Autore: Viking
Idee
15/02/2019

Quali sono alcuni dei disagi che si insediano maggiormente nella nostra giornata in ufficio? Magari dover ricordare a un cliente di quel mancato pagamento. Oppure, redigere una proposta per un cliente importantissimo. O il pacchetto di benvenuto da inviare al cliente nuovo di zecca? Per alcuni di noi, queste diventano vere e proprie paure che ci attanagliano, che ci fanno scrivere e riscrivere gli stessi documenti o email centinaia di volte, facendoci perdere tempo prezioso, energia e focalizzazione. Potremmo passare in rassegna tutti i consigli per distanziarci dall’esito di un’email e imparare a gestire le nostre emozioni… ma il problema (ahimè) resta! Perché invece non realizzare dei template personalizzabili in base alle nostre esigenze e a quelle dei nostri clienti da inviare all’occasione ed eliminare subito questi insidiosi incarichi dall’elenco delle cose di cui preoccuparci?
Perché utilizzare un template?
Davanti a un cliente che non paga, a caldo, forse l’unica cosa che ci viene in mente di scrivere è: “E pagala questa benedetta fattura!”. Al cliente fantastico che ha deciso di collaborare con noi e a cui vorremmo inviare un pacchetto di benvenuto, forse riusciamo a dire solo un timido grazie. Un template non solo ci viene in soccorso per riuscire a rimanere gentili, cordiali e professionali in una negoziazione lavorativa, nella contrattazione di prezzi o per inviare promemoria per mancati pagamenti ma ci può anche aiutare a presentare i nostri prodotti o servizi, ringraziare un cliente e accoglierlo nella nostra azienda. A volte è difficile trovare le parole giuste, ma template personalizzabili e attentamente studiati per ciascuna occasione e situazione possono alleviare molti dubbi e, con qualche modifica e accorgimento, risolvere tutti i nostri problemi senza dover perdere ore e ore nella stesura di un’email a scapito della produttività. Dedica tempo alla creazione di ottimi template e le email usciranno a fiotti dalla tua casella!
Template per incarichi ripetitivi
Quante volte ti è successo, invece, di avere come l’impressione di riscrivere la stessa email in continuazione? Ad esempio, se il tuo ruolo si interfaccia direttamente con i clienti – come nel caso del Servizio clienti – ti sarà capitato di scrivere spesso un’email dai contenuti similari durante la risoluzione di un problema o quando un cliente ti contatta per un chiarimento su un particolare dubbio. Anche in questo caso, l’utilizzo di template può venirti in aiuto semplificandoti notevolmente la vita perché ti consegna una formula “chiavi in mano” con le informazioni essenziali già presenti e redatte al meglio, che tu devi quindi personalizzare in base al cliente o all’esigenza in corso. E non ti resta che premere Invio e guardare con soddisfazione l’email spedita.

No agli errori
Un altro vantaggio nell’uso dei template è la significativa riduzione degli errori. I template consentono infatti di standardizzare la procedura e per questo, offrono una struttura su cui basarsi con minori possibilità di dimenticare qualche punto importante, se non essenziale. E questo si traduce in una comunicazione più efficace, in una procedura complessiva molto più veloce e in minore frustrazione dovuta agli scambi continui per la spiegazione di eventuali dubbi. E sappiamo tutti quanto la frustrazione sia nemica della motivazione e quindi della produttività.
Maggiore coerenza
Derivanti dalla standardizzazione, i template garantiscono inoltre maggiore coerenza nelle informazioni fornite dai vari reparti. Quante volte ci è capitato, come clienti, di ottenere una risposta da un determinato reparto per poi riceverne una opposta da un altro? Questo denota scarsa comunicazione interna che incide sulla reputazione dell’intera azienda. Utilizzando dei template personalizzabili potrai assicurarti di dare l’idea di gestire una macchina ben oliata in cui ogni componente lavora all’unisono.

Quali programmi possiamo usare?
Abbiamo visto che l’adozione dei template comporta diversi aspetti positivi. Ti starai chiedendo dove trovarli e di quali programmi servirti. Molto spesso si tratta semplicemente di redigere un documento o un’email da salvare e da riutilizzare all’occorrenza modificandone i dati essenziali. Ad esempio, nel caso del pacchetto di benvenuto o di proposta a un nuovo cliente, è probabile che l’azienda disponga già di template che verranno distribuiti ai dipendenti di competenza. È inoltre possibile che l’azienda abbia fornito ai propri dipendenti del Servizio Clienti le risposte alle domande più frequenti avanzate dai clienti – come “testi sacri” raccolti in raccoglitori documenti. In tal caso, dietro approvazione del tuo responsabile, potresti creare un’email campione se noti che ti viene spesso chiesta la stessa domanda dai clienti con i quali lavori. Dai anche un’occhiata ai trucchi di Offici per aumentare la produttività e scopri se ce n’è qualcuno che puoi utilizzare per i tuoi template.

