Categoria: Idee

News e notizie dal mondo che riguardano il mondo degli uffici, degli studi professionali e delle aziende

Idee
03/07/2020

Il Post Coronavirus potrebbe significare l’addio agli Open Space. Non che l’idea di tutti insieme appassionatamente fosse ancora forte nella logica di organizzazione degli spazi aziendali. Certo c’è stato un tempo in cui Open Space faceva rima con condivisione di spazi e idee, a tutto vantaggio del pensiero creativo e della riduzione dello stress. Ma già negli ultimi anni qualcuno aveva avanzato l’obiezione che in fondo gli Open Space sono una enorme fonte di distrazione e che forse era il caso di tornare a una idea più tradizionale di spazio di lavoro, magari modernizzata con una modularità tra postazioni individuali, spazi condivisi e salette riservate. Poi è arrivato il Coronavirus, e lo studio coreano su come si è creato il primo focolaio all’interno di una grande ufficio flat, e ora i dubbi se tornare a quel modello serpeggiano in molti ambienti.

La prima soluzione sono le barriere protettive in plastica, per cercare di contenere il potenziale contagio da COVID-19: se è vero che 1 trasmissione dell’influenza su 6 avveniva dal vicino di scrivania, perché non ritenere plausibile anche il rischio di trasmissione del Coronavirus con le stesse modalità? Ma oltre a ciò, ci sono aziende, uffici, studi professionali e università che stanno facendo marcia indietro verso una idea più tradizionale di spazio di lavoro.

Il trend è appunto quello dei “cubicoli” individuali, che garantiscono la separazione sociale ma anche la privacy e la concentrazione. Certo riducono gli spazi ma ormai molte aziende hanno capito che il lavoro smart può essere una soluzione anche non di emergenza, e molti lavoratori hanno sperimentato che ci possono essere anche dei vantaggi, per esempio in termini di costi e tempo di spostamento casa-lavoro.

Quindi come sarà il lavoro Post Coronavirus? In molti ipotizzano un modello blend, con giorni in smart working e altri in azienda, e le giornate in azienda per lo più in spazi individuali, con postazioni meno personalizzate e più anonime ma anche più facili da gestire dal punto di vista dell’igienizzazione e della sanificazione. Modello blend a cui concorre il desiderio delle aziende di contenere i costi e le difficoltà legate al rientro in ufficio (necessità di sanificare una volta al giorno e igienizzare più volte al giorno, nonché di gestirei flussi di ingresso e uscita nonché degli spazi comuni). Modello blend a cui concorre anche il desiderio dei lavoratori di continuare “in smart”, dopo aver digerito le difficoltà fisiologiche di questa modalità di lavoro.

In Italia, secondo una ricerca di EasyHunters, sarebbero addirittura 6 su 10 i lavoratori interessati a questo modello di alternanza tra smart e office, perché la qualità della vita migliora, perché chi ha figli ancora non ha ben chiaro come sarà il prossimo anno scolastico, perché il risparmio di denaro e tempo è indubbio e, di questi tempi, prezioso, e perché forse c’è voluto un evento traumatico per forzare un cambiamento che era già potenziale. E perché su tutto incombe ancora la poca conoscenza che abbiamo del virus, della contagiosità degli asintomatici, del rischio di infezione su mezzi pubblici e nelle aree urbane densamente frequentate.

Idee
26/06/2020

Il tempo delle vacanze e dei pranzi con vista mare o sulla natura è ancora da venire, ma ci sono comunque tanti buoni motivi per fare la pausa pranzo all’aperto. Veniamo tutti dai lunghi mesi del lockdown, chiusi in casa per contenere il Coronavirus, e in molti stiamo ancora lavorando prevalentemente in smart working, quindi senza neanche il tempo e lo spazio, fisico e mentale, del tragitto casa-lavoro. Ecco perché potrebbe essere una buona idea godere di qualche manciata di minuti per mangiare en plein air: la primavera è ormai inoltrata, le temperature si sono alzate, il sole splende (quasi sempre) in cielo e non c’è niente di meglio che abbandonare la triste abitudine della pausa pranzo alla scrivania davanti al computer o nella mensa aziendale (per chi ha ripreso ad andare in ufficio) o al tavolo in cucina, per chi lavora da remoto, e andare a mangiare all’aperto.

