoprire e gestire, oltre a dover affrontare le incombenze economiche.

Nonostante il tempo, gli addii, gli intoppi, il cuore del progetto è rimasto vivo e pulsante.
Com’è una sua giornata tipo al lavoro? Come descriverebbe lo stile lavorativo che adotta?
Nessuno di noi, prima di Neomag, aveva esperienze nel settore dell’editoria. La nostra palestra è stato il lavoro svolto quotidianamente, fatto di tentativi, errori, successi e ancora errori. Notti insonni, articoli scritti e riscritti, rubriche nate e morte dopo qualche mese. Abbiamo imparato a conoscere i nostri lettori, i loro interessi, le abitudini e cerchiamo, ogni giorno, di coccolarli.
Che consiglio darebbe a chi inizia ora il percorso che ha condotto lei dov’è adesso?
La parola chiave è tenacia. Ogni giorno ci saranno 1000 motivi per mollare. Ne basta uno solo, ma realmente importante per noi stessi, per insistere. Sarà quello vincente. ognuno ha il proprio. Se c’è, lo sentirai arrampicarsi dentro, anche quando il resto crolla.
Quali sono gli obiettivi futuri nel breve e nel lungo termine?
Il sogno di Neomag è quello di avere la possibilità di potersi reggere sulle sue gambe, contando sulle nostre potenzialità e sulle nostre risorse.

Sta nascendo la nostra agenzia di comunicazione, NeoBrand, che vuole basare la propria identity su concetti cardini quali dinamicità, creatività, velocità e concretezza. Formata sempre dagli stessi giovani che trasformano il successo ottenuto dal magazine in assistenza e cura del cliente finale, instaurando rapporti di partnership duraturi.

Prossimamente, una volta assestata la nostra neo agenzia di comunicazione e collaudati i successi di Neomag come magazine di tendenza, apriremo un nostro e-commerce. Sarà veicolo e destinazione della modernità e delle tendenze per antonomasia, in cui, effettivamente, lo stile e il tratto del lettore di Neomag potranno riconoscersi.

 

Ringraziamo Mariagrazia e tutto il team di Neomag per averci dedicato del tempo nel farci conoscere meglio questo interessante progetto e auguriamo loro di continuare a crescere professionalmente mantenendo sempre la stessa passione nel guardare il mondo.

Se anche voi siete interessati a far parte della nostra rubrica sui successi aziendali, vi invitiamo a contattarci tramite la nostra pagina Facebook Viking Italia oppure compilando il form cliccando QUI.

Ufficio
23/01/2018

Come tra le pagine di un poema cavalleresco, ogni ufficio custodisce tra le quattro mura le gesta eroiche e quelle malvagie dei sui protagonisti.

Nei panni di comuni lavoratori e lavoratrici, celati dietro ordinarie mansioni, gli eroi d’ufficio non danno nell’occhio e compiono le loro gesta valorose senza ambizioni e secondi fini se non quello di aiutare il prossimo. Accorrono all’istante al verificarsi di un guasto al computer, sono sempre disponibili a prestare aiuto e pronti a risollevare l’ufficio dal torpore pomeridiano offrendosi liberamente di preparare il caffè per tutti.

É arrivato il momento di narrare le loro e gesta e cantarne le audaci imprese.
Abbiamo chiesto, con un sondaggio, a lavoratori e lavoratrici di indicarci quali aspetti e comportamenti prediligono maggiormente nei loro colleghi. Abbiamo così ricavato per voi la top list delle figure eroiche che popolano I nostri uffici. Mettetevi comodi sulla vostra sedia o poltrona e sfogliate con noi questa avventurosa ricerca.
Ecco i profili più apprezzati dei colleghi buoni:

Vitalità e spirito positivo. Sprona e incoraggia gli altri. 79,5%
Sempre pronto a dare una mano in caso di difficoltà. 75,2%
Spiega le cose con grande disponibilità/aiuta i nuovi arrivati. 55,1%
Aiuta a risolvere i problemi tecnici del computer. 45,1%
Prende le difese dei colleghi criticati. 42,2%
Ha sempre la battuta giusta per rallegrare le giornate. 32,8%
Ci tiene a pulire e tenere in ordine le aree comuni. 32,6%
Porta sempre qualche delizia da gustare con i colleghi. 16,7%
Spesso si offre per preparare il caffè per tutti. 15,6%
Tiene gli altri informati sulle ultime novità. 15,6%
Una spalla su cui piangere, è la persona con cui confidarsi. 14,7%
Organizza i momenti di svago, dal calcetto al drink. 12,5%
Concede regolarmente uno strappo in macchina da e per l’ufficio. 3,1%
Presta soldi o ha da cambiare nel momento del bisogno. 2,5%

