Categoria: Idee

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Idee
19/10/2018

Per essere chiamati a un colloquio di lavoro servono ovviamente le competenze giuste, ma per superarlo e trovare un nuovo impiego serve anche fare buona impressione: certo è utile prepararsi scrupolosamente come abbiamo spiegato qui, certo è importante prestare attenzione al linguaggio del corpo, quella comunicazione non verbale sempre più considerata dagli HR come abbiamo raccontato qui, e sì è utile sapere anche cosa fare dopo il colloquio di lavoro, come abbiamo scritto qui. Ma poi, purtroppo, ci sono almeno 8 cose che possono far andar male un colloquio di lavoro, e che sono assolutamente da evitare.
Cosa può far andar male un colloquio di lavoro
Vista dalla parte dei selezionatori, cosa può far andar male un colloquio di lavoro? Secondo un sondaggio di InfoJobs, per il 63% dei selezionatori un atteggiamento scocciato o supponente in fase di colloquio è il primo motivo per non prendere in considerazione un candidato. Anche l’idea di dare la colpa agli altri per giustificare eventuali insuccessi lavorativi o incidenti di percorso nel passato è mal vista (dal 52% dei selezionato), così come i ritardi, nonostante qualunque valida motivazione e giustificazione (39%).

La valutazione delle precedenti esperienze è sempre un aspetto importante nella considerazione dei selezionatori: parlar male del vecchio capo e degli ex-colleghi è malvisto tanto quanto voler cercare di fare l’amicone dando del tu (entrambi 30%), due atteggiamenti che identificherebbero una persona come poco rispettosa degli altri e quindi un collega che nessuno vorrebbe avere come compagno di scrivania.

Nella classifica delle cose che possono far andare male un colloquio di lavoro ci sono un linguaggio poco appropriato per il contesto, fatto di espressioni gergali o, peggio, parolacce (29%), lo svicolare le domande (19%), dando l’impressione di non avere una risposta adeguata e di non essere troppo preparato, o l’essere troppo prolisso (12%) fornendo informazioni non richieste che potrebbero distogliere l’attenzione dai punti davvero importanti.

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17/10/2018

Jeff Bezos non avrebbe bisogno di presentazioni: è il fondatore, presidente e amministratore delegato di Amazon, nonché uno degli uomini più ricchi del pianeta. Al di là della sua biografia personale e delle sue piccole grandi manie quotidiane (come quella di alzarsi molto presto, abitudine condivisa con molti CEO di aziende USA) ci sono almeno 3 cose che possiamo imparare da Jeff Bezos per quanto riguarda le nostre routine lavorative e le giornate in ufficio.
1. Le riunioni importanti sempre prima di pranzo
Secondo Bezos l’orario migliore per indire riunioni importanti è prima di pranzo: normalmente la prima riunione della giornata è alle 10 del mattino, e da quest’ora fino a pranzo secondo Bezos è la finestra di tempo in cui c’è maggior disponibilità e lucidità di pensiero per prendere decisioni o trovare soluzioni.
2. Nessuna decisione al pomeriggio
Tassativo: Bezos non prende nessuna decisione importante al pomeriggio. Se c’è qualcosa di veramente strategico o sostanziale da decidere, ed è pomeriggio, Bezos lo rimanda alla prima riunione del mattino successivo, quella delle 10:00. Nessuna decisione importante viene presa con la mente stanca dalle precedenti ore di lavoro.
3. Mai più di 3 decisioni al giorno
Altra regola inderogabile è quella delle 3 decisioni al giorno: secondo Bezos non si possono prendere più di 3 decisioni di qualità in un giorno, per cui quando arriva a 3, come per la regola del pomeriggio, rimanda tutto al mattino successivo.

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15/10/2018

In uno dei nostri ultimi articoli, abbiamo affrontato il tema della routine e in particolare di come creare una routine mattutina efficace per arrivare al lavoro più motivati e affrontare la giornata con maggiore prontezza e incisione. Abbiamo visto come alcune prassi, se svolte con costanza, possono aiutarci a migliorare la nostra attenzione, la produttività e il generale benessere psicofisico. Anche per mantenere una routine è necessaria una buona dose di motivazione ma esistono delle tecniche che possiamo adottare per aiutarci nel nostro percorso verso una vita lavorativa più serena ed equilibrata? Scopri con noi quelle che ti suggeriamo!

