Categoria: Idee

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Idee
03/11/2014

Ore e ore passate alla scrivania, davanti al monitor di un computer, e poi a sera, o col tempo, si comincia a soffrire di mal di schiena e cervicale. Sono le moderne malattie professionali, che costano dolori a chi ne soffre e perdite economiche ai datori di lavoro. Ma starne alla larga è tutto sommato semplice: basta sedersi nel modo corretto, rispettando alcune indicazioni circa la postura sulla poltrona da ufficio, e le distanze e altezze degli strumenti informatici.

Ecco le principali raccomandazioni:

Appoggiare l’osso sacro allo schienale della sedia, mantenere il rachide ben allineato con la testa allineata al collo – in pratica mantenere la schiena dritta – e appoggiare i piedi a terra con le ginocchia che formano un angolo a 90°.
Appoggiare i gomiti alla scrivania, la cui altezza dovrebbe essere regolabile in un range tra i 65 e gli 80 cm per permettere il posizionamento degli avambracci e dei polsi tale da mantenere le spalle rilassate.
Secondo le indicazioni normative tecniche lo spazio per le gambe sotto il tavolo deve essere almeno di 70 cm in larghezza e 60 in profondità all’altezza delle ginocchia e 80 cm per i piedi.
Anche le dimensioni della sedia contano: il piano di seduta deve essere compreso tra i 40 e i 50 cm di larghezza e dai 38 ai 42 cm di profondità, e l’altezza regolabile dai 38 ai 50 cm. Anche lo schienale deve essere regolabile, in altezza (tar i 20 e i 40 cm) e in inclinazione (tra i 90° e i 110°).
Per evitare torsioni del busto la sedia deve essere girevole, con un basamento a 5 razze più ampio del sedile, per questioni di sicurezza.
Lo schermo o monitor del computer deve essere posizionato a una distanza tra i 35 e i 60 cm dagli occhi dell’operatore, e il raggio visivo che parte dall’occhio dell’operatore e si dirige verso il basso e verso lo schermo deve formare un angolo con l’orizzonte di 15°/20°.

Idee
28/10/2014

500 ore l’anno chiusi in macchina, in coda, per andare al lavoro. Sono i numeri di Milano e Roma, secondo una ricerca dell’Aci condotta anche a Torino e Genova dove le cose vanno leggermente meglio, con rispettivamente 450 e 380 ore passate al volante per andare e tornare dall’ufficio.

Ore per lo più impiegate a sfrizionare, prendersela con il semaforo e magari con il vicino di coda. Ore insomma che aumentano il già elevato livello di stress.
Rimedi contro lo stress in ufficio
Ora, secondo un paio di ricerche inglesi, un rimedio allo stress e al malessere c’è: è quello di fare i pendolari attivi. Bici o piedi cambia poco, la sostanza è che secondo una ricerca della London School of Hygiene and Topical Medicine e dell’University College London chi usa la bici o le scarpe per i propri spostamenti quotidiani ha più facilità a tenere sotto controllo il peso. Insomma, rimane più in forma.

Ma non solo: secondo un’altra ricerca della University of East Anglia prendere la bici o fare una camminata per andare al lavoro abbasserebbe i livelli di stress, aumentando di conseguenza la generale sensazione di benessere e felicità.

Idee
16/10/2014

A ogni inverno, e pure ogni estate, la stessa querelle: chi dice che in ufficio fa freddo, e chi invece si lamenta del troppo caldo. Ma se sulla temperatura percepita da ciascuno si può far poco, qualcosa si può invece fare sul caloriferi e termoconvettori, per ottenere in ufficio la temperatura ottimale per la salute e l’efficienza.

Ma qual è la temperatura ottimale in un luogo di lavoro?
Secondo Mark Zuckerberg 15°C, un’idea sostenuta anche da Lucy Kellaway del Financial Times, autrice del libro Sense e Nonsense in the Office secondo la quale “il freddo aiuta a focalizzare la mente. Quando non sei completamente a tuo agio non divaghi, e nelle riunioni soprattutto non perdi tempo a sostenere tesi inutili, perché vuoi andartene al più presto”.

Stramba o meno che sia questa tesi, di fatto l’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che la temperatura ideale in ufficio sia tra i 18°C e i 24°C, mentre l’Inail, l’Istituto nazionale assicurazione sul lavoro, raccomanda di mantenere una temperatura di almeno 18°C e di massimo 22°C in inverno (per l’estate non più di 7°C di differenza rispetto all’esterno).

E all’estero?
Se in Francia sta al datore di lavoro garantire un ambiente di lavoro consono, in Belgio la temperatura raccomandata è di 18 gradi e mai oltre i 30°C; in Gran Bretagna si parte dai 16°C (ma per i lavori fisici e pesanti dai 13°C) e negli Stati Uniti il dipartimento del Lavoro raccomanda una temperatura fra 20°C e 24°C.

