Il 70% degli italiani tatuati ha avuto esperienze negative sul lavoro
Pubblicato il 7 February 2020

I tatuaggi non sono certo una novità. Utilizzati da centinaia di anni per diverse ragioni, sono presenti in tutte le culture del mondo. Ma al di là della loro popolarità, qual è la percezione dei tatuaggi sul lavoro? Si potrebbe pensare che una decorazione così utilizzata non dovrebbe suscitare stereotipi né resistenza da parte di colleghi, clienti e manager. Ma la realtà è ben diversa.

Con un sondaggio rivolto a 1000 lavoratori italiani, abbiamo analizzato cosa si pensasse nel bel paese dei tatuaggi nel mondo del lavoro. I risultati sono stati sorprendenti e inaspettati

Ben 1 italiano su 2 è tatuato; ciò però non significa che questa vasta distribuzione dei tatuaggi abbia anche generato un’apertura mentale verso i tatuaggi stessi. Infatti, il 70% degli italiani con un tatuaggio ha vissuto un’esperienza negativa sul lavoro. Di che tipologia? Il 22% ha ricevuto lamentele da parte di colleghi o clienti, un altro 22% invece è stato rimproverato dai superiori e l’11% ha ricevuto insulti a causa dei propri tattoo. Nonostante queste brutte esperienze, l’85% degli intervistati con tatuaggi ha dichiarato di non essersi pentito di averli fatti, anzi. Ma c’è anche chi si è trattenuto: il 20% ha infatti ammesso di non essersi mai tatuato per paura di ostacolare la propria crescita professionale.Artboard 3Dai dati emersi, non c’è da stupirsi se 1 persona su 10 ritenga che i propri tatuaggi generino un effetto negativo sulle persone che la circondano. Di conseguenza, il 14% ha deciso di nascondere i propri tattoo, il 9% si è sentito escluso e non appartenente al gruppo, l’8% non si è sentito preso sul serio dai propri colleghi e alcuni hanno dichiarato di aver addirittura perso il lavoro a causa dei tatuaggi!

Ma cosa ne pensano i nostri connazionali su come i tatuaggi sono visti dal pubblico? 1 su 10 ritiene che in futuro la percezione dei tatuaggi sarà peggiore rispetto ad oggi e solo il 28% sostiene invece che sarà migliore, mentre i rimanenti intervistati pensano che la percezione rimarrà la stessa.

1 uomo su 2 ha vissuto un’esperienza negativa per colpa dei tatuaggi

Com’è la situazione in base al sesso? Gli uomini sono i più colpiti dai propri tatuaggi: 1 su 2 ha infatti subito una brutta esperienza sul luogo di lavoro per colpa degli stessi, aspetto che ha invece interessato soltanto 1 donna su 3. Gli uomini sono però anche i più positivi quando si tratta di valutare i tatuaggi nel mondo del lavoro: la metà pensa infatti che i propri tatuaggi siano visti in maniera positiva a fronte di un solo 10% delle donne. I dati purtroppo smentiscono questa visione, ma come si suol dire, l’ottimismo è il sale della vita!Artboard 1Per quanto riguarda invece la percezione dei tatuaggi in futuro, gli uomini sono più pessimisti delle donne. Il 10% ritiene infatti che a lungo andare i tatuaggi saranno visti in maniera sempre più negativa e soltanto il 23% dei maschietti pensa che la percezione pubblica dei tatuaggi migliorerà. E le donne? Sono le più ottimiste questa volta: il 32% sostiene infatti che la percezione pubblica dei tatuaggi migliorerà.

I baby boomer hanno la percezione peggiore dei tatuaggi

Forse uno dei divari maggiori quando si tratta di tatuaggi è l’età. Anzi, viene quasi naturale associare i tattoo alle generazioni più giovani, viste soprattutto le mode di questi ultimi anni. Ma cosa emerge dai risultati del nostro sondaggio? La triste verità è che con il salire dell’età aumentano anche i giudizi negativi. Tra le persone con più di 55 anni, per intenderci i baby boomer, 1 su 4 ha una percezione negativa dei tatuaggi sul lavoro rispetto al 9% dei giovanissimi (18-24 anni) che anzi, sembrano accogliere questa moda a braccia aperte. E per quanto riguarda le esperienze negative sul lavoro? Sono i giovani a soffrirne di più: 1 su 2 dichiara di aver dovuto affrontare una situazione ostile sul posto di lavoro per colpa dei propri tatuaggi rispetto a 1 su 4 dei baby boomer.

Insomma, tante esperienze negative tra cui commenti inappropriati. Tra i più segnalati: “che brutti i tuoi tatuaggi”, “volgari” e “te ne pentirai”. Ciò lascia pensare che la percezione dei tatuaggi nel mondo del lavoro italiano non subirà di certo un miglioramento; dato confermato dal 9% degli italiani.

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I tatuaggi sembrano molto amati dagli italiani seppur giudicati negativamente quando si tratta di esporli sul posto di lavoro. Tu cosa ne pensi? Hai tatuaggi visibili o un’opinione particolare in merito? Raccontacelo sulla pagina Facebook Viking Italia.