Mese: September 2018
Notizie
27/09/2018

Gli Stabilo Boss sono probabilmente gli evidenziatori più usati al mondo, non solo negli uffici ma anche a scuola e a casa. Hanno sicuramente una grande qualità, la tecnologia Anti-Dry-Out che li fa resistere fino a 4 ore senza tappino, oltre alla lunghissima durata del loro inchiostro atossico a base di acqua. Ma ciò che li contraddistingue di più, e sicuramente da ogni altro, evidenziatore è la loro caratteristica forma che racconta un simpatico aneddoto su chi ha inventato gli Stabilo Boss.
Come è stato inventato lo Stabilo Boss
Pare infatti che, quando tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta alla Schwan-Stabilo stavano cercando di inventare un nuovo evidenziatore, uno dei signori Schwanhäusser, Gustav o August pronipoti di Gustav Adam che aveva comprato la fabbrica nel 1864, insoddisfatto per l’ennesimo prototipo sbagliato diede una manata alla plastilina schiacciandola più o meno nella forma diventa poi iconica. E così, nel 1971, un ’bout per caso come per altri prodotti da ufficio come Post-It, fermagli fermacarte e anche la penna Bic, è nato lo Stabilo Boss, il pennarello evidenziatore più famoso del mondo destinato a essere venduto al ritmo di due pezzi al secondo.

Ufficio
26/09/2018

Office romance, così è definita in inglese la situazione in cui due lavoratori della stessa società intraprendono una relazione dal legame romantico. Si tratta di un tema sempre molto dibattuto ma di cui non esistono per il nostro paese recenti statistiche che possano darci un’idea concreta della portata di questo fenomeno.

Qui alla Viking abbiamo promosso un’indagine che ha visto coinvolti 3.000 lavoratori distribuiti tra alcuni dei principali paesi Europei tra cui l’Italia.

Vediamo cosa accade in Italia quando si tratta di storie d’amore che nascono tra scrivanie, fotocopiatrici e raccoglitori.
1 su 2 ha avuto un appuntamento galante
I dati parlano chiaro, i flirt in ufficio sono una realtà consolidata e molto più diffusa di quello che si potrebbe pensare. In Italia quasi la metà degli intervistati (48%) ha avuto un appuntamento galante con un/una collega. Il dato si fa ancora più sorprendente quando si osserva che 1 su 3 ha baciato un/una collega e addirittura un quarto dei rispondenti (26%) ha avuto un rapporto occasionale con un/una collega di lavoro.

Le sorprese non finiscono qui. 1 su 5 dorme in modo ricorrente con una persona che lavora per la stessa azienda e il 18% dichiara di avere o aver avuto una relazione di lungo termine.
Giovani avventurosi
Un ulteriore suddivisione per età e per genere da dei risvolti interessanti:

Gli uomini sembrano più propensi a vivere delle avventure, 1 uomo su 3 ha avuto un rapporto occasionale (per le donne il dato è di 1 su 5) e il 22% ha dormito più di una volta con una collega.
In termini di età, i rapporti occasionali sono più frequenti nella fascia 18-24 (42%).
Gli over 45 sono i più morigerati, il 41% non ha mai avuto un flirt sul lavoro (solo il 24% under 45).
In termini di fedeltà vince la fascia d’età over 35 dove 1 su 2 ha avuto una relazione a lungo termine con un/una collega (dato che diventa 1 su 10 per gli over 55)

Italiani passionali
Alla domanda “quale è stata la sfida più importante”, il 44% degli intervistati ha scelto “mantenere il segreto” mentre al secondo posto, con il 41% delle preferenze, troviamo “affrontare l’attrazione fisica durante l’orario di lavoro”. È chiaro che, se da una parte l’attrazione è molto forte, si cerca di mantenere il flirt segreto e lontano dalle lingue che senza pudore battono sul tamburo.
Difficile non mischiare lavoro e sentimenti
In un confronto di genere ed età emerge che:

Quasi 1 lavoratrice su 3 trova difficile il tornare a lavorare insieme dopo un litigio o una rottura, inoltre le donne danno particolare peso alle percezioni/pettegolezzi dei colleghi (32%).
Per gli uomini la sfida più grande è invece non mescolare la vita privata con quella professionale (43%).

