Idee
02/04/2020

Tra le conseguenze della quarantena a casa da Coronavirus non c’è solo l’impennata dello smart working e le inevitabili implicazioni psicologiche ma anche un inaspettato picco dei consumi delle utenze domestiche, dall’elettricità (ovvio) al riscaldamento (ancora per poco) all’acqua. Ma come fare a consumare meno stando tutto il giorno a casa, magari in 3, 4 o più persone collegate per lavorare e seguire le lezioni? Con alcuni piccoli, semplici trucchi da tenere a mente passando dalla cucina alla camera da letto.
Accendere la luce solo se necessario
Ovvero spegnerla nelle ore centrali del giorno, se le stanze sono ben illuminate e magari tenendo aperte le tende, accenderla solo quando si entra in una stanza (e spegnerla quando si esce) e possibilmente utilizzando le lampadine a LED.
Niente stand-by
È una buona norma sempre, ancor più in questi giorni di lockdown: niente standby di computer, tablet, smartphone e altri dispositivi elettronici ma (come si dovrebbe fare anche in ufficio) ricordarsi di spegnerli quando si smette di usarli (o quando la sera ci si corica per il sonno). E attenzione anche agli screensaver, che sono solo decorativi ma molto energivori.
Impostare i dispositivi sul risparmio energetico
Vale per i computer, per i tablet e anche per gli smartphone: ognuno di questi dispositivi ha delle impostazioni automatiche di risparmio energetico che in questi giorni possono aiutare a consumare meno energia (e non appesantire la bolletta di casa).
Sfruttare le potenzialità della domotica
Ok, non si tratta di accendere il riscaldamento dallo smartphone mentre si è in viaggio per tornare a casa, ma impostarlo per riscaldare solo le stanze che si usano, rimodulare gli orari in base alle nuove abitudini e cercare di tarare il riscaldamento sulle effettive necessità può permettere di consumare meno energia.
Arieggiare casa il necessario
Arieggiare casa è necessario, soprattutto quando si è chiusi al suo interno da giorni, tutti assieme. E però farlo per pochi minuti alla volta, una stanza alla volta, e magari nelle ore più calde della giornata è un buon modo per non far impennare la caldaia di casa.
Fare una doccia in meno
Sì, l’igiene è fondamentale, in particolare lavarsi frequentemente le mani. Ma senza la necessità di uscire e cambiarsi ogni giorno si può anche rinunciare a qualche doccia (o comunque farla più breve e veloce) per consumare meno acqua ed energia.

Ufficio
01/04/2020

L’emergenza Coronavirus ha costretto un ’bout tutti a cercare in fretta e furia dei programmi per lavorare da casa. Già, perché lo smart working non è solo avere un computer collegato a Internet e un telefono a disposizione ma tra videoconferenze, condivisione di documenti e collaborazione a distanza ci si è presto resi conto che scambiarsi file tramite posta elettronica non era il modo migliore per rispondere bene e in fretta alla condizione eccezionale generata dal lockdown. L’esperienza di chi aveva già provato lo smart working ha aiutato in molti casi, ma in moltissimi altri i primi giorni di quarantena sono stati particolarmente caotici e disordinati: le lezioni di scuola per gli studenti e gli insegnanti, gli appuntamenti con i clienti per i professionisti, i meeting da remoto per gli uffici hanno dovuto in qualche modo riadattarsi e riorganizzarsi, sperimentando nuovi strumenti e nuove forme di comunicazione. E dato che questa nuova condizione di lavoro non sarà breve e forse, per molti,  con i suoi pro e contro continuerà anche dopo l’emergenza COVID-19, ecco 9 programmi per lavorare da casa o da remoto in modo efficace.
Skype, Zoom e WhatsApp
Skype e Zoom la stanno facendo da padroni tra i sistemi per videoconferenza, sia nella forma delle App sullo smartphone che nella versione Web sono tra le preferite per le chiamate tra amici e le lezioni scolastiche. In molti hanno anche sfruttato appieno le possibilità di WhatsApp, non solo per le chat ma anche per le video/chiamate tra più persone. Ma nonostante le versioni business e dati i vincoli nel numero dei partecipanti (e qualche volta anche nella riservatezza) sono altri i sistemi che pian piano si stanno imponendo nell’uso quotidiano di moltissime persone.
Slack, Teams, Webex
Ma chi aveva (e ha) davvero bisogno di collaborare da remoto ricreando in cloud le dinamiche dell’ufficio si è presto rivolto ad altri programmi e App più performanti e più sicure. Slack per esempio, che funziona sia mobile (Android; iOS) che da computer (Microsoft Windows; macOS; Linux) permette non solo di collaborare ma anche di farlo ricreando dipartimenti, gruppi di lavoro e organizzando i canali di comunicazione in modo più efficiente. I “concorrenti” di Slack sono Microsoft Teams, perfetto per i gruppi di lavoro in cui tutti utilizzano la suite di Office e anche le videoconferenze rimangono per lo più limitate all’interno dell’azienda, e Cisco Webex Meetings, ideale per le riunioni di lavoro sia interne che esterne all’azienda. Anche la suite di Google mette a disposizione tantissimi strumenti di collaborazione a distanza, da Hangouts Meet per le riunioni a Classroom per le lezioni. E per stare tutti insieme nella stessa stanza, anche se fisicamente distanti ci si può indirizzare anche su Avaya Spaces o Trello, uno strumento semplice e flessibile per il tracking dell’avanzamento dei lavori.

