Categoria: Idee

News e notizie dal mondo che riguardano il mondo degli uffici, degli studi professionali e delle aziende

Idee
17/09/2015

Quando si dice che la pausa pranzo alla scrivania è una cosa triste e dannosa per la salute a tutto si pensa tranne a quello che è capitato a questo impiegato australiano: Rhys Evans, del New South Wales, stava consumando il suo pranzo alla scrivania quando il contenitore in vetro con il cibo gli è letteralmente esploso davanti agli occhi.

Il fatto è stato registrato dalle telecamere di videosorveglianza interna e grazie al filmato Rhys ha potuto trovare una spiegazione all’insolito fatto: il vetro, raffreddandosi durante il processo di fabbricazione, tiene al suo interno una serie di forza e pressioni che in determinate circostanze – anche un leggero tocco accidentale come quello della forchetta – possono farlo esplodere.

https://www.youtube.com/watch?v=_bSgPxDyl6I

Idee
16/09/2015

Cominciare a lavorare o studiare prima delle 10 del mattino è un atto contro natura. E a dirlo non è il recordman dei pigroni ma uno stimato scienziato inglese – il dottor Paul Kelley dello Sleep and Circadian Neuroscience Institute presso la Oxford University – che al sonno e ai suoi ritmi ha dedicato anni e anni di ricerche.

La spiegazione sarebbe estremamente semplice e logica: il nostro organismo funziona in armonia con i ritmi della luce e del buio, e piegare il risveglio e il sonno alle esigenze della vita sociale è un vero rischio, sia dal punto di vista fisico che psicologico.

Il dottor Paul Kelley non è il solito scienziato avulso dal mondo: in vita sua ha anche insegnato alle scuole elementari, costringendo l’istituto scolastico a posticipare l’inizio delle lezioni dalle 8:30 alle 10:00, con il risultato che gli studenti che avevano migliorato il proprio rendimento scolastico erano 1 su 5.

Secondo il professor Kelley viviamo in un mondo privato del sonno, con serie conseguenze per la salute: tendenza ad ingrassare, pressione alta, indebolimento delle difese immunitarie, perdite di attenzione, ansia, frustrazione e stress sono tutte conseguenze di un cattivo sonno, così come la scarsa produttività e il tempo perso al lavoro.

Questo della privazione del sonno è un grande problema per la nostra società ha detto durante il British Science Festival a Bradford, ma ora abbiamo la possibilità di migliorare la qualità della vita di generazioni di giovani facendo qualcosa di buono per milioni di persone sulla Terra.

Che ne pensate?

Idee
08/09/2015

Mark Zuckerberg aveva 19 quando ha fondato Facebook, e ora a 32 è il 16° uomo più ricco del mondo con un patrimonio di circa 41 miliardi di dollari. Bill Gates ne aveva 20 quando ha creato Microsoft, e dal 1996 al 2009 è stato l’uomo più ricco del mondo (e in seguito, con oltre 70 mliardi di dollari di patrimonio personale, ha sempre galleggiato nelle primissime posizioni). Come se non bastasse, Steve Jobs ha fondato Apple all’età di 21 anni, e oltre ai successi economici nel 2007 Fortune lo proclamò uomo d’affari più potente del mondo.

Se avete più di 21 anni però tirate un sospiro di sollievo: queste sono le eccezioni che confermano la regola. Perché per fondare un’impresa di successo non è obbligatorio essere imberbi o quasi, e anzi la regola è che non ci sono regole per inventare un business di successo.

Può succedere ai ventenni così come ai sessantenni, come dimostra ealizzata da Anna Vital per Funders and Founders basata sulle storie imprenditoriali dei 100 fondatori di grandi aziende secondo la lista di Forbes (escluse ovviamente quelle ereditate e quelle sostenute dai governi). Quello che è incontrovertibile è che la media fa 35 anni, e forse, con un ’bout di scaramanzia, è il caso di provarci intorno a quell’età.

 

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04/09/2015

Passare molte ore seduti in ufficio non è certo salutare. E se ci sono alcune cattive abitudini da eliminare immediatamente, ce ne sono anche di buone da acquisire. Come quella di prendere di tanto in tanto qualche pausa per rilassare i muscoli e muoversi un po’, anche facendo qualche esercizio di yoga.

Anzi, secondo il portale Yoga.com ci sono alcune asana particolarmente indicate per la vita da ufficio, anche per aiutare la mente a rifocalizzarsi e trovare più facilmente la concentrazione necessaria.

