Categoria: Ufficio

Consigli, curiosità e notizie sulla vita di ogni giorno in ufficio

Ufficio
21/07/2021

I pettegolezzi sui VIP sono tutto sommato divertenti e (generalmente) innocui. Ma è quando i pettegolezzi toccano colleghi, capi e clienti che la domanda sorge spontanea: il gossip al lavoro è lecito oppure no? Ma soprattutto: ci sono anche aspetti positivi dei pettegolezzi tra colleghi, oppure è una pratica da biasimare?

Ha provato a dare una risposta una ricercatrice olandese, Lea Ellwardt del Dipartimento di Sociologia dell’Università di Groningen, partendo dalla domanda: si spettegola perché si è amici oppure si diventa ‘amici’ (anche al lavoro) perché si spettegola?

Be’ la risposta, dopo 1 anno di monitoraggio e interviste ai lavoratori di un centro sanitario, è in qualche modo sorprendente: ovviamente le persone che si conoscono meglio e che si fidano reciprocamente di più, tendono anche a condividere pettegolezzi anche negativi. Ma la vera sorpresa è data dal fatto che a lungo andare il condividere pettegolezzi porta a cementare i rapporti interpersonali e ad aumentare la coesione tra colleghi.

Ora, questa non è una regola valida in assoluto: se fino a un certo livello spettegolare aumenta anche lo spirito di collaborazione, oltre la soglia cosiddetta ‘boomerang’ si finisce per rimanere isolati, disgregando il patrimonio di fiducia e simpatia da parte di chi ci circonda. Però quello che sembra suggerire Lea Ellwardt è che un po’ di pettegolezzi a bassa tensione possono anche essere tollerati se aiutano a creare legami più stretti tra il personale.

Ufficio
30/06/2021

Avete trovato l’azienda dei vostri sogni, il lavoro che avevate sempre desiderato e, finalmente, vi hanno chiamato per un colloquio! Ora, niente panico, perché per non arrivare impreparati davanti al vostro futuro datore di lavoro basterà seguire questi cinque punti:

Rileggete l’offerta di lavoro

Se avete scelto di candidarvi per un posto di lavoro, probabilmente avete già le idee abbastanza chiare. E se un’azienda ha scelto il vostro curriculum tra decine d’altri, avete fatto una buona impressione e l’azienda vuole conoscervi.
Quindi, per non avere brutte sorprese al colloquio, meglio rileggere con attenzione l’offerta di lavoro; potreste trovare tra i requisiti richiesti alcuni sui quali non vi sentite sicuri. È questo il momento per prepararvi al meglio e fare bella figura. Quasi sicuramente chi vi farà il colloquio vi chiederà quanto scritto nell’offerta di lavoro, specialmente se non l’avete menzionato nel vostro curriculum.

Controllate il sito web dell’azienda

Guardate con attenzione il sito dell’azienda e, se notate qualche ambito o riferimento a qualche qualità o conoscenze che, anche se non presenti nell’offerta di lavoro, pensiate possano richiedervi, annotatevele e preparatevi.
Anche questa sarà un’ottima occasione per dare una buona impressione, avendo il massimo risultato con il minimo sforzo.

Vestitevi in maniera adeguata

Sembra banale ma tante volte capita di vedere gente non adeguatamente vestita per un colloquio! Cercate di capire qual è lo standard aziendale in base alla posizione richiesta e cercate di vestirvi di conseguenza.
Per certe aziende il completo elegante sarà d’obbligo, mentre se state facendo richiesta per un lavoro creativo, probabilmente lo stile eccentrico sarà apprezzato e farà quasi parte della valutazione.
Per aiutarvi a capire l’azienda, fatevi aiutare magari da qualcuno che vi lavori all’interno se avete qualche contatto; nel dubbio è comunque meglio arrivare più eleganti, piuttosto che presentarsi in jeans e felpa da casa.