Idee
26/03/2020

Gestire lo stress da Coronavirus non è facile: chiusi in casa, senza contatti sociali, senza poter andare a lavorare, a scuola, a fare sport o anche solo a svagarsi, bombardati da notizie drammatiche e magari con vicini, parenti o conoscenti colpiti dal virus è una condizione che può generare tensione, stress, ansia e tutte le difficoltà correlate. Da quella di rimanere concentrati sul proprio lavoro a quella di vivere serenamente le relazioni famigliari.
Stress da Coronavirus: 20 consigli per gestirlo
Per questo l’Ordine degli Psicologi Italiani ha pensato di divulgare una guida in 20 punti con altrettanti semplici, pratici consigli per sopportare la difficoltà del momento, non abbattersi e trovare le risorse per ripartire, quando finalmente tutto potrà tornare alla normalità.
1. Sviluppare la resilienza
Lo stress è la reazione di adattamento a una situazione nuova e dipende dal modo in cui la vediamo. La “resilienza” è la capacità di affrontare in modo positivo gli eventi negativi, e può essere sviluppata da tutti. Occorre però un atteggiamento costruttivo, positivo e propositivo per utilizzare le nostre risorse in modo utile per noi stessi e chi ci circonda. Un esempio: vedere la casa come rifugio anziché come prigione, e il tempo come ritrovato anzichè perso.
2. Riscoprire le proprie risorse
Aspettare, rallentare, annoiarsi possono essere risorse utili per riorganizzare il quotidiano e, volendo, la nostra vita.
3. Dare dignità a ogni momento della giornata
La routine giornaliera è stata sconvolta, e ogni giorno rischia di essere uguale all’altro, il tutto in un tempo rallentato. Allora diventa ancora più importante dare valore ai piccoli gesti, dalla colazione al vestirsi e fino al leggere un libro o guardare un film tutti assieme.
4. Gestire le emozioni negative
Le emozioni negative sono inevitabili in un momento come questo, e non si possono tenere lontane. Gestirle significa prima di tutto riconoscerle (“sì, sono spaventato”) e poi lasciarle andare senza cercare in ogni modo di risolverle, cosa in questo momento difficile se non impossibile.
5. Condividere i sentimenti
Se le emozioni negative sono inevitabili, condividerle è il modo migliore per affrontarle: ciò che ci fa paura, fa paura anche agli altri, e parlarne, anche in modo mediato dagli strumenti tecnologici, è un buon modo per risolvere l’ansia.
6. Applicare il minimalismo digitale
Siamo tutti attaccati ai mezzi di informazione digitale, da Internet ai social, ma mai come in questo frangente può tornare utile una “dieta” digitale ed evitare di essere bombardati di informazioni dalla mattina alla sera perché guardiamo compulsivamente il cellulare, che più che rassicurarci rischia di aumentare il carico cognitivo e di conseguenza la sensazione di essere costantemente sotto-pressione.
7. Riorganizzare le abitudini quotidiane lavorando da casa
Darsi dei limiti e una routine, separando gli ambienti di lavoro da quelli casalinghi, e fissando orari e paletti è un buon viatico per riorganizzare le proprie abitudini e rutine e non farsi travolgere.
8. Non dimenticare l’attività fisica
Anche chi non praticava sport ha comunque ridotto il proprio tempo attivo: un conto è alzarsi e uscire per andare al lavoro, vivendo le proprie ore operative, un altro alzarsi e mettersi sul divano con il computer. Per questo, per quanto possibile, è importante trovare il modo di mantenersi attivi. Sono infatti innumerevoli le ricerche che mostrano come il moto fisico abbia benefici sulla nostra capacità di concentrarci, sull’umore, sul sonno e in generale sul benessere psicologico, aiutando a scaricare la tensione, liberando endorfine, e spostando l’attenzione dal rimuginio alle sensazioni corporee.
9. Socializzare
