Categoria: Idee

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Idee
02/06/2016

Recentemente abbiamo aggiornato i documenti interni relativi alla salute e sicurezza sul posto di lavoro. Questi documenti, sono davvero importanti per mantenere elevata la sicurezza del nostro staff all’interno del posto di lavoro. Eppure alcuni membri del nostro staff non trovano particolarmente interessanti questi documenti. Per ovviare a ciò, abbiamo deciso di divertirci un po’ – testando i nostri impiegati a leggere per intero le linee guida che abbiamo preparato – inclusi alcuni discutibili consigli in situazione d’emergenza.

I consigli dati, infatti, sono assurdi, improbabili o semplicemente terrificanti; gli scenari spaziano da che cosa fare quando il pavimento diventa inspiegabilmente di lava, oppure usare l’inchiostro rosso delle penne a inchiostro liquido per fuggire da un’orda di zombi. Abbiamo quindi realizzato delle illustrazioni nello stesso stile delle guide rapide su come procedere in caso di emergenza che, per esempio, si trovano sugli aerei.

La campagna ha riscosso un enorme successo: in poco tempo molti degli impiegati hanno scritto al dipartimento delle Risorse Umane chiedendo di avere le immagini e, poco dopo, l’intero ufficio parlava delle nuove linee guida – un risultato fantastico per il dipartimento delle Risorse Umane!

Gemma Terrar, European HR Business Partner, ha detto, “quando quest’idea è stata proposta, ci siamo resi conto – senza dubbio – che avremmo dovuto farlo. Mantenere l’idea segreta è stata la parte più difficile, specialmente perché dovevamo trovare qualcuno che ci aiutasse a mettere insieme le immagini. Alla fine, ci ha stupito molto la reazione dello staff che ha dimostrato di prestare attenzione alle linee guida e investire impegno nel seguirle.”

Ruud Linders, SEO & Social Media Marketing Manager Europe, ha detto, “Questo è senz’altro un grande esempio di quanto i nostri impiegati possano essere creative e originali. Ora, grazie al dipartimento delle Risorse Umane, sappiamo cosa fare se subiamo un attacco in ufficio da parte di vampiri!”

 

 

Il dipartimento Risorse Umane del tuo ufficio ha mai usato espedienti fantasiosi o bizzarri per testare se prestate attenzione agli aggiornamenti interni che vi mandano? Se fosse così, fateci sapere sulla nostra pagina Facebook Viking Italia.

Idee
01/04/2016

Come abbiamo creato la nostra stanza del trono ispirata a Westeros.
Questa settimana abbiamo deciso di sorprendere il nostro staff con la creazione di una stanza ispirata al Trono di Spade, un modo per ringraziare il team per il loro duro lavoro.
Abbiamo approfittato di una sala conferenze inutilizzata e l’abbiamo trasformata senza che gli altri impiegati se ne accorgessero. La stanza racchiudeva diversi riferimenti nascosti collegati alla serie, come il corvo dai tre occhi, le uova di drago dorate realizzate con delle puntine colorate e più di venti vetrate ornate con riferimenti ai momenti salienti della saga fantasy.
Lungo il corso della nuova stagione, inviteremo chiunque voglia a prepararsi per gli ultimi episodi con un banchetto adatto per chiunque si sieda sul nostro Trono di cartone. Questa stanza inoltre rimarrà il luogo prescelto per discutere gli sviluppi della trama, in modo tale che nel resto dell’ufficio non vi sia il rischio di spoiler.
Qui com’era inizialmente la stanza:

E qui come è diventata:

Ed ecco alcune delle immagini più significativi che rappresantano la nostra Games Room of Thrones:

La stanza ha ovviamente avuto molto successo tra il nostro staff – ma voi che cosa ne pensate?
Se volete sapere di più su come abbiamo allestito la sala – e magari crearne una anche voi – vi spieghiamo qui sotto come abbiamo fatto.

Trasformare il posto di lavoro in Westeros
Abbiamo cominciato creando delle vetrate colorate ispirate ai nostri momenti preferiti della saga: dalla neve, ai sigilli delle principali dinastie di Westeros. Il Red Wedding e il Purple Wedding non potevano mancare!
Questi disegni sono stati inizialmente fatti a mano e poi scannerizzati e colorati a computer.

