Idee
17/04/2015

Lo dicono tutti: medici, giornali, Tv, siti Internet. E ora lo dice anche il Ministero della Salute: per stare in forma anche con una vita intensa e stressante, si può cominciare dal fare le scale (quelle che portano in ufficio, quelle delle stazioni di treni e metropolitane, quelle di case e anche quelle dei mall e supermercati) e abbandonare definitivamente l’ascensore.

Insomma, se dopo l’inverno serve una scossa di remise en forme, si può sfruttare anche il tempo in ufficio per prendersi cura del fisico. La nuova campagna del Ministero della Salute si chiama “Usa le scale. Non prendere l’ascensore! Un gradino alla volta verso uno stile di vita più salutare anche in ufficio” ed è riassunta in un opuscolo ricco di buone indicazioni verso uno stile di vita salutistico.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità per mantenersi in forma bastano 30’ di attività fisica al giorno, anche conducendo uno stile di vita frenetico: “basta approfittare in modo intelligente delle opportunità che ci offre l’ambiente circostante” recita la campagna del Ministero della Salute, invitando proprio a partire dal fare le scale.

Salire i gradini infatti è un’attività che fa bene al cuore, tonifica i muscoli delle gambe, attiva il metabolismo permettendo di tenere sotto controllo il peso e – dettaglio non da poco – è totalmente gratuita.

Sai cosa puoi fare? Scaricare il pdf dal sito del Ministero della Salute (clicca qui), stamparlo e appenderlo in ufficio, invogliando colleghe e colleghi a seguire il tuo buon esempio.

Notizie
15/04/2015

Al Salone del Mobile 2015 di Milano c’è un’intera sezione dedicata ai mobili per l’ufficio e agli scenari degli spazi di lavoro che saranno (si chiama Workplace 3.0): ecco alcune delle novità di design presentate negli stand degli espositori.

W80 di Tecno (foto sopra) è una nuova idea di parete divisoria per gli ambienti di lavoro, realizzata dal Centro Progetti Tecno in collaborazione con l’architetto Daniele Del Missier ed Elliot Engineering & Consulting sia con chiusura ad anta battente sia scorrevole a scrigno e pensata per i grandi cantieri internazionali.

Parentesit di Arper è un pannello modulare fonoassorbente creato da Lievore Altherr Molina: i pannelli attenuano il rumore degli ambienti condivisi degli uffici contemporanei creando le condizioni ideali per la concentrazione individuale o per il lavoro in team.

Le sedute Vela, realizzate dalla collaborazione del Centro Progetti Tecno con lo studio spagnolo Lievore Altherr Molina, sono sedie pensate per inserirsi armoniosamente in ambienti ufficio, soft-contract e spazi residenziali. Nascondono un sofisticato meccanismo “responsive” nel corpo della seduta che permette di adeguare automaticamente la postura in base al peso dell’utilizzatore.

Scan Sørlie, azienda norvegese dalla lunga traduzione e storia nel design di mobili da ufficio, ha invece presentato queste sedie da ufficio e sala d’aspetto.

Per tutte le proposte dedicate da Viking al Salone del Mobile 2015 clicca invece qui.

Idee
14/04/2015

Oltre 11mila metri quadri, 127 aziende e l’idea di nuove risposte alle esigenze degli spazi di lavoro: è Workplace 3.0, lo spazio all’interno del Salone del Mobile di Milano dedicato al mondo dell’ufficio che si può visitare nei padiglioni 22-24 della fiera di Rho.

Cuore di Workplace 3.0 è La Passeggiata, l’installazione firmata da Michele De Lucci e dedicata all’ambiente di lavoro di cui avevamo già parlato qui e che propone una nuova visione “work-life balance” tra ambienti di vita e di lavoro.

Poi, accanto alle proposte degli espositori c’è un ricco calendario di appuntamenti dedicati al tema dell’ufficio del futuro: quelli ‘ufficiali’ all’interno del programma si possono trovare qui (per esempio il 15 aprile da Dieffebi si parla di qual è il colore giusto per stare bene ed essere più produttivi in ufficio) ma ce ne sono anche al di fuori degli spazi istituzionali.

Da Workplace Wellness (Largo Treves 5/angolo Via Solferino) Kinnarps e Studio Nichetto mostrano i vantaggi di un ambiente di lavoro all’insegna degli stili di vita salutistici (fino a domenica 19). Rethink the Modular (via S. Gregorio 29) rivisita invece il concetto di modularità: proposte di ricerca estrema di un gruppo di professori e studenti di design (fino a domenica 19).

