Autore: Viking
Idee
13/08/2018

Scrivo una lettera per te…

C’era un tempo in cui la cassetta della posta non era solo un contenitore virtuale su computer o smartphone e le lettere – le mail, per usare un termine entrato nel nostro vocabolario – non erano solo elettroniche, ma avevano una consistenza.

L’emozione di ricevere una lettera è un lusso che non tutte le generazioni hanno potuto vivere. Oggi la notifica di un nuovo messaggio ti arriva direttamente sul tuo dispositivo, in qualunque momento, ovunque ti trovi.

La lettera aveva altri tempi. Apparteneva ad altri tempi. La comunicazione una volta era frutto di una riflessione più profonda, richiedeva più tempo ed era vissuta forse in modo più autentico.

I mezzi di comunicazione prevalenti oggi, come i social network, ci offrono molti vantaggi in termini di flessibilità ma dall’altro lato ci spingono verso una comunicazione veloce, estemporanea e contingente.

La lettera va pensata bene, la grammatica, lo stile, la calligrafia sono tutti elementi che vanno curati perché rimarranno custoditi da quel foglio di carta.

Non c’è da meravigliarsi se un recente sondaggio di Cunard svolto in Regno Unito, su 2.000 persone, parla di un 6 per cento di persone che non ha mai mandato o ricevuto una lettera negli ultimi 10 anni più un altro 6 per cento con meno di 5 lettere spedite nello stesso arco di tempo. Il 65 per cento di giovani dai 25 ai 34 anni dichiarano di usare la penna meno di cinque volte a settimana e quattro adulti su 10 si dichiarano troppo imbarazzati della loro scrittura a mano per spedire una lettera.
World letter writing day
La giornata mondiale per la scrittura di una lettera è stata inventata da un tale Richard Simpkin che, sul sito ufficiale, racconta di essersi appassionato alle lettere nella seconda metà degli anni novanta quanto avviò un progetto chiamato “Australian Legends”.

Scopo del progetto era di incontrare e intervistare celebrità australiane. Richard inviò delle lettere direttamente a queste personalità per richiedere la loro disponibilità. Ogni volta che andava a controllare la cassetta della posta e trovava una lettera di risposta, viveva una grande emozione soprattutto nel leggere quelle righe indirizzate a lui da persone che così tanto stimava.

Il progetto è poi culminato in un libro dove, dopo uno scambio di decine e decine di lettere, Richard è riuscito a raccogliere le interviste ad 80 personalità australiane.

“Siamo più espressivi quando scriviamo una lettera rispetto a quando mandiamo una email o un messaggio di testo, occasioni in cui vogliamo comunicare in modo rapido, tagliando le parole e commettendo spesso errori grammaticali. Le lettere, invece, vogliamo siano speciali sia nell’aspetto che nel contenuto. Una spruzzatina di profumo, una foto, un petalo del fiore preferito. Ci mettiamo più impegno”.

Il World Letter Writing Day non deve essere una campagna contro i mezzi di comunicazione moderni, ma l’occasione per celebrare la parola scritta, ritrovare un momento per pensare a qualcuno a cui vuoi bene, impugnare carta e penna e mettere su carta i tuoi pensieri.
L’iniziativa di Viking Italia

Qui alla Viking abbiamo voluto celebrare questo antico, fantastico mezzo di comunicazione con un’iniziativa speciale dedicata proprio agli amici di penna che fanno della lettera il veicolo principale per lo scambio di esperienze di vita, di passioni e punti di vista.

La campagnia dedicata ai pen pal (come vengono definiti in inglese gli amici di penna) si è svolta in tre fasi principali. Sono stati selezionati alcuni blogger europei provenienti da Regno Unito, Paesi Bassi, Germania, Austria e Italia.

