Categoria: Idee

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Idee
17/09/2018

La motivazione sul lavoro è un sentimento fluttuante che ci coglie alcuni giorni e ci fa essere produttivi ma ci abbandona in altri lasciandoci in balia della mole di lavoro che sembra insormontabile.

Ci sono giorni in cui non trovi neanche la forza di cominciare a fare qualcosa, neppure il compito più semplice, ed è come se avessi un blocco interiore che fa assopire le idee, la creatività ed ogni spirito di iniziativa. Vedi solamente faldoni impilati sulla scrivania e non sai da dove cominciare.

In un altro articolo abbiamo visto alcuni buoni consigli per essere più felici sul lavoro.
Anche se non esistono delle formule magiche per cambiare totalmente la situazione, abbiamo raccolto sette stratagemmi che, se messi in pratica, ti aiuteranno di sicuro ad affrontare i cali di motivazione in modo efficace.
Scomponi gli obiettivi complessi
Per quanto i tuoi obbiettivi siano grandi ed audaci, è buona norma scomporli in sotto-obbiettivi più facilmente raggiungibili. Questo non significa che tu non debba puntare fin da subito a realizzare un progetto o a perseguire un obbiettivo importante, tuttavia suddividerlo in parti più semplici ti permette ti fare dei progressi visibili, in modo costante, che sono il terreno fertile per sviluppare degli impulsi motivanti che serviranno a livello psicologico per farci proseguire nel raggiungimento della meta finale. Ogni volta che si completa qualcosa c’è un senso di appagamento e di fiducia in sé stessi che origina proprio dal fatto che siamo coscienti di poter affrontare e vincere le sfide e i problemi che ci si presentano. Se devi affrontare un incarico difficile e non sai da dove cominciare, scomponi e semplifica l’obbiettivo finale in pezzettini più facilmente digeribili.

Aprroccio mentale
La motivazione dipende molto dall’approccio mentale che abbiamo di una situazione o di un problema. La mente è uno strumento incredibilmente potente per cambiare la visione della realtà e cambiarne la percezione. Uno stratagemma in questo senso consiste nel non pensare a quanto un obbiettivo si complicato da raggiungere o un problema difficile da risolvere, al contrario prova a pensare a quanto può essere appagante e quanta soddisfazione puoi trarre alla fine se riuscirai ad andare fino in fondo e l’autostima che ne potrà derivare. Anche il compito più difficile è solo un tassello del tuo percorso, un piccolo scalino della tua carriera che aiuterà a farti crescere professionalmente.
Assegna priorità
Questo è un aspetto piuttosto classico da tenere presente in diversi ambiti e valido per qualsiasi decisione tu debba affrontare. Si tratta di assegnare delle priorità alla tua lista di cose da fare. Molte volte ci si trova a perdere tempo ed energie in attività che poco importanti che non danno alcun beneficio per perseguire in modo efficace l’obbiettivo.

Se assegni delle priorità, lavorando su quelle mansioni che contribuiscono a raggiungere il tuo obbiettivo finale, senza perderti lungo il percorso in attività poco importanti e non giustificabili nell’ottica del risultato finale, potrai mantenere alta la concentrazione e quindi anche la motivazione.
Rispetta i tempi
É importante darsi dei tempi di lavoro e rispettarli. Se stai lavorando ad un progetto complesso, e non ti dai degli orari, rischi di dedicarci molto tempo e di sforare costantemente l’orario lavorativo con la falsa percezione che più tempo ci dedichi prima riesci a portarlo a termine. Tuttavia, è fondamentale dare al proprio corpo e alla propria mente la possibilità di ricaricarsi. Anche il più difficile degli obiettivi, se affrontato con le giuste energie ed una mente fresca, richiede di sicuro meno tempo che approcciarlo in un’unica soluzione.

