Idee
10/04/2015

Quello del detersivo lo appiccichi accanto alla lavatrice, in bagno. Quello del caffè (o dello zucchero, o della pasta, o dei biscotti) in cucina, accanto alla macchinetta, ai fornelli o alla dispensa. E ancora quello della cartaigienica o di ogni altro prodotto di consumo quotidiano: sono i Dash Button, il nuovo servizio lanciato da Amazon in USA: pulsanti fisici attraverso i quali ordinare direttamente ciò che serve in casa (e magari un giorno in ufficio, o in azienda).

Sono colorati, richiamano il brand che rappresentano, e sono un filo diretto con la più grande piattaforma di e-commerce al mondo: non siamo ancora al refill automatico, ma insomma se finisce un prodotto basta un piccolo gesto (il button legge automaticamente il codice a barre e ordina direttamente il prodotto) e Amazon lo spedisce prontamente a casa.

Il Button è collegato ad Amazon via wi-fi, c’è la possibilità di cancellare l’ordine entro 30’ dall’invio e di tenere traccia di ordini, spedizioni e pagamenti attraverso l’App dedicata.

Ufficio
09/04/2015

Anche se non si dice (anzi: è tra le cose da non dire mai in ufficio) più o meno tutti sperano sempre in un posto di lavoro migliore. Ma se il primo scoglio da superare è quello dell’invio del curriculum (e qui ci sono i 6 trucchi per non farlo cestinare) poi ci si gioca tutto nel corso del colloquio: qualche manciata di minuti durante i quali convincere il potenziale datore di lavoro che si è proprio la persona giusta per quel posto.

Come fare a giocarsi tutte le proprie carte in modo efficace? Con questi 6 accorgimenti.

1. Informarsi sull’azienda.
Ovviamente sull’attività svolta, ma anche sui valori aziendali, su come è organizzata e in generale su come intende sviluppare il suo business. Le fonti non mancano: il sito Web, ma anche articoli di giornale e online, quotazioni di borsa e non ultimi i contatti diretti: possono essere persone già conosciute oppure contatti generati sui social professionali come Linkedin.

2. Preparare le prime risposte.
In ogni colloquio ci sono domande standard che riguardano il percorso professionale, gli obiettivi di carriera, i risultati raggiunti e le aspirazioni professionali: non si tratta di imparare la filastrocca a memoria, ma di aver ben presenti i punti da evidenziare, per non dimenticarli. Se non si è in cerca del primo lavoro, immancabile sarà anche la domanda sul perché si vuole lasciare il precedente impiego: meglio essere propositivi ed evitare commenti negativi sul passato.

3. Vestirsi adeguatamente.
Ogni azienda ha il proprio stile, e si può risultare fuori contesto anche presentandosi troppo formali (così come in jeans per lavorare in banca). Anche in questo caso vale la pena informarsi per tempo, per non trovarsi a disagio quando ormai è troppo tardi. (Qui i consigli su come vestirsi in ufficio)

4. Comunicare anche non verbalmente.
Contano le parole, e contano anche i gesti: una stretta di mano sicura, un tono di voce senza esitazioni, la postura dritta comunicano fiducia e affidabilità. Si possono sempre fare le prove allo specchio o con l’aiuto di una persona fidata. E attenzione ai segnali di nervosismo come parlare troppo velocemente, dondolare, toccarsi i capelli: i recruiter sono esperti di comunicazione non verbale, e colgono ogni dettaglio (Qui i consigli per parlare in pubblico in modo naturale).

5. Preparare qualche domanda.
Durante il colloquio di lavoro si è candidati, ma si è anche prospetti: mostrarsi interessati all’azienda, al ruolo da ricoprire e ai suoi potenziali sviluppi sono tutti fattori che possono dimostrare motivazione e influenzare gli esaminatori.

6. Ascoltare senza interrompere.
Che siano domande o spiegazioni, ascoltare senza interrompere è non solo segno di educazione ma anche di sicurezza in se stessi.

Idee
07/04/2015

Dicono che arriveranno 20 milioni di visitatori in 6 mesi. Dicono che ci saranno punte di 160mila presenza al giorno. Tutti prevedono che Milano, nel corso di Expo2015, sarà ancora più caotica e congestionata di quanto già normalmente non sia. E allora SmartforExpo e Comune di Milano hanno pensato di prorogare e allungare per 6 mesi la Giornata del Lavoro Agile che già aveva coinvolto 144 aziende (+40% rispetto a un anno fa), 300 uffici e oltre 8.200 lavoratori (ne scrive Il Sole 24 Ore).