Ai blogger selezionati è stata inviata una confezione molto particolare, allestita da Viking, contenente tutto il materiale necessario per scrivere e inviare delle lettere. Il kit conteneva anche dei deliziosi accessori utili a personalizzare la lettera: carta con logo del blog, sigillo di cera con iniziale del blogger, timbri con caratteri tipografici e una bella penna a piuma d’oca.  Ogni blogger è stato poi abbinato con il suo pen pal proveniente da un altro paese.

Nella fase finale è finalmente avvenuta la corrispondeza epistolare tra i nuovi amici di penna. Ogni blogger ha potuto cosi vivere questa appassionante esperienza e raccontarla nel proprio blog in occasione del World Letter Writing Day, celebrato in tutto il mondo il primo di settembre.

 

Non dimenticare di seguire l’hashtag #VikingInternationalPenPals per vedere le testimonianze dei partecipanti a questo progetto. Vuoi parlarci della tua esperienza con amici di penna? Scrivi ancora o riceve delle lettere? Raccontaci la tua storia sulla pagina Facebook Viking Italia.

Ufficio
30/07/2018

L’attenzione alla salvaguardia dell’ambiente è una responsabilità che non riguarda solo noi ma che avrà ricadute anche su tutte le future generazioni. Oltre all’abitazione, uno dei luoghi dove generiamo quotidianamente rifiuti è proprio quello dove spendiamo gran parte del nostro tempo, l’ufficio.

Per provare a rendere il nostro ufficio un po’ più green possiamo iniziare osservando le cosiddette 5 R, concetto introdotto a livello legislativo in Italia dal decreto Ronchi nel 1997. Riduzione, riuso, riciclo, raccolta e recupero sono i principali ambiti in cui possiamo impegnarci per combattere l’inquinamento. Dal semplice gesto di spegnere le luci quando ce ne andiamo oppure abbassare il riscaldamento quando tutti sono andati a casa, possiamo apportare un grande contributo, anche a livello personale, seppure con piccole azioni.

Ci siamo già occupati in passato di questi temi. Ad esempio, potete rileggere l’interessante intervista alla startup EnKi Stove S.r.l. che ha inventato un modo innovativo per riscaldare casa riducendo il costo della bolletta e il consumo di energia.

In questo articolo, abbiamo raccolto alcuni punti chiave che potrai tenere a riferimento per iniziare a rendere il tuo ambiente di lavoro più sostenibile.
Riciclo delle cartucce e dei toner della stampante
Una volta cambiato il toner o le cartucce per stampante, non dobbiamo dimenticarci che è importante gestire nel modo corretto quelle vecchie ormai esaurite. In Italia, il D.Lgs 152/06 obbliga i titolari dipartita iva a gestire correttamente i toner esausti. Questo significa che i toner non possono essere smaltiti come normali rifiuti ma devono essere raccolti in una eco-box, per un massimo di 12 mesi e consegnate alle aziende specializzate nel loro smaltimento. Oltre a preservare l’ambiente, rispettare la normativa permette anche di evitare delle multe piuttosto consistenti.
Carta riciclata
La carta riciclata è un’alternativa molto valida per ridurre l’abbattimento di alberi e l’utilizzo di acqua ed energia. Come per le stampanti, anche per la carta è conveniente disporre di raccoglitori appositi in ogni ufficio o sala riunioni in modo da raccogliere insieme tutti i rifiuti cartacei per poterli poi smaltire negli appositi cassonetti. Un’altra buona regola è quella di stampare il meno possibile e cercare sempre di utilizzare entrambi i lati del foglio. Controlla sempre che la carta che acquisti abbia le certificazioni di gestione sostenibile delle foreste come FSC e SFI.
Sensori di movimento
Capita spesso che le luci degli uffici rimangano accese anche quando non vi è più nessuno o quando gli ambienti sono vuoti. Una delle tecnologie che permette di evitare di consumare energia senza motivo è il sensore di movimento. Abbinato al sistema di illuminazione, il sensore di movimento consente di attivare le luci solamente quando viene rilevato del movimento. Se una stanza rimane vuota per un certo periodo ed il sensore non rileva movimento, allora le luci rimangono spente facendo risparmiare anche sulla bolletta oltre che a risparmiare energia per l’ambiente.
Luce naturale