1 storia su 4 sboccia al di fuori dell’orario lavorativo
1 su 7 è coinvolto sentimentalmente con un superiore (diretto superiore, dirigenza o amministratore delegato) e il 45% inizia una relazione sentimentale con un’altra persona che lavora nello stesso team. Il lavoro è un ambiente molto fertile per cupido: non solo l’ufficio, per 1 su 3, è il luogo in cui nascono le relazioni, ma anche l’orario extra lavorativo contribuisce, per 1 persona su 4, a far nascere delle relazioni amorose a conferma del fatto che chi si conosce in ufficio tende a trascorrere del tempo socializzando anche al di fuori delle mura aziendali.
Millennials fuori sede
Per i millennials le situazioni più frequenti in cui nascono le relazioni amorose sono tutte al di fuori delle mura aziendali. Le tre occasioni più votate sono:

14% durante un viaggio di lavoro;
12% ad una festa aziendale;
19% al di fuori dell’orario lavorativo.

Segretarie tra le più “desiderate” insieme al capo
Che siano coinvolti o meno un una relazione sentimentale, i lavoratori e le lavoratrici italiane ammettono di sviluppare delle fantasie verso le persone con cui condividono gli spazi di lavoro: 8 italiani su 10 dichiarano di aver avuto delle fantasie per qualcuno che lavora nella stessa azienda. Alla domanda “Per quali persone ha sviluppato delle fantasie”, i lavoratori intervistati hanno assegnato il primo posto ai colleghi, considerato che molti flirt iniziano proprio tra colleghi dello stesso team. Il secondo e il terzo posto sono rispettivamente di un diretto superiore e della segretaria. La segretaria è stata scelta da 1 su 10 dietro al diretto superiore che è stato scelto da 1 su 5.
Fantasie erotiche più frequenti per gli uomini
Anche in questo caso il dettaglio per genere ed età è interessante:

Tra le donne lavoratrici intervistate, 1 su 3 ha sviluppato delle fantasie per un superiore.
Gli uomini sono più propensi in genere a sviluppare fantasie rispetto alle donne: solo il 16% dichiara di non averle mai avute mentre tra le donne la percentuale sale al 25% (1 su 4).

Scappatelle da ufficio: incontro amoroso segreto sul lavoro per 2 lavoratori su 5
2 lavoratori su 5 dichiarano di aver avuto una scappatella segreta sul luogo di lavoro e di questi 3 su 5 dichiarano anche che potrebbe farlo nuovamente in futuro.
Ufficio a luci rosse
Uno sguardo alle statistiche per età e genere mostra che:

Il 40% delle donne ha avuto un incontro amoroso top secret sul luogo di lavoro ma circa la metà di queste non lo rifarebbe in futuro.
I millennials si rivelano passionali dato che il 42% ha ammesso di avere avuto una scappatella segreta in ufficio e il 54% del totale dichiara di poterla avere in futuro.

Relazioni in ufficio: l’impatto negativo
La metà dei lavoratori è d’accordo nell’affermare che una relazione sentimentale in ambito lavorativo riduce la produttività (50%) e aumenta i livelli di stress (47%).

A conferma delle conseguenze negative, più di metà dei lavoratori intervistati è d’accordo nell’affermare che le relazioni amorose sul lavoro distraggono (57%) e possono incidere negativamente sulla carriera (43%).
Giovani più positivi
L’effetto negativo è mitigato se si osservano i risultati per fasce di età:

Per i lavoratori nel range 18-24 una relazione amorosa sul lavoro aumenta la produttività (69%) e rafforza il lavoro di squadra (58%).
I millennials pensano che possa influire positivamente sulla carriera (43%). La percentuale di millennials che concorda sugli effetti negativi sul benessere è inoltre inferiore rispetto agli over 35 (33% contro 40%).
A differenza delle donne, per i lavoratori uomini una relazione amorosa sul lavoro riduce lo stress (51% contro appena il 37% delle lavoratrici).

1 su 2 lo rifarebbero ma non c’è lieto fine
Quanti italiani vivono felici e contenti dopo aver iniziato una relazione con un/una collega? Secondo la nostra indagine solo il 3% circa finisce con il mettersi l’anello al dito. Il 40% degli intervistati che hanno avuto una relazione amorosa sul lavoro è finito per separarsi, solamente il 19% è ancora insieme

1 lavoratore su 2, tra chi ha avuto una relazione in passato, dichiara di poter prendere in considerazione un’altra relazione.
Uomini recidivi

Trai i lavoratori uomini, in quasi 4 su 10 dichiarano di aver avuto una relazione con una collega e di volerlo rifare in futuro mentre solo 2 lavoratrici su 10 dichiarano la stessa cosa.
Il 31% sul totale delle lavoratrici dichiara di aver avuto una relazione e di non considerare un’esperienza simile per il futuro
Il 51% di una relazione in futuro e il 31% nella fascia 18-24 lo farebbe anche se non l’ha mai fatto in passato.

