Categoria: Ufficio

Consigli, curiosità e notizie sulla vita di ogni giorno in ufficio

Ufficio
12/05/2022

Il lavoro procede bene, il fatturato sorride, gli ordini continuano ad arrivare e da tuttofare, inizia a essere difficile per un libero professionista gestire la propria attività da solo. Ecco che all’orizzonte si prospetta una domanda che cela numerosi dubbi e timori: è arrivato il momento di assumere il mio primo dipendente? Per molti, il passaggio è pieno di insidie. La burocrazia e le responsabilità aggiuntive rappresentano più spesso un deterrente, soprattutto in Italia, dove le pratiche burocratiche possono tradursi in diversi oneri e ostacoli.

Una volta individuato il ruolo da ricoprire e la persona giusta per tale posizione, è necessario attenersi alle norme legislative in materia di occupazione, fornire servizi e training di base e garantire che la documentazione e l’iter burocratico rispettino quanto previsto dalla legge in vigore. Per questo motivo, abbiamo redatto una guida rivolta a tutti gli imprenditori che si apprestano a compiere questo arduo passo.

Oltre alle tasse e ai contributi da versare per l’assunzione del nuovo dipendente, il datore di lavoro deve inoltre garantire un ambiente consono con regolari corsi di formazione. Dal canto suo, il nuovo assunto deve offrire al proprio capo diligenza, obbedienza e fedeltà, ottenendo in cambio diritti quali malattia, straordinari e vacanze retribuite, rappresentanza sindacale e maternità o paternità.

Se si assume personale proveniente dall’Unione Europea, verranno applicate le stesse condizioni vigenti in Italia. A volte però, è possibile che il dipendente perfetto non si trovi dietro l’angolo ma in un Paese al di fuori dell’UE. In questo caso, si dovrà seguire un iter burocratico diverso. Il datore di lavoro deve richiedere il nulla osta. Dopo averlo ricevuto, il dipendente deve presentarsi a un appuntamento presso l’autorità consolare del proprio Paese, la quale propone il contratto rilasciando il visto di entrata. Entro otto giorni dall’ingresso in Italia, il lavoratore straniero deve recarsi allo Sportello Unico, sottoscrivere il contratto di residenza e richiedere il permesso di soggiorno. Da questo punto in poi, sarà soggetto alle stesse norme che regolano i lavoratori italiani.

Se volete scaricare l’intera infografica in pdf, potete farlo qui!

Ufficio
10/05/2022

Computer e server che ronzano in continuazione. Cellulari che trillano. Audio e video in autoplay sui siti Web. E tutto il resto della tecnologia che ormai pervade qualunque ufficio, studio professionale o comunque realtà aziendale del mondo. Ma se la tecnologia aiuta in molte operazioni quotidiane, può anche essere di disturbo se non proprio un vero fattore di stress, soprattutto quando chi la usa – cioè noi – non pensa alle conseguenze delle proprie azioni.

E allora, esattamente come esiste la netiquette per i comportamento accettabili sul Web, così Mashable, la bibbia dell’hi-tech, ha stilato le 8 regole di comportamento in ufficio per evitare che il/la collega tecnologico diventi anche il/la collega fastidioso/a.

1. Mai scollegare un dispositivo in carica che non sia il proprio
Le batterie durano sempre meno, c’è sempre più bisogno di ricaricare qualche dispositivo, le prese non bastano mai. Tutto vero. Ma insomma, qualunque sia l’esigenza, prima si chiede il permesso, poi si scollega un dispositivo.

2. Mai indossare auricolari lontano dalla scrivania
Al proprio desk può essere consentito, per concentrarsi e isolarsi o anche perché bisogna ascoltare un audio. Ma insomma, gironzolare per l’ufficio con le cuffie nelle orecchie è proprio da screanzati.

