Categoria: Idee

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Idee
10/07/2015

Le vacanze sono finalmente alle porte, e con esse il tanto sospirato relax. Ma poi, una volta chiusa la porta di casa e partiti in direzione della villeggiatura, finisce sempre che il lavoro, l’ufficio, le incombenze e tutti i problemi rimangono lì, in un angolo della nostra attenzione. E questo non è bene, perché una vacanza deve davvero servire per ricaricare le pile e tornare in ufficio carichi e desiderosi di ricominciare. Ma come fare allora a staccare davvero con il proprio lavoro, almeno per qualche giorno, e vivere completamente la vacanza anche dal punto di vista mentale? Con almeno 5 semplici stratagemmi.

1. Cambiare abitudini. Completamente. La vacanza è tale perché è libertà, e stravolgere le consuetudini è il primo passo per sentirsi liberi. Può significare prendersi tutto il tempo per fare colazione anziché prendere un caffè al volo come quando si deve correre in ufficio. Può significare un riposino a metà pomeriggio, o il piacere di leggere il giornale cartaceo sotto l’ombrellone anziché la solita versione digitale da sfogliare rapidamente. Oppure tenere spento lo smartphone fino a tardi, anziché accenderlo appena svegli. Insomma: stravolgere i gesti ormai automatici è il primo passo per capire che la vacanza è cominciata davvero.

2. Riservare pochi minuti al giorno alla mail. Ok, magari non tutti possono dimenticare completamente la posta elettronica e i messaggi, compresi quelli di lavoro. Ma se proprio non è possibile, almeno che siano limitati a pochi minuti al giorno: un quarto d’ora, magari dopo pranzo, e rispondendo solo e soltanto alle cose importanti. Per il resto del tempo connessione dati disattivata e libertà di essere n vacanza.

3. Andare offline. Certo, smartphone e tablet ci risolvono un sacco di problemi, compresi quelli di trovare la strada, scegliere il ristorante, prenotare l’albergo e così via. Ma insomma, anche un po’ di spirito analogico non guasta.

4. Non parlare di lavoro. Sì, capita, e pure spesso: si è in vacanza ma si parla di lavoro, con il partner, con i vicini di ombrellone, con gli amici di sempre. Ecco, un bel divieto al parlare di lavoro aiuta a dimenticare, almeno per qualche giorno, quello che ci aspetta al nostro rientro.

5. Staccare completamente. I più temerari riescono a spegnere completamente smartphone e tablet per giorni interi o per più giorni. Ma se non potete concedervi questo lusso può bastare anche qualche ora, per esempio per il tempo necessario a fare una escursione nella natura, o una gita in barca, o una visita a un museo o un acquario in compagnia della famiglia senza dover rispondere a chiamate e messaggi ma concedendosi il piacere di avere tutte le attenzioni per sé e per i propri cari.

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08/07/2015

Weekend fuori porta e vacanze sono la prova inconfutabile: il viaggio di ritorno sembra sempre più breve di quello d’andata. Una sensazione che tutti abbiamo sperimentato almeno una volta nella vita e che, benché appaia illogica, ha una dimostrazione scientifica.

No, il motivo per cui il viaggio di ritorno ci sembra sempre più breve e più veloce non consiste nel fatto che conosciamo di già la strada: secondo uno studio finanziato dalla Netherlands Organization for Scientific Research si tratterebbe di uno scherzo della mente dovuto al fatto che all’andata il desiderio di giungere a destinazione ci porta a sottostimare il reale percorso da compiere e a percepirlo come più lungo.

Al ritorno invece, anche percorrendo gli stessi chilometri o impiegando lo stesso tempo, la durata complessiva ci appare inferiore anche del 20% mentre la realtà è che invece è quella la giusta stima del tempo necessario per percorrere quel tragitto.

Una spiegazione che ha una conferma nel vissuto dei pendolari: conoscendo perfettamente la strada che percorrono ogni giorno i commuter arrivano a stimare esattamente il tempo necessario per andare sia da casa al lavoro e viceversa, senza aspettative eccessive (cin mancherebbe…) e neutralizzando il cosiddetto “return trip effect” (“effetto da viaggio di ritorno”).

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03/07/2015

Puntuale come più o meno ogni estate, il caldo si abbatte anche sugli uffici d’Italia. A questo punto l’umanità lavorativa si divide in 2: quelli che hanno il condizionatore d’aria (ma poi devono combattere per stabilire la temperatura alla quale impostarlo), e quelli che invece il caldo lo devono sopportare e in qualche modo combattere.

Ecco allora 7 strategie fai da te contro l’afa e le temperature elevate

Bagna polsi e tempie
Se si arriva in ufficio sfatti dal caldo dei mezzi pubblici, della strada o dell’auto arroventata dal sole, il miglior modo per abbassare prontamente la temperatura percepita è fiondarsi in bagno e bagnare con acqua fresca polsi e tempie.

Fai una colazione leggera
Ok, ciascuno a colazione ha le proprie abitudini, ma cominciare la giornata con qualcosa di fresco come un frullato, o un succo naturale, o ancora del té freddo o un tramezzino leggero aiuta a non appesantirsi e a soffrire meno le temperature elevate.

Solleva i piedi
È la strategia delle hostess contro il gonfiore di piedi e gambe: sollevarle qualche minuto per favorire la circolazione del sangue. Ora, metterli sulla scrivania non è propriamente il bon ton della vita in ufficio, ma magari in pausa pranzo qualche minuto con i piedi staccati da terra ce lo si può concedere.