 

L’attitudine positiva e la capacità di incoraggiare gli altri svetta tra le prime posizioni, del resto tutti abbiamo bisogno di una parola di conforto il lunedì mattina o quando dobbiamo affrontare dei lavori impegnativi. Tra i primi posti troviamo anche la disponibilità ad aiutare i colleghi in difficoltà ed i nuovi arrivati, sintomo che le doti di tutor/mentore sono molto apprezzate negli ambienti di lavoro.

Tra i profili eroici preferiti, non poteva mancare il mago del computer: con la tecnologia informatica ormai predominante, è fondamentale l’aiuto del collega smanettone che riesce a risolvere anche i più misteriosi malfunzionamenti del pc.

Se c’è un eroe allora ci deve essere anche un cattivo. Per completare il racconto abbiamo indagato anche su quali fossero le abitudini e i comportamenti più fastidiosi e che meno riusciamo a sopportare in ufficio. Questo ci ha permesso di avere un quadro narrativo chiaro e di individuare anche i profili malvagi più diffusi.
Non sopportiamo quel collega che:

É sempre in ritardo. 28,5%
Sta sempre a lamentarsi. 27,8%
Mangia cibi puzzolenti. 24,3%
Consuma tutto (carta stampante, carta igienica ecc.). 20,9%
Procrastina in continuazione, impiega secoli per fare qualcosa. 21,8%
Prende troppe pause sigaretta. 23%
Ha una scarsa igiene personale. 19,7%
Parla al telefono urlando. 20,6%
Fa gossip su tutti. 17,7%
Si mette deodorante e profumo mentre è alla scrivania. 15,3%
Viene al lavoro anche quando è molto malato. 13,4%
Sta tutto il giorno a messaggiare al telefono. 13%
Ha la scrivania disordinata. 11,8%
Produce rumori fastidiosi. 7,3%

 

Le risposte ci dicono che, se da una parte colui che porta cibo in ufficio da condividere con i colleghi è un eroe, vi è poi il cattivo che porta sì del cibo, ma con il malaugurato effetto di riempire la cucina e gli uffici di odori poco piacevoli sprigionati dalle cibarie di cui si nutre. Insomma, per ogni collega buono ce n’è sempre uno cattivo e così, risultati alla mano, abbiamo chiesto a Julia Bereciartu, un’illustratrice spagnola, di aiutarci con il suo talento a raffigurare alcuni tra gli eroi e i cattivi più popolari che si destreggiano tra le scrivanie.
Eroi d’ufficio

Cattivi d’ufficio

 

C’è un collega di cui non puoi fare a meno? Cosa lo rende così speciale? Ci sono comportamenti che invece non riesci proprio a sopportare? Raccontacelo su Facebook Viking Italia

Idee
22/01/2018

La ricerca di un lavoro all’estero è diventata una via sempre più battuta da ragazze e ragazzi italiani che faticano a trovare in patria delle prospettive soddisfacenti al percorso di crescita professionale. Equipaggiati dell’innata creatività che ci contraddistingue e di una preparazione frutto di lunghi e impegnativi percorsi formativi, molti di noi scelgono di cercare uno sbocco occupazionale fuori dal Bel Paese.

Dato che occorre fare di necessità virtù, è importante fare leva anche sugli aspetti positivi che il candidarsi per una posizione di lavoro all’estero porta con sé, come il senso di gratificazione che si ha nell’affrontare e superare una sfida, la possibilità di entrare in contatto con nuove culture, l’opportunità di apprendere competenze nuove.

Spesso, quando si tratta di mandare un curriculum, per la prima volta, fuori dall’Italia, ci si scontra con diverse difficoltà. La lingua è una di queste, ma non certo quella principale. Sappiamo bene che ogni cultura ha i suoi sistemi di riferimento, le sue regole e le sue prassi. Abbiamo parlato, in passato, di come il galateo in ufficio preveda regole anche molto diverse a seconda del paese in cui ci si trovi. Anche la candidatura e il processo di selezione così come li conosciamo noi potrebbero quindi coinvolgere aspetti nuovi e di cui, a questo punto, dobbiamo tenere presente.