3. Non usare il computer altrui
Almeno finché non ne avete chiesto il permesso. Vero che il computer è aziendale, ma ci sono al suo interno anche un sacco di dati personali. E ficcarci il naso è come guardare nel cassetto della biancheria intima in casa d’altri: non si fa.

4. Ricaricare i dispositivi che si usano
Fosse la stampante, fosse la macchinetta del caffè, fosse anche il rotolo di carta igienica in bagno, se finisce, si ricarica, lasciando il tutto pronto all’uso. E se c’è qualcuno addetto a farlo, avvisatelo tempestivamente. Il vostro tempo è prezioso come quello degli altri. (se dovete acquistare risme di carta per stampanti e multifunzione, qui trovate tutti i consigli per scegliere la più adatta).

5. Silenziare la suoneria del telefono (o almeno tenerla a un volume basso)
Non importa che lo smartphone sia privato o aziendale: “The Final Countdown” a tutto volume la prima volta può strappare un sorriso, alla 20^ vi farà strappare il cellulare dalle mani. Soprattutto se suona abbandonato sulla vostra scrivania.

6. Lasciate perdere il laptop durante le riunioni
Vero, laptop o tablet ormai servono per prendere appunti, accedere a informazioni, mandare file, visualizzare presentazioni anche durante i meeting. Ma insomma, anche se la riunione è di quelle interminabili, loggarsi su Facebook e farsi gli affari propri è proprio esecrabile (e non vi mette certo in buona luce coi superiori). Nel caso in cui le riunioni siano davvero, sempre interminabili, tenetele in piedi come vi abbiamo suggerito qui.

7. Limitare le chat
Certo, ormai anche le chat sono state sdoganate come strumento efficace di dialogo tra colleghi. Ma se la questione è davvero importante meglio alzarsi e andare a discuterla di persona: si evitano fraintendimenti, discussioni interminabili e altre spiacevoli conseguenze.

8. Non toccare lo schermo altrui
Ciascuno ha le proprie fissazioni, e quella dello schermo pulito appartiene a molti. Lasciare ditate e impronte sul display di altri può davvero mandarli in bestia: se dovete indicare qualcosa, fatelo senza toccare il monitor (piuttosto tenete tra le dita una matita: qui scoprite come scegliere quella adatta alla vostra attività). E dovesse capitarvi di pulire schermo e tastiera, leggete qui come fare.

Ufficio
03/05/2022

Lavorare in team può essere a volte molto stressante e risulta spesso difficile coordinare persone con background molto diversi tra di loro e farle focalizzare su un progetto comune. Come superare questi ostacoli e sviluppare una comunicazione di successo?

Come comunicare efficacemente nel team di lavoro
È ormai universalmente riconosciuto il ruolo che la comunicazione gioca nel successo o, al contrario, nel fallimento di una relazione: questo concetto si applica anche e soprattutto alle relazioni lavorative. Un team affiatato, infatti, ha di gran lunga più probabilità di portare a termine con successo il proprio lavoro rispetto, invece, ad un gruppo in cui le relazioni tra i membri non sono serene o, semplicemente, in cui la mancanza di una comunicazione efficace mina il coordinamento e la dinamicità del team stesso. Per questo motivo, è di fondamentale importanza ed urgenza capire come poter migliorare l’efficacia della comunicazione all’interno del team, in modo da assicurare ottimi risultati lavorativi ed il benessere dei dipendenti.