Certo, per chi ha ripreso con la vita da ufficio bisogna organizzarsi un po’, portando il pranzo da casa (qui le ricette per la schiscetta perfetta) oppure trovando un bar o negozietto di fiducia dove acquistare qualcosa di sano e leggero da portare al parco o ai giardinetti dietro l’ufficio. Chi invece è in smart a casa può preparare qualcosa di pratico, veloce e leggero e, se non si dispone di un giardino o un terrazzino, andare al parco, anche in compagnia di figli e/o partner.
3 sani motivi per fare la pausa pranzo all’aperto
Ma come che sia, basta anche mezzora di luce naturale, aria pulita e rumore di foglie per avere indubbi benefici.

Per esempio, stare all’aria aperta migliora l’assunzione di vitamina D, che fortifica il sistema immunitario (particolarmente importante in questo periodo ancora di contagi da COVID-19) e infonde benessere e salute a corpo e mente.

Passeggiare al parco, o sedersi su una panchina a consumare il proprio pranzo, riduce i livelli di stress e ansia e permette di tornare al lavoro con la mente sgombra: lo ha dimostrato uno studio olandese pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health.

Se poi si fa un lavoro creativo o intellettuale, stare per qualche manciata di minuti nella natura migliora la creatività: smartphone, computer, vetrine, negozi e traffico sono una continua fonte di distrazione, mentre la concentrazione e la creatività necessitano di isolamento e meno stimoli esterni. Lo ha dimostrato uno studio condotto nel 2012 da Ruth Ann Atchley secondo il quale stare a contatto con il verde migliora la creatività del 50%.

Idee
24/06/2020

“Lavorare da casa. Cosa ho imparato come early adopter” è il titolo di un post firmato da Marianne Dahl sul blog di Microsoft. Marianne Dahl non è una qualsiasi all’interno dell’azienda di Redmond: vicepresidente responsabile delle vendite e del marketing per l’Europa occidentale di Microsoft, lavora da casa ormai da 15 anni, da quando cioè ha lasciato il suo ruolo di responsabile della mobilità e della convergenza in una importante azienda TLC e ha deciso di sperimentare sulla propria vita quanto teorizzava per gli altri. E cioè che lavorare da casa si può, che il lavoro agile può essere efficiente, e che professionalità e risultati non dipendono da dove lavori ma da come lo fai. Un percorso lunghissimo quello di Marianne Dahl, e diventato esemplare nei giorni del lockdown, dello state a casa, e del lavoro da remoto obbligato. Così la manager ha voluto condividere quello che ha imparato in questi 15 anni di lavoro smart & agile con un lungo post sul blog aziendale, cominciando con il definirsi una early adopter.
Circa 15 anni fa, quando questi concetti erano solo agli inizi, lavoravo in una grande società di telecomunicazioni come responsabile della mobilità e della convergenza. Un giorno presi la decisione di provare a mettere in pratica ciò che predicavo sempre e iniziai a lavorare il più possibile da remoto. Rifiutai persino di avere una linea fissa o la fibra e feci ricorso a una semplice scheda dati.
Oggi disponiamo di una tecnologia di gran lunga superiore: laptop e smartphone eccellenti, software come Microsoft Teams e la connessione 5G o la fibra nelle nostre case. Tuttavia, forse non abbiamo capito fino in fondo che non basta avere una tecnologia pronta per le persone, se le persone non sono pronte per la tecnologia.
Per ovvie ragioni, i primi mesi del 2020 hanno richiesto una straordinaria accelerazione nell’organizzazione del lavoro flessibile, ma adattarsi a nuovi modi di lavorare richiede tempo. Comprensibilmente, sarà una transizione difficile per molte persone.
I consigli di Marianne Dahl per lavorare da casa
1. Accendete la fotocamera

Ben oltre il 50% delle comunicazioni avviene in forma non verbale. Quindi la fotocamera aiuta a capire gli altri e a farsi capire.
Inoltre, avere la fotocamera accesa obbliga a darsi un tono, offrendoci un motivo in più per vestirci e comportarci come se dovessimo entrare in ufficio.