Qui alla Viking, nella speranza di fornire un utile spunto per quanti vogliano intraprendere questa avventura, abbiamo voluto dare un nostro contributo indagando come funzioni il processo di candidatura nei paesi esteri. Per 12 paesi del mondo abbiamo preso in considerazione un insieme di aspetti che possono aiutare a dare un quadro integrale tipico di ogni realtà: dalla struttura del CV all’iter tipico di selezione passando per raccomandazioni sulle informazioni da includere e alcune curiosità riguardanti il mercato del lavoro.
Cosa abbiamo trovato
Chiedendo a lavoratori provenienti da ognuno dei 12 paesi presi in esame, dagli Stati Uniti all’Arabia Saudita e al Giappone, sono emerse delle informazioni utili per chi si sta affacciando al mercato estero del lavoro.

Ad esempio, lo sapevei che in Russia viene bloccato LinkedIn, il famoso social network per la ricerca di impiego? Oppure che in Corea del Sud viene richiesto di indicare altezza, peso e data di nascita? E che in Cina le strette di mano non sono comuni, anzi il candidato deve eseguire un lieve inchino dopo che l’esaminatore lo effettua per primo?

Chris Evans, SEO and Social Media Marketing Manager di Viking per l’Europa afferma: “durante i miei frequenti viaggi di lavoro mi sono imbattuto in usi e costumi singolari. Molto diversi tra loro, in vigore nei mercati del lavoro”.

Mentre alcuni processi di recruitment, come avviene ad esempio in Italia, ci sono ormai familiari e non presentano rilevanti differenze con altri paesi affini culturalmente, dobiamo tenere presene che il mondo del lavoro può, in alcuni casi, essere caratterizzato da specifiche peculiarità. Se stai considerando di mettere a frutto le tue capacità oltre frontiera, dai prima un’occhiata a questa infografica.
infografica

Quando ti candidi per un lavoro è importante tenersi pronti per l’eventuale fase del colloquio disponendo, fin da subito, della documentazione necessaria, CV, lettera di presentazione e tutto ciò che può venirci richiesto durante l’interview. Sul nostro sito puoi trovare una vasta scelta di materiale per la stampa, inclusi stampanti e scanner, toner, carta e molto altro!

Se conosci altre curiosità legate al lavorare all’estero o vuoi raccontarci la tua esperienza, scrivici sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
15/01/2018

Dopo aver visto come prepararsi per parlare in pubblico vediamo ora come preparare e condurre dei meeting efficienti.
Definisci l’agenda

Anche se può sembrare strano, molti incontri iniziano senza avere chiaro lo scopo per cui sono stati organizzati o quali argomenti si andranno a toccare durante il meeting. Definire un’agenda per la riunione è fondamentale e per farlo si hanno a disposizione diversi modi e diversi supporti: è possibile inviare una e-mail, consegnare un foglio stampato prima che inizi la riunione o anche discuterne all’inizio della stessa, in ogni caso tutti dovrebbero sapere perché si sono riuniti e quali sono gli obbiettivi ultimi del meeting. L’agenda fornisce una bussola per la conversazione, in modo che l’incontro possa rimettersi in pista da eventuali digressioni fuorvianti.
Rispetta i tempi

Se c’è una cosa che decrementa le chance di successo di un meeting è iniziare con il piede sbagliato. Aspettare che l’organizzatore si manifesti, aspettandolo per diversi minuti, porta subito i partecipanti a formulare un’opinione negativa sul suo atteggiamento che può influenzare il proseguo della riunione. Molte persone, anche in posizioni di potere, cadono nella cattiva abitudine di essere in ritardo alle riunioni. A volte sembra che il ritardo cronico sottenda un velato tentativo di sottintendere quanto il proprio tempo valga di più di quelli che aspettano. È importante invece rispettare i tempi e dare l’esempio: mostrare che è buona norma iniziare con le tempistiche giuste così da dettare le abitudini dei dipendenti o collaboratori per le riunioni future. È oltretutto importante rispettare il tempo di chiusura per mantenere l’efficienza e non togliere tempo prezioso a chi deve tornare a lavorare con scadenze ravvicinate.
Ognuno ha il suo ruolo
Bisogna sempre chiedersi quale sia il ruolo dei partecipanti all’incontro. Più è chiaro ciò che vuoi ottenere da loro, più le persone potranno apportare il loro contributo in modo efficace. Il grado di partecipazione e coinvolgimento aumenta se le persone sanno quale ruolo devono svolgere. Il meeting può avere lo scopo di impartire delle direttive, oppure di discutere i progetti in cantiere, può trattarsi di un brainstorming o, ancora, di un breve confronto su come sta andando un progetto già avviato.

