Idee
15/04/2020

Il CV europeo, o formato Europass per il curriculum vitae, è ormai praticamente utilizzato da chiunque si candidi per una posizione lavorativa. Quando venne formalizzato aveva tutte le buone intenzioni dalla sua parte, in primis quella di uniformare le modalità di recruiting e favorire la mobilità professionale all’interno dei Paesi UE. Ma ora però, a distanza di molti anni dalla sua larghissima diffusione, più che semplificare e uniformare il CV europeo sembra aver burocratizzato il modo in cui raccontiamo le nostre esperienze professionali, e burocratizzare finisce sempre per appiattire un ’bout il tutto in qualcosa senza personalità. Tanto che, se non espressamente richiesto, è forse giunto il momento di abbandonarlo, per almeno questi 7 motivi.

1. Il CV europeo rende tutti troppo uguali, appiattendo le differenze (che anche nel lavoro ci sono e sono fisiologiche ed essenziali) e non facendo emergere i veri talenti.

2. Il CV europeo è poco o per nulla modificabile, e questa sua rigidità alla fine costringe a limitare la descrizione delle proprie esperienze.

3. Il CV europeo può essere un ginepraio di formattazioni, font e spaziature, e spesso si finisce a perdere tempo più del dovuto per cercare di renderlo formalmente corretto.

4. Il CV europeo è organizzato per fornire tra le prime le esperienze professionali. A scapito e svantaggio però dei neolaureati, per i quali a pesare dovrebbero essere formazione ed esperienze extra curriculari.

5. Il CV europeo lascia poco spazio alle descrizioni, e questo spesso si traduce in informazioni sommarie, poco efficaci, che non attirano la giusta considerazione da parte dei recruiter.

6. Nel CV europeo manca uno spazio congruo per tutti gli aspetti motivazionali, aspirazionali e di risultati raggiunti che possono fare la differenza a parità di percorsi professionali o formativi.

7. Nel CV europeo la conoscenza delle lingue è in posizione secondaria e burocratizzata, non quello che serve quando si candida per posizioni in cui la conoscenza “reale” di una lingua può fare la differenza: 1 anno di studio o volontariato all’estero può valere molto di più, nella padronanza di una lingua straniera, di un semplice attestato secondo gli standard europei.

Idee
09/04/2020

Il Coronavirus ha imposto a moltissimi Italiani di lavorare da casa, laddove possibile. La regola dello smart working vale per (quasi) tutti, compresi recruiter e candidati. Molti si sono trovati a vedersi annullati i colloqui vis-à-vis (per ovvi motivi), e quindi a doverli sostenere da remoto, in videoconferenza.

Esistono moltissime applicazioni per effettuare videochiamate, che siano di lavoro o di piacere. Un ottimo esempio è il caro vecchio Skype, che consente di chiamare i contatti da un portatile, da un tablet o dallo smartphone parlando di persona… o quasi. Basta solo che, sia voi, sia l’altra persona, disponiate di una webcam, e potrete vedervi e sentirvi quasi come dal vivo: un mezzo eccezionale per qualsiasi tipo di comunicazione.

Oggi, però, vogliamo prenderne in considerazione una particolare di queste opportunità di videochiamata: i colloqui di lavoro su Skype (o qualsiasi altro servizio analogo).

Questa è stata un’autentica rivoluzione per chiunque non possa essere fisicamente presente a un colloquio di persona per motivi di tempo o di distanza: magari viviamo a diverse centinaia di chilometri e stiamo cercando un lavoro in un’altra città, o non riusciamo a essere disponibili nelle ore lavorative oppure, come nel caso attuale, non possiamo fisicamente muoverci dalla nostra abitazione. Qualunque sia il motivo, un video colloquio è in grado di generare la stessa tensione di quello di persona e richiede quindi la stessa preparazione e attenzione.