Le finestre sono state fatte su misura e stampate su acetato per creare questo effetto a vetrata; infine sono state fissate usando il nastro adesivo. Considerando anche la parte inferiore delle finestre, abbiamo affisso ben sessanta pannelli.

Alcuni del gruppo hanno lavorato tutta la notte per creare le vetrate. Bellissimo l’effetto che restituiscono al crepuscolo:

Una volta pronte le finestre, abbiamo coperto le pareti di velluto. Abbiamo mescolato tonalità che richiamano colori medievali come il borgogna o il rosso, con tonalità regali come l’oro e il viola per l’ingresso.

Dopo aver sistemato il velluto, abbiamo completato la scenografia sistemando il tavolo da ping-pong, la tavolata per il banchetto e, usando del cartone, l’armeria. Successivamente, abbiamo predisposto l’area per le proiezioni e, infine, abbiamo aggiunto qualche altra decorazione.

Il vino avvelenato era, in realtà, non alcolico! Per ragioni di sicurezza le candele erano elettriche. Le uova di drago sono state realizzate in polistirolo e puntine colorate. In totale ne abbiamo usate circa 2500. Per guadagnare qualche punto in più, sapreste dire se ci siamo rifatti ai libri o alla serie per riprodurre le uova di drago?

Il gel doccia al lime è un ottimo sostituto dell’altofuoco!

Una persona del nostro management ci ha gentilmente prestato questo corvo impagliato, perfetto per riprodurre il corvo con tre occhi.

Ecco come la stanza è diventata ufficialmente Westeros.

Abbiamo poi impiattato il cibo, decidendo che le cosce di pollo al barbecue sarebbero state di tutti i tipi a Westeros. Una volta pronto tutto, ci mancava solo d’indossare i costume e invitare gli ignari impiegati.
Vuoi scoprire di più? Puoi vedere qui sotto il video in time-lapse dell’intera preparazione.

Fateci sapere cosa ne pensate del Trono di Spade e del nostro progetto sulla pagina Facebook di Viking Italia.

Idee
08/03/2016

Le influenze di stagione sono sempre in agguato e i virus si nascondono in ogni angolo dell’ufficio. A volte ci si ammala comunque ma ci sono precauzioni che si possono prendere. Mantenere pulite il più possibile le aree di lavoro e gli spazi comuni, per esempio, è già un primo passo per ridurre il rischio di trasmettersi l’influenza in ufficio.
Il servizio sanitario nazionale britannico ricorda che alcuni virus possono vivere per settimane su superfici dure, come scrivanie e piani di lavoro della cucina ma, ancora più preoccupante, sulle tastiere dei computer.
Abbiamo quindi deciso di fare un piccolo esperimento e di crescere alcune culture batteriche e di mostrarvi gli strani e meravigliosi germi che ci circondano ogni giorno e che crescono indisturbati.
Abbiamo passato un tampone su tutte le superfici e gli oggetti con cui le persone entrano in contatto, nelle aree comuni dell’ufficio e i risultati sono stati affascinanti e, allo stesso tempo, disgustosi.
Abbiamo inoltre interpellato un microbiologo clinico, esperto in materia, che lavora presso un laboratorio di analisi governativo in Irlanda del Nord, per commentare alcuni dei nostri risultati. Troverete le sue spiegazioni, scritte in corsivo, nell’articolo.

Il metodo
Grazie all’aiuto e sotto la guida di alcuni tecnici di laboratorio di un college, ci siamo procurati delle piastre di Petri riempite di agar. Questi ultimi non sono altro che piccoli piatti di plastica o vetro con coperchio, al cui interno è stato messo dell’agar – una gelatina nutriente – utilizzata come terreno di coltura per i microrganismi come i batteri.
Ci siamo procurati quindi altri strumenti quali:
– Cotton fioc,
– Salviettine imbevute di alcol,
– Nastro adesivo,
– Un’etichettatrice,
– Sapone antibatterico.