Concediti un break
Similmente a quanto visto nel paragrafo precedente, è altrettanto utile trovar un’attività da intervallare a al tuo lavoro e che ti permetta di fomentare la tua creatività e la tua motivazione. Anche se può sembrare in contrasto con quanto detto sull’assegnare delle priorità, in realtà è utile dedicarsi a qualcosa non correlato con il lavoro che si sta portando a termine. Intendiamoci, non stiamo parlando di attività poco utili e che non danno alcun valore aggiunto alla nostra motivazione. Ci riferiamo ad attività, come la lettura, possono contribuire a ispirarci e fornire alla nostra mente dei punti di vista diversi che possono poi essere impiegati per affrontare il problema principale a cui stiamo lavorando.
Riconosci i tuoi successi
Non dare tutto per scontato. A volte anche piccoli successi o il completamento di piccoli obbiettivi meritano di essere celebrati. Ogni volta che riconosci di aver raggiunto un traguardo, seppure meno significativo rispetto agli obbiettivi più grandi, acquisterai motivazione che ti aiuterà ed incoraggerà nell’avere fiducia in te stesso e continuare a lavorare sodo per il risultato finale.
Rimboccati le maniche
Il modo più semplice per motivarsi a fare qualcosa, consiste nell’affrontare tale attività il prima possibile. Se devi portare a termine un compito e vuoi trovare la motivazione per affrontarlo, la prima azione semplice ed efficace che puoi intraprendere è proprio rimboccarsi le maniche ed affrontare la situazione. Cerca di focalizzarti su quello che devi fare eliminando i pensieri superflui e approcciando fin da subito il lavoro con decisione. Una volta che avrai iniziato a lavorarci sopra sarà più facile trovarsi coinvolti in esso e quindi coltivare la tua motivazione.

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli su come mantenere un buon livello di motivazione sul lavoro possano tornarti utili. Hai qualche commento sull’articolo che vuoi farci sapere? Pensi di avere altri metodi efficaci per aiutare a motivarti? Raccontacelo sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
12/09/2018

La scelta dell’università è sempre un momento importante e di dubbi per chi esce dalla scuola secondaria superiore. Da un lato infatti ci sono le naturali e legittime aspirazioni personali, che possono avere più o meno concretezza e andare dai sogni e un piano di carriera già ben definito; dall’altro ci sono le previsioni sui livelli occupazionali di un futuro tutto sommato a breve termine, con una stima dei posti di lavoro disponibili nel momento in cui si completerà il ciclo di studi universitari; e poi c’è un mondo del lavoro sempre più veloce e imprevedibile, per molti aspetti dipendente dalla tecnologia, e nel quale è difficile non solo prevedere ma anche solo immaginare a grandi linee quali lavori ci saranno nel futuro, quali nuove occupazioni emergeranno dal nulla e quali invece non saranno più richieste in alcun modo.
Quali lavori ci saranno nel futuro?
Basta pensare al mondo dei social network, per fare l’esempio più eclatante di questi ultimi anni: buona parte dei social media manager attuali, una figura sempre più centrale nel marketing delle aziende, ha studiato in un epoca in cui i social network non esistevano o forse erano un giochino per pochi appassionati di tecnologia. Lo stesso avvenne per i computer, per i quali in pochi intuirono che avrebbero invaso le nostre case e le nostre vite. Lo dice, in modo scientifico, il World Economic Forum secondo il quale il 65% dei bambini che oggi vanno a scuola faranno lavori che adesso ancora non esistono, e che a malapena possiamo provare a immaginare.

Ma allora cosa studiare per garantirsi una professione nel futuro? A quale università iscriversi?
Scelta dell’università: a quale iscriversi?
Ci sono dei macro trend che si possono vedere fin da ora e che senza dubbio caratterizzeranno i prossimi decenni: lo sviluppo e la diffusione sempre più pervasivi delle tecnologie e di Internet; l’invecchiamento della popolazione mondiale; il riscaldamento globale e la necessità di fonti energetiche alternative o di una miglior gestione di quelle esistenti. Queste sono tendenze che nel futuro potranno generare nuovi posti di lavoro, ma ce ne sono anche che promettono di contrarre la richiesta di personale, come quello della sempre più diffusa automazione che intaccherà i livelli occupazionali tanto dell’industria quanto dell’agricoltura.