Se poi cercate di interpretare il futuro circa le tendenze dell’ufficio che verrà, leggete anche qui.

Idee
10/04/2015

Quello del detersivo lo appiccichi accanto alla lavatrice, in bagno. Quello del caffè (o dello zucchero, o della pasta, o dei biscotti) in cucina, accanto alla macchinetta, ai fornelli o alla dispensa. E ancora quello della cartaigienica o di ogni altro prodotto di consumo quotidiano: sono i Dash Button, il nuovo servizio lanciato da Amazon in USA: pulsanti fisici attraverso i quali ordinare direttamente ciò che serve in casa (e magari un giorno in ufficio, o in azienda).

Sono colorati, richiamano il brand che rappresentano, e sono un filo diretto con la più grande piattaforma di e-commerce al mondo: non siamo ancora al refill automatico, ma insomma se finisce un prodotto basta un piccolo gesto (il button legge automaticamente il codice a barre e ordina direttamente il prodotto) e Amazon lo spedisce prontamente a casa.

Il Button è collegato ad Amazon via wi-fi, c’è la possibilità di cancellare l’ordine entro 30’ dall’invio e di tenere traccia di ordini, spedizioni e pagamenti attraverso l’App dedicata.

Ufficio
09/04/2015

Anche se non si dice (anzi: è tra le cose da non dire mai in ufficio) più o meno tutti sperano sempre in un posto di lavoro migliore. Ma se il primo scoglio da superare è quello dell’invio del curriculum (e qui ci sono i 6 trucchi per non farlo cestinare) poi ci si gioca tutto nel corso del colloquio: qualche manciata di minuti durante i quali convincere il potenziale datore di lavoro che si è proprio la persona giusta per quel posto.

Come fare a giocarsi tutte le proprie carte in modo efficace? Con questi 6 accorgimenti.

1. Informarsi sull’azienda.
Ovviamente sull’attività svolta, ma anche sui valori aziendali, su come è organizzata e in generale su come intende sviluppare il suo business. Le fonti non mancano: il sito Web, ma anche articoli di giornale e online, quotazioni di borsa e non ultimi i contatti diretti: possono essere persone già conosciute oppure contatti generati sui social professionali come Linkedin.

2. Preparare le prime risposte.
In ogni colloquio ci sono domande standard che riguardano il percorso professionale, gli obiettivi di carriera, i risultati raggiunti e le aspirazioni professionali: non si tratta di imparare la filastrocca a memoria, ma di aver ben presenti i punti da evidenziare, per non dimenticarli. Se non si è in cerca del primo lavoro, immancabile sarà anche la domanda sul perché si vuole lasciare il precedente impiego: meglio essere propositivi ed evitare commenti negativi sul passato.

3. Vestirsi adeguatamente.
Ogni azienda ha il proprio stile, e si può risultare fuori contesto anche presentandosi troppo formali (così come in jeans per lavorare in banca). Anche in questo caso vale la pena informarsi per tempo, per non trovarsi a disagio quando ormai è troppo tardi. (Qui i consigli su come vestirsi in ufficio)

4. Comunicare anche non verbalmente.
Contano le parole, e contano anche i gesti: una stretta di mano sicura, un tono di voce senza esitazioni, la postura dritta comunicano fiducia e affidabilità. Si possono sempre fare le prove allo specchio o con l’aiuto di una persona fidata. E attenzione ai segnali di nervosismo come parlare troppo velocemente, dondolare, toccarsi i capelli: i recruiter sono esperti di comunicazione non verbale, e colgono ogni dettaglio (Qui i consigli per parlare in pubblico in modo naturale).

5. Preparare qualche domanda.
Durante il colloquio di lavoro si è candidati, ma si è anche prospetti: mostrarsi interessati all’azienda, al ruolo da ricoprire e ai suoi potenziali sviluppi sono tutti fattori che possono dimostrare motivazione e influenzare gli esaminatori.

6. Ascoltare senza interrompere.
Che siano domande o spiegazioni, ascoltare senza interrompere è non solo segno di educazione ma anche di sicurezza in se stessi.

Idee
07/04/2015

Dicono che arriveranno 20 milioni di visitatori in 6 mesi. Dicono che ci saranno punte di 160mila presenza al giorno. Tutti prevedono che Milano, nel corso di Expo2015, sarà ancora più caotica e congestionata di quanto già normalmente non sia. E allora SmartforExpo e Comune di Milano hanno pensato di prorogare e allungare per 6 mesi la Giornata del Lavoro Agile che già aveva coinvolto 144 aziende (+40% rispetto a un anno fa), 300 uffici e oltre 8.200 lavoratori (ne scrive Il Sole 24 Ore).