Tenendo a mente questi concetti, abbiamo redatto un’utile guida per aiutarvi a preparare, e a superare con successo, un colloquio di lavoro su Skype. Con una serie di suggerimenti su come impostare correttamente la luce dello schermo, cosa evitare di indossare (indipendentemente da quanto pensiate possano vedere) e come evitare imbarazzanti interruzioni, abbiamo raccolto alcuni dei principali consigli dei reclutatori di Viking, per darvi la possibilità di cogliere quest’esclusiva opportunità e farla fruttare al massimo.

Date un’occhiata all’infografica e preparatevi per l’importantissimo colloquio. Vi considerate maestri dei colloqui e avete in mente un consiglio prezioso da noi non citato? Scriveteci sulla pagina di Viking Italia

Idee
06/04/2020

Siamo tutti chiusi in casa, bloccati dal lockdown per il Coronavirus, costretti a lavorare in modalità smartworking, nella convivenza forzata con partner e figli o nella solitudine imposta dalle misure di distanziamento sociale. In questa situazione eccezionale e mai sperimentata prima d’ora non sono solo quelli abituati a tenersi attivi a soffrire della sedentarietà. Anche chi non era, prima del Coronavirus, uno sportivo praticamente è stato costretto a ridurre drasticamente la quantità di movimento giornaliero: la pausa pranzo con i colleghi, la camminata per andare a prendere i mezzi pubblici, il giro per gli acquisti di generi alimentari di prima necessità non fanno più parte delle nostre giornate, con conseguenze sia fisiche che umorali che tutti stiamo sperimentando in prima persona. Per questo diventa ancora più importante, dopo un mese di quarantena e con davanti ancora settimane di lockdown, provare a tenersi in forma anche a casa. Ma come fare?
Come tenersi in forma anche a casa
Tenersi in forma anche a casa non è semplice, soprattutto per chi non ha mai fatto sport o frequentato corsi fitness. Ci sono problemi di spazio e ovviamente è anche difficile sapere cosa fare. Un buon modo, che tutti possono prendere come punto di partenza, coinvolgendo anche i bambini o le persone anziane, è la ginnastica dolce. Esercizi semplici come piegare le gambe, slanciare le braccia, piegare il busto si possono fare anche solo per spezzare la routine delle ore seduti, sul divano in attesa o davanti al computer per lavorare: bastano 5′ di tanto in tanto per dare una spruzzata di vitalità alle lunghe ore chiusi in casa.

Per chi vuole qualcosa di più impegnativo si può provare con il pilates o lo yoga: sono meno semplici di quanto sembra, e anche più impegnativi e allenanti di quanto si immagini. Esistono numerose App, anche gratuite e in italiano, con alcuni semplici esercizi alla portata di tutti che si possono scaricare sul telefono o visualizzare sul TV per fare qualche decina di minuti di esercizi in casa, senza bisogno di troppo spazio o di chissà quale attrezzatura.

Anche per qualcosa di più impegnativo e che faccia sudare un ’bout di più, insieme a far funzionare cuore e polmoni, ci sono numerose App gratuite: nell’emergenza Coronavirus praticamente tutti i marchi sportivi e le catene di palestre e centri fitness hanno reso accessibili e gratuiti gli allenamenti compresi nelle loro App. Il trucco è scaricarle e provare a fare qualche allenamento di quelli proposti, meglio partendo da quelli cosiddetti a corpo libero e di livello per principianti: si tratta spesso di “circuiti”, cioè serie di esercizi a tempo, normalmente con movimenti semplici, di base, da ripetere più volte.