Non è un paradosso ma anzi questo è il momento migliore per fare buon uso dei mezzi di comunicazione e dedicare del tempo per chiamare un amico (o per organizzare un aperitivo via Skype), o passare del tempo con le persone con cui magari condividi la quarantena (quante volte ti sei detto: dovrei passare più tempo con i miei familiari?) o anche solo trovare il modo di scambiare quattro chiacchiere dal terrazzino con il proprio vicino.
10. Ascoltare i bambini
È importante spiegare ai bambini questo nostro particolare presente, senza mentire. Le bugie creano confusione e paura. Certamente le parole e i mezzi da usare devono essere adatti all’età del bambino ed essere rispettosi delle diverse fasi evolutive. Parole semplici, immagini, giochi, filmati appropriati possono aiutare i bambini a elaborare la situazione in base alle proprie capacità di comprensione. Con vocabolari a volte molto distanti dal nostro, anche bambini e adolescenti stanno imparando a dare un senso a questa esperienza. Possiamo aiutarli ascoltandoli, stimolandoli ad accedere a fonti d’informazione ufficiali, ad utilizzare questo tempo per continuare con i loro studi, anche se online, e magari approfittarne per lasciare libera la creatività dedicandosi a hobbies e passioni (rigorosamente casalinghi!)
11. Ascoltare gli adolescenti
Ricordiamoci di puntare sulla responsabilità degli adolescenti! Con vocabolari a volte molto distanti dal nostro, anche gli adolescenti stanno imparando a dare un senso a questa esperienza. Bisogna parlarle e condividere le fatiche e i dolori. Possiamo aiutarli ascoltandoli, stimolandoli ad accedere a fonti d’informazione ufficiali, ad utilizzare questo tempo per continuare con i loro studi, anche se online, e magari approfittarne per lasciare libera la creatività dedicandosi a hobbies e passioni (rigorosamente casalinghi!). Diamo loro dei compiti in casa adatti alle loro capacità e i loro talenti all’interno di un programma familiare condiviso. Lasciamo degli spazi virtuali privati e preservati per la loro intimità.
12 Ascoltare gli anziani
Gli anziani sono senza dubbio una, se non la, categoria più a rischio e non soltanto a livello medico. A causa delle limitazioni, molti di loro si trovano ancor più soli ed isolati di quanto avviene normalmente. Il consiglio è quello di non alimentare l’isolamento ma cercare per quanto possibile di contrastarlo. In questo senso, mantenere i contatti con i familiari o gli amici è essenziale in quanto, non solo possono rallegrare l’umore e aiutare a trascorrere le giornate, ma anche a “non lasciarsi andare”. Sapere che le persone care non li hanno dimenticati ma sperano, come loro, che la quarantena finisca per ritrovarsi e passare del tempo insieme aiuta a non perdere la speranza e la positività.
13. Ricordarsi di essere anche una coppia
Prendersi i propri spazi e rispettare, allo stesso tempo, gli spazi dell’altro. In questi giorni, condividere momenti insieme programmati come ad esempio una cena romantica o un’attività da fare insieme, riscoprire i giochi da tavolo o guardare un film, diventa un modo per stare insieme e condividere. Avere un obiettivo condiviso può aiutare a sopportarsi e supportarsi di più. La convivenza forzata può creare disagi, incomprensioni, discussioni. Risolvere subito il problema, chiarendo i malintesi, è la via per mantenere un clima sereno in casa. Consigliamo di rispettare i silenzi e i momenti di solitudine dell’altro che, oggi più che mai, appaiono preziosi: pensare, ragionare, rilassarsi in solitudine può spesso essere la via per abbandonare pensieri negativi e riscoprire sé stessi.
14. Riposare
Riposare è un fattore importantissimo per il nostro benessere. Staccare dai social ben prima di coricarsi, concedersi una tisana o un bagno caldo prima di andare a dormire, leggere un libro, ascoltare musica e tutto quello che può favorire un sonno e un riposo sereni sono cose da riscoprire e mettere in atto per recuperare le energie e anche aiutare il sistema immunitario.
