Il premio Nobel per la fisica agli inventori delle lampadine Led
Pubblicato il 7 October 2014

“Le lampade a incandescenza hanno dato luce al XX secolo, quelle a Led illumineranno il XXI”: è la breve spiegazione con cui il premio Nobel per la fisica 2014 è stato assegnato ai tre scienziati giapponesi (Isamu Akasaki e Hiroshi Amano della Nagoya University, e Shuji Nakamura dell’Università della California Santa Barbara) che con le loro ricerche sui diodi semiconduttori hanno permesso l’invenzione e la produzione industriale della nuova generazione di lampadine Led a basso consumo.

“Con l’arrivo delle lampade a Led ora abbiamo lampadine molto più efficienti e che durano molto di più rispetto alle vecchie fonti luminose” afferma la motivazione del premio dell’Accademia svedese delle scienze: infatti le nuove lampadine Led possono funzionare anche a bassa tensione (per esempio con l’energia fornita da un pannello solare fotovoltaico) e si stima possano migliorare la qualità della vita di 1,5 miliardi di persone che non hanno accesso alla rete elettrica.

Le lampade a led sono state sviluppate tra il 1989 e il 1993 e non solo sono più efficienti delle vecchie lampadine a incandescenza, ma anche delle più recenti alogene o fluorescenti: “Circa un quarto della produzione di energia elettrica mondiale è impiegata per accendere le lampadine, e i Led possono contribuire a risparmiare le risorse del pianeta” si legge ancora nella motivazione del Premio Nobel per la Fisica 2014.