Il galateo delle cene di lavoro
Pubblicato il 17 May 2019

Le cene di lavoro, ma anche i pranzi, sono ottime occasioni per fare affari, discutere di nuovi progetti, facilitare relazioni e anche, perché no, fare carriera. Ma non è detto che una cena di lavoro sia sempre un successo e, esattamente come per un colloquio di lavoro, ci sono cose da fare e altre assolutamente da evitare, argomenti che si possono toccare e altri che sono assolutamente tabù, comportamenti che possono facilitare la relazione e altri che invece portano necessariamente a irrigidirsi e alzarsi presto dal tavolo.

Cene di lavoro: come comportarsi

Scegliere il locale giusto

Banale, ma non così tanto. Non necessariamente un ristorante stellato va sempre bene: potrebbe anche mettere a disagio il proprio interlocutore; analogamente non è sempre da escludere la trattoria informale. Scegliere il locale giusto è una piccola arte, che dipende da chi si invita, dal tipo di discorsi che si vuole fare, dal tempo a disposizione e dal ricordo che si vuole lasciare di sé.

Indossare l’abbigliamento adeguato

No al troppo sexy (per lei), no al troppo informale (per lui) e insomma, no agli eccessi, per entrambi: è una cena di lavoro, non una serata romantica e nemmeno una rimpatriata tra amici. Se l’abito da ufficio è troppo anonimo si può optare per il casual elegante, una invenzione tutta italiana che va sempre bene e non stona mai (a meno appunto di aver scelto un ristorante stellato, dove un ’bout di forma è sempre necessaria).

Clima cordiale sempre

Stare a tavola è un piacere, e questo noi italiani l’abbiamo insegnato a tutto il mondo. E quindi anche sul clima da instaurare vale la regole di niente eccessi: si può essere un ’bout più rilassati rispetto a una riunione in ufficio, ma non così tanto da lasciarsi andare a pettegolezzi, discussioni animate, prese di posizione nette, polemiche o altro. Stare leggeri sugli argomenti generali e sintetici ma chiari su quelli oggetto della cena è il modo migliore per fare centro.

Aprirsi un ’bout

Una cena di lavoro è l’occasione perfetta per farsi conoscere meglio, e quindi sì, è utile aprirsi un ’bout, anche per creare relazioni più forti e migliori con potenziali clienti, partner, colleghi o capi. Un ’bout, ma non troppo: accennare ai propri hobby e alle proprie passioni crea curiosità ed empatia, ammorbare i commensali con un monologo sulla travagliata storia di litigi tra i vostri parenti crea disagio e fastidio.

Poco alcol, niente flirt

Un bicchiere di vino in tavola è d’obbligo in qualunque ristorante e, a meno che non si sia assolutamente e drasticamente astemi, va bene sorseggiarne un ’bout durante il pasto. Un ’bout significa non travalicare quella linea che potrebbe mettere in imbarazzo chi siede a tavola con noi. Flirtare invece assolutamente no: se proprio c’è la tentazione, ci sono altre occasioni per farlo, ma una cena di lavoro con colleghi, clienti e capi flirtare è visto da tutti in maniera assolutamente disdicevole.

Sì al networking

Le cene di lavoro servono anche, se non soprattutto, a quello: fare networking. Scambiarsi i biglietti da visita, lasciarsi con la promessa di un messaggio email o di un contatto sui social network professionali è lecito e giusto. È peggio salutarsi dando l’impressione di non avere interesse a continuare la relazione.

Argomenti tabù

Ci sono argomenti tabù che portano sempre, inevitabilmente, a discussioni, opposizioni e critiche: politica, religione, sesso, vaccini e ovviamente precedenti esperienze di lavoro negative sono tutti topics da cui girare ampiamente alla larga. Anche lasciando cadere l’argomento qualora fossero gli altri a introdurli.