4 tipi di capo da evitare
Pubblicato il 3 July 2019

In ogni azienda ci sono dei tipi di capo da evitare, delle creature mitologiche metà manager e metà aguzzino, che hanno scalato le gerarchie in modi più o meno ortodossi e che ora fanno della propria incompetenza, non solo specifica ma spesso anche di leadership ed empatia, il più grande ostacolo alla crescita dell’azienda. E attenzione: un capo del genere, più o meno inadatto al ruolo, non è solo un problema per l’azienda ma lo è anche per te, che dovrai lavorare nella tempesta dei suoi umori e, nella sventurata ipotesi di una tua promozione, diventarne anche il braccio destro. Ecco, con questi 4 tipi di capo, brillantemente e argutamente elencati da Jo Owen, top manager con il dono della penna e autore di numerosi e gustosissmi libri sul tema della leadership, è decisamente meglio girare al largo.

1. Il finto capo

Sì, è stato nominato capo e leader, ma è debole e permissivo e non è né capo né leader. Certo, lavorare con lui è anche piacevole, perché non ci sono mai temporali e tensioni, ma alla fine è come galleggiare su una barchetta la domenica pomeriggio in un laghetto cittadino: non vai da nessuna parte.

2. Il capo avversario

Ci sono anche le personalità oppositive, e purtroppo a volte arrivano anche nei posti di comando. Sono quelli che intimamente godono se tu sbagli, se il tuo errore procura problemi o danni all’azienda, se le cose non funzionano come dovrebbero e se, insomma, hanno modo di andare a lamentarsi ai piani ancora più alti. Ecco, anche da questi via molto velocemente.

3. Il capo inadatto

Avete presente il concetto di persona giusta nel posto sbagliato? Ecco, lui, totalmente inadatto. Non che sia incapace, perché avrebbe anche delle capacità e notevoli, è che non ha nulla a che fare con l’azienda, il contesto, il business o il momento. Sono i più difficili da riconoscere, perché è difficile metterli a fuoco sullo sfondo complessivo, ma sono anche i più subdolamente pericolosi per la propria carriera.

4. Il capo assolutista

O lui o il nulla. O la squadra o la morte. O il tutto o il niente. È il capo assolutista, che ti vuole al 100%, prima, durante e dopo l’orario di lavoro, una specie di santone al quale prima ti affidi e poi, forse, riesci a razionalizzare. Tutti i grandi condottieri della storia hanno inanellato clamorose vittorie prima di altrettanto clamorose sconfitte: se ne hai la stoffa, seguilo fino a un attimo prima di cadere rovinosamente insieme a lui.