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Speriamo che questo articolo ti abbia convinto a utilizzare i template per velocizzare il lavoro e garantire una maggiore coerenza e produttività. Tu li utilizzi spesso nell’arco della tua giornata in ufficio? Raccontaci i tuoi trucchi sulla pagina Facebook Viking Italia.

Notizie
13/02/2019

Si sente continuamente parlare dell’impatto che il lavoro può avere sulla vita privata. Con una routine sempre più frenetica e lavori che richiedono la maggior parte del tempo della settimana passato in ufficio, molti lavoratori si sentono stressati e sotto pressione. Certo, ci sono state ricerche che promuovono metodi per alleviare lo stress in ufficio come ad esempio la presenza di arte nel business come metodo per migliorare la salute mentale dei lavoratori, ma resta il fatto che la società di oggi pare sempre più stressata.

Tuttavia, qui alla Viking ci siamo chiesti se davvero l’equilibrio della work-life dei lavoratori italiani è messo così male. Per rispondere a questo quesito abbiamo promosso uno studio che ha visto coinvolto un campione rappresentativo di 1000 lavoratoti italiani in tutta la penisola, proprio per capire come fosse il loro equilibrio tra vita e lavoro e in generale la loro condizione psico-fisica.
COME È L’EQUILIBRIO TRA VITA PRIVATA E LAVORO DEGLI ITALIANI?
Tutto sommato, i risultati a prima vista sono stati positivi, 2 su 3 intervistati ha dichiarato di essere felice del proprio equilibrio lavoro – vita privata. Nonostante ciò, dopo una più profonda analisi sono emersi diversi problemi. Il campione preso in esame vedeva il 60% degli intervistati lavorare 40 o più ore a settimana. Più del 50% degli intervistati infatti ha dichiarato di lavorare delle ore di straordinario non pagate e una delle ragioni principali è proprio la pressione ricevuta in azienda.

Ma le conseguenze negative di una vita disequilibrata in favore del lavoro sono anche altre. 1 intervistato su 2 ha detto di non avere tempo da ritagliare per sé per colpa di una routine troppo frenetica ed il 38% si sente in colpa del poco tempo che riesce a dedicare ad amici e famiglia.

Visti questi dati, non sorprende che 1 italiano su 3 abbia dichiarato che il lavoro influenza negativamente la vita privata. Tra questi ben il 58% ha ammesso di soffrire di problemi legati allo stress e all’ansia da lavoro e di questi un preoccupante 13% è stato diagnosticato da uno specialista con una qualche forma acuta di disturbo mentale.

GENERE, ETA’ O REGIONE. COSA INFLUISCE?
Viene naturale chiedersi se ci sono differenze sostanziali tra i generi o a seconda delle fasce di età o regione. Sorprendentemente tutti questi gruppi hanno dato risultati simili, con poche eccezioni:
Genere
Uomini e donne hanno risposto in maniera simile al sondaggio. Ma le donne sembrano più determinate a migliorare il proprio equilibrio vita privata/lavoro, forse anche per colpa di un allarmante 47% che dichiara di soffrire di stress. Una su 5 ha detto di aver ridotto le ore di lavoro e di aver rifiutato una promozione per mantenere un livello di stress basso. Dato che molta carta è stata utilizzata per scrivere del preoccupante basso tasso di natalità dell’Italia, non è certo una sorpresa che il 17% di donne abbia ammesso di aver rimandato il concepimento di figli per colpa del lavoro.

La controparte maschile invece sembra più intenta a voler avanzare di carriera e lavorare un orario più lungo. Infatti, soltanto il 13% dichiara di essere aperto a ruoli part-time (contro il 21% delle donne) e ben il 40% ammette di lavorare così tanto da sentirsi in colpa di non avere tempo da dedicare a famiglia e amici.
Età
Nonostante il gruppo di età compreso tra i 18 e i 34, ovvero i Millennials, si dichiari il più felice dell’equilibrio tra casa e lavoro, il 67% lavora regolarmente straordinari non pagati. Le ragioni? Al primo posto (77%) l’avanzamento di carriera che viene associato al lavorare oltre gli orari d’ufficio e al secondo (65%) il carico di lavoro troppo alto. Interessante invece la risposta degli over 55 al perché lavorano straordinari, che dichiarano di lavorare oltre le ore consuete perché amano quello che fanno (40%).

Tutto sommato tutte le fasce d’età si assomigliano in termini di livelli di stress e condizioni di lavoro, ma c’è una certa differenza in termini di quali benefits i millennials e i baby boomers vorrebbero ricevere dall’azienda. Il 54% dei millennials vorrebbe orari di lavoro flessibili o la possibilità di lavorare da casa, contro solo il 38% dei baby boomers. il 35% dei più giovani gradirebbe non ricevere nessuna pressione per lavorare più delle ore concordate, mentre solo il 25% dei baby boomers ritiene tale pressione inaccettabile. Infine, 1 millennials su 5 dà valore alla possibilità di prendere ferie e fare regolarmente pause durante l’orario di lavoro, mentre solo il 14% degli over 55 ritiene questi aspetti importanti.
Regione 
Nord o Sud i dati parlano chiaro: l’equilibrio tra vita privata e lavoro non è dei migliori in tutto lo stivale. Una delle statistiche più importanti è il 14% di abitanti della Sicilia e della Sardegna che dichiarano di avere un pessimo equilibro casa-lavoro contro solo la metà degli intervistati al Nord in Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Insomma, sembra che al Nord si stia leggermente meglio, ma non cantiamo vittoria, c’è ancora tanto da fare per migliorare.