L’invecchiamento progressivo della popolazione mondiale richiederà nel futuro figure specializzate a ogni livello, da quello di elevata scolarizzazione e formazione nei settori medico e farmaceutico ma anche manageriale a quelli con formazione di base per la cura quotidiana delle persone. Più difficile identificare con precisione le figure richieste nel futuro attorno al mondo della tecnologia ma l’e-commerce, l’automazione, il cloud, le figure legate al marketing online e alla gestione di siti Internet, i big data oltre ovviamente a quelle legate all’hardware saranno tutte professioni che avranno un futuro.

Secondo il forum di Davos invece entro il 2033 saranno molti i settori in cui si ridurrà il bisogno di manodopera, dal commercio, come detto sempre più indirizzato verso l’e-commerce, alla manifattura e anche all’agricoltura e alla pesca.

Idee
03/09/2018

Le e-mail sono uno strumento incredibilmente efficace che ci permette ogni giorno di metterci in contatto con decine di persone, sia che si tratti di lavoro sia che si tratti di amici o familiari. Fin dalla loro invenzione, negli anni settanta, il numero di e-mail utilizzato quotidianamente è andato aumentando in modo costante. Si stima che vengano scambiate ogni giorno, nel mondo, più di duecento miliardi di e-mail equivalenti a circa due milioni e mezzo di e-mail al giorno.

L’aumento esponenziale della quantità di e-mail porta senza dubbio ad incrociarsi con la nostra produttività giornaliera considerato il tempo necessario per scrivere, leggere e gestire un tale numero di messaggi di posta elettronica. Ogni volta che riceviamo una notifica per una nuova e-mail ci distraiamo inevitabilmente da quello su cui stiamo lavorando.

Non parliamo poi del tema ambiente. Spesso le e-mail vengono stampate su carta e il più delle volte si tratta di poche righe che possono benissimo essere lette sullo schermo del PC. Questo porta ad un consumo sconsiderato di carta che moltiplicato su scala globale porta ad un impatto importante sulla questione ambientale. L’e-mail andrebbe stampata quando strettamente necessario, se ad esempio molto lunga e dettagliata o se presenta allegati o documenti di cui è importante avere una copia cartacea. Non dimentichiamoci poi che tutte le e-mail stampate che contengono informazioni sensibili vanno trattate in base al regolamento sulla protezione dei dati e smaltite negli appositi distruggi documenti.

È chiaro che occorre trovare delle regole per evitare che questo processo si ripeta troppo frequentemente durante il giorno con la conseguente perdita di tempo prezioso. Avendo affrontato in passato l’argomento, nello specifico le best practice per scrivere una perfetta e-mail aziendale, abbiamo deciso di  raccogliere sette consigli utili per aiutarti a gestire al meglio la posta elettronica.
Non farti distrarre
Uno degli effetti indesiderati delle e-mail è quello che possono avere sul nostro livello di attenzione e concentrazione. Ogni volta che riceviamo una e-mail, sacrifichiamo la nostra attenzione per leggere la notifica, aprire e leggere l’mail, focalizzarci sull’argomento e scrivere eventualmente una risposta. Gestire più aspetti contemporaneamente può essere controproducente per il nostro cervello mentre è consigliabile lavorare e concentrarsi su un singolo task per volta. Per questo è importante scegliere il giusto tempo da dedicare alla lettura delle e-mail per non lasciarsi distrarre da ogni singolo messaggio che arriva.
Risposta automatica
Se non puoi accedere alle e-mail o controllare regolarmente la tua casella di posta elettronica, è buona regola impostare una risposta automatica. Se sei in vacanza o sei lontano dall’ufficio per un periodo di tempo prolungato, fai sapere alle persone che ti scrivono che non potranno aspettarsi che tu legga o risponda alla loro e-mail prima di una certa data. L’e-mail di risposta automatica dovrebbe includere l’arco temporale in cui non potrai controllare la posta elettronica, eventuali contatti di emergenza o indirizzi e-mail alternativi a cui la persona che ti sta scrivendo può rivolgersi nel caso avesse bisogno di una risposta tempestiva.
Notifiche
Le notifiche automatiche sono quelle che più contribuiscono a distrarre, sia su telefono che su computer. Anche se è consigliabile disattivarle per evitare di deviare continuamente l’attenzione, è comprensibile che sul lavoro sia importante essere aggiornati sulle e-mail che arrivano. Se scegli di lasciarle attive cerca comunque di rimanere fedele alla gestione del tempo di cui abbiamo parlato in precedenza, dedicando la giusta cura per ogni attività e riservando quindi un momento solo per la lettura delle e-mail.