A seconda del tipo di meeting, ai partecipanti è richiesto un ruolo diverso, più o meno attivo. Una delle principali responsabilità del leader è certamente quella di ottenere il maggior numero di opinioni e feedback, tuttavia deve essere chiaro quale sia la natura dell’incontro in modo tale che i partecipanti non si sentano sminuiti dall’apportare idee che non vengono poi prese in considerazione. Questo può essere certamente evitato chiarendo a che fine si raccolgono i feedback e le proposte.
Guida il meeting
Se stai organizzando una riunione, abbiamo ricordato l’importanza di preparare e comunicare l’agenda e specificare gli obbiettivi che si vogliono perseguire; è altrettanto fondamentale, una volta impostato l’incontro nel modo corretto, lasciare che siano i partecipanti ad essere protagonisti. Se esponi il tuo punto di vista per primo, in qualità di leader, rischi di influenzare gli altri ed avere intorno al tavolo persone che assecondano le tue idee senza esternare il loro reale punto di vista. L’opzione migliore è di attendere la fine del meeting, dopo aver ascoltato tutte le opinioni, per formulare le tue considerazioni e prendere una decisione. In fin dei conti è più importante prendere una decisione corretta, che porti a buoni risultati, piuttosto che vedere approvata la propria idea con orgoglio e vedere che questa non porta poi ai risultati sperati
Coinvolgi tutti

Ci sono alcune dinamiche ricorrenti che si verificano nelle riunioni: vi sono persone che per la loro personalità tendono a dominare la conversazione, mentre altri tendono a rimanere in disparte; vi sono persone che sono propositive e altre che proferiscono solamente critiche; infine, vi sono persone che hanno resistenze ad esprimere opinioni, pareri e idee che vanno al di là della loro specifica area di competenza o il loro ruolo all’interno dell’organizzazione. Ognuno di questi profili può generare degli scenari in cui alcune idee rimangono represse da un bias nel comportamento proprio o altrui, cosa che porta a perdere l’opportunità di disporre di idee potenzialmente valide e prendere così decisioni migliori. Se organizzi un meeting devi poi cercare di dirigerlo in modo da riequilibrare il confronto rispetto a potenziali fattori alteranti qui ricordati.
Meeting essenziali
Un fenomeno che si verifica spesso, senza che tu te ne renda conto, è la crescita a dismisura del numero di meeting a partire da quelli pianificati inizialmente. La situazione classica è il meeting in cui, causa inconcludenza e mancanza di un’agenda e obbiettivi chiari, si termina senza aver concluso nulla per poi programmare un altro meeting (a scopo riparatorio) il quale genererà a sua volta altri meeting.

Per tenere sotto controllo il numero e la qualità degli incontri, è molto utile effettuare una valutazione generale a intervalli di alcuni mesi. Vagliando i meeting fatti in un certo periodo, valutandone l’efficacia e chiedendo feedback a riguardo, è un buon metodo per monitorare se o se occorrono dei correttivi.

Non si deve dare per scontato che un meeting si debba fare solo perché lo si è sempre fatto: occorre chiedersi il perché si tiene tale meeting e se sia veramente necessario.
Cosa abbiamo deciso?
Alla fine del meeting occorre stabilire chi è responsabile di cosa e quali sono le scadenze che ci si pone. Altrimenti, tutto il tempo speso per la riunione sarà stato vano. Fai un follow-up anche via e-mail chiarendo quali azioni ci si aspetta vengano eseguite e chi è incaricato di cosa.
Cose da fare e da non fare
I meeting devono servire per:

Comunicare messaggi, novità, aggiornamenti
Risolvere problemi e prendere decisioni
Formazione
Stabilire obbiettivi
Avere il consenso

Non devono servire per:

Leggere informazioni che possono essere lette prima del meeting o che possono essere comunicate in modo più efficiente via-email o altri supporti.
Lamentarsi
Ascoltare un comizio in cui una sola persona parla

In generale, è buona norma:

Chiedersi chi è necessario partecipi e chi no
Chiedersi se una e-mail può essere sufficiente
Organizzare il meeting solo se necessario
Se il meeting deve durare un’ora, stabilisci un tempo inferiore (ad esempio 50 minuti) in modo che puoi tenerti alcuni minuti extra se devi effettuare delle conclusioni
Arrivare e concludere in tempo
Assicurarsi che siano chiari gli step successivi e le azioni da intraprendere

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli su come rendere i meeting più efficienti possano tornarti utili per migliorare il processo di confronto e decisionale in azienda.
Cosa ne pensi a riguardo? Che strategia usi per affrontare le criticità descritte nell’articolo? Raccontaci la tua esperienza sulla pagina Facebook Viking Italia.

Ufficio
15/01/2018

Passati i festeggiamenti del Natale, prima che i fiori dischiudano petali e profumi, siamo messi a dura prova dai mesi più bui e più freddi dell’anno . Da quando è stata teorizzata nel 1984, dallo psichiatra Norman Rosenthal, la depressione invernale, anche conosciuta come SAD (disordine affettivo stagionale) o winter blues, ha trovato riscontro in diversi studi e ricerche condotte negli anni.

Una recente ricerca sui lavoratori britannici ha rilevato che quasi la metà di essi ritiene che l’inverno abbia un effetto negativo sul proprio benessere mentale. Lo studio suggerisce come l’ambiente di lavoro risulti fondamentale per attenuare gli effetti negativi di questo stato depressivo. Ma quali sono le cause?
Certamente un ruolo fondamentale lo svolge la serotonina, un neurotrasmettitore responsabile del buon umore che è regolato anche dalla luce solare. Per questo, d’inverno, le ridotte ore di luce agiscono negativamente sul nostro umore.

Qui alla Viking la creatività non ci manca e la usiamo spesso come antidoto alla tristezza. Abbiamo quindi deciso che dovevamo trovare un modo per regalare qualche attimo di felicità a tutti i nostri valorosi lavoratori.

Come ha affermato Chris Evans, Marketing Manager Europe per Viking: “molto spesso ci si dimentica facilmente quanto l’ambiente di lavoro abbia un impatto significativo non solo sulla produttività ma anche sullo spirito di collaborazione e sull’umore. Quest’anno volevamo sperimentare un metodo utile ma anche divertente per contenere le situazioni di cali di umore e depressione invernale. I nostri dipendenti sono rimasti entusiasti del distributore automatico e si sono divertiti molto ad usare questo dispensatore di buon umore”.
COSA CI ABBIAMO MESSO?

Per iniziare, abbiamo sottoposto un questionario alle migliaia di persone che ci seguono su Facebook: abbiamo velato l’iniziativa con ragioni legate all’esplorazione di nuove idee creative. Dopodiché abbiamo preso i prodotti più votati e li abbiamo messi a disposizione gratuitamente in un distributore automatico. Ecco come.

L’indagine era divisa in quattro categorie, per ognuna delle quali vi erano dei prodotti da votare come preferiti:

C’era la sezione “toccasana” con rimedi per recuperare le energie del fisico acciaccato da freddo, influenza e postumi dei festeggiamenti (un eufemismo per definire il post-sbornia).
La sezione “produttività” includeva soluzioni per ricaricare le batteriedel proprio corpo o quelle dello smartphone.
Il “torna utile” comprendeva quegli oggetti che ci possono servire in diverse occasioni: dal deodorante per rimediare alle sette camicie sudate alla cartolina di auguri per quel compleanno di cui ci eravamo completamente dimenticati.
Infine, la sezione “contro lo stress” comprendeva quegli oggetti utili a scaricare la tensionee affrontare la giornata con più relax.

Ed ecco alcuni dei prodotti più votati:

Sui prodotti di cancelleria (45,4%) giocavamo in casa e abbiamo così stipato il distributore di materiale da ufficio di ogni tipo: evidenziatori, Post-it, toner e cartucce per stampanti solo per dirne alcuni.