15. Imparare nuove abitudini
La nostra routine abituale è stata sconvolta e abbiamo scoperto di avere tempo per fare cose nuove o per dedicarsi a piccole attività che abbiamo dimenticato o procrastinato.
16. Non esiste solo il Coronavirus
Nonostante la realtà attorno a noi ce lo ricordi costantemente, è importante provare a portare la nostra attenzione anche su altro: un libro che volevamo leggere da tempo, l’ultima serie di Netflix, il tuo disco preferito. Concentrarsi su altro è il miglior rimedio contro il rimuginio.
17. Riflettere sulla gestione della paura
Certamente la situazione di emergenza senza precedenti che stiamo vivendo in queste settimane ha suscitato paura a vari livelli. La paura è un’emozione naturale che evolutivamente ci ha consentito di sopravvivere, facendo aumentare il livello di attenzione e preparando il corpo a scattare e rispondere in caso di pericoli improvvisi. Tuttavia, oggi che non abbiamo (fortunatamente) l’esigenza di attivarci per sfuggire a pericoli materiali concreti, non di rado la paura si trasforma in ansia, una spiacevole sensazione che anticipa e amplifica le conseguenze di quegli stessi pericoli che a mente fredda giudicheremmo innocui. In questo senso l’ansia può diventare disadattiva, facendoci assumere una prospettiva acritica che ci porta a reagire impulsivamente, senza riflettere. Avere la “giusta” paura non solo è normale ma ci protegge dal pericolo di essere contagiati e contagiare, spingendoci dunque ad attuare tutte le misure preventive e cautelative che il Governo ci ha invitato ad intraprendere.
18. Ma anche smettere di pensare alla paura
In questo senso, è cruciale riuscire a ritagliarsi momenti durante i quali non pensare all’emergenza, parlare d’altro, fare altro. Questo non solo ci consente di mantenerci il più vicino possibile alla quotidianità, ma anche di rivivere quelle emozioni positive che sembra abbiamo dimenticato. La psicologa americana Barbara Fredrickson ha evidenziato come le emozioni positive (es. gioia, interesse, curiosità) siano in grado di ampliare il nostro repertorio di pensieri ed azioni. Per così dire, essere positivi ed entusiasti ci consente di non entrare nel tunnel della paura, contrastando gli effetti negativi dell’ansia e promuovendo un approccio più proattivo e intraprendente.
19. Sforzarsi di trovare qualche aspetto positivo
In tal senso, è bene ricordare di osservare le cose dalla giusta prospettiva. Finalmente abbiamo a disposizione tutto quel tempo che quotidianamente rivendichiamo per fare questo o quello, eppure ci lamentiamo non sapendo cosa farcene. Re-impariamo ad organizzare la nostra giornata, dandole comunque un significato e uno scopo, trasformandola nell’occasione per scoprire ciò a cui teniamo di più. In una società che ha perso di vista l’oggi, concentrandosi su scadenze da rispettare e appuntamenti da programmare, dobbiamo imparare ad accettare che ci si può fermare e rimandare. Cogliamo così l’occasione per riflettere sull’occasione che abbiamo di poter stare a casa e ringraziamo davvero tutti coloro che a casa non possono stare. Perché malati, perché impegnati a salvare vite, o dediti a coltivare, produrre e vendere alimenti e beni di prima necessità.
20. Cercare supporto psicologico
In queste settimane stiamo assistendo all’attivazione di psicologhe e psicologi da tutta Italia. Sul sito nazionale del CNOP trovi alla voce #psicologicontrolapaura materiale informativo su come affrontare psicologicamente l’emergenza. Abbiamo suggerito a tutte le persone che sentono un particolare disagio psicologico di chiedere, senza timore o vergogna, un aiuto professionale. Sempre sul sito CNOP trovi #psicologionline che ti consente di trovare tutti gli Psicologi e Psicoterapeuti disponibili per teleconsulti ed interventi online in tutta Italia e anche molte amministrazioni locali si stanno attivando con servizi di questo genere.

