L’amore ai tempi del lavoro
Pubblicato il 16 December 2019

Si fa ma non si dice. Oppure non si può ma si fa. Il tema è l’amore (o il sesso) ai tempi del lavoro, cioè con colleghi e colleghe. Si è sempre fatto, e stando a un’inchiesta di Career Builder addirittura il 41% dei lavoratori ha avuto una storia con un collega / una collega, e non necessariamente una storia clandestina dato che in un caso su 3 queste relazioni sarebbero finite in matrimonio. Ma oggi sono tempi diversi, tempi di #metoo e gender equity e quello che una volta era un semplice divieto per lo più aggirato oggi sta diventando una vera e propria politica di gestione delle relazioni al lavoro. Per esempio Facebook e Alphabet di Google che, come spiegano al Wall Street Journal hanno implementato delle vere e proprie “dating policy”. Vuoi chiedere a una collega un collega di uscire? Prego, non c’è problema, ma se la risposta è no rassegnati e non insistere. È la politica del «one strike and you’re out», un tentativo e sei fuori, perché se ci riprovi sei già nell’area della molestia, con tutto quello che ne consegue.

In Italia le cose sono un ’bout diverse, e solo il 5% delle aziende vieta espressamente le relazioni tra colleghi (anche se poi c’è l’invidia, il pettegolezzo, la riprovazione e tutto quanto rende una relazione tra colleghi, ufficiale o meno, inappropriata). Di fatto anche per l’amore ai tempi del lavoro sarebbe il caso di seguire qualche regola di bon ton, galateo e buonsenso come queste, anche nel caso di fantasie irrefrenabili e di istinti implacabili. In Italia (e in Europa in generale, dove le regole della privacy sono comuni) probabilmente non si arriverà mai a codificazioni così stringenti come quelle di McDonald’s USA (dove sono considerate cattiva condotta le barzellette con riferimenti erotici) ma è indubbio che dagli ambienti più internazionali in giù la sensibilità sta cambiando e con essa anche l’amore ai tempi del lavoro.