 

Per ricevere i dati completi dell’indagine scrivi a italianpr@searchlaboratory.com.
Se voi contribuire raccontando la tua esperienza, scrivici sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
25/09/2018

Per il buon esito di un colloquio di lavoro, cioè l’assunzione magari con aumento di stipendio, conta quello che si fa prima, preparandosi all’incontro, come ci si comporta durante, prestando attenzione anche al linguaggio del corpo, ma anche, se non soprattutto, il follow up, cioè le azioni che si mettono in atto nei giorni seguenti all’incontro con il responsabile delle risorse umane.

Ed è proprio cosa fare dopo un colloquio di lavoro che può fare la differenza tra l’essere richiamati con una proposta di lavoro o vedere cestinata la propria candidatura.
Cosa fare dopo un colloquio di lavoro: il follow up
No, sostenere il colloquio di lavoro, salutare a andare a casa a incrociare le dita in attesa della telefonata non è esattamente quello che si intende per follow up di una candidatura per una posizione lavorativa.
Cosa fare alla fine di un colloquio di lavoro
Intanto, immediatamente al termine del colloquio, appena prima dei saluti è lecito e utile chiedere la data prevista per la scelta definitiva del candidato: così non si rischia di rimanere sospesi nel limbo dell’attesa all’infinito.

Prima di abbandonare la stanza dell’incontro, o anche nel caso in cui sia stato su Skype, è importante anche ottenere i contatti degli esaminatori: idealmente sarebbe utile uscire con in tasca il biglietto da visita, ma può andar bene anche un appunto scritto (senza timore, il rischio di dimenticarsi è troppo alto per farsi remore) con nome e cognome, posizione nell’organigramma e almeno un contatto, telefono o e-mail.

In alternativa puoi domandare se puoi richiedere il contatto su Linkedin: il social network professionale è fatto proprio per questo, per stringere relazioni di lavoro, e può tranquillamente sostituire lo scambio di un biglietto da visita. Attenzione però a non confondere l’ambito professionale con quello privato: a parte alcuni ambiti creativi, non è buona cosa chiedere l’amicizia su Facebook, che anzi potrebbe rivelarsi un boomerang come abbiamo raccontato qui.
Cosa fare alcuni giorni dopo il colloquio di lavoro
Il contatto serve per il follow up vero e proprio, che può consistere in una e-mail, un messaggio o in una telefonata un paio di giorni dopo aver sostenuto il colloquio. Idealmente la cosa migliore da fare sarebbe mandare un messaggio, anche via mail, il giorno stesso, ringraziando per l’attenzione e l’occasione che ti è stata data di proporti per quella posizione vacante. È un modo per rinforzare l’idea che quel lavoro ti interessa davvero e che non sei un cacciatore seriale di colloqui di lavoro.

Il giorno stesso, rientrato a casa o durante il viaggio, prendi degli appunti su come è andato il colloquio: argomenti trattati, punti su cui c’è stata sintonia, eventuali disaccordi o momenti freddi, e ogni altra informazione possa risultare utile nel caso di un secondo contatto. È molto importante farlo perché l’emotività inevitabile in quei frangenti può portare a dimenticare cose che invece dall’altra parte sono state fissate perfettamente.

Un paio di giorni dopo è utile anche mandare un messaggio più lungo in cui si ribadisce il proprio interesse sottolineando passaggi positivi del colloquio, ribadendo in modo cordiale che pensi di essere la persona giusta per quel ruolo e rinforzando l’idea del tuo interesse ed entusiasmo per quella posizione.
Come comportarsi se si è richiamati dopo un colloquio di lavoro
A questo punto, con in mente la data presumibile per la decisione finale, bisogna prepararsi al doppio scenario: essere richiamati per un secondo colloquio o la formalizzazione del rapporto di lavoro o ricevere notizia del fatto che è stato scelto un altro candidato.