COSA FANNO I LAVORATORI PER STARE MEGLIO?
Nonostante questo quadro preoccupante sulla situazione italiana, il 43% degli intervistati ha ammesso di non aver mai messo in atto nessuna strategia per migliorare il proprio equilibrio tra vita privata e lavoro. Abbiamo chiesto se avessero mai considerato di ridurre le ore di lavoro, cambiare posizione o lavorare in maniera più flessibile – ad esempio da casa – ma quasi un italiano su 2 non ha mai valutato queste alternative per stare meglio. Solo il 20% degli intervistati che ha cercato nel tempo di ridurre le ore lavorate a beneficio di più tempo libera e salute mentale.
QUALI SONO I BENEFITS RICEVUTI E DESIDERATI?
I cosiddetti “benefits” sono entrati nel gergo comune negli ultimi anni come dei modi che ha l’azienda per rendere la vita più piacevole per il lavoratore. Ce ne sono molti e spaziano dal poter lavorare da casa, all’asilo a lavoro ai più creativi come poter portare il proprio amico a quattro zampe in ufficio. Pertanto, abbiamo chiesto quali sono i benefits attualmente disponibili e quali invece i nostri intervistati avrebbero voluto avere.
Cosa offrono le aziende?
Ad oggi soltanto un lavoratore italiano su 3 ha la possibilità di lavorare in orario flessibile o da casa, mentre praticamente nessuno gode della possibilità di prendere un periodo sabbatico, comprare più ferie ed avere l’asilo in ufficio. Ma uno dei dati più preoccupanti è la tendenza delle aziende italiane a fare pressione sui lavoratori per farli stare oltre le ore di lavoro.
Cosa vogliono i lavoratori?
1 lavoratore su 4 pensa che alla propria azienda non interessi proprio un bel nulla della loro work-life balance e che anzi i benefits rimarranno un sogno lontano.

In termini di quali sono i benefits più ambiti i dati raccolti parlano chiaro. Il 50% vorrebbe la possibilità di lavorare in maniera flessibile o da casa e un terzo considera la company culture di importanza fondamentale. I lavoratori vorrebbero una cultura aziendale positiva, non stressante, in cui gli impiegati sono incoraggiati a prendersi delle pause durante l’orario di ufficio e non sono – come invece pare che succeda – costretti a restare di più.

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Speriamo che questo articolo ti abbia fornito qualche spunto e suggerimento sulla situazione italiana dell’equilibrio tra vita privata e lavoro e delle possibili strategie per migliorarlo. Come pensi sia il tuo work-life balance? Raccontacelo sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
25/01/2019

Con l’arrivo dell’anno nuovo, tendiamo a volgere lo sguardo verso quello appena conclusosi per tirare le somme dei risultati ottenuti per poi dedicarci alla stesura di un elenco di buoni propositi da iniziare a realizzare a gennaio. Solitamente il primo mese dell’anno ci vede intenti ad affrontare quella dieta che continuiamo a posticipare oppure, assecondando lo slancio salutista, a prometterci di andare in palestra più di frequente, a smettere di fumare, a iniziare a mangiare vegetariano o a evitare qualsiasi bevanda alcolica. E se invece provassimo a stilare un elenco di 5 buoni propositi per migliorare la nostra situazione lavorativa e rendere il 2019 un anno incentrato sul nostro sviluppo professionale? Abbiamo quindi pensato a 5 possibili idee per migliorare sotto questo aspetto, a volte un po’ sottovalutato nelle liste dei buoni propositi!
“Mi troverò un nuovo lavoro”
Quante volte ci è capitato di svolgere un lavoro che non ci soddisfa pienamente, ripromettendoci di provare a cambiarlo al più presto? Parte del nostro benessere psicofisico deriva anche dalla soddisfazione in ambito lavorativo. Fermiamoci un attimo a capire i motivi per i quali non siamo così soddisfatti dell’azienda per cui lavoriamo: magari non ci sentiamo sufficientemente valorizzati, non è il settore in cui vorremmo lavorare o desideriamo avviare un’attività tutta nostra. Individuata la motivazione alla base, possiamo pensare a un piano da adottare: come ad esempio l’invio di almeno 5 curriculum al giorno. Sarà difficile iniziare ma, con un buon metodo a portata di mano, potremmo avviare il percorso verso una maggiore soddisfazione lavorativa. In fondo, il segreto per avanzare è fare il primo passo.
“Quest’anno progredirò di ruolo”
Forse invece stai già lavorando in un’azienda che ti apprezza in un settore di tua competenza e che ti appaga. Senti però il bisogno di un cambiamento. Di progressione. Avanzamento. Perché non fissare una riunione con il capo entro la fine di gennaio per fare il punto della situazione e valutare eventuali nuove prospettive che potresti esplorare? Magari puoi iscriverti a un corso di formazione o individuare le competenze necessarie per ricoprire un ruolo diverso o di livello più elevato. Forse hai già tutte le carte che ti servono ma dovevi solo farle presenti al capo o forse te ne serve ancora qualcuna ma puoi capire con il tuo superiore come poter acquisire le abilità mancanti. In ogni caso, fissare una riunione è un ottimo modo per mostrare il tuo interesse nel ruolo ricoperto e nell’azienda per cui lavori; sarà un’occasione per dimostrare quanto vali, puntare i riflettori sul lavoro svolto finora e provare il tuo legame al settore in cui operi.