Più difficile è invece fare il cosiddetto “allenamento cardio”, quello cioè tipico di attività come la corsa, il ciclismo e il nuoto. A meno di non avere in casa un tapis roulant o una cyclette, questo tipo di allenamento è più complicato da fare: i più allenati possono fare i circuiti a corpo libero a un ritmo più alto (ma bisogna anche avere abbastanza spazio per riuscirci) ma tutti possiamo provare a inserire più movimento nelle poche attività quotidiane che ci sono concesse, per esempio facendo le scale anziché usare l’ascensore.
Perché tenersi in forma anche a casa
Ma tenersi in forma anche a casa non è solo una questione fisica. Un ’bout di attività motoria fa bene anche all’umore, perché l’esercizio fisico stimola la produzione di endorfine, che sono le molecole del benessere che regolano il sonno e abbassano i livelli di stress. L’attività motoria è anche un alleato del sistema immunitario, che inevitabilmente stando chiusi in casa, senza muoversi e senza esporsi alla luce naturale del sole, risulta indebolito. E poi fare un ’bout di movimento, anche per chi non è abituato, aiuta a riempire le lunghe ore in casa, che prima passavano veloci grazie alle numerose attività in cui eravamo impegnati.

Idee
04/04/2020

Meglio lavorare su una scrivania austera, anonima e minimale o in un luogo con un tocco di personalità in più? Se lo sono chiesto alcuni ricercatori che hanno condotto uno studio in alcuni uffici di Olanda e Regno Unito, e la risposta è stata inequivocabile: meglio, molto meglio, un tocco di personalità. Soprattutto se parliamo di piante e fiori accanto o sulla alla scrivania, in grado di migliorare la percezione della qualità delle giornate al lavoro e contemporaneamente purificare l’aria. E questo vale sia per le postazioni di lavoro in ufficio che in quelle a casa, in modalità smart working scelta o imposta dalle restrizioni per il COVID-19.

La ricerca ha messo a confronto due tipologie di uffici: da un lato quelli austeri e dall’altro quelli arricchiti da piante e fiori ornamentali, e oltre a degli appositi questionari per valutare la percezione dei dipendenti hanno anche misurato i tassi di produttività e di stress. E l’esito è stato che le piante migliorano il benessere, l’umore, la soddisfazione personale e di conseguenza innalzano la capacità di concentrazione.

Secondo i ricercatori dell’Università di Cardiff, abbellendo gli spazi di lavoro con fiori e piante la produttività è aumentata del 15%. Questo perché il verde riduce lo stress, aumenta la capacità di attenzione e migliora il benessere percepito.

Idee
02/04/2020

Tra le conseguenze della quarantena a casa da Coronavirus non c’è solo l’impennata dello smart working e le inevitabili implicazioni psicologiche ma anche un inaspettato picco dei consumi delle utenze domestiche, dall’elettricità (ovvio) al riscaldamento (ancora per poco) all’acqua. Ma come fare a consumare meno stando tutto il giorno a casa, magari in 3, 4 o più persone collegate per lavorare e seguire le lezioni? Con alcuni piccoli, semplici trucchi da tenere a mente passando dalla cucina alla camera da letto.
Accendere la luce solo se necessario
Ovvero spegnerla nelle ore centrali del giorno, se le stanze sono ben illuminate e magari tenendo aperte le tende, accenderla solo quando si entra in una stanza (e spegnerla quando si esce) e possibilmente utilizzando le lampadine a LED.
Niente stand-by
È una buona norma sempre, ancor più in questi giorni di lockdown: niente standby di computer, tablet, smartphone e altri dispositivi elettronici ma (come si dovrebbe fare anche in ufficio) ricordarsi di spegnerli quando si smette di usarli (o quando la sera ci si corica per il sonno). E attenzione anche agli screensaver, che sono solo decorativi ma molto energivori.
Impostare i dispositivi sul risparmio energetico
Vale per i computer, per i tablet e anche per gli smartphone: ognuno di questi dispositivi ha delle impostazioni automatiche di risparmio energetico che in questi giorni possono aiutare a consumare meno energia (e non appesantire la bolletta di casa).
Sfruttare le potenzialità della domotica
Ok, non si tratta di accendere il riscaldamento dallo smartphone mentre si è in viaggio per tornare a casa, ma impostarlo per riscaldare solo le stanze che si usano, rimodulare gli orari in base alle nuove abitudini e cercare di tarare il riscaldamento sulle effettive necessità può permettere di consumare meno energia.
Arieggiare casa il necessario
Arieggiare casa è necessario, soprattutto quando si è chiusi al suo interno da giorni, tutti assieme. E però farlo per pochi minuti alla volta, una stanza alla volta, e magari nelle ore più calde della giornata è un buon modo per non far impennare la caldaia di casa.
Fare una doccia in meno
Sì, l’igiene è fondamentale, in particolare lavarsi frequentemente le mani. Ma senza la necessità di uscire e cambiarsi ogni giorno si può anche rinunciare a qualche doccia (o comunque farla più breve e veloce) per consumare meno acqua ed energia.