Notizie
23/03/2020

Anche Viking e Office Depot partecipano a L’Italia Chiamò, la raccolta fondi nata per sostenere l’impegno e lo sforzo degli operatori del Sistema Sanitario Nazionale e dei reparti di terapia intensiva.

Da lunedì 23 marzo 2020 e fino al 3 Aprile 2020 Viking e Office Depot si impegnano a versare 1 euro per ogni ordine di acquisto di qualunque importo effettuato dai propri clienti. Inoltre, se vorranno i clienti di Viking e Office Depot potranno aggiungere una propria donazione inserendo un codice nel carrello.

Tutte le informazioni relative a come partecipare a L’Italia Chiamò tramite Viking e Office Depot si possono trovare qui.

Idee
20/03/2020

Gestire il tempo lavorando da casa non è facile. Non lo è abitualmente, in particolare per chi si stava avvicinando allo smart working prima dell’emergenza Coronavirus. E non lo è affatto ora, in piena emergenza COVID-19, con tutti quelli che possono lavorare da remoto rinchiusi in casa a (cercare di) lavorare come se si fosse in ufficio. Spesso con due adulti costretti a trovare spazi e tempi per telefonate di lavoro, video-call e tutto quanto comporta stare a casa in questo periodo, e magari anche i figli da gestire, con le loro lezioni online e i compiti da fare. In pratica, gestire il tempo lavorando da casa nell’epoca del Coronavirus è una bella impresa, con il rischio di dilatarlo a dismisura e non riuscire a mantenere un minimo di regolarità.
Come gestire il tempo lavorando da casa
I modi, i consigli e le tecniche per gestire il tempo lavorando da casa sarebbero tantissimi, e sicuramente varrebbe la pena sperimentarli tutti per trovare quelli più adatti a sé, soprattutto in un’ottica di smart working. Ma in piena emergenza serve qualcosa che funzioni subito e sicuramente, come questi 3 consigli semplici ed efficaci.
1. Stabilire un orario di lavoro
Sì, altro che libertà e flessibilità. Anche se nella situazione indotta dal lockdown per l’emergenza Coronavirus le giornate sono dilatate e tutte uguali, per riuscire a gestire il tempo lavorando da casa ed essere produttivi è bene stabilire subito un orario di lavoro. La cosa ideale sarebbe replicare lo stesso dell’ufficio (o di quando si andava in ufficio…) che nelle aziende strutturate è quasi normale che avvenga. Ma se così non fosse, è bene darsi delle regole: ora di inizio e di fine della giornata di lavoro, pausa pranzo e tutto il resto.
2. Organizzare compiti e priorità
Stabilito l’orario di lavoro poi si possono mettere paletti ancora più rigidi: un orario per il controllo della posta elettronica, uno per svolgere i compiti per i quali serve concentrazione, uno per le telefonate e le riunioni in video e no, non uno per fare i “mestieri di casa”. Bisogna far finta di essere in ufficio, anche se si è a casa. Sembra banale, lo dicono tutti, ma lo dice soprattutto chi lavora da casa: in ufficio alla fine è il “ritmo dell’ufficio” a dettare i tempi, a casa, a maggior ragione nell’emergenza Coronavirus, si rischia di finire a fare i lavori di concentrazione la sera dopo cena, a dilatare le telefonate e le riunioni (anche per un umano bisogno di rimanere in contatto con i colleghi e le colleghe) e a non riuscire più a tenere tutto sotto controllo.
3. Delimitare gli spazi
Difficile, molto difficile, ma necessario. Anche delimitare gli spazi è essenziale per riuscire a gestire il tempo lavorando da casa. Chi ha agio potrà dividersi tra ambienti diversi della casa, chi non ce l’ha dovrà fare di necessità virtù: lasciare per esempio la cucina zona mista, in cui tutti possono andare, e rinchiudersi in camera, o in salotto, e farla diventare “zona rossa” per il tempo stabilito al punto 1. Senza ansie, senza nervosismi ma anche in modo chiaro: tutti in famiglia hanno le proprie esigenze in questo periodo di emergenza Coronavirus e gestire in modo razionale è l’unico modo per non farsi travolgere.

Notizie
19/03/2020

Il Decreto “Cura Italia”, emanato per far fronte all’emergenza Coronavirus, prevede anche alcune misure per i professionisti titolari di partita IVA, i lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e i lavoratori autonomi in generale. Sostanzialmente sono due le misure economiche del decreto “Cura Italia” che riguardano i professionisti: la proroga o sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e uno speciale bonus a sostegno delle attività economicamente colpite dall’emergenza COVID-19.
Decreto “Cura Italia”: il bonus per i professionisti
La misura che più sta facendo discutere tra quelle comprese nel decreto “Cura Italia” è il bonus per i professionisti. Il decreto prevede infatti un bonus di 600 euro per il mese di marzo per i liberi professionisti titolari di partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla stessa data, iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. Ci sono però alcune precisazioni: il bonus riguarda i liberi professionisti iscritti alla gestione separata INPS, quindi autonomi e partite IVA ma anche stagionali e lavoratori del settore agricolo, del turismo e dello spettacolo; per quanto riguarda i liberi professionisti iscritti ad altre casse previdenziali collegate agli ordini professionali (quindi Ingegneri, Architetti, Giornalisti, Psicologi, etc) nell’articolo 44 del decreto pubblicato si istituisce un Fondo per il Reddito di Ultima Istanza per i professionisti iscritti a enti privati di previdenza obbligatoria che abbiano “cessato, ridotto o sospeso la propria attività”; il bonus per i professionisti ammonta a 600 euro per il mese di marzo ma il Governo ha già precisato che, qualora le circostanze lo rendessero necessario, potrebbe essere reiterato per i prossimi mesi; per l’anno 2020 l’indennità è erogata nel limite di spesa complessivo di 203,4 milioni di euro (con il rischio quindi che non tutti possano accedervi).
Decreto “Cura Italia”: proroga e sospensione dei versamenti
Nel frattempo l’Agenzia delle Entrate ha già cominciato a emanare i primi chiarimenti per quanto riguarda la proroga e la sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali.
Proroga per tutti – Sono prorogati dal 16 al 20 marzo 2020 tutti i versamenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni da parte di ogni tipologia di soggetto. Lo specifica l’Agenzia delle entrate nella risoluzione n. 12/E di oggi che fornisce inoltre i primi chiarimenti anche in tema di sospensione dei versamenti tributari e contributivi per le attività operanti nei settori maggiormente colpiti dal Coronavirus. Nel documento di prassi sono, infatti, riportati a titolo indicativo i “Codici Ateco” riconducibili alle attività interessate dalla sospensione dei termini dei versamenti di cui alle lettere da a) a q) dell’articolo 61, comma 2, del decreto legge n.18/2020 e dell’articolo 8, comma 1, del decreto legge n. 9/2020.