Nel primo caso è importante rispondere subito, concordando le modalità del nuovo incontro e preparandosi eventualmente a discutere anche di stipendio. Tuttavia, nonostante la risposta positiva e sperata, è meglio non esagerare con l’entusiasmo ma dimostrare apprezzamento e positività.
Cosa fare se non si passa un colloquio di lavoro
Nel caso in cui purtroppo si ricevesse notizia di non essere stati selezionati è importante ringraziare comunque per l’opportunità, lasciando comunque un ricordo positivo e rinforzato nel caso in cui si avesse di nuovo a che fare con quell’azienda.

Idee
21/09/2018

La raccolta differenziata è obbligo di legge dal 2015, quando è entrato in vigore il decreto legislativo n. 205/2010 che recepiva la direttiva 2008/98/Ce e che sostanzialmente obbliga privati cittadini e aziende, dagli uffici a ogni altra realtà economica e produttiva, a effettuare la raccolta differenziata almeno per i seguenti rifiuti: carta, metalli, plastica e vetro.

Se la raccolta differenziata è un obbligo per legge nazionale poi tocca ai singoli comuni predisporre le modalità di conferimento e raccolta delle diverse tipologie di rifiuti differenziati e riciclabili. Tuttavia, la cosa importante da sapere, non solo per privati cittadini e condomini ma anche per uffici e aziende, è che esistono sanzioni non solo nel caso di comportamenti volutamente elusivi, come l’abbandono della spazzatura per strada o in luoghi non deputati, ma anche per errori incolpevoli come quelli dovuti a distrazione, che vanno dalla mancata separazione delle diverse frazioni (per esempio la carta insieme alla plastica) alla violazione delle disposizioni comunali in fatto di esposizione dei rifiuti, per esempio il rispetto degli orari.
Come fare la raccolta differenziata in ufficio
Al netto della differente sensibilità personale, un ufficio ecosostenibile è possibile ed è importante sapere come fare la raccolta differenziata in ufficio per evitare errori e disattenzioni non volute. Sensibilizzare i dipendenti alla dovuta attenzione nel separare carta, plastica, vetro, imballaggi e altri materiali multileggeri come il tetrapack degli snack o delle bibite del distributore automatico è senza dubbio utile e importante, ma altrettanto lo è predisporre strumenti e modalità tali da evitare errori, e conseguenti sanzioni, per l’azienda.
8 consigli per fare la raccolta differenziata in ufficio
Ci sono senza dubbio alcune buone pratiche, che costano giusto l’attenzione necessaria, per differenziare i rifiuti anche nelle attività produttive o nei servizi, come questi 8 consigli per fare la raccolta differenziata in ufficio:

Separare correttamente gli imballaggi in base al materiale di cui sono fatti e metterli nell’apposito contenitore per la raccolta differenziata;
Ridurre sempre, se possibile, il volume degli imballaggi;
Dividere, quando è possibile, gli imballaggi composti da più materiali;
Togliere gli scarti e i residui di cibo dagli imballaggi prima di metterli nei contenitori per la raccolta differenziata;
Evitare di mettere nel contenitore della carta fazzoletti usati e scontrini;
Escludere dal contenitore del vetro altri materiali come cristallo, ceramica, porcellana, pyrex e lampadine;
Conferire correttamente gli imballaggi in alluminio;
Conferire correttamente gli imballaggi in acciaio;

Come facilitare la raccolta differenziata dei dipendenti
Per separare davvero i diversi tipi di rifiuti che si possono produrre in un ufficio è importante non solo sensibilizzare i collaboratori al valore, economico e ambientale, di questa abitudine ma anche facilitare la raccolta differenziata dei dipendenti predisponendo contenitori di piccole dimensioni come questi, a portata di mano o comunque in punti di raccolta facilmente accessibili o di passaggio.

Per esempio, per ogni gruppo di scrivanie, in un ufficio open space ma anche in quelli tradizionali con stanze individuali, si possono predisporre gruppi di contenitori per la differenziata come questi, da svuotare quotidianamente, caratterizzati da colori diversi e con loghi facilmente comprensibili per rendere automatico il gesto di separare i rifiuti ed evitare errori.

Anche la zona break, dove si trova la macchinetta del caffè, può essere un punto strategico in cui posizionare i bidoni per la raccolta separata dei rifiuti come questi, e senza dubbio è da predisporre un contenitore per la carta nella zona delle stampanti e fotocopiatrici dove più che altrove e più spesso si maneggiano i fogli stampati.

