Lavorare da remoto stanca di più il cervello
Pubblicato il 24 July 2020

L’abbiamo sentito dire tutti, e lo abbiamo detto tutti: “Lavoro da casa e son più stanco di prima“. Be’, c’è una verità scientifica dietro a questa affermazione, e cioè che lavorare da remoto stanca di più il cervello. Lo dice il primo Work Trend Index di Microsoft, l’indagine fatta per analizzare come lo smart working stia cambiando la produttività e il modo in cui ci relazioniamo con gli altri: la survey su 2000 lavoratori ha sommato sia interviste individuali e focus group che studi sul cervello attraverso l’analisi delle onde cerebrali. E lo studio sulle onde cerebrali ha dimostrato che lavorare da remoto è mentalmente più stressante e faticoso che farlo in presenza.

Certo ci sono anche i vantaggi, che abbiamo visto qui, ma ore e ore, e giorni e giorni, di riunioni da remoto, senza interazione fisica, generano fatica. Una fatica specifica, con dei marcatori cerebrali ben precisi. Per esempio: durante una video-riunione i marker della fatica compaiono dopo 30 o 40 minuti, ben prima che durante una riunione in presenza. E se le riunioni si susseguono una via l’altra, dopo un paio d’ore, quindi in pratica a metà mattina, ecco comparire i primi sintomi dello stress. Del resto video-meeting e lavoro da remoto costringono a focalizzarsi interamente e intensamente solo su una cosa: lo schermo del computer. E mancano invece tutti gli altri segnali paraverbali che invece aiutano a capire meglio, di più e più facilmente il senso della conversazione.

Il lockdown da Coronavirus ci ha colto impreparati, e non poteva essere diversamente, e siamo passati da un giorno all’altro dalla vita tradizionale da ufficio, con i suoi pro e contro conosciuti, allo smart working esclusivo, con i suoi pro e contro da scoprire. Molti hanno apprezzato le potenzialità di work-life balance di questa modalità di lavoro agile, i risparmi di tempo e denaro legati al pendolarismo casa-lavoro sono indubbi, ma ora c’è da mettere sul piatto della bilancia anche gli altri aspetti, compresa la maggior fatica mentale che fare tutto tramite lo schermo di un computer comporta.