Ufficio
01/04/2020

L’emergenza Coronavirus ha costretto un ’bout tutti a cercare in fretta e furia dei programmi per lavorare da casa. Già, perché lo smart working non è solo avere un computer collegato a Internet e un telefono a disposizione ma tra videoconferenze, condivisione di documenti e collaborazione a distanza ci si è presto resi conto che scambiarsi file tramite posta elettronica non era il modo migliore per rispondere bene e in fretta alla condizione eccezionale generata dal lockdown. L’esperienza di chi aveva già provato lo smart working ha aiutato in molti casi, ma in moltissimi altri i primi giorni di quarantena sono stati particolarmente caotici e disordinati: le lezioni di scuola per gli studenti e gli insegnanti, gli appuntamenti con i clienti per i professionisti, i meeting da remoto per gli uffici hanno dovuto in qualche modo riadattarsi e riorganizzarsi, sperimentando nuovi strumenti e nuove forme di comunicazione. E dato che questa nuova condizione di lavoro non sarà breve e forse, per molti,  con i suoi pro e contro continuerà anche dopo l’emergenza COVID-19, ecco 9 programmi per lavorare da casa o da remoto in modo efficace.
Skype, Zoom e WhatsApp
Skype e Zoom la stanno facendo da padroni tra i sistemi per videoconferenza, sia nella forma delle App sullo smartphone che nella versione Web sono tra le preferite per le chiamate tra amici e le lezioni scolastiche. In molti hanno anche sfruttato appieno le possibilità di WhatsApp, non solo per le chat ma anche per le video/chiamate tra più persone. Ma nonostante le versioni business e dati i vincoli nel numero dei partecipanti (e qualche volta anche nella riservatezza) sono altri i sistemi che pian piano si stanno imponendo nell’uso quotidiano di moltissime persone.
Slack, Teams, Webex
Ma chi aveva (e ha) davvero bisogno di collaborare da remoto ricreando in cloud le dinamiche dell’ufficio si è presto rivolto ad altri programmi e App più performanti e più sicure. Slack per esempio, che funziona sia mobile (Android; iOS) che da computer (Microsoft Windows; macOS; Linux) permette non solo di collaborare ma anche di farlo ricreando dipartimenti, gruppi di lavoro e organizzando i canali di comunicazione in modo più efficiente. I “concorrenti” di Slack sono Microsoft Teams, perfetto per i gruppi di lavoro in cui tutti utilizzano la suite di Office e anche le videoconferenze rimangono per lo più limitate all’interno dell’azienda, e Cisco Webex Meetings, ideale per le riunioni di lavoro sia interne che esterne all’azienda. Anche la suite di Google mette a disposizione tantissimi strumenti di collaborazione a distanza, da Hangouts Meet per le riunioni a Classroom per le lezioni. E per stare tutti insieme nella stessa stanza, anche se fisicamente distanti ci si può indirizzare anche su Avaya Spaces o Trello, uno strumento semplice e flessibile per il tracking dell’avanzamento dei lavori.