2. Utilizziamo la funzionalità della chat su Teams

Se utilizzate Microsoft Teams, la chat è un ottimo modo per mantenere una buona energia nelle riunioni con tanti partecipanti. Anche se poche persone parlano attivamente, gli altri dovrebbero essere incoraggiati a commentare ciò che viene detto, fare domande, creare piccoli sondaggi, o anche solo aggiungere emoji e reazioni. Favorisce davvero il coinvolgimento di tutti.

3. Utilizzate le cuffie

Fino a poco tempo fa, quando il lockdown si è leggermente allentato, avevo due bambini a casa mentre lavoravo, quindi indossare le cuffie mi dava parecchi benefici.
Ancora meglio se possedete un modello con la tecnologia di cancellazione del rumore. Vi aiuterà a mantenere la concentrazione ed evitare distrazioni, con chiunque viviate.

4. Programmate pause regolari

È facile dimenticarsi che ci sono molte pause naturali quando si lavora in ufficio e si partecipa a riunioni faccia a faccia. Pensate a come integrarle nella vostra programmazione a casa.

5. Continuate a muovervi

Includete un po’ di movimento nella vostra agenda.
Se avete lo spazio per farlo, è anche utile spostarsi per la casa in modo da lavorare in diversi ambienti. Alcune riunioni possono essere molto formali. In questo caso, cercate di tenere il laptop all’altezza giusta e regolate l’illuminazione nella stanza. Allo stesso modo, per una chiacchierata informale o una riunione a due, potete mettervi comodi sul divano o su una sedia più inclinata. Se preferite che le persone non vedano cosa c’è dietro di voi, utilizzate la funzionalità di sfocatura per mantenere l’ambiente più riservato.

6. Transizione tra ruoli

Potreste dover ricoprire numerosi ruoli ora: colleghi, partner, genitori, insegnanti a distanza. Si può essere in grado di eseguirli tutti perfettamente, ma è improbabile riuscire a farlo nello stesso identico momento.
Vi consiglio di delimitare bene la giornata, concentrandovi su un unico ruolo alla volta. E, se potete, dite alla famiglia: “Vado a lavorare ora. Ci vediamo tra quattro ore”. Poi andate in un’altra stanza, chiudete la porta e smettete di essere disponibili.
Lo stesso andrebbe fatto anche per il tempo dedicato alla famiglia e per la scuola a casa. Molte persone pensano di dover essere sempre disponibili e finiscono per lavorare troppo quando sono a casa. Circoscrivete il tempo delle telefonate o quello del controllo della posta elettronica.

7. Rimanete socievoli

Avete scoperto nuovi modi di rimanere in contatto con amici e familiari durante il lockdown. È fantastico. Ma non dimenticate che l’interazione sociale è di vitale importanza anche tra colleghi.
Ci vuole solo un po’ più di pianificazione. Ad esempio, potete organizzare video riunioni quotidiane per un caffè oppure aperitivi di venerdì sera in cui parlare il minimo indispensabile di lavoro. O magari un pranzo con un collega su Teams, proprio come foste alla mensa aziendale.
Questo non è solo importante per la motivazione e la salute mentale, ma anche per gli affari. Alcuni anni fa, uno studio commissionato da Microsoft ha rilevato che, in realtà, meno del 20% delle migliori idee era stato concepito all’interno di contesti di lavoro come riunioni o brainstorming. Infatti, la stragrande maggioranza di queste idee arrivano durante scambi occasionali con i colleghi. Un altro motivo convincente per salvaguardare queste riunioni informali.