Oltre ad utilizzare in modo cosciente l’illuminazione, evitando sprechi inutili, una considerazione più ampia può essere fatta riguardo l’utilizzo di luce naturale invece che artificiale. Diversi studi hanno dimostrato gli effetti positivi della luce solare a livello psicofisico. Molte strutture e uffici non tengono conto, purtroppo, dei vantaggi che l’illuminazione naturale può fornire oltre ad un evidente risparmio in termini di costi. Ambienti di lavoro con scarsa illuminazione naturale possono arrecare danni a chi vi lavora tutto il giorno e ridurre le performance lavorative andando ad incidere ulteriormente sul bilancio d’azienda.
Dispositivi elettronici
Anche se può sorprendere, una delle fonti di maggior consumo di energia in ufficio sono i dispositivi elettronici come ad esempio i computer. Lasciare il computer acceso durante la notte porta ad un consumo non necessario di energia. Anche il semplice stand-by, seppure in misura minore, continua a consumare energia. L’ideale è spegnere i computer quando si lascia l’ufficio, specialmente se si sta fuori per lunghi periodi come i weekend e le ferie.
Riscaldamento
Ultimo, ma non per importanza, è il riscaldamento dell’ufficio. Il termostato non dovrebbe mai essere impostato a più di 21 gradi durante i mesi invernali e dovrebbe essere abbassato intorno ai 16 quando gli ambienti sono vuoti. È anche importante ridurre gli spifferi e migliorare la coibentazione per non incorrere in variazioni di temperature frequenti. Anche in questo caso, oltre che un risparmio in bolletta, sapremo di aver dato il nostro fondamentale contributo all’ambiente.

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli su come rendere l’ufficio più green possano tornare utili e siano fonte di ispirazione per salvaguardare non solo i conti dell’azienda ma soprattutto l’ambiente. Abbiamo la responsabilità di trasmettere alle future generazioni un mondo vivibile e sostenibile e anche piccoli gesti ripetuti quotidianamente possono dare un grande contributo.
Vuoi suggerirci qualche altro consiglio per essere più green in ufficio? Raccontaci la tua esperienza sulla pagina Facebook Viking Italia.

Ufficio
16/07/2018

Oltre a fornire gli strumenti necessari per lavorare, dalla cancelleria alla carta per fotocopie fino ai supporti informatici, l’azienda che vuole curare la qualità dell’ambiente di lavoro deve fare leva soprattutto sugli aspetti immateriali. Un’ambiente di lavoro sereno e motivante è un ingrediente fondamentale per migliorare le performance sia del team che del singolo lavoratore. Sempre più aziende mettono in primo piano il benessere psico-fisico dei propri dipendenti e negli ultimi anni si sono susseguiti moltissimi studi che trattano di questi aspetti mettendo in evidenza tutti i benefici che l’azienda nel suo insieme ne può trarre.

Anche qui alla Viking abbiamo intrapreso iniziative mirate a creare un clima di lavoro positivo come l’esperimento del distributore automatico di felicità. Un lavoratore felice è più produttivo e svolge con più dedizione il suo lavoro. Per questo abbiamo raccolto alcuni metodi utili a facilitare il benessere e la soddisfazione in ufficio.

Ogni traguardo va celebrato
Uno dei modi più semplici ed efficaci per motivare una persona è riconoscerne i meriti e l’impegno. Sotto questo aspetto molte aziende istituiscono delle iniziative per celebrare i risultati raggiunti sia dal team che a livello personale. Spesso vengono organizzati dei meeting con cadenza regolare per festeggiare i risultati economici raggiunti, l’apporto di un team al risultato e singoli lavatori che si sono distinti durante quel periodo. Riconoscere il lavoro svolto al raggiungimento di determinati obbiettivi è di certo importante ma altrettanto fondamentale è riconoscere l’impegno e la dedizione quotidiana per creare un ambiente motivante e positivo. Basta poco, da una semplice e-mail per ringraziare del lavoro svolto ad una stretta di mano per di persona, per quanto banale possa sembrare il gesto in realtà può significare molto per chi lo riceve.
Lavoro di squadra