Routine vecchia e nuova
Una volta che un nuovo comportamento è diventato di routine, è molto più semplice aggiungere un altro elemento a quella routine piuttosto che crearne una del tutto nuova. Questo perché il nostro cervello collega pensieri ed esperienze: la routine già impostata diventa quindi come un sentiero già percorso a cui aggiungeremo un paio di ulteriori passi. Ad esempio, chi ha l’abitudine di scrivere regolarmente nella propria vita privata potrebbe trovare più semplice scrivere il blog aziendale, sfruttando una routine e competenze già radicate e sviluppate nel privato. Chi dispone di una buona gestione delle email può essere il dipendente ideale per organizzare una riunione a più persone. Anche un’abitudine “negativa” può essere utilizzata a scopi positivi: ad esempio, se ti trovi spesso a navigare su Internet senza un reale scopo su cosa leggere e perché, potresti tenere a portata di mano un libro di sviluppo professionale e leggerne due o tre pagine per approfondire un argomento che può tornarti utile in azienda.
Non lasciarti scoraggiare
Siamo tutti di natura inclini al raggiungimento di risultati positivi, possibilmente realizzabili velocemente. Se pensiamo, ad esempio, a cambiare un’abitudine alimentare per mangiare più sano e perdere peso, avremo bisogno di almeno 4-5 settimane per vedere i primi miglioramenti. Si tratta di un periodo piuttosto lungo in cui il nostro cervello non riceve nessun feedback positivo e potrebbe risultarne demotivato. D’altronde, se potessimo mangiare un’insalata e perdere peso all’istante, saremmo tutti in perfetta forma e con gli addominali scolpiti. Chi tra noi si occupa di vendite, ad esempio, riconoscerà che i nuovi clienti non bussino sempre alla porta spontaneamente, ma sia necessaria una strategia a lungo termine di riunioni, email e telefonate con anche diversi insuccessi sulla strada verso il raggiungimento di risultati positivi. Il consiglio? Non premiarti solo quando ottieni un risultato positivo; datti una bella pacca sulla spalla anche per aver avviato il percorso e il cervello otterrà quella motivazione necessaria a breve termine per continuare nella direzione dell’obiettivo futuro.

Impara ad ascoltarti
La creazione di una routine che diventa un’abitudine che riusciamo a mantenere nel tempo richiede forza e determinazione, ma anche una buona dose di autoconsapevolezza per capire cosa funziona, cosa no e come apportare dei miglioramenti. Ricordarci sempre dello scopo finale per il quale abbiamo iniziato una routine, ci consentirà di averne una visione più chiara e servirà nei momenti in cui fa capolino la demotivazione. Inoltre, la nostra capacità di autodisciplinarci si assottiglia con il progredire della giornata. Ecco perché la mattina è il momento ideale per provare quella nuova routine che desideriamo tanto implementare e che troviamo vantaggiosa per gli obiettivi che ci siamo prefissati. Il nostro corpo avrà molta energia in più per affrontare questa novità!
Promemoria fisico
A volte, presi dalla fretta del momento, è possibile che non ci ricordiamo di svolgere quell’attività che ci aiuterebbe molto ma che ancora non è diventata una nostra abitudine. Ad esempio: se come parte della routine mattutina, decidi di iniziare a fare un po’ di sport per arrivare al lavoro con la carica giusta per affrontare tutti gli impegni in programma, potresti decidere di lasciare le scarpe da ginnastica o il tappetino per lo yoga in un posto in cui non solo sei solito passare, ma dove sei “costretto” a prenderli in mano. Ciò fungerà da promemoria per la nuova abitudine che desideri iniziare.
Inizia pian piano e divertiti
Stabilire una nuova routine può sembrare un impegno che affrontiamo con entusiasmo o una scelta consapevole di inserire un cambiamento volto a un miglioramento nel tempo. In qualsiasi caso, inizia moderatamente con una sola nuova abitudine per volta e incrementa pian piano con il passare delle settimane. Se, ad esempio, desideri alzarti prima per avere più tempo per te la mattina ed evitare di arrivare in ufficio di corsa, prova a iniziare con 10 minuti per un paio di settimane per poi puntare la sveglia prima. Se stai cercando di migliorare le tue abilità organizzative per la scrivania, munisciti di alcuni colorati raccoglitori documenti per alleviare il compito. Ma soprattutto, qualsiasi abitudine tu voglia adottare per migliorare la tua serenità e di conseguenza la tua produttività al lavoro, crea una nuova routine che sia in linea con i tuoi interessi e che ti diverta: sarà molto più semplice mantenerla!

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Speriamo che questi consigli ti possano aiutare a trovare la motivazione per mantenere una routine mattutina o in generale, le nuove abitudini lavorative. E tu? Hai qualche tecnica efficace che utilizzi per implementare una nuova abitudine al lavoro? Raccontacela sulla pagina Facebook Viking Italia.