Infine, la cosa più importante di tutte

Se il lavoro da casa è una novità e avete difficoltà ad abituarvi, niente paura! Passati i primi tempi, sarà più facile. Prima che ve ne rendiate conto, sarete già professionisti pronti per tutto quello che vi riserva il futuro

Idee
30/05/2020

Il futuro del lavoro sarà da casa? A giudicare dalle notizie che si rincorrono sui colossi del tech che intendono lasciare libertà ai propri dipendenti parrebbe proprio di sì. Jack Dorsey, Ceo di Twitter, ha già detto che chi vorrà potrà lavorare per sempre da casa. Google riaprirà solo il 6 luglio, ma per pochissimi dipendenti. Idem Microsoft e tante altre realtà hi-tech: Mark Zuckerberg di Facebook ha affermato che nei prossimi 10 anni la metà dei dipendenti di Menlo Park potrebbe serenamente lavorare da casa (e parliamo di oltre 20mila persone) E pure alcuni gruppi da noi – Fastweb, Enel sembrano orientati a consolidare il ricorso allo smart working come regola di base anche quando (e se) l’emergenza Coronavirus sarà rientrata.

Ma attenzione alle distorsioni: dici smart working e pensi alla California, a correre all’alba sull’Oceano, a fare surf in pausa pranzo e a case con vista sulla Napa Valley, ma la realtà delle cose non è per tutti questa. Per molti il lockdown ha significato anche difficoltà materiali, dal punto di vista della dotazione tecnologica e della connessione, per poter svolgere efficacemente il proprio lavoro. Per tutti o quasi è stato necessario un ripensamento delle modalità e dinamiche del lavoro, da chi deve gestire il proprio team da remoto a chi deve svolgere i propri compiti in un ambiente diverso.

Ma poi ci sono le dinamiche specifiche del lavoro da prendere in considerazione. Come valutare davvero le prestazioni professionali ed eventualmente la carriera dei dipendenti? Come gestire l’orario di lavoro? Per molte organizzazioni lo smart working ha significato semplicemente timbrare il cartellino da casa, pochi fortunati hanno potuto e saputo gestire i propri compiti risparmiando tempo (e denaro) rispetto al pendolarismo casa – lavoro, ma molti si son ritrovati a lavorare di più, più ore, in condizioni peggiori. Per non parlare di ciò che potrebbe accadere: se lavori da casa puoi accettare uno stipendio inferiore e magari qualche benefit o servizio in meno (ticket, mensa, etc). Insomma, lo smart working era una tendenza in crescita già prima del Coronavirus, ma il lockdown ha dato una accelerata improvvisa che domani potrebbe mettere aziende, lavoratori, sindacati e ministeri davanti a uno scenario tutto nuovo e tutto da gestire.

Idee
28/05/2020

Una delle conseguenze del post-Coronavirus potrebbe essere l’addio alle trasferte di lavoro. Sì, quei viaggi in giornata in aereo tra le capitali europee – Milano-Roma-Parigi-Londra-Berlino-Madrid – ma anche quell’avanti e indietro in auto e treno su distanze più modeste, per fare un incontro, un meeting, una riunione: ecco, tutto questo potrebbe essere il passato, e un passato che non tornerà più. Lo smart working, il lavoro agile, l’idea che alcuni hanno (Jack Dorsey, CEO di Twitter su tutti) che comunque, domani, lavoreremo tutti e per sempre da casa, ci hanno fatto scoprire che tutto sommato, anziché un Roma-Milano-Roma in giornata per partecipare a una riunione di 2 ore, va benissimo anche una videocall su Zoom, Meeting, Skype o qualsiasi altro programma di remote meeting.

È un bene? È un male?

Difficile dirlo oggi, quando la situazione è ancora fluida e solo si possono intuire i pro e i contro. Tra i contro c’è sicuramente quello che il settore dei viaggi di lavoro è uno di quelli trainanti: aerei, treni, taxi, ristoranti, alberghi e servizi correlati vivono anche, se non soprattutto, sui viaggi di lavoro (e c’è chi ha già calcolato che la perdita di fatturato sarà per il 2020 di 820 miliardi di dollari, 190 solo per l’Europa). E questa perdita di fatturato significa anche perdita di posti di lavoro, inutile negarlo.