Oltre a ricevere il giusto riconoscimento dai propri superiori, è molto importante avere il supporto da parte di tutti i membri del team. L’opinione dei colleghi conta molto ed ha lo stesso effetto stimolante delle parole spese dal management o dal proprio capo. Supportarsi a vicenda favorisce il formarsi di un sano spirito di squadra e rafforza il legame tra colleghi, cosa che può portare anche a migliorare la qualità dei risultati e l’efficienza. Un ambiente sereno e informale favorisce anche la nascita di legami di amicizia, fattore questo che aiuta a stare meglio in ufficio e a condividere in modo sincero opinioni e punti di vista.
Flessibilità sul lavoro
Un altro tema molto sentito è la conciliazione tra vita e lavoro. Sempre più aziende adottano uno schema di orario flessibile per cui il lavoratore può, in alcuni casi, personalizzare l’orario di lavoro in base alle sue esigenze. A volte questa flessibilità può giovare molto alla persona che è così in grado di coniugare impegni personali e lavorativi. Diventa così possibile curare gli aspetti familiari senza rinunciare alla vita lavorativa e l’azienda ottiene anche in questo caso un lavoratore più motivato e con un benessere psico-fisico più elevato.
Condividere gli obbiettivi
Per creare un’ambiente sereno e motivante non va dimenticata l’importanza del coinvolgimento. Condividere le informazioni con tutti i membri del team è fondamentale per farli sentire parte di un unico gruppo e renderli partecipi degli obbiettivi finali. Ad esempio, la creazione di una newsletter aziendale è un mezzo semplice ma efficace per aggiornare tutti sulle ultime novità e sviluppi avvenuti in azienda. Per creare questo coinvolgimento, ogni dipendente deve sentirsi parte integrante dell’organizzazione e avere la sensazione che, nel proprio piccolo, sta lavorando per il raggiungimento di un obbiettivo comune, in linea con il la strategia complessiva dell’azienda.

Fare formazione
Quando un lavoratore è felice è molto più coinvolto e produttivo. Per motivare un lavoratore in questo senso, uno dei metodi più efficaci è investire nella sua formazione e nell’acquisizione di nuove skills per favorire il naturale sviluppo delle proprie capacità e competenze. Se un lavoratore mostra interesse verso un particolare ambito o per un determinato ruolo aziendale, l’azienda dovrebbe incoraggiarlo e supportarlo nel percorso professionale. Fare quello che ti piace, anche in ambito lavorativo, rende il lavoro meno pesante e accresce la produttività. Per questo ognuno dovrebbe essere portato, con il supporto dell’azienda, a intraprendere un percorso in base ai propri interessi e alle proprie inclinazioni.
Piccoli riconscimenti
Infine, ricordiamo l’efficacia di piccoli riconoscimenti, anche materiali, dati regolarmente ai lavoratori. Offrire qualcosa da bere il venerdì, organizzare degli eventi social, mettere a disposizione il caffè o la colazione gratuitamente, organizzare dei training o sessioni di yoga, sono tutti esempi di come si può migliorare l’ambiente di lavoro e il benessere dei lavoratori.

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli su come migliorare la felicità sul posto di lavoro possano tornare utili e siano fonte di ispirazione per aziende e datori di lavoro che mirano a curare il benessere del lavoratore.
Vuoi suggerirci qualche altro consiglio che trovi particolarmente efficace? Raccontaci la tua esperienza sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
04/07/2018