“Mi impegnerò per fare il lavoro dei miei sogni”
Tutti abbiamo un sogno nel cassetto e per molti di noi, ciò significa poter svolgere un determinato tipo di lavoro. Pensare di lasciare tutto per il lavoro dei nostri sogni, può sembrarci spesso una montagna inaffrontabile. D’altronde anche la più buona delle torte ci risulterà indigesta se la mangiamo tutta d’un fiato. È importante quindi tagliarla a fette e assaporarla pian piano. Tradotto in termini lavorativi: è essenziale individuare le diverse tappe richieste per svolgere il lavoro che tanto desideriamo. Forse è necessario seguire un corso oppure rivolgersi all’azienda giusta in cui maturare esperienza. Fai brainstorming e individua un piano d’attacco e la montagna non sembrerà più così inaffrontabile ma una sfida da scalare piano piano.
“Voglio imparare qualcosa di nuovo”
Come abbiamo visto in un recente articolo sullo sviluppo delle soft skill per progredire di ruolo, la flessibilità è una delle competenze trasversali più apprezzate e anche quella che ci consente di sviluppare anche le hard skill, ossia quelle abilità necessarie per lo svolgimento di una data professione. Magari sei assolutamente soddisfatto del ruolo che ricopri, eppure vorresti acquisire qualche nuova competenza che potrebbe tornarti utile in futuro o semplicemente per pura curiosità e passione personale. Ad esempio, potresti farti temporaneamente trasferire in un ruolo diverso in un altro reparto aziendale. Sarà un ottimo modo per dimostrare la tua versatilità al capo e acquisire nuove conoscenze che potranno poi servirti per chiedere un aumento o un passaggio di livello in azienda.

“È tempo di socializzare di più al lavoro”
Spesso siamo così focalizzati sulle attività quotidiane e sugli impegni lavorativi da svolgere nell’arco della giornata in ufficio, che ci dimentichiamo totalmente delle persone che ci circondano. A parte quelle due parole scambiate alla macchina del caffè o durante l’attesa a una stampante laser, passiamo il tempo incurvati sulle tastiere dei nostri computer. Sebbene questo stesso articolo sia incentrato sullo sviluppo individuale, è importante sottolineare quanto la coltivazione di sane e positive relazioni con i colleghi sia essenziale per il nostro benessere in ufficio. Oltre a organizzare eventi di team building per rendere il team più unito e coeso, oggi sono numerose le aziende che creano anche attività rivolte a tutta l’azienda in modo da conoscere anche i colleghi degli altri reparti. Che si tratti di una colazione di networking, un cenone di Natale o un corso per imparare a miscelare un cocktail, assicurati di prendervi parte in un’ottica di arricchimento dai colleghi d’ufficio. Dal confronto possono infatti nascere idee, condivisione di informazioni e la motivazione necessaria per fare quel passo essenziale verso la giusta direzione: l’avanzamento di ruolo!

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Speriamo che con questo articolo anche tu deciderai di iniziare a stilare l’elenco dei buoni propositi per un 2019 all’insegna della soddisfazione al lavoro. Hai già qualche idea su quali passi compiere per un avanzamento di carriera? Raccontacele sulla pagina Facebook Viking Italia.

Ufficio
16/01/2019

Qui alla Viking poniamo sempre molta attenzione a coltivare gli aspetti ludici e creativi, coscienti che il benessere del lavoratore è un aspetto fondamentale per migliorare gli aspetti relazionali, la qualità del lavoro e anche le performance. Tra le opere d’arte più recenti realizzate nei nostri uffici merita una menzione particolare il murale dedicato al mitico personaggio dei videogiochi Super Mario creato utilizzando solamente post-it. 

Secondo una nuova ricerca ben il 75% degli italiani può godere di opere d’arte in ufficio. L’arte offre una serie di vantaggi legati, ad esempio, al miglioramento della creatività e alla riduzione dello stress. Abbiamo voluto esplorare quali forme d’arte le aziende in Italia utilizzano per arricchire i propri ambienti di lavoro e quali sono quelle che i lavoratori vorrebbero vedere maggiormente. 

