Categoria: Ufficio

Consigli, curiosità e notizie sulla vita di ogni giorno in ufficio

Ufficio
27/01/2015

Spettegolare sulle star di Hollywood è tutto sommato divertente e innocuo. Ma è quando i pettegolezzi toccano colleghi, capi e clienti che la domanda sorge spontanea: il gossip al lavoro è lecito oppure controproducente?

Ha provato a dare una risposta una ricercatrice olandese, Lea Ellwardt del Dipartimento di Sociologia dell’Università di Groningen, partendo dalla domanda: si spettegola perché si è amici oppure si diventa ‘amici’ (anche al lavoro) perché si spettegola?

Be’ la risposta, dopo 1 anno di monitoraggio e interviste ai lavoratori di un centro sanitario, è in qualche modo sorprendente: ovviamente le persone che si conoscono meglio e che si fidano reciprocamente di più, tendono anche a condividere pettegolezzi anche negativi; ma la vera sorpresa è data dal fatto che a lungo andare il condividere pettegolezzi porta a cementare i rapporti interpersonali e ad aumentare la coesione tra colleghi.

Ora, questa non è una regola valida in assoluto: se fino a un certo livello spettegolare aumenta anche lo spirito di collaborazione, oltre la soglia cosiddetta ‘boomerang’ si finisce per rimanere isolati, disgregando il patrimonio di fiducia e simpatia da parte di chi ci circonda.

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22/01/2015

Un servizio di bellezza a portata di scrivania, operativo full time, che può raggiungervi sia in pausa pranzo che a fine giornata lavorativa. In pratica, una via di mezzo tra il centro estetico (o un salone di hair-style) sempre aperto e la consegna a domicilio.
Ne scrive Eleonora Negri su Vanity Fair e pare essere l’ultima tendenza dei servizi on-demand negli uffici di New York, Londra e anche Milano.

Se la manicure in pausa pranzo o la piega alle 18:00 sono ormai antiquate, sono sempre più le catene (come le newyorkesi CityMani o Glamsquad) che offrono servizi di beauty on demand direttamente alla scrivania. Una moda già importata a Milano da Glitter Nail Bar che dal lunedì al venerdì, dalle 18:00 alle 21:00 può far arrivare in ufficio una manicurist che in 15’ si può occupare di tagliare le cuticole, limare la forma dell’unghia e applicarvi la crema e infine lo smalto (costo 10 euro).

Oppure c’è Beaù London, un nuovo salone di hair-styling a Catania (ma anche a Londra, come si evince dal nome) che arriva direttamente in ufficio con tutto l’occorrente e per 50 euro offre il servizio di piega express.

E ancora a Milano offre i suoi servizi di nail-art Bahama Mama, con prezzi che dipendono dal numero di colleghe che intendono sistemare le unghie prima di un appuntamento importante.

Ufficio
20/01/2015

In un clima economico sempre più competitivo e veloce, per manager e aziende diventa sempre più importante capire le dinamiche delle relazioni interpersonali e il modo in cui incidono sulla produttività e sull’efficienza delle organizzazioni. In questo sono spesso aiutati da studi psicologici come quello condotto da Edgar H. Schein, psicologo, professore della MIT Sloan School of Management e autore di “L’arte di fare domande. Quando ascoltare è meglio che parlare” (Guerini edizioni, pp. 138, 16 euro) intervistato da Alice Facchini per Repubblica.
Come si può far sì che la comunicazione funzioni?
“In una cultura che privilegia l’affermazione rispetto alla domanda, dobbiamo imparare a chiedere di più. In un mondo sempre più complesso, interrelato e culturalmente diversificato, non possiamo illuderci di comprendere persone di cultura professionale, lavorativa e nazionale diversa, se non sappiamo fare domande e costruire relazioni fondate sul rispetto reciproco”

Il libro di Schein è particolarmente utile a chi occupa posizioni di leadership, perché la difficoltà nel domandare cresce di pari passo con l’aumentare del livello gerarchico. “Quello che scegliamo di domandare, quando lo domandiamo, con quale atteggiamento lo facciamo, sono tutti elementi chiave per la costruzione della relazione, per la comunicazione e per l’efficacia nel raggiungimento degli obiettivi”.

