Notizie
26/09/2014

Basta guardarsi in giro: ce ne sono talmente tanti, in ogni ufficio, che si danno per scontati. Eppure i fermagli, o graffette che dir si voglia, hanno alle loro spalle una storia curiosa e anche un ’bout leggendaria. Certo, la loro origine è ovviamente incerta, come quella di molti oggetti d’uso comune, eppure il primo brevetto della loro invenzione si fa risalire all’inventore norvegese Johan Vaaler.

In effetti ne esisteva anche uno precedente, registrato dalla britannica Gem Manufacturing Company Ltd, ma dalla fine della Seconda guerra mondiale si tramanda ormai la storia che a inventare i fermagli sia stato proprio Vaaler: questo perché durante l’occupazione nazista della Norvegia i cittadini di quel paese cominciarono a indossare le graffette sui loro abiti, a segnalare ovviamente il fatto che la popolazione era unita contro l’invasore.

In onore di questa storia nel 1989, nel giardino della BI Business School di Oslo è stata addirittura eretta la statua di 7 metri d’altezza raffigurante proprio un fermaglio che si vede in questa immagine (e molte altre se ne trovano in giro in giardini e parchi pubblici del paese nordico).

Ufficio
24/09/2014

No, ingurgitare la prima cosa che passa per mano davanti al monitor del computer non è il modo migliore di fare la pausa pranzo in ufficio. Che sia la regola o l’eccezione, anche il pranzo sul luogo di lavoro deve essere prima di tutto sano, e poi rispettare qualche semplice regola di bon ton. Per evitare di appesantirsi, fare il giusto carico di carburante in vista del pomeriggio, e per rispettare la sensibilità di colleghi e vicini di scrivania.

No alle pietanze ‘odorose’. Certo il pesce è sanissimo, e anche cavoli, cavolfiori e broccoletti, ma insomma, appestare l’ufficio con il loro intenso ‘profumino’ potrebbe attirare più di qualche lamentela.

Al bando Facebook & Co. La pausa pranzo è anche un modo per staccare gli occhi dal monitor, socializzare con colleghi e colleghe, rilassare i muscoli di schiena e collo e in fin dei conti dimenticare per qualche minuto computer e vita digitale.

Tovaglietta, posate e tovagliolo sempre. Anche rimanendo alla scrivania, bastano pochi semplici gesti per abbellire il tutto e sentirsi quasi come a casa. E poi si evitano macchie e briciole che sporcano fogli, appunti, tastiera e documenti.

Sì a insalate, frittate, pasta e riso freddi. Sono i tipici cibi da ‘schiscett’round: pratici, sani, si prestano a mille variazioni per non stancare e si possono mangiare anche freddi.

Occhio al forno microonde. Un elettrodomestico praticissimo e sempre più diffuso in uffici e luoghi di lavoro, ma insomma la pasta al pomodoro riscaldata diventa quasi immangiabile. Molto meglio attrezzarsi con un lunch box sigillato e portare da casa una sana zuppa di verdure e pasta o riso.

E voi come vi organizzate per il pranzo in ufficio?

Notizie
22/09/2014

A proposito di stampanti e mondo printing, dall’IFA di Berlino, la più grande fiera di tecnologia europea, è arrivata la notizia delle prime stampanti multifunzione con sistema operativo Android.

Le ha presentate Samsung, 10 modelli di 4 categorie diverse della serie Smart MultiXpress, con la promessa di migliorare la produttività aziendale. Come? Sostanzialmente grazie alla possibilità di stampare senza l’uso del PC ma tramite App analoghe a quelle che si trovano sugli smartphone Android.
Come funzionano le stampanti Android
Cosa significa in concreto? Che si potrà stampare ‘on the go’, ovvero anche in mobilità, comandando la stampante tramite un’App installata sullo smartphone o sul tablet, e che grazie alla compatibilità con la piattaforma Samsung XOA (Extensible Open Architecture) tutte le stampanti multifunzione Smart MultiXpress potranno essere personalizzate in base alle specifiche esigenze di business di ogni azienda.

Ancor più nel dettaglio, queste nuove stampanti multifunzione con sistema operativo Android hanno anche uno schermo full touchscreen tramite il quale è possibile accedere a documenti in cloud, a pagine Web, a e-mail, mappe, immagini e altri contenuti online direttamente dalla postazione di stampa e senza doversi connettere alla stampante tramite computer o server.