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04/10/2018

La vita da ufficio fa ingrassare. Inevitabilmente. 8 o più ore al giorno seduti alla propria scrivania, con poche occasioni di muoversi, la tentazione degli snack se non proprio del cosiddetto desk eating, l’abitudine di mangiucchiare continuamente, in special modo i cosiddetti comfort food, i pasti saltati perché c’è troppo da fare e la poca esposizione alla luce naturale sono le condizioni perfette per aumentare di peso.

Ci sono però tante cose che si possono fare per non ingrassare in ufficio: sicuramente sfruttare la pausa pranzo per prendere una boccata d’aria fresca e luce naturale, in qualunque condizione meteo; sicuramente sfruttare ogni occasione per alzarsi e muoversi (perché usare il telefono interno quando si può andare alla scrivania della collega?) e sicuramente prestare attenzione a cosa si mangia, a quando e a quanto si mangia.
Consigli per non ingrassare in ufficio
Vediamo allora, dalla mattina alla sera, o per dire tra la timbratura in entrata e quella in uscita del cartellino, come non ingrassare in ufficio in 4 consigli.
Camminare all’aria aperta prima, durante e dopo le ore in ufficio
Sì, certo, lo stress è molto, e talvolta non aiutano né lo psicologo né gli uffici open space. Anche i tempi compressi, il tanto lavoro e le cose da fare prima e dopo, soprattutto se si ha famiglia, sono oberanti. E però se il metabolismo dipende anche dalla quantità di luce naturale a cui si è esposti quotidianamente e al movimento che si riesce a fare, camminare all’aperto prima e dopo (per esempio per andare a prendere i mezzi pubblici, o se possibile andando in ufficio con un mezzo diverso dall’auto) e durante le ore d’ufficio (per esempio sfruttando qualche decina di minuti della pausa pranzo) aiuta sicuramente a regolarlo.
No ai cali di zuccheri, sì agli spuntini sani
Non siamo fatti per rimanere a digiuno per molte ore, e i cali di zuccheri ne sono l’inevitabile conseguenza. La soluzione però non sono merendine zuccherose, caramelle mangiate a gogò e dolci e dolciumi assortiti. Esistono snack spezza fame sani, buoni e utili, come la frutta secca in guscio o disidratata: mandorle, pistacchi, noci, anacardi, arachidi non salate, ma anche le chips di mela o banana al forno sono ricchi di Omega 3, vitamine e minerali come magnesio e potassio che aiutano a tenere alta la concentrazione e non sentire la stanchezza in modo naturale.
Non saltare il pranzo
Ok i minuti contati, ok le scadenze impellenti, ok tutto, ma il tempo per il pranzo è da trovare: staccare serve alla mente, che non può rimanere sempre concentrata e in tensione, e al fisico, per evitare il pericoloso desk eating, l’abitudine di mangiare alla scrivania in modo compulsivo, distratto e disordinato. Cosa mangiare con appena 10′ di tempo a disposizione: delle verdure, sicuramente, ricche di fibre e vitamine, una piccola porzione di carboidrati integrali, che saziano e sono a lento rilascio, e magari anche delle proteine. Masticando bene il tutto per non appesantire e allungare la digestione. Lo stesso principio vale anche se si ha il tempo di andare in mensa, al bar o al ristorante, chiaramente. Oppure, meglio ancora, se si porta il pranzo da casa e c’è una piccola area dove mangiare seduti con i propri colleghi o si può farlo all’aperto.
Bere troppi caffè
Il caffè è buono e fa bene, soprattutto se non zuccherato. Ma troppi caffè (più di 5 dice la scienza, ma per molti son già troppi per i nervi…) e soprattutto tutti fortemente zuccherati sono deleteri: quel poco di attivazione del metabolismo che si ottiene con un caffè lo si perde annacquato nello zucchero che tanto ci consola. Meglio abituarsi pian piano a berlo amaro e imparare ad apprezzarne il vero sapore.

Idee
01/10/2018

Qualche settimana fa, abbiamo parlato della motivazione proponendoti alcuni consigli per affrontare i cali e rimanere motivato sul lavoro. Ti abbiamo indicato 7 stratagemmi per aiutarti a svolgere con più serenità gli incarichi lavorativi senza che questi si trasformino in montagne insuperabili di carta di cui vorresti che fosse solo un distruggi documenti ad occuparsene. Siamo convinti che, in tale ottica, sia inoltre indispensabile iniziare la giornata con il piede giusto. Ciò che facciamo dal primo momento in cui apriamo gli occhi ha una profonda ripercussione sulla produttività e sui livelli di energia che avremo nel corso dell’intera giornata. Quali sono quindi le abitudini che possiamo provare a sostituire con una routine mattutina che aiuterà a impostare un tono positivo per tutto il giorno?