Abbiamo programmato di prendere i tamponi sugli oggetti con cui più probabilmente gli impiegati entrano in contatto quotidianamente. Gli oggetti e le superfici che abbiamo scelto sono stati:
– Bollitore dell’acqua
– Mouse
– Fotocopiatrice
– Tastiera
– Scrivania

– Mouse pulito (usando detergenti generici)
– Maniglia della porta
– Cornetta telefonica
– Matita “masticata”
– Penna “masticata”

Dopo aver passato singolarmente sulle aree oggetto del nostro test i cotton fioc sterilizzati, li abbiamo strisciati a zig-zag nelle piastre di Petri sulla superficie gelatinosa dell’agar.

È stato necessario sterilizzare prima dell’uso i bastoncini di cotone con delle salviettine imbevute d’alcol, e aspettare che evaporasse. In questo modo avremmo facilmente dedotto che gli unici batteri raccolti sarebbero stati quelli presi dalla superficie del campione (e non i batteri già presenti).
Abbiamo poi etichettato i piattini e li abbiamo messi in una scatola di plastica trasparente in un ambiente caldo per cinque giorni.
Nota: È importante lavorare con metodo e attenzione per evitare contaminazioni accidentali. Il coperchio di ogni piastra Petri è stato aperto solo il tempo necessario di strisciarvi il cotton fioc e poi è stato immediatamente chiuso, etichettato e immagazzinato.
Abbiamo anche lavato le mani dopo aver maneggiato ogni campione per evitare contaminazioni con i tamponi e qualsiasi contatto con la pelle.

I risultati
Dopo cinque giorni abbiamo appurato che le colture batteriche e i funghi si sono moltiplicati esponenzialmente. Era dai tempi della scuola che il nostro team non faceva un esperimento del genere, perciò siamo rimasti molto soddisfatti dei risultati. Allo stesso tempo eravamo abbastanza disgustati dal contenuto delle piastre che evidenziavano la quantità e diversità di germi in agguato sulle superfici dell’ufficio.
“Basandoci sui risultati ottenuti dai tamponi questi e su ciò che sappiamo degli ambienti dove sono stati prelevati i campioni, si può dire che, probabilmente, gli organismi presenti sono: muffe (colonie blu), stafilococchi (spesso provengono dalle mani e dalle mucose del naso) e enterobatteri (indicatori dell’igiene ambientale).”
“La temperatura e la disponibilità di sostanze nutrienti sono fattori importanti che influenzano la proliferazione di batteri e muffe. Superfici calde e umide permettono uno sviluppo molto più rapido in poche ore.”
“Alcuni microrganismi possono sopravvivere solo per poche ore su determinate superfici. Altri invece possono rimanerci per mesi, specie se alimentati e “salvaguardati” da altra sporcizia. I microorganismi proliferano nelle zone che non sono pulite e creano un ambiente protetto rilasciando delle sostanze che creano un biofilm.”

Mouse
Poiché i campioni presi sul mouse appena pulito hanno visto una crescita quasi nulla, ciò ha dimostrato ancora di più l’importanza di pulire regolarmente gli oggetti e le superfici di lavoro, soprattutto quando qualcuno nel vostro ufficio è malato.

Scrivania
Il campione preso dalla scrivania ha mostrato la più vasta gamma di batteri, funghi, ecc… Ciò è probabilmente dovuto a tutto ciò che appoggiamo sulla superficie giornalmente. La tendenza di molti dipendenti di mangiare sulla scrivania è probabilmente un fattore responsabile di alcuni dei microorganismi presenti all’interno di questa piastra di Petri.

Fotocopiatrice
La fotocopiatrice si è dimostrata molto più sporca di quanto sembrasse. Abbiamo concluso che ciò è dovuto al fatto che è utilizzata da molte persone, ma anche che le sue superfici non vengono pulite con regolarità.
Da oggi in poi ci siamo quindi ripromessi di disinfettarla regolarmente per prevenire la proliferazione di batteri.

“La scrivania e la fotocopiatrice sembrano abbastanza sporchi; ciò è ovviamente dovuto al fatto che sono usati da molte persone.”