Riposate e mangiate correttamente

Sembra anche questo un punto scontato ma, è tanto ovvio, quanto spesso trascurato. Per il colloquio nel nostro posto dei sogni, è meglio arrivare mostrandoci al 110% delle nostre energie. Quindi la sera niente festa con gli amici, niente notte insonne attaccati a Netflix e niente abbuffata come se fosse Natale.
Fate un pasto leggero ed equilibrato e andate a letto presto.

Arrivate puntuali e da soli al colloquio

Cercate di arrivare al colloquio in anticipo, specie se dovete fare affidamento sui mezzi pubblici. Molto meglio studiarsi il percorso, eventualmente anche provandolo qualche giorno prima; ovviamente, non presentatevi però un’ora prima dicendo che siete già arrivati, visto che la persona che dovrete incontrare probabilmente sarà impegnata in altro: una riunione, un altro colloquio, ecc… State in zona e presentatevi cinque minuti prima dell’orario concordato.
Altra cosa importante: non arrivate mai accompagnati da parenti, amici e/o fidanzate/i. Dovete dimostrare di essere persone mature, adulte e indipendenti a cui non serve alcun supporto per un colloquio. Ultima dritta: anche se il reclutatore probabilmente l’avrà con sé, stampatevi una copia del vostro curriculum, mettetelo in una delle buste che trovate nella nostra gamma, e portatevelo appresso in caso serva.

Ufficio
22/06/2021

È il luogo in cui solitamente passiamo passiamo almeno 5 giorni la settimana e almeno 8 ore al giorno, e solo questi numeri dovrebbero bastare per considerare la qualità della vita in ufficio una vera e propria priorità. Anzi: alla luce della pandemia dovremmo tutti volere un ufficio davvero green, un obiettivo tutto sommato anche semplice da raggiungere, seguendo per esempio questi 8 trucchi per un ufficio davvero a basso impatto ambientale e attento alla salute.
1. Mettere piante verdi
Le piante non solo arredano, ma assorbono anche le emissioni elettromagnetiche (per esempio queste piante che purificano l’aria dell’ufficio), aiutano a prevenire la Sick Building Syndrome, la Sindrome da Edificio Malato, i disturbi legati al microclima malsano che si crea negli uffici dove lavorano molte persone, e migliorano la produttività.
2. Portare il pranzo da casa
Ok, mangiare alla scrivania è una pessima abitudine (e anche di una tristezza infinita) ma la schiscetta invece è cibo sano, che ricicla gli avanzi della sera precedente, che riduce la produzione di spazzatura e permette di ridurre l’impatto ambientale: ecco le migliori ricette per il pasto portato da casa.
3. Condividere i documenti elettronici
Non è sempre necessario stampare enormi quantità di documenti: prima di una riunione si possono caricare i file su schede di memoria, hard drive o chiavette USB.
4. Usare carta riciclata
Sì, in ufficio la carta usata per le stampanti è normalmente per lo più riciclata. Ma nel dubbio è bene assicurarsi che sia davvero riciclata, per esempio leggendo questo articolo su come distinguere la carta ecologica da quella riciclata e questo su come scegliere la carta più adatta alla propria stampante.
5. Prendere una lavagna magnetica
Una lavagna magnetica è perfetta per i brain storming, per segnare appuntamenti o idee importanti evitando di sprecare carta per appunti banali.
6. Eliminare gli screensaver
Sembra impossibile, ma gli screensaver consumano un sacco di energia elettrica e oltre che sulla bolletta aziendale anche per decine di migliaia di euro incidono anche sul consumo di energia complessivo e sull’impatto ambientale dei nostri comportamenti: meglio toglierli e impostare lo screen del computer su sleep, il sistema per cui dopo un certo numero di minuti il computer si mette in pausa.
7. Spegnere la luce
Sì, sempre, quando si va a una riunione, in bagno, a casa o a pranzo: spegnere la luce costa poco e fa risparmiare molto. E se poi si usano lampadine energy saving è ancora meglio.
8. Regolare la temperatura giusta
Sì, e per giusta si intende quella che rispetta i termini di legge, che tutelano la salute dei lavoratori e quella dell’ambiente: qui puoi leggere qual è la temperatura giusta da tenere in ufficio.