L’autore fornisce anche alcuni consigli concreti. Innanzitutto, è meglio fare domande aperte, che non presuppongono un semplice “sì” o “no” come risposta. Conviene essere sempre sinceri, senza tenere nascosta nessuna informazione. Chiedere all’interlocutore di fornire un esempio a ciò che dice è inoltre un modo efficace per mostrare curiosità e anche per chiarirsi le idee riguardo a un’affermazione troppo generica. Se si fa una domanda in un contesto di gruppo è importante consentire a ciascuno di prendere la parola.

E quando, invece, siamo noi ad essere interrogati? Prima di rispondere, suggerisce Schein, è bene informarsi su cosa l’altra persona voglia effettivamente sapere, senza dare per scontato nulla.

Ufficio
13/01/2015

5 minuti, il tempo di una pausa: è la durata di questo cortometraggio intitolato Lost Cubert, sviluppato da tre studenti di grafica tedeschi (Felix Fischer, Jim Schmidt e Carolin Schramm), che ha già partecipato a numerosi festival d’animazione conquistando premi e apprezzamenti in Germania, Italia, Canada, Regno Unito, Brasile e Messico.

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12/01/2015

Secondo il Global Gender Gap Report, un sistema che analizza ogni anno la disuguaglianza di genere all’interno dei vari Paesi, l’Italia si trova al 71° posto della classifica mondiale per discriminazione di genere, dopo Sudafrica, Filippine, Russia e alcuni stati sudamericani.

Lo riporta la psicologa Brunella Gasperini in un articolo per D di Repubblica nel quale oltre ad analizzare le implicazioni psicologiche del sessimo (“un’abitudine, una consuetudine, ormai assimilata da maschi e femmine, in generale”) riporta anche 8 tipici casi concreti di sessismo sul posto di lavoro tra quelli più frequentemente riportati dal sito everyday sexism.
1. Essere scambiata per la segretaria, per la donna delle pulizie, per l’hostess anche quando si ricopre un ruolo di alto livello.

2. Non essere chiamata con il proprio titolo riconosciuto invece ai colleghi, ad esempio dottore o ingegnere, ma con il proprio nome o altro come “cara”, “stellina” o “principessa” (le principesse imperversano nella vita di una donna…).

3. Sentirsi chiedere a un colloquio di lavoro se si ha intenzione di avere figli, rischiare il posto in caso di maternità, trovare cambiamenti al rientro. Donna in età fertile e carriera non sembrano essere viste di buon occhio.

4. Subire discriminazioni che derivano da stereotipi sessisti come avere limiti, non poter accedere ad avanzamenti, a posti dirigenziali, essere sottopagate, non avere gli stessi scatti di livello rispetto ai colleghi.

5. Ritrovarsi con colleghi che esibiscono complicità da caserma, assistere a battute volgari e sciocche, modi per banalizzare l’autorevolezza di una donna, rimetterla “al suo posto”, ridefinire i ruoli. Ricevere insinuazioni legate alla sessualità, ammiccamenti e anche palpeggiamenti.

6. Sentirsi dire di avere il ciclo quando si esprime un’opinione in modo fermo o ci si arrabbia per qualcosa.

7. Capire di non essere considerata attendibile, autorevole come un uomo. Veder richiedere la presenza di un lui per avvalorare le nostre idee, decisioni, comportamenti, competenze.

8. Essere messa in disparte, non avere voce in capitolo, non riscuotere credibilità, non avere responsabilità. Ricevere atteggiamenti di sufficienza, arroganti o di falsa cortesia finalizzati a mettere in discussione le capacità professionali.

Ufficio
30/12/2014

I cinesi ci credono fideisticamente. A noi occidentali possono sembrare soluzioni irrazionali. Ma insomma, tentar non nuoce: organizzare l’ufficio secondo i principi del Feng Shui, l’antico sistema di geomatica cinese, permetterebbe di far circolare meglio l’energia e aumentare la produttività. Lo ha spiegato a Vanity Fair Omar Discepoli, Feng Shui Teacher, diplomato in Naturopatia con specializzazione in energia Vibrazionale, con le 10 regole da osservare per portare energia positiva in ufficio. Eccole.
1) La posizione che assumiamo quando siamo seduti sulla poltrona della nostra scrivania deve dare un senso di solidità e radicamento. Per questo è molto importante avere una parete dietro di noi o comunque una struttura che protegga le nostre spalle. Meno movimento c’è dietro la nostra schiena, più riusciamo a concentrarci aumentando la nostra produttività.