Vai a letto presto e svegliati presto
Una buona routine mattutina inizia dalla sera prima. Concedi al tuo corpo il meritato riposo. Prenditi cura di lui: assecondalo nelle sue abitudini cercando di andare a dormire sempre più o meno alla stessa ora e dormi le ore sufficienti per lasciare che cervello e tutte le altri parti del corpo svolgano il loro compito energizzante di rigenerazione. Cerca quindi di alzarti presto, svegliandoti gradualmente 15 minuti prima ogni giorno. Per molti, è difficile lasciare quel bel torpore che ci coccola al risveglio ma alzandoci presto, scopriremo subito di aver abbandonato quella sensazione frenetica di rincorsa del tempo, lasciando spazio all’impostazione di un ritmo più calmo e sereno che si ripercuoterà su tutto il giorno. Magicamente la giornata sembrerà allungarsi all’instante!
Fai esercizio fisico
Anche per alzarsi presto serve la motivazione. Potremmo consigliarti di posizionare la sveglia lontana dal letto dicendoti che sarà faticoso all’inizio ma poi diventerà un’abitudine. È una “terapia d’urto” che per alcuni può funzionare e che magari già fanno per assicurarsi di prendere un aereo o un treno. Non vogliamo però incoraggiarti al lancio del peso con la sveglia! A tal proposito, l’esercizio fisico è un ottimo strumento per regolare i ritmi del sonno di cui parlavamo prima, per mantenere il benessere fisico e mentale e per combattere lo stress. Fare esercizio fisico di mattina può aiutarti moltissimo a gestire meglio la giornata che hai davanti. Se non sei abituato, probabilmente una sessione di allenamento intenso può sembrarti scoraggiante. Prova a iniziare con 10-15 minuti da aumentare gradualmente oppure dedicati ad attività come lo yoga, lo stretching o, se fattibile, vai a piedi o in bicicletta al lavoro. In questo modo, il tuo corpo ne gioverà e tu ti sentirai più energico e positivo sapendo di aver fatto del bene a te stesso già dalle prime ore del mattino.

Condividi un’attività con un collega
Un modo per svegliarci presto è di avere un buon motivo per farlo. Abbiamo visto come l’esercizio fisico possa essere un buon alleato del benessere mattutino e di conseguenza, della maggiore produttività una volta arrivati in ufficio. Perché non trovare un’attività similare da svolgere con un collega? Vi spronerete a vicenda, l’armonia in ufficio ne trarrà vantaggio e insieme potrete sviluppare un atteggiamento più positivo ed energico che si tradurrà nello slancio necessario per portare a compimento gli incarichi di lavoro.
Fai colazione lontano dagli schermi
Leggiamo spesso quanto sia importante fare colazione alla mattina, optando per un’alimentazione sana ed equilibrata. Questo passo ti spalancherà le porte di una giornata produttiva regalandoti energia, migliorando la memoria e aiutandoti a concentrarti maggiormente per periodi più lunghi di tempo. Fallo dedicandoci la tua piena attenzione, assaporando il momento nel vero senso del termine lontano da email e schermi. Dopo la colazione, concediti 10-15 minuti di tempo per visualizzare i tuoi obiettivi e rivedere l’organizzazione delle attività previste in giornata.

Elenco dei compiti da svolgere e postazione in ordine
Stabilire degli obiettivi concreti è importante per migliorare la produttività e la motivazione sul lavoro. Saperli scomporre in piccoli passi realizzabili è sicuramente essenziale per non rimanerne sopraffatti. Qui entra in gioco la capacità di saper pianificare e organizzare il tempo a nostra disposizione. Una to-do list efficace ci aiuta a essere specifici, realisti e a porci obiettivi fattibili da realizzare. Anche una postazione ordinata aiuterà a migliorare la tua capacità di concentrazione. Una scrivania in ordine aiuta a focalizzare l’attenzione sul lavoro evitando di essere distratti: il disordine infatti ha gli stessi effetti del multitasking. Entrambe queste attività possono essere svolte appena arrivi in ufficio o, ancora meglio, come ultimo compito al termine della giornata: ti sveglierai la mattina dopo avendo già ben chiara la scaletta che ti attende e questo si tradurrà in una maggiore serenità mentale di sera e al mattino. Arriverai quindi in ufficio con la carica giusta e il tempo da dedicare subito all’attività più importante.