Idee
26/03/2020

Gestire lo stress da Coronavirus non è facile: chiusi in casa, senza contatti sociali, senza poter andare a lavorare, a scuola, a fare sport o anche solo a svagarsi, bombardati da notizie drammatiche e magari con vicini, parenti o conoscenti colpiti dal virus è una condizione che può generare tensione, stress, ansia e tutte le difficoltà correlate. Da quella di rimanere concentrati sul proprio lavoro a quella di vivere serenamente le relazioni famigliari.
Stress da Coronavirus: 20 consigli per gestirlo
Per questo l’Ordine degli Psicologi Italiani ha pensato di divulgare una guida in 20 punti con altrettanti semplici, pratici consigli per sopportare la difficoltà del momento, non abbattersi e trovare le risorse per ripartire, quando finalmente tutto potrà tornare alla normalità.
1. Sviluppare la resilienza
Lo stress è la reazione di adattamento a una situazione nuova e dipende dal modo in cui la vediamo. La “resilienza” è la capacità di affrontare in modo positivo gli eventi negativi, e può essere sviluppata da tutti. Occorre però un atteggiamento costruttivo, positivo e propositivo per utilizzare le nostre risorse in modo utile per noi stessi e chi ci circonda. Un esempio: vedere la casa come rifugio anziché come prigione, e il tempo come ritrovato anzichè perso.
2. Riscoprire le proprie risorse
Aspettare, rallentare, annoiarsi possono essere risorse utili per riorganizzare il quotidiano e, volendo, la nostra vita.
3. Dare dignità a ogni momento della giornata
La routine giornaliera è stata sconvolta, e ogni giorno rischia di essere uguale all’altro, il tutto in un tempo rallentato. Allora diventa ancora più importante dare valore ai piccoli gesti, dalla colazione al vestirsi e fino al leggere un libro o guardare un film tutti assieme.
4. Gestire le emozioni negative
Le emozioni negative sono inevitabili in un momento come questo, e non si possono tenere lontane. Gestirle significa prima di tutto riconoscerle (“sì, sono spaventato”) e poi lasciarle andare senza cercare in ogni modo di risolverle, cosa in questo momento difficile se non impossibile.
5. Condividere i sentimenti
Se le emozioni negative sono inevitabili, condividerle è il modo migliore per affrontarle: ciò che ci fa paura, fa paura anche agli altri, e parlarne, anche in modo mediato dagli strumenti tecnologici, è un buon modo per risolvere l’ansia.
6. Applicare il minimalismo digitale
Siamo tutti attaccati ai mezzi di informazione digitale, da Internet ai social, ma mai come in questo frangente può tornare utile una “dieta” digitale ed evitare di essere bombardati di informazioni dalla mattina alla sera perché guardiamo compulsivamente il cellulare, che più che rassicurarci rischia di aumentare il carico cognitivo e di conseguenza la sensazione di essere costantemente sotto-pressione.
7. Riorganizzare le abitudini quotidiane lavorando da casa
Darsi dei limiti e una routine, separando gli ambienti di lavoro da quelli casalinghi, e fissando orari e paletti è un buon viatico per riorganizzare le proprie abitudini e rutine e non farsi travolgere.
8. Non dimenticare l’attività fisica
Anche chi non praticava sport ha comunque ridotto il proprio tempo attivo: un conto è alzarsi e uscire per andare al lavoro, vivendo le proprie ore operative, un altro alzarsi e mettersi sul divano con il computer. Per questo, per quanto possibile, è importante trovare il modo di mantenersi attivi. Sono infatti innumerevoli le ricerche che mostrano come il moto fisico abbia benefici sulla nostra capacità di concentrarci, sull’umore, sul sonno e in generale sul benessere psicologico, aiutando a scaricare la tensione, liberando endorfine, e spostando l’attenzione dal rimuginio alle sensazioni corporee.
9. Socializzare