Per fare luce su questi aspetti abbiamo svolto un sondaggio in diversi paesi europei utilizzando per la precisione dei campioni di lavoratori così suddivisi: 1.500 in Gran Bretagna, 500 in Italia, 500 in Austria, 1000 nei Paesi Bassi e 1000 in Germania, per un totale di 4500 lavoratori Europei.  

Obbiettivo dell’iniziativa, oltre ad analizzare la situazione attuale sulla presenza di opere d’arte negli uffici attraverso il sondaggio, era anche quello di commissionare, collaborando con accademie e artisti, la realizzazione di creazioni artistiche utilizzando prevalentemente materiale da ufficio come carta per fotocopie, penne, graffette, cartucce per stampanti e tutto ciò che si può comunemente trovare su una scrivania. 

Vediamo di seguito i risultati emersi per l’Italia e l’interessante confronto di alcuni dati tra Italia e altri Paesi.

IL VALORE DELL’ARTE PER L’AZIENDA 
L’arte, in variegate espressioni artistiche, ha preso piede in tempi recenti anche nelle imprese italiane e i primi studi effettuati a riguardo mostrano che l’arte fa bene al business contribuendo a migliorare le performance degli indicatori economico-finanziari e a dare un’immagine positiva di un’azienda ai potenziali clienti e futuri dipendenti. 

I benefici dell’arte in azienda non si limitano tuttavia al solo aspetto economico e finanziario ma sono ascrivibili anche all’ambito psicologico e al benessere della persona contribuendo a motivare e coltivare la creatività e la socialità. 

In Italia, il 90% degli intervistati ritiene che l’arte debba essere rappresentata in tutti i posti di lavoro. Questo dato si mostra consistente anche negli altri Paesi tra cui la Gran Bretagna dove il 54% ritiene importante che ogni luogo di lavoro disponga di rappresentazioni artistiche per i propri dipendenti. Anche nei Paesi bassi, dove questa percentuale è tra le più basse, il dato indica che circa metà dei lavoratori (47,6%) è d’accordo con i colleghi europei.  

Il motivo per cui i lavoratori tengono molto ad avere delle forme d’arte in ufficio risiede negli effetti a queste attribuiti. L’83% pensa che l’arte riduca lo stress sul luogo di lavoro (contro il 47% dei Paesi Bassi) e il 79% ritiene che l’arte aumenti il livello di felicità (rispetto alla percentuale più bassa segnata anche in questo caso nei Paesi Bassi,46,8%) e infine ben l’81% è d’accordo che l’arte stimoli la produttività e creatività.  

Il legame con la riduzione dello stress è molto importante considerando che questo influisce pesantemente sulle performance lavorative. Uno studio dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro dal titolo “Healthy Workplaces Manage Stress” pubblicato nel 2014 parla di un lavoratore europeo su quattro affetto da stress, elemento che influisce negativamente sulla salute e che rappresenta quindi un problema rilevante anche per l’azienda stessa. 
GLI ITALIANI SANNO RICONOSCERE LE OPERE D’ARTE? 
In Italia l’arte è particolarmente apprezzata e ciò è sicuramente dovuto alla grande tradizione artistica del nostro Paese. Abbiamo chiesto agli intervistati di abbinare un’immagine al relativo artista e i risultati mostrano che i lavoratori italiani e quelli olandesi sono i più virtuosi. In Italia, un dipinto di Kandinskij è stato abbinato correttamente da circa il 25,8% dei rispondenti (contro il 12,7% della Gran Bretagna), Cezanne dal 24,4% e Munch dal 55,4%.  

In generale i lavoratori italiani riconoscono i benefici dell’arte molto più dei lavoratori dei restanti Paesi presi in considerazione. Infatti, le percentuali di rispondenti che concordano sulle ricadute benefiche delle forme d’arte sul luogo di lavoro sono sempre le più alte in Italia mentre toccano il minimo nei Paesi Bassi.  

LA SITUAZIONE ATTUALE IN EUROPA 
Nonostante questo chiaro segnale dell’importanza che l’arte in ufficio ha per i lavoratori, vi sono degli ostacoli da parte dell’azienda ad investire maggiormente in opere d’arte. 

IL 37% dei rispondenti ritiene che il proprio datore di lavoro non dia la giusta importanza alle forme d’arte in ufficio e secondo il 48,6% le limitazioni ad investire in forme d’arte provengono da restrizioni di budget.  

Le piccole aziende (meno di 50 dipendenti) fanno più fatica ad investire in questa direzione, mentre le aziende più grandi sono più virtuose nonostante una su 4, tra quelle con più di 250 dipendenti, non disponga di nessuna forma d’arte.  

Considerando tutti i Paesi, l’Italia si piazza al primo posto come percentuale di lavoratori che dispongono di almeno una forma d’arte in ufficio dato che solo il 24,8% dei rispondenti dichiara di non averne alcuna sul proprio luogo di lavoro. In questo senso, la Gran Bretagna si ferma a circa due terzi degli intervistati e l’Austria si piazza sul gradino più basso con il 43% dei rispondenti che dichiara di non avere forme d’arte sul lavoro. 
CHE TIPO DI ARTE È LA PREFERITA? 
Dalla nostra indagine emerge che le forme d’arte che vanno per la maggiore negli uffici italiani sono quelle considerate classiche come la fotografia (presente per il 49% degli intervistati), la pittura (36,20%) e le stampe (41,80%). 

