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Notizie
24/10/2014

Può sembrare un’operazione banale, ma in realtà scrivere etichette per i dorsi di cartellette, faldoni e scatole da riporre in archivio con all’interno i documenti aziendali richiede metodo e attenzione: la mancanza dell’uno o dell’altro potrebbe infatti portare a notevoli perdite di tempo se non proprio allo smarrimento di interi documenti. E perdite di tempo e documenti portano sempre, inevitabilmente, alla perdita di denaro.

La prima regola da osservare è quella di essere sintetici: 4 parole sono più che sufficienti per indicare la macro categoria di documenti che si trovanno all’interno di quel raccoglitore, e per evitare confusioni, doppioni, e in generale un eccesso di informazioni.

Normalmente l’intestazione è scritta a caratteri maiuscoli, e con una dimensione maggiore rispetto al sottotitolo che specifica ulteriormente la tipologia di documenti contenuti in quel raccoglitore. Altre buone regole che un tempo di studiavano e imparavano nelle scuole di ragioneria sono quelle per cui le scritte sono sempre giustificate al centro, e le etichette non sono mai scritte in verticale: una scritta verticale è spesso difficilmente leggibile, soprattutto quando si ha poco tempo a disposizione.

Un’altra capacità che un tempo si studiava nelle scuole di ragioneria era la calligrafia, ovvero l’abilità di scrivere con caratteri chiari, nitidi e facilmente comprensibili a chiunque, anche a distanza di tempo.

Oggi per fortuna ci sono degli strumenti tecnologici in grado di adempiere allo stesso compito, in modo uniforme, univoco e duraturo nel tempo: sono le etichettatrici automatiche. Si tratta di dispositivi velocissimi, adatti a stampare etichette per l’archivio così come intestazioni per buste, lettere, pacchi e cartellette, e dotate di numerose opzioni grafiche e di formattazione. Il consiglio rimane sempre quello di utilizzare caratteri semplici, con buona spaziatura e di dimensioni tali da risaltare anche a distanza e a colpo d’occhio.

Per esempio la famiglia di etichettatrici automatiche Dymo LabelWriter stampa 51 etichette al minuto, si collega con un cavo USB al Pc e al Mac, è dotata di diverse opzioni grafiche e con la bundle deal Etichettatrice LW450 + 3 rotoli di nastri D1 l’etichettatrice è praticamente GRATIS!

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17/10/2014

Sono già in circolazione, quelle da 5 euro da maggio e quelle da 10 euro dalla fine di settembre: sono le nuove banconote della serie ‘Europ’round che, secondo la BCE, dovrebbero essere più resistenti alla contraffazione e quindi più semplici anche da controllare.

Nel caso ci fossero dubbi, per riconoscerle occorre sapere che nella filigrana c’è l’immagine dell’omonima eroina della mitologia greca, caratterizzata da un maggiore profilo di sicurezza, e c’è anche il ‘numero di smeraldo’, sempre sulla filigrana, che cambia colore e diventa blu quando la carta moneta viene manipolata. E per la certezza al 100% ci sono sempre i contabanconote e i rivelatori di banconote false.

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26/09/2014

Basta guardarsi in giro: ce ne sono talmente tanti, in ogni ufficio, che si danno per scontati. Eppure i fermagli, o graffette che dir si voglia, hanno alle loro spalle una storia curiosa e anche un ’bout leggendaria. Certo, la loro origine è ovviamente incerta, come quella di molti oggetti d’uso comune, eppure il primo brevetto della loro invenzione si fa risalire all’inventore norvegese Johan Vaaler.

In effetti ne esisteva anche uno precedente, registrato dalla britannica Gem Manufacturing Company Ltd, ma dalla fine della Seconda guerra mondiale si tramanda ormai la storia che a inventare i fermagli sia stato proprio Vaaler: questo perché durante l’occupazione nazista della Norvegia i cittadini di quel paese cominciarono a indossare le graffette sui loro abiti, a segnalare ovviamente il fatto che la popolazione era unita contro l’invasore.

