I lavori “creati” dal Coronavirus
Pubblicato il 19 June 2020

Sì, mentre in molti soffrivano (economicamente e professionalmente) e tanti perdevano anche il lavoro, ci sono anche dei lavori creati dal Coronavirus. Perché è innegabile che questi mesi di lockdown, di smart working obbligato, di distanziamento sociale, di sospensione di molte delle attività professionali consuete, almeno nel modo in cui venivano svolte fino a febbraio, per qualcuno ha significato picchi di lavoro oppure la creazione di nuovi posti di lavoro o nuove figure professionali.

A fare la fotografia dei lavori creati dal Coronavirus è Adecco Group Italia che ha monitorato e registrato le variazioni in termini di richieste professionali durante il lockdown e ora guarda con attenzione ai trend che si prospettano in questa fase di transizione e (se e) quando l’emergenza Coronavirus sarà finita.

Ovviamente c’è stato un boom di richieste per personale sanitario, non solo medici ma anche infermieri specializzati: nei giorni più drammatici sembravano non esserci abbastanza forze per far fronte al virus, ma ora con la curva che cala questa è una richiesta che sembra destinata ad assestarsi. Poi c’è stato il boom di richieste per operai specializzati in campo chimico e farmaceutico, per far fronte alla produzione di gel igienizzanti e mascherine, due prodotti che probabilmente staranno tra noi ancora a lungo e per i quali magari non si registrerà il +40% rispetto a prima dell’emergenza ma rimarrà comunque un settore interessante.
Il lockdown ha significato anche il massiccio ricorso all’e-commerce, e gli addetti alla logistica, che non hanno mai smesso di lavorare, sono una figura in crescita dal punto di vista delle ricerche e delle necessità delle aziende: il +60% del settore riguarda corrieri, magazzinieri, addetti alla logistica e alla consegna e tutte le altre figure che ruotano intorno alla catena del commercio elettronico.
Infine c’è il settore degli addetti alle pulizie e agli interventi di sanificazione: è vero che gli uffici si sono svuotati e il contraccolpo per il settore c’è stato, ma ora che hanno riaperto negozi, bar, ristoranti, uffici privati e pubblici e i mezzi di trasporto hanno ripreso a funzionare a pieno regime, oltre che di chi si occupa delle pulizie c’è grande richiesta (+40%) di chi si occupa di sanificazione e igienizzazione professionale.
Infine, con più incertezze, c’è tutto il mondo legato allo smart working: vero è che ormai si reclama a gran voce di tornare al lavoro, tornare negli uffici e tornare a scuola, ma se così non sarà avremo bisogno di esperti in formazione a distanza, esperti di sistemi informatici, tutor e – perché no- forse anche di supporto psicologico.