Non è un paradosso ma anzi questo è il momento migliore per fare buon uso dei mezzi di comunicazione e dedicare del tempo per chiamare un amico (o per organizzare un aperitivo via Skype), o passare del tempo con le persone con cui magari condividi la quarantena (quante volte ti sei detto: dovrei passare più tempo con i miei familiari?) o anche solo trovare il modo di scambiare quattro chiacchiere dal terrazzino con il proprio vicino.
10. Ascoltare i bambini
È importante spiegare ai bambini questo nostro particolare presente, senza mentire. Le bugie creano confusione e paura. Certamente le parole e i mezzi da usare devono essere adatti all’età del bambino ed essere rispettosi delle diverse fasi evolutive. Parole semplici, immagini, giochi, filmati appropriati possono aiutare i bambini a elaborare la situazione in base alle proprie capacità di comprensione. Con vocabolari a volte molto distanti dal nostro, anche bambini e adolescenti stanno imparando a dare un senso a questa esperienza. Possiamo aiutarli ascoltandoli, stimolandoli ad accedere a fonti d’informazione ufficiali, ad utilizzare questo tempo per continuare con i loro studi, anche se online, e magari approfittarne per lasciare libera la creatività dedicandosi a hobbies e passioni (rigorosamente casalinghi!)
11. Ascoltare gli adolescenti
Ricordiamoci di puntare sulla responsabilità degli adolescenti! Con vocabolari a volte molto distanti dal nostro, anche gli adolescenti stanno imparando a dare un senso a questa esperienza. Bisogna parlarle e condividere le fatiche e i dolori. Possiamo aiutarli ascoltandoli, stimolandoli ad accedere a fonti d’informazione ufficiali, ad utilizzare questo tempo per continuare con i loro studi, anche se online, e magari approfittarne per lasciare libera la creatività dedicandosi a hobbies e passioni (rigorosamente casalinghi!). Diamo loro dei compiti in casa adatti alle loro capacità e i loro talenti all’interno di un programma familiare condiviso. Lasciamo degli spazi virtuali privati e preservati per la loro intimità.
12 Ascoltare gli anziani
Gli anziani sono senza dubbio una, se non la, categoria più a rischio e non soltanto a livello medico. A causa delle limitazioni, molti di loro si trovano ancor più soli ed isolati di quanto avviene normalmente. Il consiglio è quello di non alimentare l’isolamento ma cercare per quanto possibile di contrastarlo. In questo senso, mantenere i contatti con i familiari o gli amici è essenziale in quanto, non solo possono rallegrare l’umore e aiutare a trascorrere le giornate, ma anche a “non lasciarsi andare”. Sapere che le persone care non li hanno dimenticati ma sperano, come loro, che la quarantena finisca per ritrovarsi e passare del tempo insieme aiuta a non perdere la speranza e la positività.
13. Ricordarsi di essere anche una coppia
Prendersi i propri spazi e rispettare, allo stesso tempo, gli spazi dell’altro. In questi giorni, condividere momenti insieme programmati come ad esempio una cena romantica o un’attività da fare insieme, riscoprire i giochi da tavolo o guardare un film, diventa un modo per stare insieme e condividere. Avere un obiettivo condiviso può aiutare a sopportarsi e supportarsi di più. La convivenza forzata può creare disagi, incomprensioni, discussioni. Risolvere subito il problema, chiarendo i malintesi, è la via per mantenere un clima sereno in casa. Consigliamo di rispettare i silenzi e i momenti di solitudine dell’altro che, oggi più che mai, appaiono preziosi: pensare, ragionare, rilassarsi in solitudine può spesso essere la via per abbandonare pensieri negativi e riscoprire sé stessi.
14. Riposare
Riposare è un fattore importantissimo per il nostro benessere. Staccare dai social ben prima di coricarsi, concedersi una tisana o un bagno caldo prima di andare a dormire, leggere un libro, ascoltare musica e tutto quello che può favorire un sonno e un riposo sereni sono cose da riscoprire e mettere in atto per recuperare le energie e anche aiutare il sistema immunitario.