Organizza le e-mail
Pensa a quante e-mail ricevi ogni giorno e quante se ne accumulano nel corso di una settimana e col passare del tempo. Se finisci per avere un’unica casella di posta con centinaia e centinaia di e-mail rischi di non riuscire più a trovare quella giusta e di perderti nel calderone ogni vota che vai a cercare messaggi vecchi. Gli strumenti di gestione della posta elettronica, come Outlook o Gmail, offrono delle opzioni molto utili per filtrare i messaggi e categorizzarli. Cerca di sfruttare queste possibilità per creare delle categorie e mantenere le tue e-mail in ordine e con una divisione logica che ti permetta di gestirle al meglio. I filtri possono essere applicati anche alle future e-mail in entrata automatizzando il processo di organizzazione.
Pulisci la casella di posta elettronica
Nel corso del tempo ci iscriviamo, anche senza esserne pienamente coscienti, a decine di newsletter che finiscono per bombardarci la casella di posta elettronica con cadenza giornaliera. Prenditi del tempo per revisionare tutti i servizi a cui sei iscritto e mantieni quelli che veramente ti servono e che ti sono utili. Inoltre, è utile fare un po’ di pulizia di vecchi messaggi come vecchie newsletter, offerte promozionali scadute o messaggi vecchi poco importanti che non ci servono in memoria.
Quando evitare le e-mail
Sul lavoro si creano spesso catene di e-mail per questioni non importanti che vanno ad ingolfare la tua posta elettronica e sottraggono tempo alle cose più importanti. Se devi dire qualcosa che richiede una risposta veloce o su un argomento non strettamente legato al lavoro, può essere conveniente alzarsi dalla scrivania e comunicarlo direttamente a voce. Questo permette di evitare lunghe catene di e-mail in stile “chat” o su questioni poco rilevanti che vanno solo ad aggiungere complessità alla gestione della tua posta.
Testo chiaro e ordinato
L’e-mail non è il mezzo più indicato per comunicazioni che richiedono dovizia di particolari, informazioni dettagliate e fiumi di parole per affrontare una questione. L’e-mail è adatta per comunicazioni concise e sintetiche. Cerca sempre di utilizzare la quantità di testo essenziale, di ordinare i paragrafi in modo chiaro e leggibile e di strutturare il testo, quando possibile, con elenchi puntati che rendono i concetti più schematici e facilmente digeribili da chi legge il messaggio.

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli su come gestire al meglio la posta elettronica possano tornarti utili soprattutto nell’ambito lavorativo. Hai qualche commento sull’articolo che vuoi farci sapere? Pensi di avere altre buone regole per la gestione delle e-mail che aggiungeresti alla nostra lista? Raccontacelo sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
28/08/2018