Ogni giorno circa 12 milioni di italiani mangiano fuori casa nella loro pausa pranzo al lavoro: il 33% dispone della mensa aziendale, il 14% si siede al ristorante e altrettanti mangiano al bar, e il 25 si porta il pranzo da casa, con la cosiddetta lunch box. Nonostante le differenti abitudini, tutti hanno le stesse esigenze: mangiare sano, in modo nutriente e tale da non appesantirsi e riuscire a lavorare anche al pomeriggio. Vediamo allora qualche consiglio su cosa e come mangiare a pranzo al lavoro per sentirsi leggeri e arrivare a cena senza cali di concentrazione.
Come fare la pausa pranzo al lavoro
Prima ancora che pensare a cosa mangiare è importante imparare come fare la pausa pranzo al lavoro: può bastare anche un quarto d’ora per riuscire a staccare tra gli impegni della mattina e quelli del pomeriggio, ma è essenziale fare almeno un quarto d’ora di pausa, evitando di fare una tirata unica con gli impegni. Il solo fatto di mangiare stimola il rilascio di endorfine, gli ormoni del buonumore, e allora no al pasto davanti al computer o al telefono: sarebbe importante riuscire a ricreare la vera atmosfera di un pasto a tavola, anche se non si dispone della mensa o non si va al ristorante. Per cui bene sedersi con i colleghi, che è un incentivo alla produttività, lontano da pc e scrivanie, e senza parlare di lavoro: quello è pur sempre il tempo della pausa pranzo. A questo punto ha senso pensare a cosa mangiare in pausa pranzo.
Cosa mangiare in pausa pranzo per sentirsi leggeri ed essere concentrati al lavoro
La pausa pranzo dovrebbe fornire circa 600/700 Kcal, che sono più o meno 1/3 del fabbisogno quotidiano di una persona di media corporatura e che non esegue lavori faticosi o particolarmente fisici. La prima cosa è quindi avere in mente più o meno l’apporto calorico dei cibi che si può pensare di mangiare a pranzo: idealmente uno schema che funziona è quello che prevede dei carboidrati, delle proteine e delle verdure, ricche di fibre. L’equilibrio tra questi nutrienti, e la giusta quantità, possono assicurare una digestione rapida e leggera, energie a lungo termine e senso di sazietà, e si può trovare in diverse formule.

Per esempio un primo di pasta o riso con verdure e proteine: pasta con tonno e pomodori, o gamberetti e zucchine, o il riso freddo con verdure e tonno o uova o prosciutto cotto a dadini sono tutte soluzioni adatte. Anche il panino può andare bene: ci sono i carboidrati, e in quantità simile ci devono essere delle proteine (un affettato magro come tacchino o prosciutto crudo o bresaola, o del tonno) e delle verdure a piacimento. Al ristorante o in mensa, se c’è il buffet degli antipasti, si possono abbinare a un primo o un secondo: antipasto di verdure, crude o cotte, e un secondo di carne o pesce, purché senza intingoli troppo grassi, e ancora verdure; oppure delle proteine come antipasto, che si trovano anche nei legumi, e un primo con verdure, come detto prima.
Mangiare il dolce in pausa pranzo?
E poi c’è il tema del dolce a fine pasto: quelli elaborati, al cucchiaio, ipercalorici soddisfano l’occhio, il palato e la voglia ma non aiutano di certo la concentrazione pomeridiana. Se proprio si sente il bisogno del dolce a fine pasto la scelta furba può essere una macedonia, mista o di fragole o frutti di bosco, con della panna montata che, in effetti, fa scena e volume ma, tolta l’aria, si riduce a poco dal punto di vista calorico.