Obiettivo: meno spese, meno traffico, meno stress e più produttività. Ovvero smart working. Del resto i numeri della Giornata del Lavoro Agile sono già stati quantificati: recupero dell’equivalente di 324 giornate di ufficio e produttività aumentata del 20%. Proiettati su Expo questi numeri permetterebbero di risparmiare 32 tonnellate di CO2, decongestionare il traffico, ridurre i costi per gli uffici (dal 20% al 30%) e dei tassi di assenteismo (fino al 50%).

Il tutto purché si raggiunga l’obiettivo di far lavorare in modo smart (da casa, o in spazi pubblici) il 10% della popolazione aziendale per almeno 2 giorni al mese. Insomma, il work life balance potrebbe essere lo strumento per vivere e lavorare meglio a Milano durante i giorni di Expo2015. Funzionerà?

Notizie
02/04/2015

Sul fatto che il pisolino in ufficio possa essere benefico ci sono pareri contrastanti (lo abbiamo già raccontato qui). E però, tra chi crede che un break con gli occhi chiusi sia davvero in grado di farci lavorare meglio ora spunta uno studio di design olandese che ha creato questa scrivania che si trasforma in letto per passare direttamente dalla fase produttività a quella relax.

Il prototipo si chiama Work Desk Bed, è stato ideato dallo Studio NL e volendo ha anche l’alloggio per un TV smart, così prima di schiacciare la pennichella ci si può intrattenere un ’bout.

Idee
01/04/2015

Pensiamo (quasi) sempre che il lavoro sia quell’attività che inizia e finisce quando ‘timbriamo il cartellino’, e invece sempre più head hunter e responsabili del personale delle aziende cercano nei curricula esperienze e passioni in grado di raccontare chi siamo, come ci comportiamo nelle situazioni di stress, se abbiamo doti di leadership, se siamo potenzialmente buoni manager o se semplicemente siamo degli ottimi, disciplinati membri di una squadra (qui intanto i 6 consigli per scrivere un CV ottimale).

Perché vi raccontiamo questo? Perché recentemente ci siamo imbattuti in un post interessante scritto da Maurizio Napolitano su Che Futuro, il blog che parla di innovazione e sviluppo digitale in Italia. Maurizio Napolitano è un ricercatore nel settore degli Open Data e dei beni digitali, ed è anche un allenatore. Di giorno è in ufficio, la sera si mette in tuta e allena squadre di pallavolo, e nel post traccia un interessante parallelo tra le doti e le competenze richieste a un allenatore e quelle necessarie per essere un buon leader e manager in azienda.

Ecco alcuni quote (il post completo si può leggere qui)
Alla pallavolo devo molto, da giocatore mi ha insegnato lo spirito di sacrificio, a sapere apprendere dalle sconfitte e a confrontarmi con i miei limiti e collaborare con le persone.

Allenare vuol dire essere leader e gestire persone. Non è semplice e si hanno grandi responsabilità.

Da allenatore ho imparato che, per essere un leader, devi essere prima di tutto te stesso.

Acquisire consapevolezza del proprio potenziale è una caratteristica importante quando si riveste un ruolo di leadership.

La leadership porta poi ad avere potere, e da qui la necessità di imparare a gestirlo.

Sottolineare gli errori non è sicuramente il modo migliore per aiutare nella crescita individuale, anzi, spesso diventa l’alibi migliore per credere di aver risolto problemi.

Un leader deve essere in grado di gestire e valorizzare le caratteristiche e i ruoli di ogni singolo componente di un gruppo.

Ufficio
31/03/2015

Ci sono gli uffici di design (come i più belli al mondo che potete vedere qui), ci sono le migliori aziende in cui lavorare e ci sono le stanze dei bottoni più ‘segrete’ al mondo: banche, aziende hi-tech, compagnie petrolifere, brand del lusso o dello sport prendono le loro decisioni nel corso di riunioni top secret. Ma se spesso non arriviamo a conoscere di cosa discutano in quei summit, ora almeno possiamo guardare dove si tengono: ecco le sale riunioni dei consigli d’amministrazione di alcune delle più grandi e potenti compagnie al mondo.

In apertura: Adidas

Apple, il colosso hi-tech

Bnp Paribas, gruppo bancario francese

Fifa, la federazione internazionale del calcio

Google, il motore di ricerca più usato al mondo

Ing Group, gruppo bancario olandese (quelli del Conto Arancio)

Mercedes Benz, le auto con la stella

Nestlé, colosso del food

Yahoo, altro big del Web

La gallery originale e completa è visibile qui.

Notizie
25/03/2015

Un’etichettatrice è senza dubbio uno strumento utile e pratico in numerosi negozi, magazzini e uffici, ma districarsi tra le numerose offerte e modelli di stampanti per etichette non è affatto semplice. Sul mercato esistono infatti numerose marche e altrettanto numerosi modelli di etichettatrici con diverse funzionalità che vanno dall’uso semiprofessionale tipico di piccoli negozi e attività commerciali all’uso altamente professionale di grandi magazzini, spedizionieri e uffici di grandi dimensioni.