Queste forme d’arte ottengono le percentuali più elevate anche negli altri Paesi in cui è stata eseguita l’indagine. Il risultato è particolarmente incoraggiante per quelle aziende che volessero incrementare o iniziare ad utilizzare delle forme d’arte per arricchire l’ambiente di lavoro. L’utilizzo di stampe, dipinti o fotografie è infatti più immediato e meno dispendioso rispetto all’utilizzo di atre tipologie come ad esempio scultura o arte murale.  

Rispetto alle tipologie e stili che i lavoratori vorrebbero vedere maggiormente in ufficio, la pittura e la fotografia ottengono le percentuali più alte nonostante siano già largamente impiegate. Mentre lo stile d’arte più richiesto è quello contemporaneo (45,6%). 

Negli altri Paesi la fotografia è il tipo di arte più richiesto (Austria 44%, Germania 49,3% e Paesi Bassi 34,5%) mentre per gli stili abbiamo una prevalenza dello stile umoristico in Austria, classico in Germania, contemporaneo in Austria e Gran Bretagna. 

In Italia i soggetti favoriti sono i giardini (33%), i paesaggi costieri (35%) e quelli alpini (31,2%). Il nostro Paese è, per altro, quello con più varietà per quanto riguarda gli interessi artistici facendo segnare le percentuali di preferenze più elevate su una grande varietà di stili. 
L’OPERA D’ARTE DI VIKING ITALIA
Sulla base dei risultati emersi Viking ha commissionato un’opera d’arte da poter appendere in ufficio. L’idea è nata come un pezzo che può effettivamente essere utilizzato dai lavoratori, oltre che ammirato nella sua bellezza. Essendo l’opera studiata per un ufficio italiano, ci siamo attenuti ai risultati del sondaggio e perciò abbiamo scelto di creare un paesaggio marittimo di un tipico paesino costiero italiano. L’artista italo-spagnola Patrizia Perera ha reso il tutto possibile grazie alla sua creatività e al suo occhio esperto.  

Patrizia, nata in Spagna, la sua educazione artistica e la sua vita si sono alternate tra spagna e Italia. Laureata in belle arti, specializzata in pittura, attualmente Patrizia alterna tra la sua casa in Italia e in Portogallo dove crea progetti artistici di pittura e disegno in entrambi i paesi. 

Il quadro chiamato “Costa del Castello” è un progetto ispirato alla tipica costa italiana. Le strade costiere in Italia sono famose per una ricca gamma cromatica e conosciute tra le coste più belle d’Europa. L’artista ha tratto ispirazione dagli innumerevoli viaggi estivi al mare e dai colori, ricreando con la sua memoria un paesaggio estivo, caldo e accogliente.  

Patrizia ha utilizzato soltanto articoli di cancelleria disponibili sul sito Viking e ha voluto lasciare libera la metà superiore della “tela” – o meglio “bacheca” – così da rendere l’opera non solo esteticamente bella ma anche realmente utilizzabile. Il risultato è un bellissimo quadro in 3D composto da carta, bacheca di sughero, colori di evidenziatori e luci fatte con correttori a nastro. Di seguito le immagini step by step del quadro.

 
UNO SGUARDO AGLI ALTRI PAESI EUROPEI
Come già citato questa indagine è stata svolta in altri 5 paesi Europei ed altrettante opere d’arte sono state effettuate da artisti locali. Tutte rigorosamente create utilizzando cancelleria d’ufficio ecco di seguito i pezzi finiti delle altre nazioni.  
INGHILTERRA 
I risultati inglesi hanno evidenziato una preferenza per opere rappresentanti animali e in forma di pittura. Di seguito il risultato finale. 

AUSTRIA 
Gli austriaci prediligono un quadro umoristico e leggero, con forme geometriche e animali. Ecco cosa è venuto fuori. 

OLANDA 
Gli olandesi invece preferiscono un’opera più astratta, composta da materiali riciclati. Il risultato è una futuristica spiaggia. 

GERMANIA  
Infine, la Germania sogna il mare. Un mare blu, bagnanti sotto il sole ed un aereo all’orizzonte sono gli elementi principali di questo pezzo.  

Vuoi raccontarci della tua esperienza? Hai un esempio virtuoso di valorizzazione di forme d’arte in ufficio che conosci e che vuoi portare alla nostra attenzione? Scrivici sulla pagina Facebook Viking Italia. 