Obiettivo: meno spese, meno traffico, meno stress e più produttività. Ovvero smart working. Del resto i numeri della Giornata del Lavoro Agile sono già stati quantificati: recupero dell’equivalente di 324 giornate di ufficio e produttività aumentata del 20%. Proiettati su Expo questi numeri permetterebbero di risparmiare 32 tonnellate di CO2, decongestionare il traffico, ridurre i costi per gli uffici (dal 20% al 30%) e dei tassi di assenteismo (fino al 50%).

Il tutto purché si raggiunga l’obiettivo di far lavorare in modo smart (da casa, o in spazi pubblici) il 10% della popolazione aziendale per almeno 2 giorni al mese. Insomma, il work life balance potrebbe essere lo strumento per vivere e lavorare meglio a Milano durante i giorni di Expo2015. Funzionerà?

Notizie
02/04/2015

Sul fatto che il pisolino in ufficio possa essere benefico ci sono pareri contrastanti (lo abbiamo già raccontato qui). E però, tra chi crede che un break con gli occhi chiusi sia davvero in grado di farci lavorare meglio ora spunta uno studio di design olandese che ha creato questa scrivania che si trasforma in letto per passare direttamente dalla fase produttività a quella relax.

Il prototipo si chiama Work Desk Bed, è stato ideato dallo Studio NL e volendo ha anche l’alloggio per un TV smart, così prima di schiacciare la pennichella ci si può intrattenere un ’bout.

Idee
01/04/2015

Pensiamo (quasi) sempre che il lavoro sia quell’attività che inizia e finisce quando ‘timbriamo il cartellino’, e invece sempre più head hunter e responsabili del personale delle aziende cercano nei curricula esperienze e passioni in grado di raccontare chi siamo, come ci comportiamo nelle situazioni di stress, se abbiamo doti di leadership, se siamo potenzialmente buoni manager o se semplicemente siamo degli ottimi, disciplinati membri di una squadra (qui intanto i 6 consigli per scrivere un CV ottimale).

Perché vi raccontiamo questo? Perché recentemente ci siamo imbattuti in un post interessante scritto da Maurizio Napolitano su Che Futuro, il blog che parla di innovazione e sviluppo digitale in Italia. Maurizio Napolitano è un ricercatore nel settore degli Open Data e dei beni digitali, ed è anche un allenatore. Di giorno è in ufficio, la sera si mette in tuta e allena squadre di pallavolo, e nel post traccia un interessante parallelo tra le doti e le competenze richieste a un allenatore e quelle necessarie per essere un buon leader e manager in azienda.

Ecco alcuni quote (il post completo si può leggere qui)
Alla pallavolo devo molto, da giocatore mi ha insegnato lo spirito di sacrificio, a sapere apprendere dalle sconfitte e a confrontarmi con i miei limiti e collaborare con le persone.

Allenare vuol dire essere leader e gestire persone. Non è semplice e si hanno grandi responsabilità.

Da allenatore ho imparato che, per essere un leader, devi essere prima di tutto te stesso.

Acquisire consapevolezza del proprio potenziale è una caratteristica importante quando si riveste un ruolo di leadership.

La leadership porta poi ad avere potere, e da qui la necessità di imparare a gestirlo.

Sottolineare gli errori non è sicuramente il modo migliore per aiutare nella crescita individuale, anzi, spesso diventa l’alibi migliore per credere di aver risolto problemi.

Un leader deve essere in grado di gestire e valorizzare le caratteristiche e i ruoli di ogni singolo componente di un gruppo.

Ufficio
31/03/2015

Ci sono gli uffici di design (come i più belli al mondo che potete vedere qui), ci sono le migliori aziende in cui lavorare e ci sono le stanze dei bottoni più ‘segrete’ al mondo: banche, aziende hi-tech, compagnie petrolifere, brand del lusso o dello sport prendono le loro decisioni nel corso di riunioni top secret. Ma se spesso non arriviamo a conoscere di cosa discutano in quei summit, ora almeno possiamo guardare dove si tengono: ecco le sale riunioni dei consigli d’amministrazione di alcune delle più grandi e potenti compagnie al mondo.

In apertura: Adidas

Apple, il colosso hi-tech

Bnp Paribas, gruppo bancario francese

Fifa, la federazione internazionale del calcio

Google, il motore di ricerca più usato al mondo

Ing Group, gruppo bancario olandese (quelli del Conto Arancio)

Mercedes Benz, le auto con la stella

Nestlé, colosso del food

Yahoo, altro big del Web

La gallery originale e completa è visibile qui.