Bollitore dell’acqua
Il bollitore per l’acqua dell’ufficio ha mostrato una crescita interessante e unica, differente rispetto a quella degli altri campioni. Questo si deve anche al fatto che il tampone è stato preso su un’area solitamente molto più calda rispetto al resto dell’ufficio.

Maniglia della porta
La porta invece non è stata altrettanto sorprendente e la crescita di microrganismi è stata limitata in confronto agli altri campioni. Probabilmente ciò è dovuto al fatto che è pulita ogni giorno dagli addetti alle pulizie dell’ufficio. Però questo rende la crescita osservata ancora più rilevante, in quanto frutto di un solo giorno di esposizione e contatti, e dimostra quanto un oggetto possa essere un punto di contagio anche se quotidianamente pulito.

“Il bollitore e la porta invece hanno pochi microrganismi, specie se paragonati alla scrivania e alla porta, e ciò è dovuto al fatto che sono costituiti da superfici non assorbenti e facili da pulire. Alcuni metalli hanno un effetto antimicrobico, e questo potrebbe essere il caso della maniglia della porta.”

Matita e Penna “masticate”
La matita e la penna “mangiate” sembrano essere il rifugio ideale per molti germi. In questo caso il problema è che, se qualcuno mastica una penna, crea un punto di contagio che poi è portato in giro; prestandola a un collega, lo si espone al rischio di essere attaccato da orde di germi e batteri che potrebbe farlo ammalare. Per di più se la penna è già contaminata, chi la mastica si porta direttamente la contaminazione in bocca!

“La matita ha dato luogo a molte muffe e ciò è dovuto alla porosità del legno. Il mantenerla anche umida con la saliva ha contribuito a una maggiore crescita! Ci dovrebbero essere anche batteri orali, come difteroidi e streptococchi.”

Telefono e Tastiera
I campioni presi su telefono e tastiera sono stati sorprendenti per la relativa assenza di sviluppi. Questo può semplicemente derivare dal fatto che le superfici erano state pulite più recentemente di quanto ci immaginassimo (ma per la tastiera non ne siamo così certi, basta vedere la sporcizia sotto i tasti!) ma, la nostra migliore ipotesi è che non abbiamo lasciato evaporare tutto l’alcol della sterilizzazione e quindi abbiamo ucciso la maggior parte dei batteri prelevati con il tampone. Nonostante ciò le colonie presenti sono comunque vistosamente distinguibili.

“Il telefono e la tastiera sono relativamente puliti. Questo è un po’ sorprendente ma, il fatto di avere superfici non porose, ha sicuramente aiutato a limitare la crescita di organismi.”
Tirando le somme del nostro esperimento, abbiamo scoperto che la maggior parte delle aree nel nostro ufficio sono sporche e che qualche zona richiedeva una pulizia più regolare. Vale la pena ricordare, tuttavia, che i microrganismi – come i batteri – prosperano ovunque e mantenere tutto costantemente sterile sarebbe utopico e inutile, vivendo a contatto, ogni giorno, con microrganismi simili a questi!
Gran parte dei batteri che abbiamo trovato erano comunque in quantità talmente limitata da non poter nuocere gravemente alla salute, ma abbiamo pensato che fosse interessante condividere i risultati e ragionare insieme sulle aree dove i contagi possono aver luogo.
“Le persone con tagli o che sono immunocompromessi hanno un rischio più alto di venire a contatto con i microrganismi presenti in ufficio o altrove. In generale, comunque, le infezioni sono rare, nonostante il gran numero di microrganismi che si possono trovare. Questo perché il nostro sistema immunitario è molto efficace a proteggerci. I maggiori rischi d’infezione in ufficio provengono dai virus respiratori, come la comune influenza o il raffreddore e da norovirus che possono causare vomito o diarrea. Tutte le superfici testate dimostrano il potenziale rischio del trasferimento di organismi infettivi per contatto mano a bocca.”
“La conclusione che si può trarre è semplice e non è una novità: lavate le mani con acqua calda e sapone e, in generale, mantenete il posto di lavoro pulito e curato giornalmente con dei detergenti.”
Dove pensi che si insinuino la maggior parte dei batteri nel tuo ufficio? Hai qualche procedura particolare che segui per tenere alla larga le malattie durante la stagione fredda? Faccelo sapere sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
16/02/2016

Tornare al lavoro, dopo un fine settimana, non è sempre facile. Per aiutare a sconfiggere la tristezza del lunedì mattina, negli uffici della Viking abbiamo chiesto al nostro team di creativi di decorare le scrivanie per rendere il rientro al lavoro più piacevole. È stata grande la sorpresa quando abbiamo scoperto quello che hanno realizzato: non si sono limitati a qualche semplice decorazione ma hanno costruito un castello gigante al centro dell’ufficio.