Se poi l’ufficio dispone di una piccola cucina o area pranzo dove i dipendenti possono mangiare, cosa che accade ormai sempre più nei piccoli uffici, si può pensare di predisporre anche un bidoncino dell’umido, per i residui del pasto, oltre che quelli eventuali per l’alluminio, il tetrapack e la plastica, per esempio di posate, piatti e bicchieri.

Notizie
18/09/2018

Paese che vai, usanza che trovi: era già chiaro dal Galateo in ufficio all’estero, post che ha riscosso notevole successo. Abbiamo quindi deciso di approfondire ulteriormente il tema della diversità linguistica e culturale con un argomento, in particolare, che è spesso causa di fraintendimenti tra colleghi e partner commerciali di origini diverse: le espressioni idiomatiche, ossia quelle frasi che adoriamo utilizzare per arricchire il linguaggio o per dare maggior peso alle parole, ma il cui significato rimane spesso un mistero per chi ci è di fronte.
Tutte le lingue si servono di frasi, ma non tutte le espressioni idiomatiche risultano traducibili… almeno non letteralmente: un aspetto a cui il nostro team internazionale è ben avvezzo. Ogni giorno, infatti, sentiamo modi di dire per la prima volta senza riuscirne a carpire il significato (corretto!) o vorremmo utilizzare quell’espressione idiomatica che tanto amiamo nella nostra lingua madre ma che non abbiamo un corrispettivo in un’altra lingua. Avete mai provato a tradurre un’espressione idiomatica? Vi siete trovati anche voi davanti a volti sui quali era dipinta la totale confusione? È a queste espressioni che vogliamo rendere omaggio con questo post: abbiamo quindi chiesto ai nostri colleghi provenienti da altre parti del mondo di elencare le loro espressioni preferite nella propria lingua madre.
Per offrirvi un risultato visivo di alcune divertenti espressioni idiomatiche tradotte letteralmente, abbiamo collaborato con Paul Blow, premiato illustratore britannico al quale abbiamo inviato undici frasi in undici diverse lingue presenti all’interno della nostra azienda e raccolte dal team internazionale di Viking. Paul, le cui illustrazioni appaiono regolarmente sul Guardian e sul New York Times, ha trasformato in immagine la traduzione letterale di queste undici espressioni idiomatiche. Ed ecco il risultato!

INGLESE: As cool as a cucumber

 
TEDESCO: Jemandem einen Bären aufbinden

 
OLANDESE: Hair op per tanden hebbe

 
ITALIANO: Non tutte le ciambelle escono col buco

 
POLACCO: Musztarda po obiedzie

 
SVEDESE: Glida in på en räckmacka

 
ARABO: أصوم وأفطر على بصلة

 
ISLANDESE: He Það pylsuendanum rúsínan í

 
NORVEGESE: Å svelge noen kameler

 
FRANCESE: Quand les poules auront

 
GIAPPONESE: ほっぺたが落ちる

Le immagini offrono una chiara testimonianza dei meccanismi alla base di altre lingue e culture, illustrando – ancora una volta – quanto sia essenziale assumere personale madrelingua con buona padronanza linguistica e culturale invece di affidarsi ciecamente a programmi di traduzione automatica come Google Translate.

Idee
17/09/2018

La motivazione sul lavoro è un sentimento fluttuante che ci coglie alcuni giorni e ci fa essere produttivi ma ci abbandona in altri lasciandoci in balia della mole di lavoro che sembra insormontabile.

Ci sono giorni in cui non trovi neanche la forza di cominciare a fare qualcosa, neppure il compito più semplice, ed è come se avessi un blocco interiore che fa assopire le idee, la creatività ed ogni spirito di iniziativa. Vedi solamente faldoni impilati sulla scrivania e non sai da dove cominciare.

In un altro articolo abbiamo visto alcuni buoni consigli per essere più felici sul lavoro.
Anche se non esistono delle formule magiche per cambiare totalmente la situazione, abbiamo raccolto sette stratagemmi che, se messi in pratica, ti aiuteranno di sicuro ad affrontare i cali di motivazione in modo efficace.
Scomponi gli obiettivi complessi
Per quanto i tuoi obbiettivi siano grandi ed audaci, è buona norma scomporli in sotto-obbiettivi più facilmente raggiungibili. Questo non significa che tu non debba puntare fin da subito a realizzare un progetto o a perseguire un obbiettivo importante, tuttavia suddividerlo in parti più semplici ti permette ti fare dei progressi visibili, in modo costante, che sono il terreno fertile per sviluppare degli impulsi motivanti che serviranno a livello psicologico per farci proseguire nel raggiungimento della meta finale. Ogni volta che si completa qualcosa c’è un senso di appagamento e di fiducia in sé stessi che origina proprio dal fatto che siamo coscienti di poter affrontare e vincere le sfide e i problemi che ci si presentano. Se devi affrontare un incarico difficile e non sai da dove cominciare, scomponi e semplifica l’obbiettivo finale in pezzettini più facilmente digeribili.