Ufficio
12/05/2021

La sedia da ufficio, che si trovi davvero in ufficio o, come capita sempre più ora a casa per lo smart working, è la compagna fedele delle lunghe giornate di lavoro. Compagna fedele e anche un po’ insidiosa, perché se non ben regolata può dare luogo a intorpidimenti, dolori, posture scorrette e tutto quanto ha a che fare con il lavoro sedentario. Per questo è importante sceglierla con attenzione (e qui puoi leggere una guida esaustiva all’acquisto della seduta operativa) ma soprattutto predisporla con cura in base alle proprie caratteristiche e preferenze. Affinché la propria sedia da lavoro sia veramente ergonomica e “su misura”.

1. Regolazione altezza
La regola ergonomica dice che gli angoli di caviglie, ginocchia e gomiti dovrebbero essere tutti a 90°. E siccome non siamo tutti alti uguali, la prima regolazione da fare della propria sedia da lavoro è quella in altezza (e nel caso sarebbe da regolare in altezza anche la scrivania).

2. Altezza dello schienale
Siccome non siamo tutti alti uguali, non tutti aderiremo allo stesso modo allo schienale. Ma questo è predisposto per assicurare supporto lombare durante la seduta, e quindi insieme all’altezza della seduta è bene regolare anche l’altezza dello schienale affinché faccia il proprio dovere.

3. Avanzamento o arretramento della seduta
Sempre per lo stesso motivo, anche l’ampiezza e profondità della seduta è una regolazione da fare, arretrando o avanzando lo spazio di seduta rispetto allo schienale. Questo ovviamente favorisce la postura con i giusti angoli delle articolazioni.

4. I braccioli
Come per la seduta, anche l’avanzamento o arretramento dei braccioli dipende dall’altezza di chi usa la sedia da ufficio. Il loro compito è quello di sorreggere le braccia e alleggerire le spalle, e la distanza dalla scrivania dovrebbe essere tale da poter appoggiare l’avambraccio intero.

5. Supporto lombare
I migliori modelli consentono anche di regolare il supporto lombare. Non tutti, ma in quelli che lo consentono è una regolazione che può cambiare radicalmente il comfort e il feeling durante le ore di lavoro.

6. Regolazione dell’angolo dello schienale
Affinché gli angoli di caviglie, ginocchia e gomiti siano tutti correttamente a 90° si può regolare anche l’angololo schienale. Ci sono quelli con il sistema di bloccaggio, quindi fissi, e quelli che consentono allo schienale di oscillare liberamente in modo da essere sempre in contatto con la schiena e assicurare il giusto supporto.

7. Poggiatesta
Infine ci sono le sedie operative con il poggiatesta, e in questo caso l’altezza deve essere tale da poter appoggiare la parte posteriore del cranio in modo utile per allentare la tensione muscolare del collo.

Ufficio
23/04/2021

Ormai è così, una riunione via l’altra, una call via l’altra, da mattina a sera, senza sosta. È la nuova normalità dello smart working, che ormai abbiamo capito ci stressa più del lavoro in ufficio, dove almeno c’era la pausa caffè e un po’ di interazione umana. Ma secondo una nuova ricerca presentata da Microsoft, che analizza l’attività delle onde celebrali, così non vaa bene. Anzi, la ricerca evidenzia proprio l’impatto positivo delle pause tra una riunione e l’altra. Tanto che per rispondere a questa esigenza, l’azienda ha annunciato una nuova funzionalità per i meeting in Outlook che aiuta a prendersi alcune pause essenziali.
 Secondo il Work Trend Index di Microsoft, che studia l’evoluzione dei trend del mondo del lavoro nel corso dell’ultimo anno, il tempo trascorso nei meeting è aumentato sensibilmente, arrivando quasi a triplicare il dato dell’anno precedente. Inoltre, le riunioni durano mediamente 10 minuti in più, passando da una media di 35 minuti a 45. La nuova ricerca di Microsoft sottolinea come le serie continue di meeting siano fonte di stress e impattino la produttività delle persone.
Lo studio offre 3 insight principali su come le pause tra una riunione e l’altra possano ridurre lo stress e migliorare la capacità di rimanere concentrati e coinvolti durante tutta la giornata lavorativa: 

Le pause permettono al cervello di “resettarsi”, riducendo il rischio di un eccessivo accumulo di stress;
Le serie continue di meeting possono ridurre la capacità di concentrazione e il coinvolgimento delle persone;
Il passaggio da una riunione all’altra può rappresentare un’ulteriore fonte di stress.