Il/la manager

Prima di tutto, è necessario considerare il ruolo giocato dal/dalla manager nei diversi team o dipartimenti. Questa è una figura fondamentale, che costituisce un punto di riferimento per i suoi sottoposti e colleghi e che, per mezzo della sua condotta, può influenzare significativamente l’andamento del team stesso. Non è solamente importante che dia ordini ed indicazioni al team, ma che lui/lei stesso/a si comporti nel modo in cui vorrebbe che gli altri membri del team agissero. Nella maggior parte dei casi, infatti, come in molti campi della vita, un buon esempio vale più di mille parole. Il/la manager, inoltre, ha un ruolo di guida e gestione e deve, quindi:

assicurarsi che ogni membro del team sappia cosa fare;
essere chiaro/a nel comunicare ogni informazione ed essere pronto/a a ripetere, se necessario;
richiedere costanti feedback;
trattare tutti i membri del team allo stesso modo, senza preferenze e discriminazioni;
assumersi la responsabilità nel caso in cui qualcosa nel team non funzioni e collaborare con i vari membri per capire cosa non stia andando;
essere un/un’ abile comunicatore/trice, in grado di coinvolgere il team e renderlo partecipe.

I membri del team

Allo stesso modo, l’atteggiamento tenuto dai membri del team nei confronti dei colleghi è fondamentale per la tenuta del gruppo: quando la comunicazione tra le varie parti non funziona, i risultati ne risentono. Dunque, l’educazione e l’abitudine alla comunicazione sono necessarie perché il gruppo di lavoro funzioni e si raggiungono per mezzo di piccoli step. Quello che ogni singolo membro del team può fare per migliorare la comunicazione con i colleghi è molto semplice:

mostrare la volontà di instaurare una relazione con i colleghi, ad esempio offrendo un caffè per fare una chiacchiera insieme;
sorridere e mostrarsi disponibile;
non prendere le critiche sul personale;
non cercare lo scontro, ma tentare di negoziare;
risolvere insieme gli eventuali problemi.

Le sei regole d’oro

Sulla base di quanto detto finora, dunque, ecco alcuni consigli che possono essere utili per migliorare l’efficacia della comunicazione nel team:

Condividere gli obiettivi: il team deve essere a conoscenza dei suoi obiettivi e degli obiettivi dell’azienda, in modo da poter agire in linea con essi ed avere a disposizione tutti gli strumenti necessari, fisici e non, per far bene il proprio lavoro. Il team deve conoscere le politiche e la cultura dell’azienda, così da poter farle proprie e condividerle con gli altri.

Prestare attenzione alle parole: ognuno di noi utilizza un linguaggio ed uno stile comunicativo diverso a seconda della propria personalità e background. Ciononostante, quando si comunica in un team di lavoro, è necessario esprimersi in un modo che tenga conto delle persone che si hanno di fronte, delle eventuali differenze culturali, del messaggio che si vuole comunicare, del ruolo ricoperto e dello stile dell’azienda. Nel trasmettere un resoconto al manager, ad esempio, non è adeguato fare uso del turpiloquio o aggiungere emoticon; d’altro canto, se stiamo parlando tramite la chat aziendale con un nostro collega che è anche nostro amico, non dovrebbe essere un problema utilizzare un linguaggio meno formale, con abbreviazioni, faccine e magari battute.

Utilizzare un tono di voce pacato: anche se si è arrabbiati o frustrati, è molto importante sapersi controllare e parlare sempre, in ogni situazione, con i propri colleghi, subordinati e superiori, in maniera calma e pacata, senza lasciarsi traportare dalla foga del momento. In questo modo, riusciremo a ridurre i contrasti ed a veicolare il nostro messaggio in modo chiaro e comprensibile, senza creare risentimenti di ogni sorta. Magari, potremmo aiutarci utilizzando il sarcasmo o l’ironia, per stemperare la tensione.

Chiedere e dare feedback: per motivare un team e far sì che tutti i membri sentano di avere voce in capitolo, è necessario instaurare un dialogo bidirezionale. I membri del team devono sì ricevere informazioni, ma allo stesso tempo essere posti nella condizione di darne a loro volta e di esprimere la propria opinione. Molto dipende certamente dalla cultura aziendale ma, in linea di massima, se si vuole instaurare un rapporto di fiducia all’interno del team e dell’azienda in generale è necessario che ci sia una costante richiesta e ricezione di feedback. Ciononostante, richiedere feedback di per sé non è sufficiente: è, infatti, necessario mettere in pratica i suggerimenti ricevuti e dimostrare ai dipendenti che la loro opinione ha un effettivo valore.