Idee
03/07/2018

Per le aziende il lavoro agile sta ormai diventando parte integrante della strategia di Work-Life Balance finalizzata ad attirare o trattenere i talenti e le competenze. Ma è per i dipendenti che lo smart working è ancora un mondo tutto da scoprire, soprattutto dal punto di vista pratico. Cosa significa in concreto il lavoro agile? Cosa permette di fare? Cosa serve per essere contemporaneamente produttivi e liberi? Se ne parla molto, soprattutto quando si avvicina il periodo delle vacanze scolastiche e le esigenze di conciliazione tra famiglia e impegni professionali si fanno più pressanti. Vediamo allora i consigli per riuscire a lavorare davvero in modalità smart working.
Dotarsi di sedia e scrivania
Banale? Mica tanto: se in ufficio esistono sedie e scrivanie è perché sono strumenti essenziali all’espletamento del proprio lavoro. Quindi no, smart working non significa lavorare a letto o sul tavolo della cucina: serve un luogo idoneo in cui avere la propria postazione di lavoro, utile non solo dal punto di vista pratico ma anche mentale.
Farsi fornire la giusta dotazione tecnologica
Questa dovrebbe essere responsabilità dell’azienda ma comunque serve un computer funzionante e con installati i dovuti programmi per il lavoro da remoto, meglio se la presenza di spazi cloud in cui condividere i documenti e fare sempre backup, e poi uno smartphone, una stampante (ormai ce ne sono di ottime a prezzi accessibili e che occupano poco spazio, se non ci pensa l’azienda) e soprattutto la connessione a Internet a banda larga per essere sempre operativi.
Sì allo smart working, no al multitasking
Ok, spesso il lavoro di ufficio richiede di essere multitasking. Ma lo smart working non significa lavorare e sbrigare le faccende di casa, quello non è multitasking ma dispersione delle energie che ti fa arrivare a sera senza aver combinato nulla. Lo smartworking permette di guadagnare il tempo impiegato negli spostamenti da e verso il luogo di lavoro, di sfruttare la pausa pranzo per stare con i figli o svolgere commissioni personali, ma non significa passare dalla call con il capo a tendere il bucato.
Mettere dei limiti
Smart working non significa disponibilità 24 ore su 24. Se il tempo del lavoro sono le canoniche 8 ore, quelle devono essere e rimanere. Ci sono realtà che permettono di spalmarle e suddividerle come meglio si crede, e altre che sono più rigide nel pretendere la reperibilità negli orari d’ufficio. Ma comunque smart working non significa lavorare anche in quelle ore in cui normalmente si viaggia per andare e tornare dal lavoro. Altrimenti si finisce nel burnout. Piuttosto serve essere più efficaci e imparare a non procrastinare.
Fare la pausa caffè
Non ci sono i colleghi, non c’è la macchinetta, non c’è l’uscita al bar ma una pausa ogni tanto è comunque utile per rifocalizzare la mente, fare un break e ripartire con nuove energie. Perché lo diciamo? Perché la tentazione di non staccare mai per guadagnare manciate di minuti e finire in anticipo è la prima tentazione di ogni smart worker.

Ufficio
02/07/2018

La procrastinazione mi ha insegnato come svolgere il lavoro di trenta minuti in otto ore e quello di otto ore in trenta minuti. Si tratta di una simpatica massima che gira sul web ma che racchiude benissimo il concetto di “procrastinare”. Con l’arrivo dell’estate, le temperature calde, il solo che risplende là fuori, anche i più piccoli doveri in ufficio ci sembrano dei fardelli

A volte capitano delle giornate in cui ogni cosa ti sembra più difficile. Anche scrivere una semplice e-mail ti sembra come scrivere un libro e i faldoni si accumulano copiosamente sulla scrivania. Se sei in una di quelle giornate e hai un calo di produttività, ecco che la tentazione di procrastinare si insinua immediatamente in ogni istante.

Altre volte te la prendi semplicemente con calma perché la scadenza è lontana nel tempo e pensi di poter gestire i giorni con tranquillità fino a che i giorni diventano ore, le ore minuti e la scadenza diventa domani.

Abbiamo già visto come stimolare la produttività nell’ambiente di lavoro, illustrando alcuni consigli utili che aiutano a favorire la serenità e soddisfazione di chi vi lavora. In questo articolo raccontiamo alcuni trucchi e stratagemmi per non procrastinare che ti torneranno sicuramente utili nelle giornate più impegnative.