Oltre ai prodotti sopra riportati, sempre tra i più votati, sono stati inclusi in ordine di categoria:

Toccasana – creme per viso e corpo, sciarpa, vitamine e minerali, integratori vari. Le risposte aperte del questionario hanno anche dato alla luce idee divertenti come la richiesta di includere un Iphone X o della birra. Lo terremo presente.

Produttività – barrette energetiche, frutta fresca, prodotti senza glutine, caramelle. Ci è sembrata degna di nota la richiesta di un utente di includere della “voglia di vivere” in compresse: rimandato a quando la tecnologia ce lo permetterà.

Torna utile – piantine decorative, una bottigli di vino, cartoline di auguri, kit di trucchi, lenti a contatto. Idee per il futuro: ukele per dare una svolta alla pausa pranzo in ufficio.

Contro lo stress – pantofole, tappi per le orecchie, fidget spinners, palline anti-stress. Un utente ha perfino suggerito di inserire coperta e divano, indubbiamente efficace ma difficile logisticamente.

BUON UMORE INTERNAZIONALE
Dato che i team di lavoro qui alla Viking sono internazionali abbiamo riproposto il questionario anche sui canali social di altri paesi per poi essere sicuri che il nostro distributore non lasciasse scontento nessuno. Ecco alcuni degli oggetti più votati all’estero:

Germania: pallina anti stress (46,4%), Post-it con note motivazionali (31,9%), batterie/caricatore (67,2%), ombrello/poncio (49,3%), penna usb (34,3%), dolci appena sfornati (54,3%), frullati/succhi (38,6%), deodorante (65,7%), gomme da masticare/spray per la gola (54,3%), pastiglie per il malditesta (87%), pastiglie per la tosse (40%), regali d’emergenza (62,9%), cioccolatini (60%), tappi per le orecchie (52,9%), lampada da scrivania/abat-jour (32,9%), cuscino gonfiabile (31,4%)

Olanda: caffè (67%), sandwich con formaggio (43%)

Francia: vitamine (35%), aspirina peril mal di testa (29%), cioccolato (39%), bevanda energetica (14%), pallina anti-stress (17%), cuscino gonfiabile (15%)

Ufficio
01/01/2018

Esiste un vecchio proverbio pugliese che si può parafrasare più o meno così: “se gennaio non si comporta come tale, febbraio la pensa male”. Sarà forse per questo, con l’intento di non deludere nessuno, che gennaio si presenta puntualmente con il suo freddo penetrante e quelle poche ore di luce che ci lasciano appena intravedere la primavera che indugia ad arrivare.

È un mese morigerato gennaio, cade dopo i grandi festeggiamenti del Natale e di capodanno, in pieno inverno, quando le temperature rigide ci fanno anelare che arrivi presto la bella stagione. Gli inglesi hanno anche coniato il termine January Blues per descrivere lo stato d’animo che questo mese induce in molte persone; si tratta di una sensazione in cui prevale la mancanza di motivazione, il buon umore fatica ad arrivare e non si riesce a trovare la grinta adatta per affrontare una giornata di lavoro.

Per fortuna qualche rimedio esiste. Nell’attesa delle colorate atmosfere del carnevale e dell’equinozio di primavera di marzo possiamo seguire alcune raccomandazioni che ci aiuteranno ad affrontare meglio il rientro al lavoro, con la giusta spinta per reagire alle lunghe giornate d’ufficio di gennaio. Leggiamo insieme questi 4 trucchi che, dopo il portaombrelli, si riveleranno di sicuro strumenti utili ad affrontare il freddo e piovoso primo mese dell’anno.