In considerazione dei risultati della ricerca, Microsoft ha quindi rilasciato un nuovo aggiornamento dedicato al benessere dei lavoratori. Le organizzazioni, infatti, possono ora impostare di default una regola di Outlook che prevede la programmazione automatica di brevi pause tra due meeting per tutti i dipendenti. La modifica può essere inoltre implementata dai singoli utenti seguendo queste istruzioni.
In entrambi i casi, la nuova funzionalità è personalizzabile ed è possibile bloccare slot di 5, 10 o 15 minuti alla fine di ogni meeting. È inoltre possibile programmare la durata delle pause in base alla durata del meeting stesso: le riunioni di 30 minuti, ad esempio, potranno iniziare sempre 5 minuti più tardi, mentre i meeting di un’ora inizieranno 10 minuti dopo.
Nell’evoluzione verso un modello di lavoro ibrido, Microsoft si impegna ad offrire soluzioni tecnologiche per promuovere il benessere delle persone in un mondo del lavoro sempre più digitale. Con questo piccolo aggiornamento, l’azienda intende promuovere un cambio culturale nella gestione dei meeting tra i milioni di persone che utilizzano ogni giorno Microsoft Outlook e Teams in tutto il mondo.
Maggiori informazioni sulla nuova funzionalità sono disponibili qui, mentre è possibile accedere al report completo a questo link.

Ufficio
06/04/2021

Col telelavoro l’azienda deve fornirti la postazione ergonomica, se sei in smart working no. È una delle conseguenze burocraticamente più curiose (e difficilmente comprensibili) del ricorso massiccio e frettoloso al lavoro da casa dovuto alla pandemia. Ed è uno dei motivi di maggior frizione tra aziende e dipendenti. Sia nel caso in cui il lavoratore richieda la dotazione di sedia, scrivania e strumenti di lavoro per poter lavorare da casa, sia nel caso in cui l’azienda imponga il rientro in ufficio perché non in grado di fornire quegli strumenti. Ma andiamo per ordine.

A causa della pandemia ci siamo ritrovati tutti a lavorare da casa, conseguenza immediata dei vari DPCM che abbiamo imparato a conoscere. Ma a casa c’erano sia i telelavoratori che gli smart workers. Oltre a un numero più o meno imprecisato di lavoratori in deroga, non inquadrati né nell’uno né nell’altro modo. Ma la differenza, in materia di tutela della salute sul posto di lavoro, non è banale. Anzi è sostanziale e dipende dall’’interpretazione della Legge 81/2018.

La legge specifica infatti che in caso di “telelavoro”, cioè di lavoro da casa come se si fosse in ufficio e con gli stessi orari, l’azienda deve garantire al lavoratore l’ergonomia del posto di lavoro anche al domicilio. Quindi anche la sedia e la scrivania, oltre alla dotazione informatica. Diverso è il caso per il personale in smartworking, che in teoria può lavorare in qualunque luogo e in qualunque momento, senza un controllo rigido da parte delle aziende e senza obblighi di dotazione strumentale.

Il problema è che in molti ci siamo trovati a sperimentare qualcosa che non è vero smart working, ma più spesso telelavoro benché in deroga, e tra le due cose ci sono come visto obblighi ben diversi, sia per il datore di lavoro che per il lavoratore. In caso di telelavoro il datore ha la responsabilità di fornire/istallare/manutenere l’attrezzatura necessaria per l’attività lavorativa; in caso di smartworking il datore ha la sola responsabilità di consegnare un’informativa scritta con i rischi generali e quelli specifici connessi alla modalità di esecuzione del lavoro.