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Speriamo che questi consigli ti possano aiutare a trovare la giusta energia per affrontare al meglio la giornata. E tu? Hai qualche attività in particolare che hai adottato come parte integrante della tua routine mattutina per aiutarti a sfruttare al massimo le preziose ore del mattino e a impostare un ritmo calmo, sereno e motivato per il resto della giornata? Raccontacele sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
25/09/2018

Per il buon esito di un colloquio di lavoro, cioè l’assunzione magari con aumento di stipendio, conta quello che si fa prima, preparandosi all’incontro, come ci si comporta durante, prestando attenzione anche al linguaggio del corpo, ma anche, se non soprattutto, il follow up, cioè le azioni che si mettono in atto nei giorni seguenti all’incontro con il responsabile delle risorse umane.

Ed è proprio cosa fare dopo un colloquio di lavoro che può fare la differenza tra l’essere richiamati con una proposta di lavoro o vedere cestinata la propria candidatura.
Cosa fare dopo un colloquio di lavoro: il follow up
No, sostenere il colloquio di lavoro, salutare a andare a casa a incrociare le dita in attesa della telefonata non è esattamente quello che si intende per follow up di una candidatura per una posizione lavorativa.
Cosa fare alla fine di un colloquio di lavoro
Intanto, immediatamente al termine del colloquio, appena prima dei saluti è lecito e utile chiedere la data prevista per la scelta definitiva del candidato: così non si rischia di rimanere sospesi nel limbo dell’attesa all’infinito.

Prima di abbandonare la stanza dell’incontro, o anche nel caso in cui sia stato su Skype, è importante anche ottenere i contatti degli esaminatori: idealmente sarebbe utile uscire con in tasca il biglietto da visita, ma può andar bene anche un appunto scritto (senza timore, il rischio di dimenticarsi è troppo alto per farsi remore) con nome e cognome, posizione nell’organigramma e almeno un contatto, telefono o e-mail.

In alternativa puoi domandare se puoi richiedere il contatto su Linkedin: il social network professionale è fatto proprio per questo, per stringere relazioni di lavoro, e può tranquillamente sostituire lo scambio di un biglietto da visita. Attenzione però a non confondere l’ambito professionale con quello privato: a parte alcuni ambiti creativi, non è buona cosa chiedere l’amicizia su Facebook, che anzi potrebbe rivelarsi un boomerang come abbiamo raccontato qui.
Cosa fare alcuni giorni dopo il colloquio di lavoro
Il contatto serve per il follow up vero e proprio, che può consistere in una e-mail, un messaggio o in una telefonata un paio di giorni dopo aver sostenuto il colloquio. Idealmente la cosa migliore da fare sarebbe mandare un messaggio, anche via mail, il giorno stesso, ringraziando per l’attenzione e l’occasione che ti è stata data di proporti per quella posizione vacante. È un modo per rinforzare l’idea che quel lavoro ti interessa davvero e che non sei un cacciatore seriale di colloqui di lavoro.

Il giorno stesso, rientrato a casa o durante il viaggio, prendi degli appunti su come è andato il colloquio: argomenti trattati, punti su cui c’è stata sintonia, eventuali disaccordi o momenti freddi, e ogni altra informazione possa risultare utile nel caso di un secondo contatto. È molto importante farlo perché l’emotività inevitabile in quei frangenti può portare a dimenticare cose che invece dall’altra parte sono state fissate perfettamente.

Un paio di giorni dopo è utile anche mandare un messaggio più lungo in cui si ribadisce il proprio interesse sottolineando passaggi positivi del colloquio, ribadendo in modo cordiale che pensi di essere la persona giusta per quel ruolo e rinforzando l’idea del tuo interesse ed entusiasmo per quella posizione.
Come comportarsi se si è richiamati dopo un colloquio di lavoro
A questo punto, con in mente la data presumibile per la decisione finale, bisogna prepararsi al doppio scenario: essere richiamati per un secondo colloquio o la formalizzazione del rapporto di lavoro o ricevere notizia del fatto che è stato scelto un altro candidato.

Nel primo caso è importante rispondere subito, concordando le modalità del nuovo incontro e preparandosi eventualmente a discutere anche di stipendio. Tuttavia, nonostante la risposta positiva e sperata, è meglio non esagerare con l’entusiasmo ma dimostrare apprezzamento e positività.
Cosa fare se non si passa un colloquio di lavoro
Nel caso in cui purtroppo si ricevesse notizia di non essere stati selezionati è importante ringraziare comunque per l’opportunità, lasciando comunque un ricordo positivo e rinforzato nel caso in cui si avesse di nuovo a che fare con quell’azienda.