Spegni gli apparecchi che non servono
Tutti i dispositivi elettrici ed elettronici consumano energia e generano inevitabilmente calore. Non devi usare la stampante? Spegnila. Ti allontani dal computer? Idem. Spegni anche le luci, se non sono davvero necessarie.

Fai uno spuntino con la frutta
Più che bere in continuazione, intervalla qualche piccolo sorso d’acqua a qualche frutto, meglio se tenuto al fresco: aiuta a dissetare e riequilibrare i sali perduti con la sudorazione.

Vestiti con fibre naturali e colori chiari
No, le fibre tecniche e sintetiche non aiutano a rinfrescare la pelle (servono semmai a far evaporare il sudore quando fai sport). Meglio allora i tessuti naturali come il lino, nei colori chiari che non attirano i raggi del sole.

Prepara tisane fresche da bere durante la giornata
Più che saccheggiare il distributore di bevande, prepara delle tisane da bere fredde, magari a base di ginseng, rosmarino e menta, tutti dal potere rinfrescante.

Idee
30/06/2015

Colleghi insopportabili, carichi di lavoro eccessivi, clienti fuori dal mondo, caldo, traffico, capi tiranni e tutto il resto vi mandano letteralmente fuori di testa? Be’, se è lo stress a farla da padroni sul vostro posto di lavoro, è bene sapere che a Trento il Comune ha deciso di mettere a disposizione dei propri dipendenti uno psicologo a cui raccontare le proprie pene da lavoro e con cui trovare una strategia di uscita dall’impasse emotiva.

La notizia è uscita sul sito de l’Adige.it con tanto di delibera comunale e disciplinare per l’appalto dell’incarico:
I dipendenti del Comune di Trento avranno a partire da ottobre la possibilità di raccontare le loro pene ad uno psicologo.

Parte infatti la sperimentazione di nuove forme di supporto per affrontare problemi legati alla situazione lavorativa. Il servizio verrà affidato ad un professionista con studio sul territorio cittadino (esclusi i sobborghi collinari) tramite gara.

I colloqui con i dipendenti avverranno il venerdì pomeriggio, tra le 14 e le 18, su prenotazione con cadenza quindicinale. Ogni dipendente potrà accedere al massimo a tre colloqui da un’ora e le ore complessive fino al giugno del 2016 saranno al massimo 50 per una spesa di 3.733 euro.
In quanti uffici ci sarebbe davvero bisogno di qualcuno a cui affidarsi per trovare un po’ di sollievo dallo stress?

Idee
26/06/2015

Di storie boccaccesche tra le mura di un ufficio è piena la Rete: quella dei due amanti focosi di Christchurch, in Nuova Zelanda, che si sono dimenticati di spegnere le luci di un ufficio tutto vetrato che affaccia su una strada molto ma molto trafficata; o quella della coppia di focosi vicentini che, beccati in piena pausa pranzo e sospesi dal datore di lavoro hanno fatto ricorso perché “non avrebbero perso ore di lavoro” (la storia è raccontata dal Giornale di Vicenza).

Per gli amanti del genere, oltre alle semplici regole di galateo del flirt come queste ora c’è anche un vero manuale per farlo, clandestino o meno, senza mettere a repentaglio la carriera. Perché che si faccia è indubbio (anzi, c’è anche una ‘classifica’ delle città con gli uffici più ‘hot’, di cui abbiamo parlato qui) così come è indubbio che per manager e datori di lavoro son più le grane che i vantaggi motivazionali derivanti dalle storie d’amore e sesso tra le scrivanie.
Secondo una ricerca di BP Academy il 73% dei manager sarebbe pronto a licenziare il collaboratore che avesse una relazione con un/una collega; il 55% è convinto che la liaison possa inficiare la creatività mentre il 45% si limiterebbe a dividere gli amanti in diversi reparti. L’amore in ufficio renderebbe i lavoratori: più nervosi (33%), più distratti (28%), meno competitivi (20%), più sospettosi (12%), meno corretti con gli altri (7%).
(Lo riporta Valeria Vantaggi su Vanity Fair)
E allora per farlo senza farsi cogliere in fallo ecco un manuale (Come fare sesso al lavoro. L’arte di sco*@pare in azienda senza farsi cogliere in fallo, edizioni Salani, 144 pagine, 9,90 euro) in cui tra irriverenza (la dedica è “A Bill Clinton, il quale senza dubbio rimpiange che questo libro non sia stato pubblicato prima”), filosofia spiccia (si parla pure della piramide di Maslow) e ben 53 posizioni del kamasutra da ufficio si snocciolano consigli e avvertimenti per mettere in pratica quello che gli autori Mats & Enzo sostengono essere un metodo infallibile.

Idee
24/06/2015

Di uffici da togliere il fiato (o da far venire voglia di andare al lavoro) ne abbiamo visti, compresi quelli considerati i più belli del mondo del 2014, ma questo probabilmente li batte tutti.

Si tratta della nuova sede inglese di Rentalcars.com, società di noleggio auto con sede in Estonia che per l’ufficio di Manchester non ha badato a spese.

Per capirci parliamo di un cinema all’aperto, un fast food, una spiaggia interna, un caffè Starbucks e vagonate di sale relax, oltre a un design a tema per i veri e propri spazi di lavoro.

Costo dell’operazione di restyling? Più di 2 milioni di sterline per oltre 38mila metri quadri di superficie. Chi manda il primo curriculum?