La complessità si può scomporre in parti semplici
Per aumentare la produttività, soprattutto quando si ha a che fare con dei progetti o dei lavori complessi e che richiedono molto tempo oppure quando la giornata è densa di impegni, torna utile il metodo della scomposizione. Del resto, anche l’oggetto più complesso può essere diviso in parti più semplici. In questo senso, un trucco consiste nel porti delle scadenze intermedie dividendo, ad esempio, la giornata lavorativa in intervalli più brevi da mezz’ora o un’ora. In questo modo faciliti la concentrazione su un singolo task, raggiunto il quale puoi passare al successivo. È anche consigliabile prenderti delle piccole pause tra ogni segmento di tempo e il successivo.

Elimina possibili distrazioni
La tendenza a procrastinare è spesso fomentata da tutte le distrazioni che ti tentano mentre provi a portare a termine qualcosa. Una controllatina a Facebook o Instagram, la chat con gli amici o i colleghi, la notizia appena letta su internet che vogliamo approfondire e così via.

A volte puoi cadere nella trappola della distrazione perché hai lasciato, aperte nel browser, troppe finestre non correlate a quello che stai facendo, oppure hai appoggiato lo smartphone proprio davanti a te sulla scrivania lasciando ogni notifica ti distolga da quello che stai facendo. Un trucco consiste proprio nel togliere di mezzo tutti queste potenziali distrazioni ed iniziare la giornata con la scrivania dell’ufficio pulita e ordinata. Cerca di tenere il telefono in tasca o nel cassetto finché ti stai concentrando su un lavoro e tieni aperte nel browser solo le finestre necessarie. Se hai attive delle notifiche su desktop, prova a disabilitarle per il tempo necessario a concentrarti e tieni il focus su quello che stai facendo.

Prenditi le giuste pause
Un errore commesso di frequente è quello di stare il più a lungo possibile davanti al computer oppure di fermarsi a lavorare ben oltre l’orario consueto per portare a termine un lavoro. Come se prendersi più tempo favorisse un miglior risultato. In molti casi prolungare lo sforzo mentale porta al risultato opposto facendo venire meno la freschezza mentale e le energie. È quindi importante prendersi le giuste pause. Concedersi un break ogni tanto, con una bella boccata di ossigeno, ti consente di staccare un attimo la mente, rilassarti e ricaricare le pile per riprendere il percorso verso il tuo obbiettivo.

Concediti delle gratificazioni
Per motivarti a svolgere con dedizione e concentrazione un compito esiste un altro stratagemma molto efficace. Concedendoti dei piccoli “premi” che possano gratificarti al raggiungimento di ogni obbiettivo ti aiuta a motivarti e mantenere costante l’entusiasmo e la motivazione. Sta a te decidere come gratificarti. Puoi concederti un po’ di tempo da passare sui social oppure qualcosa di più importante, come regalarti un oggetto che desideravi tanto, al raggiungimento dell’obbiettivo finale. L’importante è che tu ti senta soddisfatto di aver raggiunto un obbiettivo, per quanto piccolo, e con la carica giusta per affrontare il successivo.
Definisci delle priorità
Anche se la tentazione di iniziare la giornata con le attività che ci piacciono di più, oppure quelle più facili, è sempre forte, devi tenere presente che questo è uno degli errori più frequenti che portano a procrastinare. Meglio iniziare subito con la parte più difficile. Questo ti permette di dedicare da subito la concentrazione necessaria ad eseguire un’attività in modo efficiente per poi dedicarti a qualcosa che trovi più piacevole. In poche parole, prima il dovere e poi il piacere.

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli su come affrontare la tendenza a procrastinare ti possano tornare utili quando avrai una di quelle giornate in cui non riesci a trovare la motivazione e il tempo sembra passare senza che tu possa concludere nulla. Prova da subito a mettere in pratica questi semplici trucchi e facci sapere se li hai trovati utili!
Vuoi suggerirci qualche altra tecnica che trovi particolarmente utile per smettere di procrastinare? Raccontaci la tua esperienza sulla pagina Facebook Viking Italia.