 

Ufficio
14/01/2019

E’ indubbio che la maggior parte dei lavori d’ufficio di oggi vedono i lavoratori seduti per ore alla loro scrivania. Tra cubicoli, desks, sedie e poltrone, il turno di lavoro tipico è almeno di 8 ore, il che nella stragrande maggioranza dei casi significa 8 ore seduti con una pessima postura su una sedia probabilmente regolata male. La scrivania tradizionale può diventare quasi una seconda casa e accomodare oggetti personali, foto e tanti altri gadget. Basti pensare alla miglior scrivania del mondo, l’Omnidesk, con così tante funzioni che quasi verrebbe di non alzarsi mai. Tuttavia, ci sono modi alternativi di lavorare in ufficio che non solo aiutano la salute fisica ma anche la produttività. Uno di questi è lo standing desk. Vediamo insieme quali sono i pro e i contro di questo tipo di scrivania in paragone con quella tradizionale.

 
Cosa è uno standing desk?
Lo standing desk è, come dice il nome, una scrivania per stare in piedi. Può essere sia una scrivania tradizionale che può essere alzata e abbassata oppure un desk più alto posizionato in ufficio, dove si può andare a lavorare col proprio laptop. Nei paesi del nord Europa lo standing desk già è arrivato in molte compagnie, ben il 90%, mentre in Italia ancora pochi ne possono usufruire. L’idea dietro questo tipo particolare di scrivania è che variare tra una posizione seduta e una in piedi beneficia il lavoratore a livello fisico, alleggerendo i danni causati dalla sedentarietà.

Quali sono i benefici?
Uno dei pro più evidenti è la possibilità di cambiare postura durante le ore di lavoro. Stare seduti per ore porta spesso a una posizione scorretta di collo e spalle che a lungo termine può causare problemi come dolori e cervicale. Stare ogni tanto in piedi a lavorare permette di scaricare la tensione e il peso su altre parti del corpo, così da alleviare eventuali dolori e ridistribuire il carico di lavoro su altri muscoli. Ma lo standing desk non ha soltanto benefici fisici. Numerose ricerche hanno dimostrato che lavorare in piedi aiuta la creatività e la produttività. Questo fenomeno può essere attribuito alla maggiore circolazione sanguigna e al muoversi continuamente che stimolando il corpo, stimola anche la mente. Non a caso uno dei più innovativi modi di fare una riunione è farla in piedi, così da stimolare nuove idee nel team.

Quali possono essere invece le controindicazioni?
Come ogni cosa lo standing desk ha dei pro e dei contro. È certamente vero che alternare tra una posizione seduta e una in piedi ha dei benefici, ma bisogna stare attenti a non esagerare sul lato opposto e stare in piedi 8 ore di fila. Una posizione eretta tenuta per troppo tempo potrebbe portare ad una sbagliata postura e quindi ad un sovraccarico sulla schiena e le gambe. Un altro punto da considerare, anche se non strettamente correlato al benessere fisico, è il rischio che uno standing desk ci isoli dal resto dei colleghi. Questo è possibile principalmente per quelle scrivanie alte posizionate in una parte diversa dell’ufficio rispetto al resto delle postazioni. Non è certo la fine del mondo assentarsi per qualche ora per lavorare in piedi, ma è comunque un fattore da considerare, specialmente per lavori che fanno molto affidamento sul team-work o sui brainstorms tra colleghi. Infine, stare seduti alla scrivania permette di scegliere qualsiasi abbigliamento, mentre stare in piedi è probabilmente molto faticoso per chi sceglie un outfit più formale come ad esempio le scarpe coi tacchi.
Quindi che scegliere?
Come per molte altre questioni, la risposta sta nella via di mezzo. Sarebbe ideale avere la possibilità di lavorare sia da seduti che in piedi, o tramite una scrivania regolabile o avendo accesso ad entrambe. Certo è che qualche ora in piedi ogni giorno può aiutare la postura, sgranchire le gambe, e magari anche stimolare nuove idee e soluzioni. Come si suol dire, tentar non nuoce!

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Speriamo che questo articolo ti abbia fornito qualche spunto e suggerimento sui benefici di uno standing desk. Ne hai mai provato uno? Raccontaci sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
28/12/2018