Le sospensioni per i settori più colpiti – Sempre con riferimento ai settori maggiormente colpiti dall’emergenza epidemiologica in atto e ad ulteriori categorie di soggetti operanti nei settori dell’arte e della cultura, dello sport, della ristorazione, dell’educazione e dell’assistenza, il decreto “Cura Italia” ha stabilito la sospensione, fino al 30 aprile 2020, dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e ha disposto inoltre la sospensione dei termini dei versamenti relativi all’imposta sul valore aggiunto, in scadenza nel mese di marzo 2020.

Ufficio
18/03/2020

Le riunioni da remoto sono sempre più la norma e la quotidianità in questi giorni di emergenza Coronavirus in cui, dovendo ricorrere allo smart working e limitareli spostamenti, è ormai esperienza comune partecipare a video-riunioni, video-call, conference-call e ogni altra remote meeting. Ma averci a che fare spesso non significa anche sapervi partecipare, e sapervi partecipare significa comportarsi nel modo giusto e metterle a frutto, evitando ulteriori perdite di informazioni, tempo, denaro e opportunità.
Come organizzare le riunioni da remoto
Per organizzare le riunioni da remoto e parteciparvi è necessaria prima di tutto la giusta dotazione tecnologica. Un computer ce l’hanno tutti, e normalmente tutti i computer hanno ormai videocamera e uscita audio, ma se è la prima volta con una riunione da remoto è meglio controllare prima che funzionino entrambi (e si sappia come farli funzionare).

Ok l’hardware, ma poi serve anche una buona connessione: una videoconferenza può diventare un calvario se la connessione Internet è debole, bassa o traballante: a volte può essere la connessione in sé a non essere sufficiente, altre volte si è troppo lontani dal Wi-Fi. Meglio fare una prova prima, per essere sicuri che tutto funzioni al meglio.

Infine c’è il software vero e proprio, e il mercato ne offre tantissimi, da quelli gratuiti a quelli aziendali a pagamento con sistemi di protezione delle conversazioni. Anche qui, come con ogni software, è sempre meglio fare una prova prima per essere sicuri di conoscerne il funzionamento.

Ancor più che nei meeting fisici, nelle riunioni da remoto è sempre bene collegarsi qualche minuto prima, annunciandosi con nome e ruolo senza dare per scontato che tutti gli altri sappiano chi siamo e cosa facciamo in azienda. La cosa ideale sarebbe che ci fosse un conduttore della riunione, che di solito è chi la indice inviando comunicazione o invito sul calendar con un certo anticipo, che fa un rapido “giro di tavolo” e ribadisce il motivo del meeting.

C’è poi un ’bout di galateo da osservare, perché nelle riunioni anche la forma è sostanza, e anche in quelle da remoto. Meglio controllare sempre che alle proprie spalle non ci sia nulla di sconveniente o scabroso o che potrebbe urtare la sensibilità degli altri partecipanti (potrebbe essere anche solo un oggetto di una marca concorrente…). Se anche si è a casa e in shorts, almeno sopra abbigliarsi “da ufficio” e non dare la sensazione di essere capitati per caso. Non fare altro durante la riunione (paradossalmente ci si “nasconde” meglio in una riunione al tavolo che online, specie quando è in video). Prestare attenzione alla gestualità, ricordandosi sempre che si è in pubblico.

Sarebbe buona norma anche avere un canale secondario di comunicazione, da usare sia nel caso la comunicazione cadesse che per scambiarsi messaggi tra colleghi nel caso di dubbi o idee improvvise: può essere per esempio una chat WhatsApp tramite la quale commentare le posizioni della controparte prima di ribattere.