La posizione della mezzaluna da seduti
Si tratta di una flessione laterale, che aiuta ad allungare la colonna vertebrale: si portano le bracci averso l’alto, si afferra un polso con l’altra mano e ci si inclina sul lato corrispondente (foto di apertura).

La posizione dell’aquila solo con le braccia
Normalmente questa posizione coinvolge sia braccia che gambe, ma questo è l’adattamento da ufficio: si alloggia un gomito nell’incavo dell’altro braccio, si intrecciano le braccia e si uniscono le mani mantenendo la posizione per circa un minuto.

La posizione dell’allungamento della schiena
Occorre l’aiuto della sedia da ufficio: si portano le braccia verso l’alto e poi si abbassano fino a toccare lo schienale della sedia, contraendo i glutei ed evitando di inarcare la schiena.

La posizione della flessione della schiena verso il basso
Con questa posizione, che si assume portando le braccia verso l’alto e poi piegando la schiena cercando di toccare terra con le mani, si allungano i muscoli della parte bassa della schiena.

La posizione del gatto da seduti
Occorre spostarsi sulla punta della sedia, inarcare la schiena, e poi piegarsi in avanti infilando la testa tra le spalle, come in questo video

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02/09/2015

Finite le vacanze si torna alla routine della vita di tutti i giorni. Quella che si divide tra gli impegni di casa e quelli lavorativi. E con il ritorno al lavoro purtroppo spesso si abbandonano i buoni propositi delle vacanze e si ricade nelle vecchie, cattive abitudini che fanno male alla nostra salute. Come queste 7 tra quelle analizzate da Simona Marchetti per Corriere Salute.

Appoggiare il viso sul palmo della mano
Un gesto apparentemente insignificante, e anche molto comune, che però rischia di trasportare i batteri dalle mani alla pelle del viso, con tutte le conseguenze per l’igiene.

Pranzare alla scrivania
Sì, pranza alla scrivania è triste (come abbiamo già scritto qui) e anche dannoso per la salute. Meglio, molto meglio, staccare e andare a pranzo con i colleghi (così si incentiva la produttività) o in un’area verde vicino all’ufficio (per questi 3 buoni motivi).

Stravaccarsi sulla sedia
Sì, stare seduti stravaccati non solo non fa bene a collo e spalle ma rende anche nervosi e irritabili. E se è importante sedersi correttamente, ecco anche come scegliere la sedia ideale per sedersi correttamente e qualche esercizio per rilassarsi e distendere i muscoli.

Strofinare gli occhi
Gli occhi stanchi sono un problema vero per chiunque lavori a un monitor elettronico o a computer, e se ci sono dei rimedi (qui qualche rimedio immediato contro gli occhi stanchi) di sicuro la soluzione non è sfregarli con le mani, con il rischio di trasportare i batteri dalle mani alla zona oculare, molto sensibile.

Restare seduti tutto il giorno
La sedentarietà è pericolosa tanto quanto il fumo, e per chi è costretto a un lavoro sedentario servono strategie per muoversi di tanto in tanto, come per esempio queste.

Andare in bagno col telefonino
Fare più cose contemporaneamente come andare in bagno e telefonare? Sciocchezze: non solo è inutile, ma è anche un bel rischio per la salute, con tutti i batteri e germi del bagno che finiscono sullo smartphone e poi sulle mani e vicino al volto.

Non «staccare la spina» una volta tornati a casa
Ecco, qui siamo ormai fuori dall’ufficio, e una volta fuori è bene staccare davvero la spina, non portarsi il lavoro a casa ed evitare – per esempio – di controllare la posta elettronica prima di spegnere la luce in camera da letto.

Idee
01/09/2015

È scientificamente provato: per una donna, lavorare in un ufficio popolato per lo più da maschi, è un concreto rischio per la salute. E non si parla di stress o salute psicologica, di parla di modifiche ormonali indotte dallo stress.

A dimostrare scientificamente come ambienti lavorativi a predominanza maschile siano un danno per la salute delle donne lavoratrici ci ha appena pensato uno studio condotto da Bianca Manago e Cate Taylor, due ricercatrici dell’Indiana University a Bloomington (Usa) che hanno monitorato le variazioni del cortisolo (un ormone la cui produzione è direttamente collegata allo stato di stress) in una serie di donne impiegate in ambienti dove l’85% e oltre dei colleghi era di sesso maschile.

Esclusi altri fattori di tipo individuale che potessero influenzare la produzione di cortisolo, alla fine a Manago e Taylor non è rimasto che concludere che le alterazioni nella presenza di cortisolo erano dovute solo e soltanto alla percentuale di colleghi maschi delle donne prese in esame.