Per svolgere bene un lavoro o ricoprire un nuovo incarico in azienda, sappiamo quanto siano importanti le competenze tecniche e manuali di quel determinato lavoro – le cosiddette hard skill: sarebbe impensabile per un programmatore svolgere la propria professione senza avere alcuna conoscenza informatica. Tramite esami, certificazioni ed esperienza sul campo, sviluppiamo infatti quelle nozioni che ci permettono di ricoprire la posizione a dovere. Esistono però altre competenze che maturiamo nel corso della nostra esistenza, ad esempio dedicandoci a un hobby per migliorare sul lavoro: le soft skill – ossia, le competenze trasversali o interpersonali. Cosa sono? Scopriamolo insieme!
Cosa sono le soft skill?
Le soft skill sono competenze non specifiche al ruolo; si tratta infatti di caratteristiche emotive e sociali, intrinseche e tipiche della personalità e dell’agire di ciascuno. Sono definite anche “trasversali” o “interpersonali” perché possono essere richieste e utilizzate in contesti lavorativi molto diversi in modo complementare alle hard skill in relazione alle persone con cui ci interfacciamo, siano essi clienti o colleghi. Figure professionali che non sembrano avere all’apparenza nulla in comune, come ad esempio un manager aziendale di una ditta high-tech e il responsabile di un’officina meccanica, disporranno di hard skill molto diverse ma saranno accumunati da soft skill similari come la capacità di leadership, risoluzione dei problemi e gestione dei conflitti. Ma vediamo più nel dettaglio alcune delle soft skill più richieste e come svilupparle a nostro vantaggio.
Comunicazione, negoziazione e motivazione
Un addetto alle vendite, per esempio, oltre ad aver sviluppato buone conoscenze del settore e della gamma di prodotti o servizi in vendita, dovrà anche essere dotato di ottime capacità comunicative. Un abile comunicatore infatti è in grado di adattare il proprio tono e stile in base al pubblico con cui si interfaccia. Saprà spiegare al meglio problematiche complesse ai clienti e se ricopre un ruolo manageriale, la buona capacità comunicativa sarà essenziale per delegare i compiti in maniera chiara ed efficace, nonché per rivolgersi ai colleghi in modo più incisivo. Dovrà anche dimostrare, ad esempio, di saper padroneggiare le tecniche di negoziazione in modo da essere persuasivo ed esercitare influenza: sappiamo tutti quanto questo sia essenziale nel convincere un cliente ad acquistare un prodotto! Anche la motivazione è una dote importante: mantenere un atteggiamento positivo è infatti un elemento fondamentale di un processo di vendita.

Leadership, risoluzione dei problemi e gestione dei conflitti
La leadership è una soft skill che include diverse competenze, generalmente espressa nella gestione diretta dei propri sottoposti. Sviluppare capacità di leadership è quindi essenziale per ricoprire ruoli manageriali di più alto livello. Anche la leadership prevede buone dosi di comunicatività, un atteggiamento positivo e la capacità di saper motivare se stessi ma soprattutto gli altri. Altra soft skill basilare nell’odierno contesto lavorativo, molto ricercata e ampiamente apprezzata dalle aziende, è il problem solving. Questa soft skill richiede lo sviluppo del pensiero analitico, della creatività e di una mentalità innovativa: è necessario infatti riuscire a gestire i problemi con calma e attenzione in modo da poter trovare la soluzione più efficace. È una competenza spesso associata al lavoro di squadra in quanto, in presenza di un problema, è fondamentale sapere a chi rivolgersi per poter affrontarlo al meglio. In tale ottica, è ovviamente anche molto importante maturare una buona capacità di gestione dei potenziali conflitti con colleghi e fornitori.
Etica, organizzazione e flessibilità
Una delle soft skill più apprezzate è sicuramente l’etica professionale, ossia l’integrità dimostrata sul luogo di lavoro ad esempio presentandosi in ufficio puntuali o svolgendo compiti e mansioni al meglio delle nostre possibilità nel rispetto delle scadenze concordate. Le scadenze sono infatti le date che animano le nostre giornate in ufficio e dimostrare un’ottima organizzazione è essenziale per la felicità dei clienti, la gestione ottimale dei nostri sottoposti e la serenità del capo. Se unita a comunicazione e lavoro di squadra, può essere il mix vincente per riuscire a gestire con efficacia un team e proporre il risultato ottenuto come carta da giocarsi durante la richiesta di una promozione. Infine, un’ultima competenza che desideriamo citare come ottimo trampolino per progredire in azienda è la flessibilità: molte persone preferiscono non esporsi a novità e cambiamenti; tuttavia – oltre ad essere sinonimo di mentalità aperta a nuove sfide e mansioni – la flessibilità è anche ideale per sviluppare nuove hard skill ed è quindi una delle competenze maggiormente in grado di infondere un flusso continuo alla nostra crescita.

Come sfruttare le soft skill a nostro vantaggio?
Se stiamo cercando un nuovo lavoro, ricordarsi di inserire le soft skill nella stesura di un curriculum che sia a prova di distruggi documenti, meglio se nella sezione riservata all’esperienza maturata dove – accanto alle hard skill acquisite – possiamo elencare anche le competenze interpersonali sviluppate. Il colloquio rappresenta un altro momento importante per dimostrare le abilità trasversali: al pari delle hard skill, il modo di porsi, la capacità di saper ascoltare e l’atteggiamento aperto e positivo sono infatti caratteristiche caratteriali che riusciranno a convincere gli esaminatori che non siamo il candidato adeguato ma quello ideale! Durante un colloquio, inoltre, capitano spesso quelle domande “trabocchetto” su come abbiamo reagito in determinate circostanze passate. È bene ricordarsi quindi di fare esercizio anche su questo prima di affrontare la sala riunioni. E se desideriamo sviluppare maggiormente una determinata soft skill? Sono presenti numerosi corsi in merito, ma riteniamo che l’esperienza e la pratica siano la soluzione migliore.

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Speriamo che questo articolo ti abbia fornito qualche spunto e suggerimento per mettere in risalto le tue soft skill e utilizzarle al meglio per progredire in azienda. Quali sono le competenze interpersonali che più ti caratterizzano? Raccontacele sulla pagina Facebook Viking Italia.