15. Imparare nuove abitudini
La nostra routine abituale è stata sconvolta e abbiamo scoperto di avere tempo per fare cose nuove o per dedicarsi a piccole attività che abbiamo dimenticato o procrastinato.
16. Non esiste solo il Coronavirus
Nonostante la realtà attorno a noi ce lo ricordi costantemente, è importante provare a portare la nostra attenzione anche su altro: un libro che volevamo leggere da tempo, l’ultima serie di Netflix, il tuo disco preferito. Concentrarsi su altro è il miglior rimedio contro il rimuginio.
17. Riflettere sulla gestione della paura
Certamente la situazione di emergenza senza precedenti che stiamo vivendo in queste settimane ha suscitato paura a vari livelli. La paura è un’emozione naturale che evolutivamente ci ha consentito di sopravvivere, facendo aumentare il livello di attenzione e preparando il corpo a scattare e rispondere in caso di pericoli improvvisi. Tuttavia, oggi che non abbiamo (fortunatamente) l’esigenza di attivarci per sfuggire a pericoli materiali concreti, non di rado la paura si trasforma in ansia, una spiacevole sensazione che anticipa e amplifica le conseguenze di quegli stessi pericoli che a mente fredda giudicheremmo innocui. In questo senso l’ansia può diventare disadattiva, facendoci assumere una prospettiva acritica che ci porta a reagire impulsivamente, senza riflettere. Avere la “giusta” paura non solo è normale ma ci protegge dal pericolo di essere contagiati e contagiare, spingendoci dunque ad attuare tutte le misure preventive e cautelative che il Governo ci ha invitato ad intraprendere.
18. Ma anche smettere di pensare alla paura
In questo senso, è cruciale riuscire a ritagliarsi momenti durante i quali non pensare all’emergenza, parlare d’altro, fare altro. Questo non solo ci consente di mantenerci il più vicino possibile alla quotidianità, ma anche di rivivere quelle emozioni positive che sembra abbiamo dimenticato. La psicologa americana Barbara Fredrickson ha evidenziato come le emozioni positive (es. gioia, interesse, curiosità) siano in grado di ampliare il nostro repertorio di pensieri ed azioni. Per così dire, essere positivi ed entusiasti ci consente di non entrare nel tunnel della paura, contrastando gli effetti negativi dell’ansia e promuovendo un approccio più proattivo e intraprendente.
19. Sforzarsi di trovare qualche aspetto positivo
In tal senso, è bene ricordare di osservare le cose dalla giusta prospettiva. Finalmente abbiamo a disposizione tutto quel tempo che quotidianamente rivendichiamo per fare questo o quello, eppure ci lamentiamo non sapendo cosa farcene. Re-impariamo ad organizzare la nostra giornata, dandole comunque un significato e uno scopo, trasformandola nell’occasione per scoprire ciò a cui teniamo di più. In una società che ha perso di vista l’oggi, concentrandosi su scadenze da rispettare e appuntamenti da programmare, dobbiamo imparare ad accettare che ci si può fermare e rimandare. Cogliamo così l’occasione per riflettere sull’occasione che abbiamo di poter stare a casa e ringraziamo davvero tutti coloro che a casa non possono stare. Perché malati, perché impegnati a salvare vite, o dediti a coltivare, produrre e vendere alimenti e beni di prima necessità.
20. Cercare supporto psicologico
In queste settimane stiamo assistendo all’attivazione di psicologhe e psicologi da tutta Italia. Sul sito nazionale del CNOP trovi alla voce #psicologicontrolapaura materiale informativo su come affrontare psicologicamente l’emergenza. Abbiamo suggerito a tutte le persone che sentono un particolare disagio psicologico di chiedere, senza timore o vergogna, un aiuto professionale. Sempre sul sito CNOP trovi #psicologionline che ti consente di trovare tutti gli Psicologi e Psicoterapeuti disponibili per teleconsulti ed interventi online in tutta Italia e anche molte amministrazioni locali si stanno attivando con servizi di questo genere.