Ufficio
18/09/2014

Finisce sempre allo stesso modo: riunioni che non finiscono mai, gente che si distrae, decisioni che non vengono prese e una enorme perdita di tempo per tutti. A chi non è mai successo? Ora, con tutto il rispetto per le tecniche di time management e business meeting, pare che la soluzione sia molto ma molto più semplice: fare le riunioni rimanendo in piedi.

Sì, gli standing meeting permetterebbero di eliminare tempi morti, perdite di tempo e interventi inutili, solo per il fatto che dovendo rimanere in piedi intorno a un tavolo da riunione le persone tenderebbero a essere più sveglie, reattive, pratiche e propositive.

Chi lo ha scoperto? La solita università americana (questa volta quella del Missouri) che ha anche calcolato che le riunioni in piedi durerebbero circa 1/3 in meno di quelle in cui i partecipanti sono seduti. Sarà vero? Basterebbe provare…

Notizie
12/09/2014

Tra pochi giorni ricomincia la scuola, e non si fa altro che parlare di back to school. Ora, se da un lato c’è un ’bout di tristezza perché significa che le vacanze sono davvero finite, dall’altro lato è anche vero che il ritorno ai ritmi consueti è anche un sollievo per mamme e papà, soprattutto quelli che lavorano. Rimane il fatto che passare di colpo dai giochi, dal tempo libero e dalle vacanze agli impegni e agli orari di scuola può essere davvero traumatico, e allora è bene prepararsi per tempo.

Per esempio qualche giorno prima si può cominciare a riparlare della scuola con i ragazzi, ricordare i nomi delle insegnanti, dei compagni e ripercorrere le cose divertenti accadute l’anno precedente, in modo da creare un clima favorevole in loro.

Può essere utile anche raccontare qualche aneddoto positivo sulla proprio esperienza a scuola, di modo che i ragazzi possano immaginare e immedesimarsi un ’bout con i genitori da piccoli.

Conviene anche avvicinarsi gradualmente agli orari in cui si va a dormire e ci si sveglia durante l’anno scolastico, così da arrivare alla prima campanella senza traumi.

E poi può essere utile e divertente coinvolgere i figli nell’acquisto dei materiali per la scuola: penne, quaderni, matite, fogli di carta e tutto l’occorrente da mettere in cartella. E poi con i ragazzi di oggi cosiddetti nativi digitali che sanno usare benissimo tablet, computer e smartphone si può anche evitare lo stress di ritrovarsi tutti in fila in un centro commerciale e risparmiare tempo acquistando direttamente con l’e-commerce.

Voi come vi comportate per il rientro a scuola dei figli?

Ufficio
10/09/2014

Il più delle volte neanche ci si pensa, ma in effetti i colori dicono molto dello stato d’animo delle persone. Basta pensare agli abbinamenti nell’abbigliamento e negli accessori, o anche nei colori che si usano ogni giorno durante le attività lavorative. No, non si parla di pittori e artisti, ma per esempio anche la scelta di un post-it o di un evidenziatore giallo piuttosto che azzurro può dire molto dell’umore, dei pensieri e delle sensazioni di una persona.

Per esempio, il giallo e l’arancione, caldi e stimolanti, sono i colori della gioia, il blu, scuro, è il colore della tristezza, il rosso è spesso il colore della rabbia mentre il verde è il colore della tranquillità e della serenità. Insomma, basta guardarsi intorno per capire un ’bout il clima che regna in ufficio e gli stati d’animo delle persone che lo frequentano: l’avevate mai notato?

Ufficio
09/09/2014

Sembra passato un secolo: tornati dalle vacanze l’ufficio era perfetto, pulito, con tutti i documenti in ordine e le scrivania sgombre, poi dopo una settimana è di nuovo tornato il solito caos. Caos che diminuisce la produttività (quanto tempo si perde a cercare fogli, faldoni e cartellette finite chissà dove?) e rende meno gradevoli le ore passate sul luogo di lavoro.

Certo, ci sarà sempre qualcuno che sostiene che il caos e il disordine sono creativi, ma a meno che non si lavori in un ambito davvero creativo, un ’bout di ordine aiuta a vivere meglio le giornate in ufficio (e poi c’è sempre chi sostiene che i disordinati sono inaffidabili…).

Ma come fare a mentenere in ordine l’ufficio? Semplicemente rendendolo bello, gradevole e famigliare ai propri occhi.

Per esempio acquistando qualche quadro o pannello decorativo, sostituendo la vecchia scomoda sedia con una ergonomica e dai colori che mettono il buon umore, procurandosi un deodorante per ambiente o allestendo un piccolo corner per le brevi pause tra un impegno e l’altro.