Infine è importante avere strumenti per condividere informazioni e materiali, tenere traccia dei punti trattati e rendere davvero produttiva la riunione da remoto: da un documento condiviso, che è il minimo indispensabile, anche le presentazioni e fino ai tool che aiutano a smarcare i punti importanti della riunione, oggi la tecnologia mette a disposizione davvero tante possibilità di rendere ancora più produttiva una riunione da remoto.

Idee
13/03/2020

Trovare lavoro con Instagram, perchè no? I social sono ormai diventati a tutti gli effetti uno strumento di recruiting, e se il primo pensiero va inevitabilmente a Linkedin, il social professionale per eccellenza, per alcune professioni può risultare utile anche Instagram, al momento la piattaforma con la crescita più alta (solo in Italia 16 milioni di iscritti con una crescita del 6% annuo). Ma come fare per trovare lavoro su Instagram? Con qualche dritta giusta per evitare gli errori più comuni.

1. Separare privato e professionale

Sì, anche se si fanno lavori creativi, social o di informazione, è sempre bene separare ciò che è privato da ciò che è professionale. Basta aggiungere un altro account dalle impostazioni e gestirli in modo distinto. Quello privato rimarrà chiuso alla cerchia di amici confidenziali, e sarà possibile condividere foto private, anche dei figli (benché sarebbe opportuna della cautela anche nella cerchia privata), opinioni anche su argomenti sensibili e tutto quanto attiene alla propria vita privata. Quello professionale che rimane pubblico sarà da usare come “vetrina”: della propria professionalità ma anche del proprio aggiornamento professionale.

2. Usare bene la biografia

Bastano poche righe scritte bene per dire chi si è, cosa si fa e sì, anche che si è aperti a nuove esperienze professionali / disponibili per collaborazioni / in cerca di lavoro. Un buon trucco può essere quello di linkare al proprio profilo Linkedin, dove le informazioni professionali possono essere più approfondite.

3. Un mix di contenuti

Vanno bene chiaramente le immagini legate al proprio lavoro. Ma anche post motivazionali, foto di eventi professionali (che danno la misura dell’aggiornamento su ciò che fate), post di scenario sulla vostra professione e quant’altro può dare l’idea di una professionalità evoluta, aggiornata, competente.

4. Seguire i profili giusti

Ovviamente la prima cosa da fare con il profilo professionale sarà quella di seguire i profili giusti, e senza sovrapposizioni. Aziende, leader, persone di spicco nella propria professione sono i contatti da coltivare (e da cui farsi seguire) evitando sovrapposizioni inopportune (no, la squadra del cuore si segue con il profilo privato).

5. Stabilire dei contatti

No spam, ma sì stabilire dei contatti: Instagram permette di inviare dei messaggi e con parsimonia e oculatezza si possono usare per entrare in contatto con professionisti e aziende. Meglio le richieste mirate, le domande pertinenti, la condivisione di dubbi professionali, per cominciare a stabilire un contatto. E poi sì, anche qualcosa di più esplicito riguardo le strategie di recruiting (benché spesso i profili Social delle aziende siano gestiti da agenzie terze) o le possibilità di collaborazione.

Idee
12/03/2020

Abbiamo già parlato di come scrivere una lettera per essere certi che arrivi senza problemi al destinatario. Oggi vogliamo spiegarvi invece come spedire un pacco in maniera sicura per far sì che i nostri beni vengano trasportati senza alcun intoppo.  

Tra spostamenti, trasferimenti, regali e resi online, spedire lettere potrebbe essere diventata un’abitudine un po’ obsoleta, ma spedire pacchi di certo non lo è.  

Per far sì che vada tutto a buon fine, è fondamentale però fare attenzione a determinate cose. Ma non preoccupatevi, con i preziosi consigli della nostra guida potrete spedire in tutto il mondo senza alcun dubbio su come procedere.  
Come scegliere un pacco  
Per prima cosa, è importante scegliere una scatola o un imballaggio adatto. È sempre bene assicurarsi che il cartone sia integro e senza altre etichette attaccate per sbaglio. Come quando si viaggia, è fondamentale che la valigia sia priva degli sticker che vengono usati negli aeroporti, evitando che possa per sbaglio essere inviata a un’altra destinazione. La stessa cosa vale per i pacchi da spedire.  

Un altro aspetto da ricordare è che un pacco, durante il viaggio, può attraversare condizioni metereologiche di ogni tipo; è bene quindi assicurarsi di aver scelto un materiale abbastanza resistente in caso di pioggia, ecc. 

