Cosa serve per lavorare come freelance
Pubblicato il 10 May 2019

E così hai deciso di metterti in proprio? Non se l’unico visto che a febbraio 2019 le partite IVA sono aumentate di 30.000 unità rispetto a gennaio (e di 71.000 rispetto allo stesso mese del 2018). Lavorare come freelance sembra essere la risposta alle nuove regole sui rapporti di lavoro (lo dice Il Sole 24 Ore) ma tra il dire e il fare c’è come sempre un abisso.

Cosa serve per lavorare come freelance

Cosa serve per lavorare come freelance è la prima domanda che uno si pone quando pensa di mettersi in proprio. Come prima cosa, ovviamente, occorre aprire una partita IVA, cioè crearsi una posizione fiscale, e qui si entra in un ginepraio burocratico che puoi approfondire con questo nostro articolo. Aprire la partita IVA significa ovviamente avere già in mente che cosa vorrai fare, ma a questo – purtroppo – ci devi pensare da solo. Ma una volta che hai deciso l’attività nella quale ti vuoi buttare ti serviranno anche un ’bout di strumenti di lavoro, e su questo possiamo darti qualche consiglio.

Come prima cosa ti serve uno spazio dove lavorare. Sì, lavorare in mobilità è il nuovo trend e dicono tutti che è bellissimo, ma se non vuoi farti un vero e proprio ufficio personale (acquistandolo o in affitto) devi almeno ritagliare uno spazio di lavoro in casa (e qui puoi trovare qualche utile spunto) oppure affidarti a un coworking. Non sai cosa sono i coworking? Prima leggi qui e poi appuntati che potresti anche farti regalare un abbonamento a uno di questi spazi di lavoro condiviso.

Trovato il tuo “bunker di lavoro” ti serve almeno un ’bout di dotazione tecnologica: un computer notebook convertibile (quando stai in giro tutto il giorno per appuntamenti apprezzerai la sua leggerezza e versatilità), uno smartphone (come si fa a vivere senza al giorno d’oggi?) e un sistema di backup per tutti i tuoi dati: perdere file, documenti e informazioni è il peggior incubo di un freelance e dagli hard drive esterni ai NAS e fino al cloud sono molteplici le possibilità di fare una copia sicura dei propri documenti importanti (ne abbiamo parlato approfonditamente qui).

Uno spazio di lavoro e qualche strumento tecnologico è il minimo sindacale di quello che ti serve per lavorare come freelance. Da qui in poi si apre un mondo fatto di pro e contro: assenza di orari certi che mettono a dura prova il work-life balance, per le donne le incertezze legate al periodo della maternità (ma ci sono alcune novità interessanti spiegate qui), lo sviluppo di una particolare forma mentis per cui se il tempo è denaro ogni momento della tua giornata diventa tendenzialmente produttivo (è il problema psicologico dei freelance, ne abbiamo parlato qui) e la necessità di darsi delle regole certe come queste per non soccombere a una vita senza reti di protezione.