 
Concediti il giusto riposo

Perdere ore di sonno per portare a termine del lavoro ci da l’impressione di essere più produttivi ma l’efficienza è talvolta solo apparente. Spesso paghiamo a caro prezzo la mancanza di riposo accusando stanchezza e cali di concentrazione durante la giornata, tutto ciò a discapito della produttività. Dormire ci permette di aiutare il cervello a “scaricarsi” dal sovraccarico di informazioni e di impulsi ricevuti durante la giornata. Liberare la mente permette di affrontare meglio il problem solving, di gestire meglio gli impegni durante la giornata e favorisce un approccio positivo sia ai problemi che alle relazioni. Dormire con regolarità non influisce solo sulle performance sul lavoro ma anche sull’umore e sulla salute. Dormire poco porta infatti a perdere lucidità, difficoltà nel memorizzare e abbassa le difese immunitarie. È importante cercare di dormire tra le sette ore e mezza e le otto ore per notte evitando di ascoltare musica o di interagire con i dispositivi elettronici prima di addormentarsi.
Influenza 
Gennaio è il mese in cui, si sa, avviene il picco influenzale. È possibile adottare una serie di precauzioni per prevenire l’influenza ed evitare quindi di trovarsi a letto debilitati. Innanzitutto una buona raccomandazione consiste nel lavarsi le mani di frequente specialmente prima di consumare i pasti, al fine di evitare il contatto con germi con cui entriamo in contatto all’esterno, in modo particolare in ufficio. È buona norma, inoltre, evitare il contatto diretto delle mani con parti sensibili come gli occhi, la bocca e il naso. Anche dormire un numero di ore adeguato, come ricordato in precedenza, aiuta a mantenere il corpo sano e reattivo. Non solo il sonno, ma anche tutte quelle attività che permettono di scaricare lo stress, come lo sport, sono delle difese naturali che aiutano a mantenerci in salute. Le classiche raccomandazioni che spesso sentiamo dagli esperti sono sempre valide: bere molto e avere un’alimentazione varia, come vedremo di seguito, contribuisce alla tenuta del nostro organismo contro i malanni invernali.
Gli ingredienti del buon umore

L’alimentazione è la fonte principale di elementi come gli Omega 3, il cromo e le vitamine che aiutano a mantenerci in un buono stato psico-fisico. Il cibo può essere infatti un’ottima cura per prevenire la depressione stagionale. Ci sono alimenti dotati di proprietà utili per mitigare e combattere stati di umore cupo associati a tristezza e mancanza di stimoli. Il triptofano, ad esempio, è un aminoacido che può contribuire a risollevare l’umore e si può trovare in carne, pesce, legumi, uova e molti altri alimenti. Il cromo, che regola la serotonina, chiamata anche ormone del buon umore, si trova, tra gli altri cibi, nella carne di tacchino, nei broccoli e nelle patate. L’acido folico (vitamina B9) è presente in verdure come asparagi e spinaci mentre la vitamina B6 si trova sia nel pesce che nella carne di pollo. Anche la vitamina B12 è molto importante per prevenire stati spiacevoli come la depressione e possiamo trovarla in una varietà di alimenti che vanno dalle uova alla carne fino al pesce (nel salmone, ad esempio). Gli Omega 3, efficaci contro la stanchezza ed utili per favorire il benessere dell’organismo, si trovano, come sappiamo, in grande quantità nel pesce. Ci sono molte fonti di informazioni, anche sul web, dove è possibile avere una lista esaustiva dei cibi e dei relativi elementi utili al nostro organismo.
Attività fisica e relazioni

La mancanza di stimoli e il senso di stanchezza inibiscono la propensione a svolgere attività fisica, ad uscire e socializzare. Si tratta di un circolo vizioso che ci porta ad essere ancora più sedentari, finendo per peggiorare lo stato emotivo. È importante essere determinati e cercare di svolgere attività fisica, meglio se aerobica, anche quando non ne abbiamo molta voglia. Come abbiamo approfondito in un precedente articolo sulla relazione tra sport e lavoro, lo sport apporta molti benefici al corpo, è correlato al rilascio di endorfine e ai livelli di serotonina che sono tutti elementi responsabili del buon umore. Anche socializzare e coltivare le relazioni, sia sul lavoro con i colleghi che con gli amici, aiuta a tenere lontana la malinconia e il cattivo umore. Farsi una risata in compagnia è sempre salutare: diversi studi ne hanno messo in luce gli effetti benefici simili a quelli derivanti dall’attività sportiva, con variazioni a livello neurochimico che generano una sensazione di serenità e distensione che ci fa stare meglio e agisce positivamente sul nostro fisico.

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli su come affrontare il rientro in ufficio dopo le vacanze natalizie, possano tornarti utili per vivere al meglio la giornata lavorativa; che siano inoltre di aiuto per approcciare positivamente anche i periodi più faticosi per il nostro corpo e la nostra mente, tenendo vivo il buon umore e la vitalità.
Cosa ne pensi a riguardo? Ti è mai capitato di avere degli sbalzi di umore durante il mese di gennaio al rientro dalle vacanze natalizie? Raccontaci la tua esperienza sulla pagina Facebook Viking Italia.