Il castello è stato costruito con ben 500 scatole di scarto in cartone e il team è rimasto, all’insaputa degli altri colleghi, tutta la notte in ufficio per costruirlo. Nessuno sapeva di questo progetto finché il mattino seguente i colleghi sin sono ritrovati questa costruzione lasciandoli senza parole; per immortalare le loro prime reazioni arrivando in ufficio, è stata installata una telecamera nascosta.
Il team ha inoltre documentato l’intero processo di costruzione del castello.

Preparazione
Abbiamo ricevuto una mail dal nostro capo che conteneva un semplice compito: “dovete stimolare la creatività all’interno dell’ufficio e, quindi, siete tutti invitati a decorare nella maniera più fantasiosa possibile le scrivanie”.
Essendo noi il team di creativi dell’azienda, non potevamo limitarci a qualche semplice abbellimento della scrivania ma dovevamo fare qualcosa di speciale: perché non un gigantesco castello di cartone?
Ancora prima di iniziare a progettarlo, abbiamo cercato di capire se saremmo stati in grado di ottenere il materiale necessario senza dare troppo nell’occhio. Infatti volevamo che tutto fosse riciclabile; abbiamo quindi raccolto tutto il cartone che abbiamo trovato in ufficio e l’abbiamo nascosto in un ripostiglio.

Dopo aver trovato i materiali con cui costruire la nostra fortezza, abbiamo iniziato a farci un’idea, dapprima su carta, delle dimensioni e di come saremmo riusciti a farlo stare in piedi.
Dopo aver scelto le dimensioni del castello, era il momento di definirne dettagli. La prima cosa alla quale dovevamo pensare erano i mattoni, perché senza mattoni la nostra tanto desiderata fortezza sarebbe sembrata piatta e noiosa. Abbiamo quindi stimato un certo numero di mattoni che ci sarebbero serviti e siamo passati alla bandiera, visto che ogni castello che si rispetti ha la propria che sventola dall’alto della torre.

Costruzione
Abbiamo iniziato con le mura. Ogni parete è stata creata usando due pannelli, entrambi di 2m x 1m, incollati in maniera sfalsata fra loro, per dare maggiore resistenza.

Per attaccarli abbiamo usato delle pistole di colla a caldo. È incredibile con quanta velocità si possono finire gli stick di colla: ne abbiamo usati ben 80!

Ovviamente ogni tanto i cavi delle colle si sono rivelati troppo corti ma, fortunatamente, in ufficio avevamo un buon numero di prolunghe da rubare agli ignari colleghi.

Quando abbiamo iniziato a realizzare i mattoni, ci siamo resi conto che per procedere in maniera efficace avremmo avuto bisogno di una catena di montaggio efficiente, altrimenti non avremmo mai finito in tempo per sorprendere tutti la mattina seguente. Perciò due di noi si sono occupati di tagliare e preparare i “mattoni”, mentre i restanti due di attaccarli sulle mura.

Come si può ben vedere, abbiamo creato un discreto disordine in ufficio! E i mattoni che abbiamo tagliato e utilizzato sono stati ben 480.

Una delle parti più difficili del progetto è stata quella di far star in piedi le torri – ognuna alta più di 3m – usando semplicemente cartone: ma con un po’ di ingegno e pazienza abbiamo risolto anche questo problema!

Una volta attaccati tutti i mattoni, abbiamo potuto anche iniziare ad alzare le mura e verificarne la solidità.

Alcune pareti sono state temporaneamente supportate dagli oggetti in ufficio, fino al totale completamento della struttura.