Ma la caratteristica più importante di un pacco è che sia resistente agli urti. I pacchi spediti vengono trasportati e maneggiati diverse volte al giorno; è fondamentale quindi che siano resistenti e che arrivino a destinazione sani e salvi.  

 
Come imballare un pacco 
Per l’imballaggio vero e proprio, è necessario assicurarsi che la merce all’interno sia posizionata in maniera sicura, proteggendola con un involucro a bolle d’aria se è fragile. Qualora si desideri spedire bottiglie di vetro, ad esempio, alcune compagnie private di spedizione non accettano bottiglie che non siano correttamente posizionate in contenitori o cassettine di polistirolo.  

In generale, è essenziale applicare il buon senso per capire com’è meglio imballare gli oggetti da spedire. Se, ad esempio, si devono inviare dei vestiti con dei liquidi, è bene proteggere i vestiti avvolgendoli in un materiale resistente all’acqua e proteggere i liquidi con un involucro a bolle d’aria per evitare che si rompano.  

È sempre meglio scegliere un pacco che non sia troppo grande per gli oggetti da spedire. Dovrebbe essere capiente quanto basta per raccogliere tutti gli oggetti senza lasciare spazi aggiuntivi che potrebbero causare scossoni e danneggiarne il contenuto.  

Infine, una volta scelto il pacco e l’imballaggio adeguato, è fondamentale assicurarsi di chiudere la scatola con un nastro professionale per imballi e che venga correttamente applicato per non lasciare aperta nessuna fessura né lato che potrebbe aprirsi in transito. Come si suol dire melius abundare quam deficere: raccomandiamo quindi di utilizzare molto nastro!  
Come spedire un pacco 
Che si spedisca un pacco tramite poste italiane o con un corriere privato, è importante informarsi precedentemente su eventuali requisiti e merci vietate, sia dalla compagnia di spedizione che dal Paese/regione verso cui si sta spedendo.  

Per quanto riguarda le tariffe, si consiglia inoltre di controllare preventivamente i prezzi delle spedizioni con le poste per evitare brutte sorprese e decidere qual è il servizio più adatto alle proprie esigenze.  

Prepararsi prima è fondamentale, soprattutto se ci si sta interrogando su come spedire un pacco all’estero, in quanto le regole imposte da altri Paesi, nonché le restrizioni doganali, potrebbero darci dei bei rompicapi in caso di problemi.  

 
Come scegliere i francobolli  
Per un pacco piccolo e leggero o una lettera, sarà sufficiente un semplice francobollo. A tal proposito, è bene informarsi sui diversi tipi, per essere sicuri che la nostra spedizione vada a buon fine. Esistono due tipi di francobolli e tre zone: 

Francobollo B – per la posta ordinaria nazionale fino a 20 g di peso  
B zona 1 – per la posta ordinaria internazionale destinazione Europa e Mediterraneo fino a 20 g di peso 

B zona 2 – per la posta ordinaria internazionale destinazione Africa, America e Asia fino a 20 g di peso 
B zona 3 – per la posta ordinaria internazionale destinazione Oceania fino a 20 g di peso 
B 50 g – per la posta ordinaria nazionale, dai 20 g ai 50 g 
B zona 1 – 50 g – per la posta ordinaria internazionale destinazione Europa e Mediterraneo, dai 20 g ai 50 g 
B zona 2 – 50 g – per la posta ordinaria internazionale destinazione Africa, America e Asia, dai 20 g ai 50 g 

B zona 3 – 50 g – per la posta ordinaria internazionale destinazione Oceania, dai 20 g ai 50 g 
Francobollo A – per la posta celere. Le zone restano le stesse del francobollo B, con un incremento del prezzo dato che si tratta di un servizio veloce. 

Come rintracciare un pacco 
Conosciamo tutti quella sensazione di spedire un oggetto di valore, sia oggettivo sia sentimentale, e sperare con tutto il cuore che arrivi. Fortunatamente molti servizi offrono il tracking, un servizio di tracciamento che ci informerà passo passo del tragitto compiuto dal nostro pacco e del tempo che impiegherà per essere consegnato. È bene accertarsi di aver pagato per un servizio che offre il numero di tracciamento e in tal caso, di tenerlo al sicuro e di non perderlo. Ciò è particolarmente importante per spedizioni di un reso online, nel caso in cui il pacco vada perso. In casi simili infatti, molti retailer online riusciranno a utilizzare il numero di tracciamento e, si spera, a risolvere la situazione.  

Speriamo che questa guida vi abbia fornito tutte le informazioni di cui avete bisogno per spedire pacchi in completa sicurezza ovunque nel mondo!