Fare esercizi di comunicazione: la comunicazione, come la maggior parte delle attività umane, ha bisogno di esercizio per essere perfezionata e mantenuta ad un livello accettabile. Per questa ragione, è opportuno condurre nel team periodici esercizi di comunicazione, che possono essere sviluppati a seconda delle esigenze e preferenze del team stesso. Si può, ad esempio, decidere di assegnare ad un membro del gruppo a settimana un argomento sul quale preparare una breve presentazione da esporre ai propri colleghi ed a questi di preparare domande a cui la persona di turno dovrà rispondere; si possono organizzare dei pranzi/cene a scadenza mensile per permettere ai membri del team di conoscersi meglio ed instaurare una relazione più affiatata; si possono organizzare giochi di ruolo o semplicemente dei training online o con esperti del settore e coinvolgere il team.

Creare un gruppo con i membri del team sul social network aziendale: l’esistenza di un gruppo riservato ai membri del team, in cui poter scambiare opinioni ed aiutarsi reciprocamente, è un’iniziativa che permette di incrementare la qualità e quantità degli scambi comunicativi nel team. Il social network rappresenta un luogo informale in cui confrontarsi non solo riguardo a tematiche lavorative, ma anche private, senza necessariamente dover condividere le informazioni con l’intera azienda. Permette di connettere persone anche fisicamente lontane, è facile e veloce da usare e favorisce l’interazione anche dei membri generalmente più timidi e riservati.

Se avete qualcosa da suggerirci o volete raccontarci la vostra esperienza, seguite la nostra pagina Facebook Viking Italia.

Ufficio
27/04/2022

Inviare documenti cartacei con la posta tradizionale è ancora un sistema molto in uso e molto garantito, soprattutto quando si tratta di corrispondenza commerciale. Ma spesso capita che quando bisogna recarsi in Posta sorgano dei dubbi su quali buste per corrispondenza usare: esistono infatti numerosi formati di buste per corrispondenza, con dimensioni diverse e ovviamente adatti a inviare documenti diversi.

Vediamo allora tra le diverse buste per corrispondenza, quali usare di volta in volta in base alle esigenze di spedizione.

Buste per corrispondenza DL / E65: sono il formato più tradizionale e utilizzato di buste per corrispondenza, di misura 110x220mm. Con o senza finestrella sono le buste standard per la corrispondenza commerciale in quanto permettono di piegare longitudinalmente fogli di formato A4, come fatture o lettere commerciali, fino a 3 pagine.

La C6 è la più piccola busta commerciale standard: non è adatta all’invio di documenti stampati in fogli da a4 a superiori: può andar bene per inviti o per inviare piccoli oggetti che non necessitano di assicurazione.

La busta cosiddetta C5 può contenere un foglio di formato A5 oppure documenti in formato A4 in un numero elevato di pagine o ancora stampe fotografiche di dimensioni fino a 162×229 mm.

la busta formato C4 è la tipica busta a sacco, spesso con chiusura strip, ideale per inviare documenti di fogli A4 non piegati, brochure o presentazioni stampate delle stesse dimensioni.

La C3 è infine la più grande delle buste a sacco per la spedizione di fogli di formato A3 fino a un numero tale che non richiede di acquistare un pacco.