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09/10/2014

Un rito di ogni ufficio: il caffè al mattino, prima di cominciare davvero a lavorare; quello dopo pranzo, come da tradizione italiana; e magari uno a metà pomeriggio, per darsi la carica in vista del rush finale della giornata lavorativa. Ma non saranno troppi 3 caffè al giorno? E il caffè fa bene o male?

Il caffè è un piacere, e se bevuto in quantità moderate fa anche bene alla salute. Per questi 7 buoni motivi

Il caffè è ricco di antiossidanti, che sono gli elementi che contrastano l’invecchiamento cellulare.
Il solo profumo del caffè è in grado di attivare le aree del cervello che regolano i livelli di stress, diminuendo la tensione.
Il caffè è un toccasana per il fegato: nei casi di grandi bevitori diminuisce del 20% il rischio di cirrosi epatica, e in generale aiuta le funzioni di questo importante organo del corpo umano.
Secondo una ricerca della Brigham and Women’s Hospital and Harvard Medical School su oltre 112 mila donne e uomini in un arco temporale di 20 anni, il caffè avrebbe la capacità di ridurre il rischio di tumori della pelle nella popolazione femminile.
Il caffè aiuta a bruciare le riserve di grasso: in quanto eccitante, aumenta il metabolismo, contribuendo a bruciare più calorie.
Il caffè, ovviamente, consente al cervello di lavorare in modo più efficiente e brillante: la caffeina infatti migliora la concentrazione e l’attenzione (anche quando si è dormito poco)
Il caffè infine rende felici: il National Institute of Health ha infatti dimostrato come il consumo di caffè diminuisce il rischio di depressione di almeno il 10%.

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07/10/2014

“Le lampade a incandescenza hanno dato luce al XX secolo, quelle a Led illumineranno il XXI”: è la breve spiegazione con cui il premio Nobel per la fisica 2014 è stato assegnato ai tre scienziati giapponesi (Isamu Akasaki e Hiroshi Amano della Nagoya University, e Shuji Nakamura dell’Università della California Santa Barbara) che con le loro ricerche sui diodi semiconduttori hanno permesso l’invenzione e la produzione industriale della nuova generazione di lampadine Led a basso consumo.

“Con l’arrivo delle lampade a Led ora abbiamo lampadine molto più efficienti e che durano molto di più rispetto alle vecchie fonti luminose” afferma la motivazione del premio dell’Accademia svedese delle scienze: infatti le nuove lampadine Led possono funzionare anche a bassa tensione (per esempio con l’energia fornita da un pannello solare fotovoltaico) e si stima possano migliorare la qualità della vita di 1,5 miliardi di persone che non hanno accesso alla rete elettrica.

Le lampade a led sono state sviluppate tra il 1989 e il 1993 e non solo sono più efficienti delle vecchie lampadine a incandescenza, ma anche delle più recenti alogene o fluorescenti: “Circa un quarto della produzione di energia elettrica mondiale è impiegata per accendere le lampadine, e i Led possono contribuire a risparmiare le risorse del pianeta” si legge ancora nella motivazione del Premio Nobel per la Fisica 2014.

Idee
03/10/2014

Ci si preoccupa sempre molto dell’inquinamento fuori dalla porta di casa e dell’ufficio, e spesso si finisce a dimenticare che anche tra le quattro mura di un edificio si possono nascondere degli agenti in grado di provocare allergie e infiammazioni.
L’inquinamento in ufficio
Per esempio gli uffici, con tutti i Pc, le stampanti, gli smartphone e i dispositivi elettronici sempre accesi sono un concentrato di onde elettromagnetiche. Oppure di agenti chimici, come quelli usati per l’igiene e la disinfezione, o quelli utilizzati per il funzionamento di alcuni macchinari.
I rimedi delle piante
Per fortuna ancora una volta bastano pochi semplici gesti naturali per rendere l’ufficio più gradevole e anche un ’bout più sano. Per esempio la tillandsia è una piccola pianta da appartamento in grado di assorbire le radiazioni elettromagnetiche degli apparecchi elettronici, e non necessità di particolari attenzioni. L’aloe vera invece, quella che si trova in numerose creme di bellezza, ha invece la capacità di assorbire alcune sostanze chimiche che si trovano comunemente nei detergenti, lasciandone quindi intatto il potere pulente ma limitandone il potere allergenico verso le persone. E se c’è bisogno di filtrare e ossigenare l’aria l’azalea è quello che ci vuole, purché sia posizionata in un ambiente molto luminoso: basta un piccolo vaso che permette anche di rendere più gradevole l’ufficio.