Ecco alcune delle principali caratteristiche da valutare prima dell’acquisto di un’etichettatrice: senza dubbio la velocità di stampa, che è sempre segnalata tra le caratteristiche tecniche e che può significare importanti risparmi di tempo quando si tratta di etichettare grandi volumi di prodotti (basti pensare per esempio che il modello Dymo LW450 DUO può stampare ben 71 etichette al minuto, più di una al secondo) ; la taglierina automatica è un altro aspetto da non sottovalutare, permettendo di operare più rapidamente e in modo più pulito e ordinato; la possibilità o meno di stampare codici a barre, e la presenza del driver e del software per poterlo fare (come nel caso della Dymo LW 4XL che stampa fino a 20 tipologie di codici a barre e codici speciali ed è tra le più diffuse tra spedizionieri, logistica e magazzini); la possibilità di salvare in memoria le etichette usate più di frequente, ed eventualmente di modificarle; le funzioni per stampare etichette speciali come i moduli continui o le etichette perforate; la compatibilità infine con PC o altri sistemi operativi per computer desktop o portatili.

Se cercate offerte, promozioni e suggerimenti per l’acquisto di etichettatrici e labelwriter le potete trovare qui oppure approfittare della promozione cashback per cui, all’acquisto di labelwriter Dymo o Rhino, o di bilance Dymo, lo stesso marchio rimborsa fino al 50% del valore di acquisto (la promozione dura fino al 30 giugno 2015 e i dettagli si possono leggere qui)

Ufficio
25/03/2015

Non c’è una seconda occasione per fare una buona prima impressione. Soprattutto quando si tratta di curriculum vitae: i recruiter maneggiano decine di cv al giorno, e la differenza tra l’essere chiamati o cestinati è tutta nei dettagli.

Come scrivere allora un cv a prova d’assunzione? Con alcuni piccoli accorgimenti come questi.

1. Scrivere solo le esperienze collegabili al lavoro per il quale ci si candida. Per decidere cosa mettere e cosa togliere può essere utile guardare il sito Web dell’azienda ed eliminare le esperienze che non rispondono ai suoi valori e al suo business.

2. Dare una forma chiara ed essenziale. Un cv viene letto in pochi secondi e deve essere immediatamente chiaro: nome, cognome, recapiti in alto, massimo due pagine, font ben leggibili, uso dei grassetti, spazi usati per far risaltare le informazioni importanti.

3. Usare le parole chiave. Sì, come su Internet: le società di selezione e recruiting ormai usano dei software per scandagliare i database di migliaia di curricula, e il modo efficace per farsi pescare è quello di usare nel testo le parole chiave per le posizioni per cui ci si candida.

4. Puntare sui risultati. A meno che non si sia al primo impiego, è utile, per ogni esperienza, sottolineare i risultati raggiunti, anche citando cifre e numeri: “Ho venduto 50 enciclopedie porta a porta” è più efficace di “Venditore di enciclopedie porta a porta”, o no?

5. Meno istruzione, più esperienza. Sempre a meno che non siate neolaureati, a nessuno interessa del diploma del liceo. Bastano poche informazioni essenziali sull’ultimo titolo di studio conseguito, e poi spazio alle esperienze professionali.

6 Social network no. Fuori dal mondo ‘digital’, Facebook, Twitter, Instagram & Co. non sono visti di buon occhio: meglio evitare di mischiare il privato con il professionale. Se invece si possiede un profilo Linkedin è utile per mostrare le relazioni e le esperienze professionali.

Idee
23/03/2015

Passare le giornate in ufficio non è propriamente la cosa che più stimola la felicità. Anzi. E però, forse, ci sarebbe bisogno di più felicità anche al lavoro, e allora in occasione della Giornata Mondiale della Felicità, celebrata dalle Nazioni Unite ogni anno il 20 marzo, Office Depot ha messo ‘in vendita’ la prima stampante della felicità al mondo.

La HAP-100 è infatti la prima stampante per casa o ufficio con già precaricate oltre 1000 immagini e citazioni in grado di trasmettere buonumore e felicità, anche condividendole con colleghi e amici. Ma – perché c’è sempre un ma – per comprare la stampante della felicità non servono soldi: serve impegnarsi ad aumentare il livello di felicità nel mondo.

Come? Condividendo su Twitter immagini, foto, pensieri e citazioni in grado di migliorare l’umore, e raccontando a Viking tramite l’hashtag #HappinessPrinter cosa si può fare con la HAP-100 per rendere l’ufficio (e il mondo) luoghi più felici.

La stampante della felicità HAP-100 sarà poi venduta a chi ha avuto le idee migliori per rendere il mondo un posto più felice. Per il momento Viking ha portato la HAP-100 per le strade di Leeds, in INghilterra, e questo è ciò che è successo.