Notizie
23/03/2020

Anche Viking e Office Depot partecipano a L’Italia Chiamò, la raccolta fondi nata per sostenere l’impegno e lo sforzo degli operatori del Sistema Sanitario Nazionale e dei reparti di terapia intensiva.

Da lunedì 23 marzo 2020 e fino al 3 Aprile 2020 Viking e Office Depot si impegnano a versare 1 euro per ogni ordine di acquisto di qualunque importo effettuato dai propri clienti. Inoltre, se vorranno i clienti di Viking e Office Depot potranno aggiungere una propria donazione inserendo un codice nel carrello.

Tutte le informazioni relative a come partecipare a L’Italia Chiamò tramite Viking e Office Depot si possono trovare qui.

Idee
20/03/2020

Gestire il tempo lavorando da casa non è facile. Non lo è abitualmente, in particolare per chi si stava avvicinando allo smart working prima dell’emergenza Coronavirus. E non lo è affatto ora, in piena emergenza COVID-19, con tutti quelli che possono lavorare da remoto rinchiusi in casa a (cercare di) lavorare come se si fosse in ufficio. Spesso con due adulti costretti a trovare spazi e tempi per telefonate di lavoro, video-call e tutto quanto comporta stare a casa in questo periodo, e magari anche i figli da gestire, con le loro lezioni online e i compiti da fare. In pratica, gestire il tempo lavorando da casa nell’epoca del Coronavirus è una bella impresa, con il rischio di dilatarlo a dismisura e non riuscire a mantenere un minimo di regolarità.
Come gestire il tempo lavorando da casa
I modi, i consigli e le tecniche per gestire il tempo lavorando da casa sarebbero tantissimi, e sicuramente varrebbe la pena sperimentarli tutti per trovare quelli più adatti a sé, soprattutto in un’ottica di smart working. Ma in piena emergenza serve qualcosa che funzioni subito e sicuramente, come questi 3 consigli semplici ed efficaci.
1. Stabilire un orario di lavoro
Sì, altro che libertà e flessibilità. Anche se nella situazione indotta dal lockdown per l’emergenza Coronavirus le giornate sono dilatate e tutte uguali, per riuscire a gestire il tempo lavorando da casa ed essere produttivi è bene stabilire subito un orario di lavoro. La cosa ideale sarebbe replicare lo stesso dell’ufficio (o di quando si andava in ufficio…) che nelle aziende strutturate è quasi normale che avvenga. Ma se così non fosse, è bene darsi delle regole: ora di inizio e di fine della giornata di lavoro, pausa pranzo e tutto il resto.
2. Organizzare compiti e priorità
Stabilito l’orario di lavoro poi si possono mettere paletti ancora più rigidi: un orario per il controllo della posta elettronica, uno per svolgere i compiti per i quali serve concentrazione, uno per le telefonate e le riunioni in video e no, non uno per fare i “mestieri di casa”. Bisogna far finta di essere in ufficio, anche se si è a casa. Sembra banale, lo dicono tutti, ma lo dice soprattutto chi lavora da casa: in ufficio alla fine è il “ritmo dell’ufficio” a dettare i tempi, a casa, a maggior ragione nell’emergenza Coronavirus, si rischia di finire a fare i lavori di concentrazione la sera dopo cena, a dilatare le telefonate e le riunioni (anche per un umano bisogno di rimanere in contatto con i colleghi e le colleghe) e a non riuscire più a tenere tutto sotto controllo.
3. Delimitare gli spazi
Difficile, molto difficile, ma necessario. Anche delimitare gli spazi è essenziale per riuscire a gestire il tempo lavorando da casa. Chi ha agio potrà dividersi tra ambienti diversi della casa, chi non ce l’ha dovrà fare di necessità virtù: lasciare per esempio la cucina zona mista, in cui tutti possono andare, e rinchiudersi in camera, o in salotto, e farla diventare “zona rossa” per il tempo stabilito al punto 1. Senza ansie, senza nervosismi ma anche in modo chiaro: tutti in famiglia hanno le proprie esigenze in questo periodo di emergenza Coronavirus e gestire in modo razionale è l’unico modo per non farsi travolgere.