Il ritorno a scuola è un momento che suscita emozioni e reazioni contrastanti tanto nei genitori quanto nei figli, soprattutto nei bambini delle scuole elementari. Passare repentinamente dai ritmi delle vacanze, fatti di risvegli lenti, tempo libero per giocare, genitori presenti, viaggi e divertimento ai ritmi e agli orari della scuola è sempre sinonimo di stress, per gli studenti e per i loro genitori. Senza considerare che il back to school è sempre un momento di grandi spese per acquistare libri, quaderni e materiali di cancelleria (per i quali è anche possibile risparmiare sensibilmente seguendo per esempio questi consigli). Vediamo allora come prepararsi al back to school dei figli riducendo lo stress e facendo in modo che anche i bambini meno entusiasti di rientrare in classe possano vivere serenamente questo momento di passaggio.
Come prepararsi al ritorno a scuola dei figli
La cosa che si può fare più gradualmente a cominciare dai primissimi giorni di settembre e in vista del ritorno a scuola è riprendere un poco alla volta gli orari dell’inverno, in particolare quelli in cui si svegliano i bambini e di conseguenza quelli in cui vanno a dormire. Passare repentinamente dall’addormentamento dopo le 23 e dalla sveglia comoda verso le 10 del mattino al coricarsi verso le 21 per alzarsi alle 7 del mattino è sicuramente traumatico ma si possono coinvolgere i più piccoli in un piano di adattamento progressivo per cui ogni giorno si anticipa di 15′ l’ora in cui si spegne la luce per dormire, meglio se dopo aver letto qualche pagina di un buon libro, e ugualmente si anticipa di qualche minuto il momento del risveglio, magari coinvolgendo i ragazzi nella preparazione della colazione.
Back to school: finire i compiti delle vacanze
C’è anche il tema, sempre spinoso, dei compiti delle vacanze, che molti bambini faticano a organizzare autonomamente con il rischio di ritrovarsi a fare un rush finale negli ultimi giorni. Per non ritrovarsi con decine e decine di pagine da completare nell’ultimo weekend, da fine agosto si può cominciare a suddividere le pagine che mancano per i giorni a disposizione e trovare un accordo con i propri figli non solo sul numero di pagine da fare ma anche sull’orario migliore della giornata per farle e, magari, su una piccola ricompensa per il lavoro ben fatto, per esempio un buon gelato o un momento di gioco con i genitori.
Ritorno a scuola senza stress né paura
Se il ritorno a scuola significa anche passaggio dalla scuola materna alla primaria o, con più consapevolezza da parte dei ragazzi, dalla scuola elementare alle medie, si può “preparare il terreno” in modo positivo, scacciando le inevitabili paure che insorgono nei bambini, raccontando loro esperienze positive della propria vita scolastica. Suscitare in loro curiosità e interesse è sena dubbio la chiave per ridurre lo stress rispetto a un mondo totalmente nuovo e prepararli a un primo giorno di scuola all’insegna dell’entusiasmo.
Prepararsi al ritorno a scuola coinvolgendo i figli
Il ritorno a scuola è senza dubbio fonte di stress anche per i genitori, che in pochi giorni si ritrovano a dover acquistare tutto il materiale richiesto dagli insegnanti. Spesso ci si riduce a fare tutto di corsa ma organizzandosi con un ’bout di anticipo può essere utile oltre che piacevole coinvolgere i bambini, soprattutto quelli delle elementari, nell’acquisto del materiale: sapere cosa servirà loro, che matite, pastelli e quaderni utilizzeranno, su quali libri studieranno a faranno i compiti è senza dubbio un modo per ridurre l’incertezza e i timori rispetto alla novità del ritorno a scuola e rendere tutto più facile e sereno.

Idee
20/08/2018

Se il calore estivo ti sembra insopportabile e, tra documenti e faldoni, oltre a desiderare una buona vacanza senti il bisogno di cercare un lavoro nuovo, più stimolante, allora questo articolo fa al caso tuo.

Quando cerchi un nuovo lavoro, quello attuale può sembra un ostacolo insormontabile, vuoi perché ti occupa troppo tempo, vuoi perché non puoi spendere ore sul lavoro a cercare un’altra occupazione. Per questo motivo abbiamo raccolto i migliori consigli per affrontare questo processo nel migliore dei modi.

Ci sono infatti dei semplici accorgimenti che puoi adottare per velocizzare la tua ricerca, per fare in modo che sia più efficiente e che non ti stressi troppo mentre devi dedicare le dovute energie al lavoro attuale.
Definisci degli obiettivi

Quando inizi a cercare altre opportunità, spendendo molto tempo sui motori di ricerca per trovare qualcosa che ti soddisfi e che sia pertinente al tuo settore, puoi passare ore e ore senza trovare nulla che ti soddisfi in pieno. Più la ricerca ti prende tempo e più rischi di scoraggiarti e lasciare che la rassegnazione prenda il sopravvento sullo stimolo iniziale che ti ha spinto a esplorare delle vie nuove.

Per rendere la ricerca del nuovo lavoro il più efficiente possibile, cerca di porti dei criteri di ricerca che possano rendere la ricerca più mirata e meno dispersiva. Prova a definire da subito aspetti come il luogo, se vuoi rimanere nella stessa zona oppure spostarti, il tipo di ruolo per cuoi vorresti candidarti, il livello di esperienza e la posizione che ritieni sia giusta per te e che vorresti ricoprire.