Ufficio
21/04/2022

Il colloquio di lavoro è sicuramente essenziale per farci ottenere il posto che tanto desideriamo. Abbiamo visto in passato come prepararsi per affrontarlo al meglio; oggi vogliamo toccare un punto in particolare di un colloquio di lavoro in corso: le domande da chiedere. Ovviamente molte delle domande saranno poste dall’esaminatore ma, generalmente verso la fine, viene sempre riservato qualche minuto perché sia il candidato a porre le proprie. Il colloquio andrebbe infatti inteso come una conversazione a due vie dove l’esaminatore può comprendere se quel candidato è ideale per l’azienda ma è anche l’occasione per chi è oggetto del colloquio di capire se l’azienda fa al caso suo. Inoltre, riuscire a porre le domande giuste fa una buona impressione e dimostra interesse. Non aver paura di prendere appunti, magari anche su alcuni fogli di carta per fotocopie: anche questo è un aspetto a favore del tuo interesse. Ma quali sono le domande migliori da chiedere al nostro esaminatore? Vediamole insieme!
Quali sono le responsabilità giornaliere previste da questo ruolo?
Per prima cosa, consigliamo di evitare domande chiuse che prevedano solamente un Sì o un No di risposta. La domanda aperta favorisce infatti la conversazione ed è un buon modo per ricevere un’analisi più approfondita da parte dell’esaminatore. Sicuramente, una delle domande che dovresti porre è farti spiegare le tipiche mansioni previste dal ruolo che ipoteticamente andrai a ricoprire. Ciò denota un reale interesse nella posizione, oltre a offrirti l’occasione per carpire quante più informazioni possibili sul ruolo. In tal modo, potrai anche visualizzarti a copertura del posto e decidere se fa al caso tuo e se si abbina bene alle tue competenze e conoscenze. Apprenderai inoltre le caratteristiche fondamentali che deve possedere chi ricopre quel ruolo e sarai più propenso e pronto ad affrontare l’eventuale formazione che ti spetterà all’inizio dell’incarico. Potresti inoltre scoprire se vi è possibilità di progredire e come il ruolo si è evoluto nel corso del tempo per avere una panoramica più dettagliata della cultura aziendale.
Dal Suo punto di vista, come si trova a lavorare in questa azienda?
Una domanda un po’ più diretta per individuare punti in comune con l’esaminatore – aspetto anch’esso fondamentale per superare un colloquio di lavoro – riguarda il background e il parere personale su come l’esaminatore si trova all’interno dell’azienda. Oltre che per creare un maggior legame, sarà anche un’opportunità per ricevere un’opinione proveniente direttamente dall’interno dell’azienda. Una domanda semplice che può fare emergere moltissimi indicatori sulla cultura aziendale e sull’organizzazione stessa. Può inoltre essere un modo per comunicare il tuo desiderio di lavorare in un ambiente positivo dove poter tirare fuori il meglio di te stesso.

A chi dovrei riferire e com’è strutturato il mio team?
Con questa domanda mostrerai attenzione verso il lavoro di squadra e volontà nel capire come il team si inserisce nella cultura aziendale. Riceverai maggiori dettagli su quali saranno i principali reparti con cui ti interfaccerai, oltre ad avere una prima introduzione dei colleghi con i quali sarai a più stretto e diretto contatto. Rappresenta inoltre un’ottima occasione per comprendere come le mansioni siano distribuite all’interno del team e come venga valutato il rendimento individuale. Se il colloquio è andato bene, l’esaminatore potrebbe anche presentarti il team, offrendoti una panoramica dei principali reparti con un tour dell’azienda.
Quali sono le maggiori opportunità e sfide per l’azienda in questo momento?
Questa domanda ti consentirà di approfondire ciò che in teoria dovresti aver già letto sul sito dell’azienda in preparazione al colloquio. Un sito però è generalmente ideato per promuovere un’organizzazione e raramente potrà offrire un’idea a tutto tondo. Con questa domanda potrai invece scoprire gli ultimi successi aziendali e avere un’idea della vision e degli obiettivi strategici per il futuro; in tal modo, mostrerai di essere una persona attenta e desiderosa di cogliere le opportunità. Se hai letto qualche recente sviluppo come il lancio di un nuovo prodotto, questo è il momento ideale per dimostrare di aver svolto un’approfondita ricerca in vista del colloquio. Essere al corrente delle maggiori problematiche che l’azienda sta affrontando al momento, ti darà invece l’opportunità di individuare modi per risolverle e spiegare come le tue competenze possano essere di aiuto.