Mentre il sole cominciava a sorgere, abbiamo aggiunto il ponte levatoio e finalmente si è cominciato ad avvicinare il completamento dell’intero castello: ci restavano da fare solo le bandiere.

Il Castello Finito
La costruzione del castello ha richiesto circa sette ore; aggiungetene altre due per la pianificazione e la preparazione, per un totale di nove ore – raccolta materiali esclusa!

La mattina eravamo veramente stanchi ma vedere la faccia stupita dei nostri colleghi entrando in ufficio, ci ha ripagato di tutti gli sforzi.

Ed ecco delle foto nella nostra nuova area di lavoro, proprio come il nostro capo ci aveva chiesto, più o meno…

Se sei preoccupato per la mole di lavoro e la quantità di tempo necessaria per costruire qualcosa di simile, prova a utilizzare delle scatole da archivio o magazzino, che sono facili da impilare l’una sopra l’altra come fossero dei veri e propri mattoni e, se non le hai già a casa o in ufficio, puoi acquistarle e poi riutilizzarle.
Se vuoi fare qualcosa di diverso, potresti anche tentare di fare una sorta di iglù con delle scatole Really Useful Boxes trasparenti. A te la scelta!
La nostra idea ti ha ispirato? Costruisci anche tu una fortezza simile alla nostra! Ci piacerebbe sapere cosa hai realizzato! Condividi la tua creazione sulla nostra pagina Facebook di Viking Italia!

Idee
24/01/2016

Come stanno i nostri connazionali una volta integrati nel tessuto di un’altra nazione? Sono 5 milioni gli Italiani che hanno scelto di vivere in un paese diverso da quella di nascita, spinti da ragioni lavorative e, a volte, per amore. E se anche voi foste uno di quelli?
Dopo che vi siete stabiliti in una nuova nazione e avete deciso di fare una famiglia nel nuovo paese, quali sono i diritti che vi spettano in quanto padri e madri. Anche in questo caso, come l’analisi che abbiamo fatto riguardo il consumo di caffè e i viaggi da pendolari, le sorprese non mancano: per esempio in Italia, da neo padre i vostri diritti sono pressoché nulli, e avete diritto a solo due giorni pagati di ferie dopo la nascita del vostro bambino. In Germania, nonostante la situazione possa sembrare peggiore con 0 giorni di paternità retribuita, in realtà, avrete diritto ad un congedo parentale pagato al 65% dello stipendio per i primi 12 mesi.

Se intendete diventare mamme, il vostro sogno sarà farlo nel Regno Unito! Qui dovrete prendere almeno 26 settimane di permesso dal lavoro a cui potrete aggiungerne ben altre 26, per un totale di 52, in pratica un anno intero per accudire il vostro bambino prima e dopo il parto!

Idee
23/01/2016

All’interno dell’Unione Europea la circolazione delle persone è molto semplificata per i cittadini comunitari, ecco perché negli ultimi anni si sta assistendo a un incremento della mobilità sia in uscita, sia in ingresso al bel paese, spesso per ragioni lavorative. Difatti, ben 5 milioni di Italiani hanno deciso di vivere in una nazione diversa dalla propria madrepatria, mantenendosi però legati agli usi e costumi della propria terra.
Ma come ci si sposta per andare al lavoro? Purtroppo i pendolari non se la passano bene in nessuna nazione. Brucerete, da un minimo di 23 minuti ad un massimo di 36 minuti (medi) per viaggio a seconda di dove vivrete; il che equivale, contando le ore lavorate e il numero diverso di festività e vacanze che differenzia ogni nazione, nel migliore dei casi ad un minimo di 11,9 giorni lavorativi sprecati (in Francia) e nel peggiore a 27,7 giorni (nel Regno Unito).
Nonostante il bel tempo che caratterizza tutta la penisola, non usiamo granché la bici per andare al lavoro; ci batte solo il Regno Unito, in cui viene usata da solo il 2,9% dei pendolari ma, si sa, da quelle parti la pioggia è un fenomeno quasi quotidiano. Ecco qui l’infografica che riassume tutto e, se siete interessati anche a quelle che abbiamo realizzato riguardo il consumo di caffè e al congedo parentale, potrete avere una visione completa di come ci si potrà trovare una volta al lavoro.