Poi però ci sono anche i Pro, almeno per chi è sensibile al tema: meno inquinamento, meno consumo di risorse – e si è visto come l’aria e l’acqua durante il lockdown siano state resilienti e tornare a essere pulite – ma anche meno tempo perso per gli spostamenti e più tempo da dedicare a se stessi e alle cose importanti.

E poi c’è l’aspetto economico- finanziario per le aziende: se è vero che i viaggi di lavoro sono un settore importante, lo sono anche in termini di spesa per le aziende, che per la maggior parte usciranno / stanno uscendo dal lockdown e dalla fase acuta dell’emergenza Coranavirus con grosse difficoltà.

Sarà davvero così, o non appena passata la paura e le restrizioni torneremo a viaggiare anche – se non soprattutto – per lavoro?

Idee
26/05/2020

LinkedIn ha appena pubblicato alcuni insight che mostrano come il lavoro da casa durante la pandemia stia avendo un impatto sulla salute mentale dei professionisti italiani. Questa è naturalmente stata una sfida per molti, e numerosi professionisti hanno dichiarato che la propria salute mentale ha subito un impatto negativo.

Il 46% dei professionisti italiani si sente più ansioso o stressato da quando lavora da casa.
Il 18% ha riscontrato un impatto negativo sulla propria salute mentale.
Il 26% dei professionisti trova più difficile concentrarsi.
Il 45% dei professionisti fa meno esercizio fisico.
Il 63% dei professionisti ha dichiarato di non ricevere sostegno da parte della propria azienda per il proprio benessere fisico mentre lavora da casa.

Nonostante le restrizioni del lockdown si siano allentate, è improbabile che questo nuovo ambiente di lavoro da casa cambi nel breve periodo. Abbiamo quindi voluto fornire il commento di uno degli esperti di LinkedIn, Cameron Veasey, su alcune best practice da prendere in considerazione se ti senti stressato o ansioso mentre lavori da casa, commentate a sua volta dall’Ordine degli Psicologi.
1. Stabilisci dei confini
Una delle cose più importanti che si possono fare in questo periodo è fissare dei confini. Questo risulterà incredibilmente utile a te, alla tua famiglia e ai tuoi colleghi. Quelli di noi che lavorano da casa a causa dell’attuale pandemia hanno visto i confini tra vita personale e professionale in qualche modo confondersi, con molti professionisti che hanno ammesso di lavorare per ore extra da quando hanno iniziato a lavorare da casa. Un modo semplice per iniziare a stabilire dei confini è quello di fissare un inizio e una fine chiara ogni giorno. Questo ti impedirà di accumulare ore extra sul lavoro, e ti darà più tempo per staccare la spina – prevenendo il burnout. Ti sarà utile, inoltre, a gestire le aspettative sul lavoro, in quanto ti permetterà di comunicare chiaramente ai tuoi colleghi quando possono aspettarsi che tu sia online.
2. Prenditi delle pause
Questo nuovo ambiente professionale ci ha reso facile lasciarci trasportare dal lavoro, senza mai fermarci per fare una pausa. Tuttavia, è importante che ci prendiamo un ’bout di tempo della giornata per allontanarci dallo schermo. Il modo più semplice per inserire una pausa nella tua giornata è utilizzare la pausa pranzo. Se ti è stata assegnata un’ora di pausa pranzo prima della chiusura, allora dovresti comunque approfittarne mentre lavori da casa – preferibilmente stando lontano dallo schermo. Questo darà alla tua mente un ’bout di tempo per ricaricarsi e concentrarsi, prima di affrontare le prossime voci sulla lista delle cose da fare.
3. Ricordati di trovare del tempo per te stesso (prendere una boccata d’aria fresca)
Questo periodo ci ha reso più propensi a restare in contatto con gli amici, la famiglia e i colleghi, ma ci ha anche reso meno inclini a trovare il tempo per noi stessi. Tuttavia, includere del tempo per noi stessi nella routine quotidiana è davvero importante… Ora che le misure di isolamento sono state alleggerite, uno dei modi migliori per farlo è iniziare la giornata con una passeggiata di 30 minuti all’aperto. Questo ti permetterà di fare un ’bout di esercizio, dandoti anche un ’bout di tempo per riflettere e rilassarti prima di iniziare la giornata. Tuttavia, se non ti senti ancora a tuo agio ad andare all’aperto, puoi sederti vicino a una finestra aperta e praticare 30 minuti di meditazione e/o mindfulness. Questo ti darà l’opportunità di schiarirti la mente e di stare un ’bout di tempo da solo con i tuoi pensieri, lontano da ogni distrazione.
4. Tieni a mente cosa c’è nella tua zona di controllo
È normale sentirsi in ansia per il futuro, specialmente in tempi come questi, dove c’è molta incertezza. Tuttavia, è importante per tutti noi fare un passo indietro e ricordare ciò che è sotto il nostro controllo. Ci sono eventi che abbiamo il potere di influenzare, mentre ci sono altri eventi che purtroppo non possiamo controllare. Cionondimeno, è importante conoscere e capire la differenza. Se ti senti in ansia o stressato per un evento futuro, fai un respiro profondo e chiediti se è qualcosa che puoi controllare. Se la risposta è no, allora è importante che accetti il fatto che non avrai il potere di cambiarne il risultato. Questo ti aiuterà a darti un ’bout di pace, togliendoti un ’bout dello stress e dell’ansia che deriva dalla preoccupazione causata da eventi che non potrai controllare.
5. Utilizza le risorse gratuite attualmente disponibili
Ci sono tonnellate di risorse che sono state rese disponibili gratuitamente durante la pandemia, per aiutarci a connetterci con i nostri amici e la nostra famiglia, così come a prenderci cura della nostra salute fisica e mentale.