Detto dell’hardware, si può fare qualcosa anche per il software: per esempio isolandosi dal rumore ascoltando della musica direttamente dal computer, oppure prendendo piccole pause per fare qualche facile esercizio di allungamento che migliora la postura e scaccia lo stress.

Insomma, prendersi cura di sé e dell’ambiente di lavoro è il modo migliore per evitare che il caos abbia il sopravvento e trasformare l’ufficio in un posto gradevole, ordinato ed efficiente.

Notizie
05/09/2014

Se c’è un prodotto da ufficio che è usato ogni giorno da milioni di persone in ogni angolo di mondo sono i Post-it. Anzi, i Post-it sono tra i 5 prodotti per ufficio più venduti in tutto il mondo, ma quello che forse non tutti sanno è che la loro invenzione è avvenuta per caso. Sì, per caso se non proprio per errore, ed è solo grazie a una serie di coincidenze fortuite che oggi i blocchetti adesivi di carta colorata si trovano praticamente su ogni scrivania.

Il loro inventore, Spencer Silver, dipendente della 3M, stava in realtà cercando di creare un adesivo super forte da utilizzare nell’industria aeronautica quando invece si trovò tra le mani questa colla debolissima, che però aveva un paio di aspetti davvero vantaggiosi: il primo è che, una volta attaccato alla superficie, può essere rimosso senza lasciare residui; il secondo è che l’adesivo poteva essere riutilizzato, ovvero attaccato e staccato più volte come accade ancora oggi ogni giorno.

Ma alla 3M non si resero affatto conto di avere tra le mani un prodotto in grado di fare il botto di vendite. Anzi, il management lo considerò un errore di percorso e i Post-it (o ciò che erano al tempo) rimasero parcheggiati per almeno 5 anni: solo nel 1973 un nuovo manager di laboratorio cercò di tirarne fuori un vero e proprio prodotto, che divenne tale solo quando un altro dipendente della 3M che cantava nel coro di una chiesa e aveva il problema dei segnalibri che cadevano continuamente dagli spartiti non intuì che quell’adesivo poteva fare al caso suo.

Ma – perché c’è sempre un ma in ogni storia interessante – ancora una volta non tutti capirono le potenzialità del prodotto. E infatti il primo test di vendita e marketing fu un mezzo fiasco, e i Post-it finirono parcheggiati un’altra volta per altri 4 anni finché non venne organizzata una primitiva campagna di guerrilla marketing che ebbe un successo incredibile e convinse finalmente il management della 3M a mettere in piedi le linee di produzione per invadere il mercato degli ormai ben noti fogliettini gialli adesivi.

E a questo proposito, anche il fatto che il colore originale sia il giallo è dovuto al puro caso: quando infatti Spencer Silver e gli altri che lavoravano all’adesivo ebbero bisogno di carta per fare i loro test, nel magazzino ce n’era solo di colore giallo, e così rimase che i primi, originali Post-it furono di colore giallo. Oggi in vendita ce ne sono di quasi ogni colore, forma e funzione, come dimostra l’opera d’arte di R.B. Kitaj fatta di Post-it che nel 2000 è stata venduta alla cifra di 1000 dollari o l’ufficio trasformato in un livello di Super Mario con 6223 fogliettini colorati.

 

Ma soprattutto, se volete scoprire come usare davvero i Post-It, trovate tutto spiegato qui.

Notizie
03/09/2014

Il grande capo è carichissimo: non erano nemmeno due ore che si era riaperto dopo le vacanze e aveva già organizzato la prima riunione. Tema: dobbiamo risparmiare. Si deve essere fatto influenzare da tutto questo parlare di spending review, perché ha sbraitato mezz’ora e poi ha ordinato di trovare il modo di tagliare un ’bout le spese.

Sapete cosa si è fatto? Si è scritto in Google “come risparmiare soldi” e si è scoperto che comprando online si può risparmiare fino al 17% rispetto agli acquisti tradizionali. Ok, bisogna confrontare i prezzi, star dietro alle promozioni, approfittare degli sconti, cumulare più acquisti per fare una spedizione sola. Sembra un lavorone, ma alla fine si risparmia denaro e anche tempo.

E volete sapere un’altra cosa? Oltre che gli acquisti per l’ufficio, si può acquistare online anche per sé: è sicuro, facile e si risparmia tempo e denaro.