Quali sono le opportunità di formazione a disposizione dei dipendenti?
Questa è una domanda basilare ma molto importante, non solo per capire se in quell’azienda è possibile progredire ma anche per dimostrare il tuo interesse verso l’acquisizione di nuove competenze – aspetto che sarà a tuo vantaggio ma che si rifletterà ovviamente anche sull’azienda. Per la crescita professionale è essenziale avere accesso a un’adeguata formazione, indipendentemente dal ruolo o dalla fase in cui ti trovi a livello di carriera lavorativa. Per terminare il colloquio, puoi chiedere infine quali saranno le fasi successive della procedura di assunzione e quali passaggi devono essere completati perché l’azienda sia pronta a formulare un’offerta di lavoro.

—————————————————————————————————————————

Speriamo che questo articolo ti possa aiutare a superare il tuo prossimo colloquio di lavoro offrendoti qualche spunto per formulare le domande migliori al tuo esaminatore. Ne hai già qualcuna che poni a ogni colloquio che affronti? Condividile con noi sulla nostra pagina Facebook Viking Italia.

Ufficio
07/04/2022

Non è sempre facile instaurare un rapporto di fiducia con i colleghi, soprattutto quando si è appena arrivati in un nuovo ufficio. Per questo motivo, è importante avere delle linee guida che possono aiutare non poco ad evitare alcune criticità.
La fiducia dei propri colleghi sul posto di lavoro è fondamentale per poter svolgere i propri compiti: infatti, se il rapporto tra colleghi, superiori e subordinati non ha una base di fiducia, la collaborazione diventa impossibile e lo svolgimento di ogni compito è viziato da elementi di sospetto e competizione. Purtroppo, la fiducia è faticosa da acquisire e facile da perdere, a maggior ragione nell’ambiente lavorativo, in cui si passano molte ore al giorno con persone che non abbiamo scelto e che non ci hanno scelto.
Tutto ciò risulta amplificato quando si arriva in un nuovo ufficio, dove nessuno ci conosce e la prima impressione può essere determinante per il nostro futuro nell’azienda. Durante i primi giorni in una nuova posizione lavorativa, è inevitabile che i colleghi ci analizzino, cercando di capire se siamo delle persone di cui potranno fidarsi o se dovranno mantenere una posizione di guardia nei nostri confronti.
Vediamo, dunque, quali sono gli atteggiamenti da tenere ed i comportamenti da mettere in atto per conquistare la fiducia dei nuovi colleghi di ufficio.

Parla con le persone.

Quando arrivi in un nuovo ufficio e non conosci nessuno, è molto importante prendersi la responsabilità di fare il primo passo e parlare con i colleghi. Prova a fare domande, a farti raccontare storie sull’azienda, per comprenderne meglio la cultura ed i riti, dai il via a conversazioni di fronte alla macchinetta del caffè nella sala break, fai qualche battuta leggera, ma senza malizia e sempre sorridendo. In questo modo, i tuoi colleghi saranno felici di averti intorno e inizierete pian, piano a conoscervi meglio e stabilire un rapporto che potrebbe andare anche al di là della semplice collaborazione lavorativa.

Lavora sodo.

Magari all’inizio non avrai tutte le conoscenze e competenze necessarie o non potrai contare su un network molto esteso, ma proprio per questo sforzati di fare di più di ciò che ti viene richiesto. Così facendo, chi ti sta intorno sarà  disposto a perdonare le tue lacune e riconoscere che stai facendo di tutto per colmarle. Non aspettare che ti venga sempre richiesto cosa fare, ma prendi l’iniziativa e renditi indispensabile. Tutti inizierano a pensare che l’azienda ha fatto davvero bene ad assumerti e ti vedranno sotto una nuova luce.