Aziende come Microsoft (Teams) e Zoom hanno esteso le funzionalità dei loro abbonamenti gratuiti, in modo che le persone possano rimanere in contatto con i loro amici e familiari durante questo periodo di quarantena. Ci sono diversi corsi gratuiti su YouTube, che puoi utilizzare per raggiungere i tuoi obiettivi di fitness mentre lavori da casa. Che si tratti di iniziare il tuo percorso di yoga, o di irrigidire gli addominali per un perfetto corpo da spiaggia, puoi trovare video che ti aiuteranno a mantenerti in forma. Headspace ha reso i propri servizi gratuiti per tutti coloro che sono stati congedati a causa di COVID19, dando alle persone l’opportunità di introdurre la mindfulness nella loro vita come modo per affrontare lo stress e l’ansia. LinkedIn ha messo a disposizione di tutti i membri oltre 275 dei suoi corsi LinkedIn Learning. Ora è possibile seguire liberamente corsi come “gestire lo stress per un cambiamento positivo”, “costruire resilienza” e persino tre corsi gratuiti su come introdurre la mindfulness nella vita di tutti i giorni. Questi corsi non solo ti aiuteranno ad apprendere nuove competenze utili alla tua vita professionale, ma ti permetteranno anche di apprendere nuove abilità con cui arricchire la tua vita personale.

Secondo Laura Parolin, Vicepresidente dell’Ordine degli Psicologi, “La letteratura scientifica ci dice che gli effetti psicologici delle emergenze sanitarie persistono ben oltre la durata effettiva della crisi. Lavorare da casa mantenendo un buon equilibrio tra lavoro e vita privata è solo uno degli aspetti che influisce sul nostro benessere e sui crescenti livelli di stress. Può risultare difficile, infatti, mantenere la concentrazione sul lavoro quando si hanno bambini piccoli a casa, mentre altri sono preoccupati per le condizioni di salute dei propri familiari. LinkedIn ha pubblicato alcuni consigli molto utili per gestire lo stress e l’ansia quando si lavora da casa, così come per imparare a lavorare da casa quando si hanno figli o si condivide il proprio spazio con gli altri. Tuttavia, se benessere del lavoratore pesa qualche altro elemento o risulta difficile identificare la fonte dello stress, suggeriamo di chiedere consiglio a psicologi professionisti. Ci sono molte applicazioni della psicologia che operano sulle capacità di problem-solving, sull’adattamento, sulla gestione dello stress e la promozione del rilassamento, e che possono quindi favorire il raggiungimento del benessere perduto”.