2) E’ importante avere il controllo su tutto ciò che avviene intorno a noi. La collocazione migliore è quella che ci permette, stando comodamente seduti, di monitorare tutte le aperture della stanza: siano finestre o porte. Se ciò non fosse possibile si possono utilizzare specchi o altre superfici riflettenti in modo da avere il controllo sull’intero ufficio anche alle proprie spalle. Questo aumenta il senso di sicurezza e serenità.

3) Le immagini che i nostri occhi vedono, stimolano la nostra creatività e fantasia. Avere, per esempio, poster di paesaggi caraibici, foto di distese paradisiache o di colline armoniose, permette alla nostra mente di spaziare e allargare virtualmente gli spazi ristretti nei quali siamo abituati a lavorare.

4) La quantità di oggetti presenti sulla scrivania influenza la nostra attività lavorativa. Più oggetti, fogli, libri, dispense, materiali sono presenti sul piano di lavoro, meno novità ci arriveranno. Se siamo già oberati di lavoro questo non crea nessun tipo di problema se si tiene tutto in ordine; se siamo disordinati ciò porterà confusione mentale. Se invece abbiamo bisogno di novità, nuovo lavoro, nuove entrate, allora tenere sulla scrivania solo gli oggetti assolutamente necessari. Più spazio libero abbiamo, più l’Universo avrà la possibilità di provvedere alle nostre richieste.

5) Attenzione all’elettromagnetismo: tutte le parti del nostro corpo devono essere distanti almeno 50 centimetri da tutte le apparecchiature elettriche presenti. Questo comprende anche il caricatore del nostro cellulare. I nuovi monitor piatti, che hanno sostituito i vecchi video con il tubo catodico, non creano nessun tipo di problema. Attenzione invece ai mini-frigoriferi posizionati sotto la scrivania perché potrebbero causare gonfiori o problemi alle gambe.

6) La forma della scrivania deve essere sempre squadrata per dare senso di radicamento. Se il nostro lavoro richiede dei meeting o delle riunioni è bene predisporre un aggiuntivo tavolo rotondo od ovale che permetta a tutti i partecipanti di potersi guardare negli occhi e poter comunicare con più facilità.

7) I colori che ci circondano stimolano specifiche abilità: l’arancione aiuta negli stati confusionali, l’argento aumenta la stima personale, l’azzurro previene l’esaurimento nervoso, il bianco seda, il blu calma la mente, il giallo la stimola, l’indaco richiama l’intuizione, il marrone protegge dall’insicurezza, il nero evita l’ipertensione emotiva, l’oro è utile per raggiungere gli obiettivi, il rosa allenta la tensione mentale, il rosso diminuisce la stanchezza fisica, il verde rilassa il sistema nervoso, il viola richiama l’inconscio e la spiritualità.

8) Se potete scegliere l’orientamento cardinale del vostro ufficio evitate il Nord. In questo caso infatti si hanno più probabilità di incorrere in tristezza o depressione. Per avere successo e una buona produttività lavorativa è bene essere irrorati dalla luce solare. Quindi ottime soprattutto le esposizioni Est e Sud. L’Ovest è consigliato solo se state fino a tarda ora in ufficio.

9) La presenza di piante favorisce un ambiente disteso e rilassato. Inoltre alcune piante sono utili anche per purificare l’ambiente da sostante inquinanti. Se nella stanza in cui lavorate sono presenti molti computer inserite una Dracena marginata. Se ci sono stampanti o fotocopiatrici sono utili bambù, Sansevieria e Spatifillo. Se lavorate in un ambiente con moquette, tappeti, pavimenti incollati, con molta probabilità è presente della formaldeide: in tal caso si potrebbero introdurre Aloe, Ficus o Pathos.

10) La serenità dell’ambiente in cui lavoriamo è fondamentale per il nostro benessere. Ricordati sempre di dare il buongiorno ai tuoi colleghi, sii sempre disponibile, dona sorrisi a più persone possibili. Se il tuo collega ha idee differenti dalle tue cerca di prendere spunto anche dalla sua visione senza per forza prevaricarlo. Non avere fretta, tanto se le tue proposte sono le migliori, il tempo ti darà ragione.