Autore: Viking
Ufficio
24/09/2014

No, ingurgitare la prima cosa che passa per mano davanti al monitor del computer non è il modo migliore di fare la pausa pranzo in ufficio. Che sia la regola o l’eccezione, anche il pranzo sul luogo di lavoro deve essere prima di tutto sano, e poi rispettare qualche semplice regola di bon ton. Per evitare di appesantirsi, fare il giusto carico di carburante in vista del pomeriggio, e per rispettare la sensibilità di colleghi e vicini di scrivania.

No alle pietanze ‘odorose’. Certo il pesce è sanissimo, e anche cavoli, cavolfiori e broccoletti, ma insomma, appestare l’ufficio con il loro intenso ‘profumino’ potrebbe attirare più di qualche lamentela.

Al bando Facebook & Co. La pausa pranzo è anche un modo per staccare gli occhi dal monitor, socializzare con colleghi e colleghe, rilassare i muscoli di schiena e collo e in fin dei conti dimenticare per qualche minuto computer e vita digitale.

Tovaglietta, posate e tovagliolo sempre. Anche rimanendo alla scrivania, bastano pochi semplici gesti per abbellire il tutto e sentirsi quasi come a casa. E poi si evitano macchie e briciole che sporcano fogli, appunti, tastiera e documenti.

Sì a insalate, frittate, pasta e riso freddi. Sono i tipici cibi da ‘schiscett’round: pratici, sani, si prestano a mille variazioni per non stancare e si possono mangiare anche freddi.

Occhio al forno microonde. Un elettrodomestico praticissimo e sempre più diffuso in uffici e luoghi di lavoro, ma insomma la pasta al pomodoro riscaldata diventa quasi immangiabile. Molto meglio attrezzarsi con un lunch box sigillato e portare da casa una sana zuppa di verdure e pasta o riso.

E voi come vi organizzate per il pranzo in ufficio?

Notizie
22/09/2014

A proposito di stampanti e mondo printing, dall’IFA di Berlino, la più grande fiera di tecnologia europea, è arrivata la notizia delle prime stampanti multifunzione con sistema operativo Android.

Le ha presentate Samsung, 10 modelli di 4 categorie diverse della serie Smart MultiXpress, con la promessa di migliorare la produttività aziendale. Come? Sostanzialmente grazie alla possibilità di stampare senza l’uso del PC ma tramite App analoghe a quelle che si trovano sugli smartphone Android.
Come funzionano le stampanti Android
Cosa significa in concreto? Che si potrà stampare ‘on the go’, ovvero anche in mobilità, comandando la stampante tramite un’App installata sullo smartphone o sul tablet, e che grazie alla compatibilità con la piattaforma Samsung XOA (Extensible Open Architecture) tutte le stampanti multifunzione Smart MultiXpress potranno essere personalizzate in base alle specifiche esigenze di business di ogni azienda.

Ancor più nel dettaglio, queste nuove stampanti multifunzione con sistema operativo Android hanno anche uno schermo full touchscreen tramite il quale è possibile accedere a documenti in cloud, a pagine Web, a e-mail, mappe, immagini e altri contenuti online direttamente dalla postazione di stampa e senza doversi connettere alla stampante tramite computer o server.

Ufficio
18/09/2014

Finisce sempre allo stesso modo: riunioni che non finiscono mai, gente che si distrae, decisioni che non vengono prese e una enorme perdita di tempo per tutti. A chi non è mai successo? Ora, con tutto il rispetto per le tecniche di time management e business meeting, pare che la soluzione sia molto ma molto più semplice: fare le riunioni rimanendo in piedi.

Sì, gli standing meeting permetterebbero di eliminare tempi morti, perdite di tempo e interventi inutili, solo per il fatto che dovendo rimanere in piedi intorno a un tavolo da riunione le persone tenderebbero a essere più sveglie, reattive, pratiche e propositive.