In questo modo eviterai di spendere tempo inutilmente sottraendo energie al lavoro attuale ad altre attività del tuo tempo libero oltre che a mandare curriculum per lavori che non corrispondono alle tue skills e al tuo livello di esperienza.
Sfrutta il networking
Spendere tempo per cercare un nuovo lavoro mentre hai già un’occupazione non è un modo professionale di gestire l’orario lavorativo ma c’è qualcosa che puoi certamente fare sfruttando l’ambiente di lavoro attuale con la tua ricerca. Si tratta del networking ovvero la gestione di quella rete di relazioni che si crea in ambito professionale e che, se coltivata, può portare ad enormi benefici.

La rete di contatti che si crea in ambito professionale può derivare dai tuoi colleghi e da altri professionisti che incontri durante eventi e meeting. Facendo leva su questi legami puoi giocare una carta importante per la ricerca di un nuovo lavoro, valorizzando i collegamenti che si possono creare sia nel mondo reale sia su piattaforme come LinkedIn.
Organizza il tuo tempo

Quando devi affrontare un’attività dispendiosa sia in termini di energia che di tempo, come la ricerca di un nuovo lavoro, è fondamentale pianificarne lo svolgimento e darti delle tempistiche in modo da ottimizzare il processo.

Se ti organizzi con un programma ben preciso delle tempistiche, puoi svolgere la ricerca in modo più efficiente dando il giusto spazio non solo alla fase del dovere ma anche quella ricreativa, importante per non esaurire in fretta le energie.

Per evitare di sentirti in colpa, con la sensazione che non stai dedicando alla ricerca di lavoro il tempo che dovresti e per evitare di trascorrere troppo tempo svolgendo in modo continuato un’attività che ti porta via molte energie mentali, cerca di rispettare ogni giorno il piano temporale che ti sei creato per organizzarti.
Impara più che puoi
Cerca sempre di ottenere il meglio dalla tua posizione attuale, proponendo al tuo datore di lavoro di fare del training e di svolgere task che ti permettono di acquisire nuove skills o consolidare quelle attuali.

A volte affrontare delle nuove sfide lavorative e confrontarsi con delle task nuove può essere piuttosto stressante all’inizio ma ti permette di sviluppare delle competenze nuove che potrai includere nel tuo curriculum.

Se stai cercando un lavoro in un ruolo simile a quello che ricopri attualmente e sei riuscito ad acquisire nuove competenze rispetto a quelle solitamente richieste in quella posizione, potrai sicuramente spiccare su altri candidati ed utilizzare questo a tuo vantaggio nel processo di selezione.
Tieni il profilo linkedin aggiornato
È importante mantenere sempre aggiornati i tuoi social network dato che sono sempre più spesso utilizzati dai recruiter nel momento in cui devono cercare informazione sui candidati.

Tienilo presente quando gestisci le tue pagine social. Questo non vuol dire che non sei libero di pubblicare foto e commenti ma solamente che devi cercare di evitare contenuti espliciti o potenzialmente offensivi dato che potrebbero dare una cattiva impressione a potenziali selezionatori che fossero interessati a te.

Tra tutte le piattaforme social, la più importante in ambito lavorativo è certamente LinkedIn. Cerca di aggiornarlo costantemente avendo cura di descrivere le tue esperienze, le tue competenze e capacità nonché i traguardi più importanti della tua carriera.

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli su come affrontare al meglio la ricerca di un nuovo lavoro possano tornarti utili. Vuoi suggerirci qualche altro consiglio che trovi particolarmente efficace per affrontare la ricerca di una nuova occupazione? Raccontaci la tua esperienza sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
13/08/2018

Scrivo una lettera per te…

C’era un tempo in cui la cassetta della posta non era solo un contenitore virtuale su computer o smartphone e le lettere – le mail, per usare un termine entrato nel nostro vocabolario – non erano solo elettroniche, ma avevano una consistenza.

L’emozione di ricevere una lettera è un lusso che non tutte le generazioni hanno potuto vivere. Oggi la notifica di un nuovo messaggio ti arriva direttamente sul tuo dispositivo, in qualunque momento, ovunque ti trovi.