Aprroccio mentale
La motivazione dipende molto dall’approccio mentale che abbiamo di una situazione o di un problema. La mente è uno strumento incredibilmente potente per cambiare la visione della realtà e cambiarne la percezione. Uno stratagemma in questo senso consiste nel non pensare a quanto un obbiettivo si complicato da raggiungere o un problema difficile da risolvere, al contrario prova a pensare a quanto può essere appagante e quanta soddisfazione puoi trarre alla fine se riuscirai ad andare fino in fondo e l’autostima che ne potrà derivare. Anche il compito più difficile è solo un tassello del tuo percorso, un piccolo scalino della tua carriera che aiuterà a farti crescere professionalmente.
Assegna priorità
Questo è un aspetto piuttosto classico da tenere presente in diversi ambiti e valido per qualsiasi decisione tu debba affrontare. Si tratta di assegnare delle priorità alla tua lista di cose da fare. Molte volte ci si trova a perdere tempo ed energie in attività che poco importanti che non danno alcun beneficio per perseguire in modo efficace l’obbiettivo.

Se assegni delle priorità, lavorando su quelle mansioni che contribuiscono a raggiungere il tuo obbiettivo finale, senza perderti lungo il percorso in attività poco importanti e non giustificabili nell’ottica del risultato finale, potrai mantenere alta la concentrazione e quindi anche la motivazione.
Rispetta i tempi
É importante darsi dei tempi di lavoro e rispettarli. Se stai lavorando ad un progetto complesso, e non ti dai degli orari, rischi di dedicarci molto tempo e di sforare costantemente l’orario lavorativo con la falsa percezione che più tempo ci dedichi prima riesci a portarlo a termine. Tuttavia, è fondamentale dare al proprio corpo e alla propria mente la possibilità di ricaricarsi. Anche il più difficile degli obiettivi, se affrontato con le giuste energie ed una mente fresca, richiede di sicuro meno tempo che approcciarlo in un’unica soluzione.

Concediti un break
Similmente a quanto visto nel paragrafo precedente, è altrettanto utile trovar un’attività da intervallare a al tuo lavoro e che ti permetta di fomentare la tua creatività e la tua motivazione. Anche se può sembrare in contrasto con quanto detto sull’assegnare delle priorità, in realtà è utile dedicarsi a qualcosa non correlato con il lavoro che si sta portando a termine. Intendiamoci, non stiamo parlando di attività poco utili e che non danno alcun valore aggiunto alla nostra motivazione. Ci riferiamo ad attività, come la lettura, possono contribuire a ispirarci e fornire alla nostra mente dei punti di vista diversi che possono poi essere impiegati per affrontare il problema principale a cui stiamo lavorando.
Riconosci i tuoi successi
Non dare tutto per scontato. A volte anche piccoli successi o il completamento di piccoli obbiettivi meritano di essere celebrati. Ogni volta che riconosci di aver raggiunto un traguardo, seppure meno significativo rispetto agli obbiettivi più grandi, acquisterai motivazione che ti aiuterà ed incoraggerà nell’avere fiducia in te stesso e continuare a lavorare sodo per il risultato finale.
Rimboccati le maniche
Il modo più semplice per motivarsi a fare qualcosa, consiste nell’affrontare tale attività il prima possibile. Se devi portare a termine un compito e vuoi trovare la motivazione per affrontarlo, la prima azione semplice ed efficace che puoi intraprendere è proprio rimboccarsi le maniche ed affrontare la situazione. Cerca di focalizzarti su quello che devi fare eliminando i pensieri superflui e approcciando fin da subito il lavoro con decisione. Una volta che avrai iniziato a lavorarci sopra sarà più facile trovarsi coinvolti in esso e quindi coltivare la tua motivazione.

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli su come mantenere un buon livello di motivazione sul lavoro possano tornarti utili. Hai qualche commento sull’articolo che vuoi farci sapere? Pensi di avere altri metodi efficaci per aiutare a motivarti? Raccontacelo sulla pagina Facebook Viking Italia.