Chi lo ha scoperto? La solita università americana (questa volta quella del Missouri) che ha anche calcolato che le riunioni in piedi durerebbero circa 1/3 in meno di quelle in cui i partecipanti sono seduti. Sarà vero? Basterebbe provare…

Notizie
12/09/2014

Tra pochi giorni ricomincia la scuola, e non si fa altro che parlare di back to school. Ora, se da un lato c’è un ’bout di tristezza perché significa che le vacanze sono davvero finite, dall’altro lato è anche vero che il ritorno ai ritmi consueti è anche un sollievo per mamme e papà, soprattutto quelli che lavorano. Rimane il fatto che passare di colpo dai giochi, dal tempo libero e dalle vacanze agli impegni e agli orari di scuola può essere davvero traumatico, e allora è bene prepararsi per tempo.

Per esempio qualche giorno prima si può cominciare a riparlare della scuola con i ragazzi, ricordare i nomi delle insegnanti, dei compagni e ripercorrere le cose divertenti accadute l’anno precedente, in modo da creare un clima favorevole in loro.

Può essere utile anche raccontare qualche aneddoto positivo sulla proprio esperienza a scuola, di modo che i ragazzi possano immaginare e immedesimarsi un ’bout con i genitori da piccoli.

Conviene anche avvicinarsi gradualmente agli orari in cui si va a dormire e ci si sveglia durante l’anno scolastico, così da arrivare alla prima campanella senza traumi.

E poi può essere utile e divertente coinvolgere i figli nell’acquisto dei materiali per la scuola: penne, quaderni, matite, fogli di carta e tutto l’occorrente da mettere in cartella. E poi con i ragazzi di oggi cosiddetti nativi digitali che sanno usare benissimo tablet, computer e smartphone si può anche evitare lo stress di ritrovarsi tutti in fila in un centro commerciale e risparmiare tempo acquistando direttamente con l’e-commerce.

Voi come vi comportate per il rientro a scuola dei figli?

Ufficio
10/09/2014

Il più delle volte neanche ci si pensa, ma in effetti i colori dicono molto dello stato d’animo delle persone. Basta pensare agli abbinamenti nell’abbigliamento e negli accessori, o anche nei colori che si usano ogni giorno durante le attività lavorative. No, non si parla di pittori e artisti, ma per esempio anche la scelta di un post-it o di un evidenziatore giallo piuttosto che azzurro può dire molto dell’umore, dei pensieri e delle sensazioni di una persona.

Per esempio, il giallo e l’arancione, caldi e stimolanti, sono i colori della gioia, il blu, scuro, è il colore della tristezza, il rosso è spesso il colore della rabbia mentre il verde è il colore della tranquillità e della serenità. Insomma, basta guardarsi intorno per capire un ’bout il clima che regna in ufficio e gli stati d’animo delle persone che lo frequentano: l’avevate mai notato?

Ufficio
09/09/2014

Sembra passato un secolo: tornati dalle vacanze l’ufficio era perfetto, pulito, con tutti i documenti in ordine e le scrivania sgombre, poi dopo una settimana è di nuovo tornato il solito caos. Caos che diminuisce la produttività (quanto tempo si perde a cercare fogli, faldoni e cartellette finite chissà dove?) e rende meno gradevoli le ore passate sul luogo di lavoro.

Certo, ci sarà sempre qualcuno che sostiene che il caos e il disordine sono creativi, ma a meno che non si lavori in un ambito davvero creativo, un ’bout di ordine aiuta a vivere meglio le giornate in ufficio (e poi c’è sempre chi sostiene che i disordinati sono inaffidabili…).

Ma come fare a mentenere in ordine l’ufficio? Semplicemente rendendolo bello, gradevole e famigliare ai propri occhi.

Per esempio acquistando qualche quadro o pannello decorativo, sostituendo la vecchia scomoda sedia con una ergonomica e dai colori che mettono il buon umore, procurandosi un deodorante per ambiente o allestendo un piccolo corner per le brevi pause tra un impegno e l’altro.

Detto dell’hardware, si può fare qualcosa anche per il software: per esempio isolandosi dal rumore ascoltando della musica direttamente dal computer, oppure prendendo piccole pause per fare qualche facile esercizio di allungamento che migliora la postura e scaccia lo stress.

Insomma, prendersi cura di sé e dell’ambiente di lavoro è il modo migliore per evitare che il caos abbia il sopravvento e trasformare l’ufficio in un posto gradevole, ordinato ed efficiente.