In onore di questa storia nel 1989, nel giardino della BI Business School di Oslo è stata addirittura eretta la statua di 7 metri d’altezza raffigurante proprio un fermaglio che si vede in questa immagine (e molte altre se ne trovano in giro in giardini e parchi pubblici del paese nordico).

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22/09/2014

A proposito di stampanti e mondo printing, dall’IFA di Berlino, la più grande fiera di tecnologia europea, è arrivata la notizia delle prime stampanti multifunzione con sistema operativo Android.

Le ha presentate Samsung, 10 modelli di 4 categorie diverse della serie Smart MultiXpress, con la promessa di migliorare la produttività aziendale. Come? Sostanzialmente grazie alla possibilità di stampare senza l’uso del PC ma tramite App analoghe a quelle che si trovano sugli smartphone Android.
Come funzionano le stampanti Android
Cosa significa in concreto? Che si potrà stampare ‘on the go’, ovvero anche in mobilità, comandando la stampante tramite un’App installata sullo smartphone o sul tablet, e che grazie alla compatibilità con la piattaforma Samsung XOA (Extensible Open Architecture) tutte le stampanti multifunzione Smart MultiXpress potranno essere personalizzate in base alle specifiche esigenze di business di ogni azienda.

Ancor più nel dettaglio, queste nuove stampanti multifunzione con sistema operativo Android hanno anche uno schermo full touchscreen tramite il quale è possibile accedere a documenti in cloud, a pagine Web, a e-mail, mappe, immagini e altri contenuti online direttamente dalla postazione di stampa e senza doversi connettere alla stampante tramite computer o server.

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12/09/2014

Tra pochi giorni ricomincia la scuola, e non si fa altro che parlare di back to school. Ora, se da un lato c’è un ’bout di tristezza perché significa che le vacanze sono davvero finite, dall’altro lato è anche vero che il ritorno ai ritmi consueti è anche un sollievo per mamme e papà, soprattutto quelli che lavorano. Rimane il fatto che passare di colpo dai giochi, dal tempo libero e dalle vacanze agli impegni e agli orari di scuola può essere davvero traumatico, e allora è bene prepararsi per tempo.

Per esempio qualche giorno prima si può cominciare a riparlare della scuola con i ragazzi, ricordare i nomi delle insegnanti, dei compagni e ripercorrere le cose divertenti accadute l’anno precedente, in modo da creare un clima favorevole in loro.

Può essere utile anche raccontare qualche aneddoto positivo sulla proprio esperienza a scuola, di modo che i ragazzi possano immaginare e immedesimarsi un ’bout con i genitori da piccoli.

Conviene anche avvicinarsi gradualmente agli orari in cui si va a dormire e ci si sveglia durante l’anno scolastico, così da arrivare alla prima campanella senza traumi.

E poi può essere utile e divertente coinvolgere i figli nell’acquisto dei materiali per la scuola: penne, quaderni, matite, fogli di carta e tutto l’occorrente da mettere in cartella. E poi con i ragazzi di oggi cosiddetti nativi digitali che sanno usare benissimo tablet, computer e smartphone si può anche evitare lo stress di ritrovarsi tutti in fila in un centro commerciale e risparmiare tempo acquistando direttamente con l’e-commerce.

Voi come vi comportate per il rientro a scuola dei figli?

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03/09/2014

Il grande capo è carichissimo: non erano nemmeno due ore che si era riaperto dopo le vacanze e aveva già organizzato la prima riunione. Tema: dobbiamo risparmiare. Si deve essere fatto influenzare da tutto questo parlare di spending review, perché ha sbraitato mezz’ora e poi ha ordinato di trovare il modo di tagliare un ’bout le spese.

Sapete cosa si è fatto? Si è scritto in Google “come risparmiare soldi” e si è scoperto che comprando online si può risparmiare fino al 17% rispetto agli acquisti tradizionali. Ok, bisogna confrontare i prezzi, star dietro alle promozioni, approfittare degli sconti, cumulare più acquisti per fare una spedizione sola. Sembra un lavorone, ma alla fine si risparmia denaro e anche tempo.

E volete sapere un’altra cosa? Oltre che gli acquisti per l’ufficio, si può acquistare online anche per sé: è sicuro, facile e si risparmia tempo e denaro.