Offri il tuo aiuto.

Si, è vero che sei appena arrivato/a, ma questo non significa che tu non possa essere di aiuto. Per questo motivo, offri di aiutare un/a collega che ti sembra in difficoltà o con un carico di lavoro eccessivo; oppure, offriti volontario per svolgere un compito riguardante un settore o un dipartimento sui quali vorresti approfondire le tue conoscenze. Nulla di trascendente, potrebbe trattarsi semplicemente di stilare un database o creare un contenuto di marketing. L’importante è rendersi utili, ma attenzione: non fare l’errore di offrirti volontario/a per il lavoro altrui e tralasciare il proprio!

Procedi per obiettivi.

Quando inizi un nuovo lavoro, è bene avere dei precisi obiettivi in mente e magari anche scriverli sul tuo taccuino, per poter tenere nota dei progressi e dei cambiamenti. Ciò ti aiuterà ad essere più inquadrato/a e focalizzato/a ed ottenere più facilmente il rispetto dei tuoi colleghi e superiori.

Non criticare

Se hai qualcosa da ridire o che non ti piace, sul lavoro o sulle persone, evita di andare in giro a sparlare con chiunque capiti: questo atteggiamente potrebbe attirarti molte antipatie, anche considerando che se sei nuovo/a in ufficio, non sei sicuro/a di chi poterti fidare e di che invece potrebbe usare le tue confessioni contro di te. A volte il posto di lavoro può essere un vero e proprio campo di battaglia! Se davvero c’è qualcosa che non ti sta bene, elabora una critica costruttiva e parlane con la persona indicata, che sia essa il/la tuo/a manager o un membro del team delle Risorse Umane. Questo atteggiamente maturo ti permetterà sicuramente di conquistare una reputazione positiva in ufficio, oltre a sevire davvero a risolvere l’eventuale situazione che non ti piace.

Cura l’apparenza.

Siamo tutti d’accordo sul fatto che non è l’aspetto che conta nella vita, soprattutto poi sul posto di lavoro, ma un buon modo di iniziare e di presentarsi ai propri colleghi implica sicuramente anche una certa cura di sè stessi. Infatti, meglio evitare di presentarsi i primi giorni di lavoro con i jeans o le scarpe sporche di fango: magari in azienda non ci sono regole di abbigliamento rigide, ma almeno all’inizio è bene curare anche questi dettagli e dare un’immagine quanto più possibile affidabile e positiva di sè stessi. Lo stesso vale per la scrivania: cercare di tenerla curata e pulita è un ottimo modo di mostrare che sei una persona ordinata e che tiene cura delle cose che le vengono affidate, oltre a rispettare gli spazi comuni.

Sii onesto/a.

È vero che a volte viviamo delle situazioni, soprattutto quando ci troviamo sotto pressione, in cui ci sembra che fingere sia effettivamente la cosa migliore da fare e che una piccola bugia non faccia male a nessuno. Eppure molto spesso anche le piccole verità vengono a galla e, se fingere può risultare semplice per un periodo limitato, diventa sicuramente più difficile a lungo andare e può capitare di rimanere impigliati nella propria farsa. A quel punto non c’è giustificazione che tenga. Per questo motivo, in un nuovo ufficio, se speriamo di restarci per molto, meglio presentarsi per ciò che realmente siamo, senza dover necessariamente rivelare tutto di noi stessi, ma senza basare le nostre relazioni professionali sulla menzogna.
Non sempre risulta così semplice seguire queste raccomandazioni, che potrebbero sembrare a primo acchito scontate; eppure, compiendo questi primi passi ed applicando queste accortezze quando si arriva in un nuovo ufficio, il percorso sarà più semplice e sereno. Ulteriore e finale consiglio: state tranquilli, i primi giorni sono i più duri, ma passano in fretta e presto i colleghi smetteranno di guardarvi con quell’aria interrogativa!