La lettera aveva altri tempi. Apparteneva ad altri tempi. La comunicazione una volta era frutto di una riflessione più profonda, richiedeva più tempo ed era vissuta forse in modo più autentico.

I mezzi di comunicazione prevalenti oggi, come i social network, ci offrono molti vantaggi in termini di flessibilità ma dall’altro lato ci spingono verso una comunicazione veloce, estemporanea e contingente.

La lettera va pensata bene, la grammatica, lo stile, la calligrafia sono tutti elementi che vanno curati perché rimarranno custoditi da quel foglio di carta.

Non c’è da meravigliarsi se un recente sondaggio di Cunard svolto in Regno Unito, su 2.000 persone, parla di un 6 per cento di persone che non ha mai mandato o ricevuto una lettera negli ultimi 10 anni più un altro 6 per cento con meno di 5 lettere spedite nello stesso arco di tempo. Il 65 per cento di giovani dai 25 ai 34 anni dichiarano di usare la penna meno di cinque volte a settimana e quattro adulti su 10 si dichiarano troppo imbarazzati della loro scrittura a mano per spedire una lettera.
World letter writing day
La giornata mondiale per la scrittura di una lettera è stata inventata da un tale Richard Simpkin che, sul sito ufficiale, racconta di essersi appassionato alle lettere nella seconda metà degli anni novanta quanto avviò un progetto chiamato “Australian Legends”.

Scopo del progetto era di incontrare e intervistare celebrità australiane. Richard inviò delle lettere direttamente a queste personalità per richiedere la loro disponibilità. Ogni volta che andava a controllare la cassetta della posta e trovava una lettera di risposta, viveva una grande emozione soprattutto nel leggere quelle righe indirizzate a lui da persone che così tanto stimava.

Il progetto è poi culminato in un libro dove, dopo uno scambio di decine e decine di lettere, Richard è riuscito a raccogliere le interviste ad 80 personalità australiane.

“Siamo più espressivi quando scriviamo una lettera rispetto a quando mandiamo una email o un messaggio di testo, occasioni in cui vogliamo comunicare in modo rapido, tagliando le parole e commettendo spesso errori grammaticali. Le lettere, invece, vogliamo siano speciali sia nell’aspetto che nel contenuto. Una spruzzatina di profumo, una foto, un petalo del fiore preferito. Ci mettiamo più impegno”.

Il World Letter Writing Day non deve essere una campagna contro i mezzi di comunicazione moderni, ma l’occasione per celebrare la parola scritta, ritrovare un momento per pensare a qualcuno a cui vuoi bene, impugnare carta e penna e mettere su carta i tuoi pensieri.
L’iniziativa di Viking Italia

Qui alla Viking abbiamo voluto celebrare questo antico, fantastico mezzo di comunicazione con un’iniziativa speciale dedicata proprio agli amici di penna che fanno della lettera il veicolo principale per lo scambio di esperienze di vita, di passioni e punti di vista.

La campagnia dedicata ai pen pal (come vengono definiti in inglese gli amici di penna) si è svolta in tre fasi principali. Sono stati selezionati alcuni blogger europei provenienti da Regno Unito, Paesi Bassi, Germania, Austria e Italia.

Ai blogger selezionati è stata inviata una confezione molto particolare, allestita da Viking, contenente tutto il materiale necessario per scrivere e inviare delle lettere. Il kit conteneva anche dei deliziosi accessori utili a personalizzare la lettera: carta con logo del blog, sigillo di cera con iniziale del blogger, timbri con caratteri tipografici e una bella penna a piuma d’oca.  Ogni blogger è stato poi abbinato con il suo pen pal proveniente da un altro paese.

Nella fase finale è finalmente avvenuta la corrispondeza epistolare tra i nuovi amici di penna. Ogni blogger ha potuto cosi vivere questa appassionante esperienza e raccontarla nel proprio blog in occasione del World Letter Writing Day, celebrato in tutto il mondo il primo di settembre.

 

Non dimenticare di seguire l’hashtag #VikingInternationalPenPals per vedere le testimonianze dei partecipanti a questo progetto. Vuoi parlarci della tua esperienza con amici di penna? Scrivi ancora o riceve delle lettere? Raccontaci la tua storia sulla pagina Facebook Viking Italia.